facce strane

È solo che sei diverso, tu. Hai visto tutto di me, ogni difetto, ogni mia stranezza. Hai visto i dettagli in me. Sei riuscito a guardare oltre, hai visto la vera me. Non sei come tutti gli altri che mi dicono ‘Hai dei bei occhi’, no, tu mi hai detto ‘Mi piace il modo in cui guardi’. Hai visto le mie facce strane quando scrivo un messaggio. Hai visto i miei difetti, ed e strano, perché sei rimasto comunque. Sei diverso, tu. E quei miei difetti mi sono piaciuti di più da quando ci sei tu. E mentre mi innamoravo follemente di te, sei riusciuto a farmi innamorare un po’ anche di me. Ed è strano per una come me , che si è odiata per tutta la vita.
Io ho bisogno di te. Ho bisogno dei tuoi abbracci, dei tuoi sorrisi, delle tue facce strane, della tua voce, del tuo senso dell’umorismo, ho bisogno di sentirti dire cose stupide pur di vedermi sorridere, ho bisogno di essere chiamata come mi chiami tu, ho bisogno di sentire le tue labbra sulle mie e il mio cuore accanto al tuo. Ho bisogno di te, perché solo con te posso essere me.
—  @ila-13
Io ho bisogno di te. Ho bisogno dei tuoi abbracci, dei tuoi sorrisi, delle tue facce strane, della tua voce, del tuo senso dell’umorismo, ho bisogno di sentirti dire cose stupide pur di vedermi sorridere, ho bisogno di essere chiamata come mi chiami tu, ho bisogno di sentire le tue labbra sulle mie e il mio cuore accanto al tuo. Ho bisogno di te, perché solo con te posso essere me.
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Lettera ad una troia.

Ehi, ti ricordi di me? Ti ricordi quante ne abbiamo passate insieme? Ti prego, dimmi che te lo ricordi. Ricordo ancora quando ci dicevamo che la nostra amicizia era eterna, ricordo ancora tutte le cose che ci raccontavamo, ricordo ancora i nostri abbracci, pochi ma sinceri. Ricordo che ci stavo malissimo quando abbracciavi le altre mentre me mai. Ricordo ancora i nostri pianti, le nostre telefonate quando mi avevano attivato la promozione, le nostre cazzate insieme, le nostre litigate. Sai io ricordo tutto, ma proprio tutto di noi, ricordo quello che eravamo, ricordo chi era invidioso della nostra amicizia. Era tutto perfetto, le nostre uscite, le nostra urla e le figure di merda. Ora fa male. Abbiamo smesso con tranquillità di salutarci. Eravamo tutto, e ora abbiamo rotto un legame così grande che ancora non riesco a crederci. Ogni giorno che passa, sento solo rancore, rancore verso questa amicizia finita così, senza un vero perché. Non eri una semplice amica, eri la sorella che non ho mai avuto. Quella presenza costante che mi sopportava nei momenti di rabbia mischiata ad un po di tristezza. Una ragazza con il sorriso sul volto e con due splendidi occhi di un marrone stupendo. So che non servirà molto chiarire, perchè nulla tornerà mai come prima, non saremo più come prima. Ho visto che ora hai trovato nuove migliori amiche che mi sostituiscono e sono contenta per te, l’unica cosa che mi fa stare male è il fatto che hai dimenticato quelle vecchie. Hai dimenticato le nostre promesse, i nostri “per sempre”, i nostri “ti amo”, i nostri “non ti dimenticherò mai”. Ma vabbè, a volte le amicizie si interrompono così, perchè intervengono altre amicizie, che consideriamo più importanti al momento, che entreranno a far parte della nostra vita. Sai è così difficile da accettare per me. È difficile accettare il fatto che ognuna ha preso una strada, una strada che non è quella insieme, no, ognuna ha preso una strada diversa. Non volevo e non avrei mai immaginato sarebbe finita così. Quando vedo i tuoi stati di facebook continuo a pensare: ‘e io? Io le manco? Troverò mai uno stato dedicato a me?’ E invece no, non è mai successo, e so che mai succederà. Ora hai loro, e io non ti manco per niente, hai una vita felice anche senza di me. Più felice di quando c’ero io oserei dire. Ho vissuto finora nella speranza che tu un giorno fossi potuta ritornare dopo tutte le volte che sono tornata io, mandandoti poemi strappalacrime, che ora considero tempo sprecato, perché un ‘noi’ non esiste più. Poi mi viene in mente ciò che ti ho fatto e ciò che tu hai fatto a me. Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo nostro abbraccio su per la collina quel giorno che pensavamo di avere chiarito una volta per tutte non ti avrei lasciata più andare. Ora quando sento pronunciare il tuo nome da altre persone a me vicine mi viene un colpo al cuore. I miei amici hanno smesso di chiedermi se mi manchi perchè sanno già la risposta. Da quando non ci parliamo più sono cambiata, sono una persona diversa, forse se mi parlassi adesso non mi riconosceresti. In questo periodo le cose sono cambiate. A volte piango. Piango perché oramai di te è rimasto solo un ricordo. Un ricordo che fa male e sorridere allo stesso tempo. Che poi tu non hai mai avuto bisogno di cartelloni sotto casa per mostrarmi il tuo affetto. Tu eri tu, e a me bastava. Tu eri quella che mi faceva una faccia scema quando stavo male, e a me veniva voglia di abbracciarti e di stritolarti anche se il mondo mi crollava addosso. Nonostante nella mia vita ci sono e ci saranno altre persone, forse anche più importanti di te non ti dimenticherò mai. Scusami per non essere stata abbastanza. Volevo solo che sapessi che manchi, e non poco. E’dura notare che per te non è lo stesso. Come si fa a dimenticare quei pomeriggi passati a parlare, di cose serie, stupidaggini, amori sbagliati. Quante foto abbiamo insieme, ormai sono le uniche cose che restano di noi. Ormai sei diventata un ricordo, uno dei tanti. È da un po che non parliamo,ma volevo dirti una cosa. Sei cambiata,fino a dieci mesi fa eri diversa. Ci sentivamo tutti i giorni, e se non mi scrivevi lo facevo io. Ora invece siamo lontane,ma non fisicamente,proprio in senso metaforico. Ma il problema è un altro, siamo sempre state troppo orgogliose. Io non so perdonare. Tu neanche. Uscivamo, ci prendevamo la granita alla fragola, la nostra preferita, ci sedevamo sulla nostra panchina e ridevamo fino alle lacrime.

