fa!

Come vi sentite voi davanti a questa foto, cosa provate?
Io non credo di riuscire a spiegarlo. È un po’ un misto tra disgusto, rabbia, tristezza, amarezza.
È un bambino. Era, un bambino.
E come tale aveva dei desideri, dei sogni, delle ambizioni, è una famiglia. Una famiglia con la quale sognava un posto migliore. Una famiglia che per lui voleva il meglio. Quel meglio che non è arrivato, però.
Ve lo immaginate voi? Io sì. E quindi adesso ci provo, a raccontarvi quello che vedo io guardando questa foto.

Vedo un paese di guerra, vedo spari, bombe, sangue e morte. Vedo bambini e adulti con i fucili in mano. Vedo esplosioni, dolore, lacrime. Vedo vite troncate, ingiustamente.
Vedo una famiglia. Una famiglia che lo vive, quel dolore, che le vive quelle situazioni. E vedo loro che sognano qualcosa di migliore, un posto più tranquillo, un pasto caldo, un po’ di acqua fresca, un prato dove poter giocare. Vedo qualcuno che desidera di poter uscire di casa senza la paura di essere ucciso.
Qualcuno che vuole scappare, ma non per codardia, solo per dare un futuro migliore a se stesso e ai suoi figli.
Poi vedo due genitori che prendono una decisione. Li vedo, mentre si stringono le mani e si dicono “magari andrà bene”. E li vedo anche mentre lo dicono ai loro bambini. Mentre li stingono tra le loro braccia e provano a promettergli un posto migliore.
Vedo quel padre pendere accordi e pagare persone che porteranno quasi sicuramente lui e i suoi cari alla morte.
Li vedo salire tutti su quel gommone, stivati, stretti l'uno addosso all'altro, con la paura anche di non riuscire a respirare. Con pochi - per non dire inesistenti - viveri per tenerli in vita. E degli zaini sulle spalle.
Li vedo attraversare il mare, tra onde, calci, schiaffi, respiri, acqua e feci.
E poi li vedo spazzati via dalla corrente, o dagli scafisti, o da chicchessia. Li vedo buttati in acqua. Li vedo annegare, disperarsi, lottare come hanno fatto per tutta la vita. Poi li vedo arrendersi. Perché non c'è più scelta. Perché ormai non si può fare più niente.

E poi vedo il corpo di questo bambino, a cui è stata strappata la vita ingiustamente.
Dormi, piccolino? In quell'altro mondo, sei tranquillo? Sei felice?
La tua morte - come quella di migliaia di altre persone - non sarà inutile.
Sarai un simbolo, piccolino, okay?
Ti terremo nei ricordi di chi come me ha visto questa foto, si è immaginata quella vita.
Perché se una persone viene ricordata, non è perduta per sempre.

E io vi ricordo, tutti.