eugenio-montale

Non sai,quante volte mi definisco un “difetto”,
non lo sai,
quante volte vorrei sentirmi dire che sbaglio. Essere sfiorato di proposito,e sentire caldo. Non lo sai,vero?
Che ogni piccola cosa
per me è importante.
—  Eugenio Montale (via anormalguywithabnormalmind)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

- E. Montale, Ho sceso milioni di scale

Vieni qui,
facciamo una poesia
che non sappia di nulla,
e dica tutto lo stesso.
Vengo subito al dunque: in un'epoca di parole generiche e astratte, parole buone per tutti gli usi, parole che servono a non pensare e a non dire, una peste del linguaggio che dilaga dal pubblico al privato, Montale è stato il poeta dell'esattezza, della scelta lessicale motivata, della sicurezza terminologica intesa a catturare l'unicità dell'esperienza.
—  Italo Calvino, Lo scoglio di Montale, in Perché leggere i classici
Ho sceso, dandoti il braccio,

almeno un milione di scale

E ora che non ci sei è il vuoto

ad ogni gradino.

Anche così è stato breve

il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora,

né più mi occorrono

Le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale

dandoti il braccio

Non già perché con quattr'occhi

forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo

che di noi due

Le sole vere pupille,

sebbene tanto offuscate,

erano le tue.
—  Eugenio Montale; Ho sceso dandoti il braccio.