Te li ricordi quei momenti?

Io si.

Non credo di volerli dimenticare.

Ti ricordi quel giorno di pioggia? eravamo fradicie ahahha, la gente ci scambiava per immigrate che avevano appena perso il loro gommone

Vorrei parlarti ora.

Perchè mi sento sola e tu mi capiresti.

Vorrei spiegarti cosa mi è successo in questi dieci mesi, quante cose ho passato senza di te, quante volte mi sono girata per poi ricordarmi che tu non sei più accanto a me.

Quante volte ascoltando una canzone ho pensato a te per poi cercare di scacciarti dalla mente come si fa con le mosche fastidiose.

Ci siamo perse pezzi della nostra vita.

Li abbiamo abbandonati sul ciglio della strada.

Ci siamo divise.

Ci siamo perse.

E abbiamo deciso di non ritrovarci più.

Se ci incontriamo per strada fissiamo il display facendo finta di messaggiare con qualcuno.

Ci siamo cancellate.

Sei passata troppo in fretta.

Ma è così facile chiudere i rapporti con le persone?

E’ davvero così semplice dimenticare i ricordi con qualcuno?

Scordare le risate e i pianti fatti insieme?

E’ così semplice passare accanto a qualcuno che fino a poco tempo prima era importante e non dire nemmeno “ciao”? O non fermarsi nemmeno a guardarlo negli occhi?

Ci vuole forza per non piangere con un ricordo.

Ci vuole forza per non sorridere ricordando una battuta.

Ci vuole forza per non guardare nemmeno da lontano qualcuno di importante.

Ci vuole davvero tanta forza.

Ed io non sono forte.

A volte riguardo le foto e in quelle foto noi siamo ancora amiche.

Migliori amiche.

Come sorelle.

Non siamo disposte a perdonarci.

Non so perdonare, te l’ho detto, e tu lo sai, lo sai perchè mi conosci troppo bene.

Però a volte manchi.

E questo no, non lo sai.

E non credo di dirtelo mai.

Lo scrivo e basta.

Che a dirle ad alta voce le cose diventano troppo reali.

E fanno paura.

