fabbrica nuova

labusta  asked:

Ciao! Le chiedo cortesemente di fornirmi delle informazioni circa il potere fecondante dello spermatozoo: Se il mio ragazzo non si lava tra un rapporto e l'altro (a distanza di mezz'ora) c è il rischio che gli spermatozoi siano ancora vivi e quindi possano fecondare? (Ovviamente lui eiacula "fuori") Grazie mille in anticipo!!!!

Ti racconterò una storiella zen:

C'erano una volta un tubo per innaffiare e un'elettrovalvola idraulica di sicurezza.
Il tubo da innaffiare era rotto e perdeva acqua in continuazione mentre l'elettrovalvola era nuova di fabbrica, con tutte le zincature in ordine e soprattutto non usciva un goccio d'acqua che lei non volesse.
Quest'ultima si prendeva gioco del povero tubo, facendo casuali battute sulla sua capacità di trattenere liquidi: – Ah, sei sponsorizzato dalla Tena Lady? – oppure – Se ti piace uccidere piccoli animali e appiccare incendi soddisfi la triade di MacDonald per essere il primo tubo da giardino serial killer della storia!
Il tubo da innaffiare era ogni giorno sempre più disperato poiché, indipendentemente dalla sua volontà di spruzzare acqua, ne perdeva sempre un po’ sia prima dell'innaffiatura che dopo.
Il giardiniere smise di utilizzare il vecchio tubo perché preferiva la tecnologia infallibile dell'elettrovalvola e questi venne lasciato con le sue perdite d'acqua a giacere in mezzo al prato.
Un giorno una Driade di 17° livello, che aveva appena affogato nello stagno un gruppo di maghi, guerrieri e chierici alla loro prima avventura di Dungeons&Dragons, sentì dei lamenti provenire da un prato e, incuriosita, decise di andarne a scoprire la fonte.
Grande fu lo stupore quando, in mezzo ad un eden rigoglioso di cespugli di passiflora, orchidee, ranuncoli e rose vampiro vide un tubo da giardino piangente: – Perché, o vecchio tubo, versi le tue lacrime copiose simile ad una bambina attaccata alle gonne della madre che versa dai suoi occhi zampilli di acqua sorgiva come una polla di tarda primavera? (La Driade aveva fatto il Liceo Classico e non mancava mai di farlo pesare).
O Driade, o sposa amata di Orfeo! – disse il tubo –  Cosa vuole da me la preda di Aristeo, colei che per la sua bellezza il volere di Ade fu sfidato e mille perigli il suo amato dovette affrontare tra le cupe ombre del Tartaro senza aurora! (Il tubo da innaffiare aveva una Laurea in Lettere Antiche ma lo faceva notare solo se indispettito da domande idiote) Io non sono che un povero tubo abbandonato in mezzo a un prato perché non più capace di trattenere acqua e, me tapino, mi struggo rimirando la bellezza di quell'elettrovalvola che mille volte meglio di me la trattiene!
La driade sorrise come solo una driade sa fare (nella classifica mondiale dei sorrisi le driadi occupano il terzo posto, al secondo c'è la Gioconda e al primo io quando mi portano doppia porzione di panna cotta al ristorante) e disse: – O tubo, guarda come rigogliosa è cresciuta la verzura nei tuoi pressi! Il tuo stillicidio quotidiano è stato indipendente dalla tua volontà di versare acqua e noi per questo ti siamo riconoscenti! Invece guarda là come triste e misera giace l'elettrovalvola idraulica, anche perché vorrei sapere che diamine è saltato in mente al giardiniere di acquistare un'elettrovalvola se Edison nascerà solo tra 2800 anni.

Ecco, il pene del tuo ragazzo non è l'elettrovalvola, ma il tubo.