ex colleghe

Ipoteche mentali

Ieri stavo a cena fuori con mia madre, è un'usanza che si fa da qualche anno a questa parte per festeggiare il suo compleanno: essendo che io sono una mezza sega nello scegliere i regali di compleanno (sfatiamo il mito di fantomatici superpoteri nel fare regali) ed essendo persone che non hanno mai un momento libero per parlare, la recupero e si a cena da qualche parte.

Per uno strano miracolo del caso lei porta benissimo i suoi anni, e come chiunque, qualsiasi essere umano al mondo, pensa sempre di stare malissimo. Parte della cena quindi è svolta nel rassicurarla che è comunque più giovanile di quello che sembra, ed a commentare come invece le sue ex colleghe (professoressa universitaria in pensione, è roba di famiglia) si stanno lasciando andare. Quei momenti di criticismi in familiarità ci stanno, è più che altro un ciacolare da comari, nessuna cattiveria dietro, soltanto un po’ di nonchalance nel punzecchiare.

La parte clou di queste serate verte sulle relazioni. Dialoghi che sono più che altro monologhi mentre io fingo di guardare altrove o di essere una moffetta impagliata con occhio vitreo e pelliccia lucida sulla sua basetta di legno, che osserva il parente genitore femmina mentre la mitragliatrice sul famiglia trovare una compagna fare un figlio o due dare nipoti e così via non va avanti. Probabilmente si sente sola, o probabilmente pensa che io mi senta solo, queste cose così. O forse vorrebbe davvero andarsene da questa terra col pensiero che io sia in buone mani, che alla fine per una madre non importa quanti anni tu abbia, tu non saprai mai vivere del tutto da solo.

Le ho dato conferma che sì, di tanto in tanto mi sento solo, ma non per questo vado a cercarmi qualcuno con cui vivere, e lei sbottando ha ribadito che quello non è amore, è solitudine, ed allora sono bravi tutti a trovarsi qualcuno per riempire la solitudine. Che è più o meno l'opinione comune mia e sua. Se riempi la solitudine con qualcuno, una volta che non ti senti più solo che ci fai con quel qualcuno? Lo cacci via, te lo tieni, lo depositi in un angolo come un libro che hai finito di leggere e che ha esaurito la sua storia? E quindi non va bene trovarsi una persona per la solitudine.

Del resto anche dire che le persone sono libri da leggere vuol dire che ad un certo punto le butti sullo scaffale, ti ricordi con loro con tenerezza, ma nel frattempo hai già in mano un altro libro. Ed i libri trasmettono emozioni ma non ti devi mai preoccupare delle loro, quindi se le persone sono libri noi siamo degli adorabili bastardi egoisti che prendiamo e mettiamo da parte persone ogni volta che ci annoiano.

Direi che magari le persone sono persone, i libri sono libri, e che una delle due categorie vada letta e l'altra vissuta, poi come si voglia fare cosa è una scelta.

La cena del resto è stata tranquilla, ma non è stata la prima persona ad avermi fatto notare che nonostante viva da solo da qualche anno casa mia dia sempre l'impressione di un posto in cui mi sono trasferito da qualche mese, come se fossi in procinto in qualsiasi momento di andarmene da qualche, qualsiasi parte, e quindi perchè arredare un posto che sarà sempre e soltanto transitorio nella mia esistenza?

E da lì ho riflettuto sul fatto che magari se non trovo una ragione per posare i bagagli mentali che ho dentro, e per disfare le valigie che ho continuato a riempire di pensieri e di ricerche, non avrò mai davvero il tempo di trovare qualcuno con cui arredare quella casa interiore che i più chiamano cuore, starò sempre in viaggio ad orbitarci attorno, in attesa di esaurire tutti i posti dove andare a nascondermi.