Ed è strano, sai? Ti odio, eppure mi manchi.  Eri la ragazza con il sorriso sul volto e con due splendidi occhi di un castano intenso, che ingannavano chiunque. La ragazza che si vedeva “grassa”, “inutile”, “sola” poiché non riusciva a vedere l’amica che avrebbe dato qualsiasi cosa per renderla felice. Non credo che mai riuscirò a dimenticare questi momenti,  a dimenticarti. Maledetto il giorno in cui ti ho detto di cancellarmi dalla tua vita.  Spesso le persone non comprendono quello che hanno davanti e spesso non lo apprezzano. Ho imparato ad andare avanti anche quando l’unica persona con cui vorresti parlare è la stessa che ti ha ferito. Ho imparato che più dai e meno ricevi. Che ignorare i fatti non cambia i fatti. Che i vuoti non sempre possono essere riempiti. Che le grandi cose si vedono dalle piccole cose. Che la ruota gira, ma quando ormai non te ne frega più niente. Non sentirò mai più la tua risata causata da una delle mie trovate, non riuscirò mai ad accettare del tutto l’abbandono della nostra grande amicizia. Ogni tanto mi chiedo perchè le nostre strade si sono divise. Poi penso a quando litigavamo per qualsiasi cosa. Quando mi dicevi cosa dovevo fare. Quando io mi lasciavo condizionare. Sicuramente sai che questo che sto scrivendo è per te, ma come hai sempre fatto lo eviterai e sicuramente mi sfotterai.  Era tutto perfetto, le nostre uscite, le nostre dormite, le nostre feste, le nostra urla mentre vedevamo film paurosi insieme. Ora, ora fa male. Ogni volta che ti vedo, e cazzo si, fino a pochissimo tempo fa eravamo vicine di casa. Eravamo tutto, e ora abbiamo rotto un legame così grande che ancora non riesco a crederci. So che non servirà molto chiarire,e infatti non te lo chiedo minimamente. Nemmeno io voglio farlo. Lo so che ti piacerebbe vedermi piangere, lo so che mi detesti, lo so che se stessi bruciando e tu avessi la possibilità di salvarmi ti gireresti dall’altra parte senza alcun rimorso e forse in effetti lo farei anch’io ma quello che sto cercando di dire è che mi mancano tutti quei pomeriggi vissuti, passati assieme a ridere  a crepa pelle con lunghe serie di figure di merda e di facce strane..mi manca vederti fare tutte le tue pazzie: rotolarti,baciare i pali, fare il,ehm,quello che si puo definire un cane in calore(?) addosso a tutti quanti.

Eppure no, non tornero’ strisciando, non ti darò mai questa soddisfazione. Devi solo ringraziare te stessa, sei tu che mi hai reso piu forte. 

Non sono delusa perchè è finita, un po’ me l’aspettavo. Sono delusa per come è finita. Sai, per quello che avevamo avrei voluto almeno una degna fine. Che ne so, magari un addio, o magari sai, non mi sarebbe dispiaciuto salutarti se ti vedo passare per strada. Niente di che, giusto due chiacchiere per aggiornarci della vita dell’altra, perchè a me questa cosa qui che facciamo di comportarci come se non ci fossimo mai viste prima, un po’ fa male.

Ma sappi che non mi manchi tu, mi manca quello che eravamo insieme.


Baci goblin,

  Il tuo troll, o meglio, quella stronza della tue ex migliore amica.



uncadaverechecammina

Silvia: “fatti una domanda e datti una risposta”

Ale: “Alessandra sei felice?”
“Si”


É per questo che la amo, la stimo e le voglio un bene dell’anima pur essendo chilometri di distanza e non avendoci mai realmente parlato, perché LEI è la spontaneità in persona ❤

Insegnami a cancellarti via da me come si fa per le cose spiacevoli. Aiutami a non pensarti più. Resetta i ricordi, ti prego, fa fermare questa nostalgia che mi prende sempre di notte, che a volte sembra che non riesca nemmeno a respirare.
Insegnami a dimenticare il tuo profumo, di quella volta al parco. Insegnami a non sapere più la forza dei tuoi abbracci e la malinconia di certi sguardi.
Brucia ogni dejavù che mi viene a trovare nei posti in cui siamo stati amore, e fa che la pioggia sia soltanto pioggia, che non mi urli il tuo nome.
E insegnami a non sognarti più, a non immaginarti più.
Insegnami a non scriverti più, a non provare a chiamarti, ad avere il coraggio di cancellare le nostre foto, le canzoni, le facce strane, i tuoi capelli in disordine, gli occhiali che mi avevi regalato tu.
Insegnami a riporti tra il rumore dei tuoi passi, la tua camminata strana, l'accento dialettale, i nostri falli e gli altri vuoti di memoria.

