fabbrica

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.
—  Gioconda Belli

Prima che arrivi la mezzanotte, ci tengo a ricordarvi una cosa. 
Si, ok. Oggi secondo il calendario la festa della donna. Si, sempre se c'è da festeggiare l'omicidio di centinaia di donne rinchiuse dentro una fabbrica messa a fuoco e fiamme nel 1800 (?).
Ma a parte ciò, ricordatevi che essere donne è un impegno. 
Una donna deve essere elegante, deve saper qual è la cosa giusta da fare. 
Una donna deve essere saggia. 
Una donna non deve essere volgare né deve far pensare che lei sia una facile. 
Ricordatevi che essere donna è un privilegio, ma anche una responsabilità per certi versi. 
Quindi tenete a mente che potete essere donne anche senza aprire le gambe al primo che passa. 
E’ meglio una donna che apre la mente e la bocca per PARLARE che una donna disposta solo a farsi battere come un tappeto.

 

Buonanotte

Le tute blu sono sparite

Perché non si vedono più ragazzi con le tute blu?

Ricordo  il modo in cui noi studenti, con genitori convinti che saremmo diventati un giorno chissà chi, guardavamo ai coetanei di ritorno dalla fabbrica: sorridenti, polverosi, in tuta blu.

Avevano negli occhi la serenità di chi sa di aver fatto il proprio dovere e la spavalderia di volersi (e potersi) godere, una volta usciti, quanto sudato prima.

I ragazzi in tuta blu avevano la macchina o il motorino e potevano offrire da bere. Offrivano da bere perfino dopo aver consegnato almeno la metà  del loro stipendio in famiglia.

Erano belli, con i capelli spettinati e le mani nere, con la sigaretta in bocca e le scarpe anti infortunistiche, con le felpe bucate e un mazzo pesantissimo di chiavi attaccato ai pantaloni. Con una fidanzata appariscente e il sorriso di chi ha in mano la vita e la sta snocciolando come un rosario, tappa dopo tappa, in religioso rapimento.

Voglio continuare a pensare ai ragazzi in tuta blu appena fuori dal secondo turno, che mi sembravano così incredibilmente felici e liberi in confronto a me. E voglio smettere di chiedermi perché ci siamo ridotti così, a insegnare ai nostri figli a non sporcarsi mai e a aspirare a qualcosa di più della tuta blu.

Beretta BM59 MkIII ‘Truppe Alpine’ rifle

Manufactured by Fabbrica d'Armi Pietro Beretta in Briesca, Italy for the Italian army between 1959 and 1990.
7,65x51 NATO 20-round removable box magazine, gas operated select fire, folding stock and bipod, flash suppressor/rifle grenade launcher.

One of these classy post-WW2 wooden assault rifle, this one is based on the M1 Garand.