Voglio un ragazzo che mi insegni andare in skate.Voglio un ragazzo che mi lasci rubare le sue felpe dall’armadio e che pur accorgendosene non dica nulla. Un ragazzo che mi porti al mare d’inverno, perché dio, io amo il mare d’inverno. Voglio un ragazzo che arrivi a casa mia di prima mattina e mi prepari la colazione facendo attenzione a non svegliarmi. Voglio un ragazzo che mentre sto leggendo, passi da Starbucks e mi porti un bicchiere enorme di cioccolata calda. Voglio un ragazzo che mi faccia le coccole quando nota che sono triste; che mi dia un bacio sulla fronte prima di addormentarmi e che mi lasci dormire abbracciata al suo petto. Voglio un ragazzo che risponda in meno di un minuto ai miei messaggi; oppure che mi scriva in piena notte solamente perché non riesce a dormire. Voglio un ragazzo che mi che nonostante il mio caratteraccio, soprattutto quando ho le mie cose, sia sempre premuroso e dolce. Voglio un ragazzo che all’improvviso, cogliendomi di sorpresa, mi abbracci da dietro: uno di quegli abbracci che ti fa sentire protetta e amata allo stesso tempo. Voglio un ragazzo che in piena estate mi abbraccia con la scusa del “ho freddo”, quando in realtà si schiatta di caldo. Voglio un ragazzo che in stazione, con tutta quella gente mi prenda per mano e mi baci fortissimo per far capire a tutti che sono la sua ragazza, e che quindi è interessato solamente a me. Voglio un ragazzo che mi faccia regali in continuazione, ma non quei regali costosissimi da tiffany&co, no, anzi. Regali del tipo tanti libri o cd musicali, oppure maglioni colorati in stile tumblr. Voglio un ragazzo che arrivi a casa mia alle nove di sera con un dvd a noleggio e la pizza. Voglio un ragazzo che mi porti in giro per il mondo, come a New York o a Parigi. Voglio un ragazzo che mi proponga di andare a guardare le stelle alle tre di notte, anche con dieci gradi sotto zero. Voglio un ragazzo che tenga gli occhi fissi nei miei anche mentre passa una ragazza bellissima proprio davanti a noi. Voglio un ragazzo che non scappi via al primo problema, anzi, voglio che sia lui quello a dover corrermi dietro; perché in realtà mi faccio tanto la forte, ma sono io la prima a scappare quando le cose non vanno, quando tutto cade a pezzi.
Voglio un ragazzo non molto geloso da non lasciarti nemmeno uscire con le amiche, no. Ma almeno tanto geloso da fare a botte con qualcuno per me. Voglio un ragazzo che parli sempre di me. Anzi no, non sempre, ma la maggior parte del suo tempo. Voglio un ragazzo che racconti ai suoi amici quanto sia fiero di avere una ragazza come me. Voglio un ragazzo che mi dica cose come “sei bellissima” oppure “sei perfetta” con un sorriso stampato in faccia, prima di uscire. Per rendermi più sicura di me. Un ragazzo che mi faccia i complimenti anche la mattina appena sveglia, con i capelli arruffati e il trucco sbavato, e magari anche con l’alito cattivo. Un ragazzo che di prima mattina faccia facce strane solamente per farmi ridere, perché sa quanto odio tutti di prima mattina. Un ragazzo che mi baci anche dopo che l’ho mandato al diavolo e gli detto le cose peggiori, bestemmiandogli contro.
Voglio un ragazzo che mi ami per ciò che sono, anzi, proprio perché sono così voglio che mi ami. Voglio che mi ami nonostante i miei sbalzi d’umore continui e i miei istinti omicidi quando mi contraddice su qualcosa. Voglio che mi ami nonostante la mia insicurezza perenne e il fatto che la maggior parte del tempo sono un disastro.

Decisi di diventare grande alle 7:30 di un venerdì.

Mentre la sveglia suonava e io cercavo di decidere cosa fosse più giusto. Mentre il letto non voleva saperne di farmi uscire, e allo stesso tempo mi spingeva fuori con forza. Così, tra il profumo di caffè e un'afa che già mi prendeva tutto il respiro, accettai di andare. Le sale d'attesa mi confondono sempre. Creano in me uno stato di ansia misto a tranquillità…osservo le signore con le facce rigate e con l'accento strano e mentre la mente,come sempre protettiva, vaga in posti lontani, io non riesco a non chiedermi che cavolo ci faccio in un posto del genere. Da sola. Con un buco nello stomaco e le mani sudate. L'incertezza la fa da padrona, insieme alla voglia di scappare che diventa sempre più insistente. Ma resto. Come resto in tutto ciò che non va nella mia vita. Perchè la voglia di sistemare ciò che è rotto, è molto più forte del desiderio di non sapere e di lasciare tutto com'è. Sono ostinata. Non me l'avevi mai detto prima. Non avevo mai sentito di esserlo prima di quel momento. Eppure se mi guardo indietro, non posso non ammettere che è così. Oltre tutto. Più di tutto. Il non accontentarmi mi distruggerà o davvero, un giorno, mi porterà ad essere felice? Me lo chiedo mentre osservo ciò che prima non vedevo. Come sempre, ci facciamo domande, pur avendo le risposte già tra le mani. Così stringo i pugni e vado avanti.

C'era un tempo in cui ciò che contava era correre e non fermarsi.

Ora, è tempo di rallentare e di perdersi in ciò che si ha già.

Ma io lo so che te ne pentirai.
So che ti mancherò, in una di quelle giornate troppo vuote in cui non c'è nulla che possa portare un po’ di allegria.
So che ti mancherò nella tua camera. Ti mancherà vedere le mie facce strane, far l'amore con me, passare il tempo, i minuti, le ore, a baciarmi.
Ti mancherà quella che non segue la normalità. Che nel letto, non sta sdraiata correttamente dalla parte dei cuscini.
Che si mette di traverso, in diagonale, al contrario.
Che ti fa cadere dal letto, o almeno ci prova.
Ma anche se ti mancherò, potrai non farmelo sapere. Dentro di me lo so che sarà così. Perché ovunque passo, cerco di lasciare un segno.
Nel momento stesso in cui mi hai fatto il male che avevi promesso di non farmi e che mi avevano già fatto in tanti e tu lo sapevi, ho promesso a me stessa che ti avrei amato fino a consumarmi le notti, i sogni, il cuore. Ma non te l'avrei più detto.
Avevo promesso che ti sarei passata davanti a testa alta, come se tu fossi il nulla, magari anche con qualcun altro al mio fianco.
E tu mi dirai che quando ti manca qualcuno altre braccia non servono.
Hai ragione, ma non starò ad aspettarti tutta la vita.
Non ti aspetto già più, perché chi ti ama non si fa aspettare. Chi ti ama ti viene a prendere, ti stritola, non ti lascia mai.
—  Cit
Scusami se ti disturbo,ma io proprio non ce la faccio a resistere ancora questa volta.
So che per te non sono mai stata niente,ma devi solo sapere quanto ti amo perché io non ce la faccio se non te lo dico.Non riesco a tenermi dentro tutto l'amore che provo per te,non posso.Dannazione,io non mi capisco più.Non so tutto sto macello che sto combinando,persino i miei stanno male a causa mia.
L'altro giorno ho litigato con loro e sono scappata,da sola.
Persino la prof dice che rivuole la vecchia me,e sospetta che io mi sia innamorata.
E non sai quanta voglia ho di urlarle contro che si,mi sono innamorata,e non ho potuto mai far niente di peggio.E non sai poi quant'altra voglia ho di urlare a quei due,che vengono in classe ogni singolo giorno a chiedermi se sto con te,che mi manchi,tremendamente.
Perché si,mi manchi.Ma dirtelo non serve a niente perché so già la risposta.
E’ che tu mi completi.
Solo con te mi sento me stessa.
E’ che ti sogno a giorni alterni e fa un male cane.
Stamattina mi sono svegliata col tuo pensiero fisso in testa.
Mi sono svegliata serena,nel letto,da sola.
E non sai quanto cazzo fa male pensare di averti dimenticato,dire “Eh, io non ho bisogno di lui”,e poi sognarti.Giuro,crolli.
Non sai quanto cazzo fa male svegliarsi dopo averti sognato,andare in bagno per prepararsi per la scuola, pensare “Cavolini,oggi c'è il compito di matematica ed io non so un cazzo!”, dopoddicché “Ah, ma vaffanculo, ho fatto pace con Modesto”,riflettere,“Dio, ma che cazzo ho detto!?Era solo un sogno”, e scoppiare in lacrime.
Perché da quando ci siamo messi insieme non apro più manco un libro,e non so quanto culo ho perché mi beccano solo i prof che non fanno manco niente.
Perché a me davvero non frega niente di avere una cultura,di crearmi un futuro migliore.
Mannaggia la madonna,io il futuro migliore l'avrò solo se ti sposo.
A me non frega un cazzo di avere una cultura,io voglio i tuoi cazzo di occhi e guardarli ogni cazzo di secondo.
Mi manchi…Anche se t'ho mandato a quel paese non so quante volte,mi manchi tu accanto a me.
Mi mancano i tuoi abbracci.Quegli abbracci dove mi sentivo al sicuro,come se il mio mondo fosse quello,come se il mio mondo fosse tra le tue braccia.Quello era il mio rifugio.
Mi manca provare a farti lo sgambetto mentre cammini,ma tanto non inciampi mai.
Mi manca guardarti negli occhi.
Mi manca fissarti mentre guardi altrove o quando fai le facce strane.
Sei bello,sei bellissimo.Di una bellezza rara.
Sei tutto,almeno per me, e non riesco a fermarmi.
Perché dico cose belle solo a te.
Perché mi viene da dirle solo a te.Sempre.
Mi manchi,sempre.
E ti amo,tantissimo.
Anche se ho commesso errori che manco io mi perdonerei,mi manchi.Mi manca persino avere il tuo nome in cima alle conversazioni di Whatsapp.
Sono innamorata di te da non so quanto,mentre tu…lasciamo stare.
Pure se ho baciato altri ragazzi,ma giuro che lo facevo per dimenticarti.
Ja quelli quando gli parlavo dei conigli pensavano che io fossi strana .-.
A me piaci tantissimo,giuro.Mi piaci davvero,più della coca cola bona che amo tanto,pure più dei conigli.
Ecco,se io ho te,giuro,il resto lo butto.
Ahn,ma tanto non serve a nulla dirtelo…Mi manchi,ecco tutto.
Non risolverò niente,è vero…
Ma devi saperlo,buonanotte
Non voglio che tu ti presenti sotto casa mia con delle rose e un pacco di cioccolatini, ma con un libro di Charles Bukowski e una teglia di pizza. Devi dimostrarmi di conoscermi, e una volta che mi hai conosciuto devi dimostrarmi che vuoi tenere me e tutto ciò che sono. Il mio carattere di merda, le mie facce strane, i miei discorsi insensati alle due di notte, le camminate per il centro, il gelato nel mio posto preferito, la voglia di andare lontano anche se poi a Roma ritorno sempre, mio fratello che ti sfida a Mario Kart e che ti chiede di superate l'ultimo livello di Mario Bros, le notti passate sul dondolo ad aspettare le stelle cadenti, quando mi incazzo solo perché sono affamata, quando la notte piango e sporco di rimmel il cuscino, tutte le volte che andremo al centro commerciale e ti farò provare dei vestiti solo per il gusto di prenderti in giro, i miei vaffanculo che vengono dal profondo del cuore, il mio amore per i bei culi, le mie voglie di fragole d'inverno, la mania di dormire con i piedi coperti tutto l'anno, cercare un bagno perché bevo molta acqua, io che ti levo le mani dai miei capelli ogni volta che me li tocchi, rispondere male ai marocchini che vogliono “regalarmi” una rosa, il mio odio per i gatti e il mio amore per i cani, io che dico sempre che mi faccio il tatuaggio e poi non vado mai. Mi devi dimostrare che mi vuoi così come sono, e che vado bene così come sono, perché non sono disposta a cambiare per nessuno. 
Non dico che questo è quello che ti aspetta, perché per arrivare a conoscere questi lati di me ci vorrà molto tempo e forse ti stuferai prima del previsto, dico solo che se in fondo anche tu lo vuoi, sono disposta ad aprirmi.
—  Thehummigbirdstory
Ma io lo so che te ne pentirai.
So che ti mancherò, in una di quelle giornate troppo vuote in cui non c'è nulla che possa portare un po’ di allegria.
So che ti mancherò nella tua camera. Ti mancherà vedere le mie facce strane, far l'amore con me, passare il tempo, i minuti, le ore, a baciarmi.
Ti mancherà quella che non segue la normalità. Che nel letto, non sta sdraiata correttamente dalla parte dei cuscini.
Che si mette di traverso, in diagonale, al contrario.
Che ti fa cadere dal letto, o almeno ci prova.
Ma anche se ti mancherò, potrai non farmelo sapere. Dentro di me lo so che sarà così. Perché ovunque passo, cerco di lasciare un segno.
Nel momento stesso in cui mi hai fatto il male che avevi promesso di non farmi e che mi avevano già fatto in tanti e tu lo sapevi, ho promesso a me stessa che ti avrei amato fino a consumarmi le notti, i sogni, il cuore. Ma non te l'avrei più detto.
Avevo promesso che ti sarei passata davanti a testa alta, come se tu fossi il nulla, magari anche con qualcun altro al mio fianco.
E tu mi dirai che quando ti manca qualcuno altre braccia non servono.
Hai ragione, ma non starò ad aspettarti tutta la vita.
Non ti aspetto già più, perché chi ti ama non si fa aspettare. Chi ti ama ti viene a prendere, ti stritola, non ti lascia mai.
—  Cit.
Lo amo, tantissimo, troppo. Ed è bellissimo, lui intendo. Mi piace quando parla, quando si comporta da papà ma anche quando si comporta da bambino. Amo quando scherza e fa quelle facce strane, anche quando mi prende a morsi le labbra o la lingua, anche se fa un male cane e lo vorrei picchiare certe volte. Amo quando mi prende la mano, non so perché ma amo questa cosa. Amo i nostri baci e quando mette le mani fredde sulla mia schiena perché ha freddo, facendomi venire i brividi per il contatto. Amo quando iniziamo a stuzzicarci e finiamo con fare cose che non si raccontano. Amo anche quando stiamo tipo un quarto d’ora a darci la buonanotte e salutarci sotto il cancello di casa. Amo anche quando parla del futuro, quando fa discorsi seri e quando parla di suo padre con tanta fierezza, si vede che lo stima tantissimo. Amo anche il suo essere vecchio, visto che va a dormire alle 10.30 ed è decisamente troppo presto per un adolescente, credo. Amo… Amo tutto, amo lui e i suoi momenti di dolcezza improvvisi… Amo i nostri “per sempre” e i “non ci lasceremo mai”… Anche se poi si sa, ci lasceremo. Ma adesso lo amo, tanto. E a dirla tutta, devo ammettere che sono spaventata, soprattutto perché è il primo ragazzo con cui riesco a vedere un futuro, tipo con cui riesco a vedermi, che so, tra 5 anni. Il ché è strano, visto che di solito sono realista/pessimista e mi arrendo all’idea che le relazioni adolescenziali finiscono… Ma lui, lui è lui e per me non credo si tratti di una semplice relazione adolescenziale… Perché stavo pensando al mio futuro, a quello che farò, con chi starò… E Se non con lui, con chi?
—  Abbraccia-mi
Ogni pensiero che ho fatto, l'ho visto sempre venire e sparire. Alcuni non li ho sentiti più, altri mi hanno accompagnati per ore, il resto l'ho tenuto dentro, qualcuno l'ho scritto dappertutto ma poi l'ho dimenticato in qualche cassetto a caso di una casa a caso.
Quando ti pensavo non dormivo la notte e se ci provavo non riuscivo nemmeno a sognarti, mi svegliavo di soprassalto come se mi aspettassi di trovarti lì, ma non c'eri.
Quando ti vedevo avevi sempre gli occhi felici, non ti eri scocciato mai delle mie paranoie, dei miei mille discorsi e delle facce strane che facevo per vederti sorridere.
Quando ti baciavo avevi la stessa risata che immaginavo quando ti pensavo.
Ma tu non eri uno di quei pensieri dimenticati, dimenticabili.
A distanza, di tempo, di spazio, di personalità, io ti penso ancora, e ti vorrei ancora se potessi averti ancora.
Dicono che andare avanti sia la parte più complicata. Invece no, io sono andata avanti. Sono andata avanti con la mia vita e se tornassi non ci sarei, perché mi denigrerei, che esempio darei? Sono andata avanti e mi amo di più, cerco altri occhi e cerco altre mani, altra voce, però ti penso.
—  About a moonlight.
Vorrei solo che tu sapessi che dentro di me sono rimasta un po’ bambina.
Preferisco ancora la coca-cola alla birra, e la cioccolata calda al caffè. Mi sporco tutto il viso quando mangio il gelato, e mi piace fare castelli di sabbia. Adoro le magliette con le stampe della Disney, e compro ancora le palline da 50 centesimi nelle macchinette automatiche. Mi mordicchio le unghie quando sono nervosa, e mi piace fare facce strane davanti alla macchina fotografica. Mi imbarazzo quando vedo qualcuno baciarsi, e in estate compro sempre dai vu-cumprà i braccialetti del desiderio. E con questo non ti sto chiedendo di crescermi, ti sto chiedendo di amarmi proprio perché sono così. Perché quella è la parte di me che ha più bisogno di essere amata.
—  Seilamiavodka
Sei carino. Diciamo pure che sei bello, ecco. Anzi no, direi stupendo. E mettiamoci anche che hai due occhi bellissimi, color cioccolato, che poi io per il cioccolato impazzisco. Aggiungiamo anche che con quel sorriso sempre stampato sul viso sei la fine del mondo e che, quando sorridi, inevitabilmente sorrido anch’io. E quando ridi poi fai ridere anche me. È bello. Il modo in cui ridi, intendo. Però sì, sei bello anche tu. Poi vorrei dirti anche che ogni volta, prima di uscire, passo almeno un’ora davanti allo specchio a cercare di farmi bella, nella speranza di incontrarti. Che poi ogni tentativo è sempre vano perché sai, è difficile che io mi senta bella. La tua voce, poi. La registrerei per riascoltarla sempre. È rassicurante, tranquilla. Mi piace. Come mi piaci tu. Poi mi piaci quando sei con i tuoi amici, e loro parlano, e insieme scherzate, e tu fai le facce buffe, quelle più strane. E allora riesci a far ridere tutti. Tu riesci sempre a far ridere gli altri. Porti sorrisi ovunque. E questa cosa mi piace. E mi piaci tu. Adesso, visto che ci sono, ti dico anche che stai bene con i capelli ordinati. Stai bene anche con i capelli spettinati o con la cresta fatta in fretta due secondi prima di uscire. Sei bello sempre. Poi ti dico anche che ti cerco sempre, ovunque, anche quando non ci sei, che ti penso sempre, continuamente. E niente, volevo anche dirti che ogni mattina mi sveglio e nella mia testa ci sei già tu, che il mio banco è pieno del tuo nome, che quando sento il tuo profumo mi giro sperando che tu sia lì, che spesso mi ritrovo a fissare la tua chat sperando che arrivi un tuo messaggio. E avrei miliardi di altre cose da dirti, ma tanto so già che tutto ciò che ho appena scritto non lo leggerai mai. Finirà tra le ‘Bozze’ del mio cellulare e non lo invierò mai, come gli altri tantissimi messaggi che ti ho sempre scritto e mai inviato. E quindi niente, adesso è tardi e cercherò di dormire, ma so che sarà dura. Passerò altre due ore a fissare il soffitto e a pensarti, finché poi non mi addormenterò. E a quel punto inizierò a sognarti. E quindi niente, ci si incontra nei sogni. Buonanotte.
—  vestitasolodelbicchiere
Oggi, un anno fa.

“Sono arrivato a Bergamo, sono all'angolo del Coin.”
“Ti vengo incontro. Tu intanto rimani al telefono, che ci sono delle facce strane in giro e ho paura.”

La nostra prima uscita insieme. La seconda volta che ci vedevamo, dopo esserci conosciuti in treno.
Il mio sorriso scemo quando son salita nella sua auto.
“Posso aprire il finestrino?”
“Aspetta che accendo l'aria condizionata. Ma hai caldo?”
“Un po’. È che sono un po’ agitata.”
“Ma no, stai tranquilla.”
E mentre lo dicevi, mi accarezzavi la gamba sinistra.

“Parcheggia pure qui, così non paghi nulla.”
Il piccolo giro turistico a Bergamo, perché non eri mai stato. La mia scuola, il parco vicino, i campi da tennis, Piazza Pontida, Via Broseta, casa mia (ex casa mia, adesso), Via XX.
Poi ci siamo seduti ai muretti del piazzale dell'Unieuro, lo chiamo io e so che volevi baciarmi, ma non l'hai fatto.

Avevi fame, ma Pizza e Core era chiuso e allora ti ho portato da Nasti. Una pizza gigante con würstel e patatine per te e una con provola per me.
Eri pieno, ti veniva l'abbiocco e così ti ho fatto camminare un po’.
“Ti porto in Città alta. Andiamo a piedi.”

Arriviamo pezzati alla funicolare.
“No scusami, prendiamo la funicolare. Fa troppo caldo.”
Saliamo e inizi a scattare qualche foto con la tua macchinetta nuova, quella che mi avevi fatto vedere su whatsapp qualche giorno prima.
“Bellissima la funicolare. Mi piace molto.”

“Vuoi vedere un po’ città alta o andiamo alla Fara?”
“Cos'è?”
“Un parco abbastanza grande.”
“Andiamo li. A me piacciono molto i parchi.”

Seduti sulla panchina hai iniziato ad accarezzarmi i capelli, a sfiorarmi le gambe e le braccia, a ripetermi quanto fosse liscia la mia pelle e quanto fossero morbide le mie mani (e ancora non sapevi che avevo messo apposta una crema idratante per il corpo).
Mi hai messo un braccio intorno alle spalle e mi hai dato un bacio sulla guancia. Ti ho abbracciato, ho ricambiato il bacio. Poi ti sei girato e mi hai baciato sulle labbra.
Il nostro primo bacio.

Abbiamo continuato così per tutto il pomeriggio. Per strada, ai semafori rossi, da In&Out con un gelato per te e un frappé per me, in auto.
Qui hai scoperto che soffro il solletico e che a te piace farlo. Hai scoperto anche i miei punti deboli, dove lo soffro di più.

Ha iniziato a piovere. I vetri appannati dell'auto, il condizionatore a palla perché si crepava.
“Mi piacciono i temporaloni estivi” mi hai detto.

“Grazie della bella giornata.”
Mi hai salutato con un bacio.

Sei tornato a Milano e mi hai scritto su whatsapp quanto fossi stato bene quel giorno.

È proprio vero: molte persone rivolgono sguardi inquisitori a chi considerano diverso.
Oggi passeggiavo per Via del corso. Davanti a me c'era un gruppetto di ragazzi emo (forse) ma insomma, avevano tutti i capelli neri, vestiti neri e le ragazze stavano con i tacchi alti ed erano vestite in modo abbastanza appariscente, di nero.
Io non ho fatto altro che guardare le ‘reazioni’ della gente.
È normale che alcune cose attirino l'attenzione piú di altre.
Ma è curioso vedere come la gente li ha visti passare, poi ha girato la testa e poi continuando a camminare o faceva facce strane oppure si scambiava un commento con chi stava vicino.
Un po’ come ha fatto mia madre dicendo qualcosa tipo Non si possono vedere questi.
È così difficile convivere tutti insieme, ognuno con il proprio stile di vita, con i propri gusti?
Si fa del male a qualcuno se si va in giro vestiti in un certo modo? Si fa del male a qualcuno se si è se stessi e se si ha il coraggio di esserlo?
Che questa societá ci vuole tutti uguali.
Gli altri ci vogliono tutti uguali a loro, se no cosa? Se no veniamo esclusi, tagliati fuori. Ma sapete che vi dico?
Meglio essere odiati per quel che si è che amati per quel che non si è.