etiopi

Ci sono giorni in cui capitano così tante cose (i racconti dei tuoi cugini reclusi e rappresentanti di vari livelli di disagio, tutti che si stupiscono del fatto che effettivamente sei una donna e che ogni tanto riesci persino a somigliarci e vogliono farti foto e iniziano “casualmente” a citare questo o quel loro conoscente con cui andresti d'accordissimo e vi sposereste e avreste 40 bambini e un asilo col vostro nome e un Doblò e loro potrebbero vantarsi di possedere chissá quale intuito nell'accoppiare gente, le due birre che ti scoli prima ancora di cominciare a pranzare, il che avviene circa alle tre del pomeriggio, tua nonna che ti racconta delle sciamane etiopi che vendevano loro le pelli di serpente quando vivevano in Africa prima della guerra, amici che ti spoilerano cose mentre ti augurano “buona pasqua!”, bagni del ristorante simili a piccole navicelle spaziali) e ci sarebbe così tanto da dire (la zia G. che a 97 anni è scappata di casa per andare a fare la spesa, zii che non sapevi nemmeno fumassero e che quasi ti sfanculano un polmone, cugine di quattro anni più piccole con rossetti più belli dei tuoi, SOS muti scambiati con tua sorella bloccata dall'altra parte della tavolata, rivolte di quartiere guidate dal tedesco rubizzo seduto dietro di voi perché il cibo non arriva e allora ALLE BARRICATE! FUOCO ALLE POLVERI! REVOLUTION!, cuoche che si rollano i capretti che quindi vengono impiattati secchi e immangiabili e tu “lo vedete che dovevate prendere un primo”, e poi ti indigni col mondo perché in generale fa abbastanza schifo, okay, ma soprattutto per i poveri capretti, la birra che finisce sempre troppo presto) che alla fine ti dici … NOPE.

“eu sei que o amor existe quando eu olho para o céu quente e no meu coração só existe gratidão - mesmo que sem emprego, destino ou futuro. porque não poderia me permitir sentir outra coisa senão a graça de ser inundado pelo maravilhoso que as sensações causam em nós quando paramos, sentamos e observamos o escorrer do tempo. eu sei que é amor quando minha avó espreguiça os pés para debaixo da coberta e esquenta-se miudinha, reclamando do frio. porque, por um momento, não existe dor alguma entre a gente. porque embora tudo se desfaça e esfarele e vire pó do outro lado da cidade, aqui na minha alma é como se houvesse uma janela que ilumina o meu caminho e me tranquiliza de que as coisas fundamentais da vida estão todas do lado de dentro.”

 por: etiopy

In questo viaggio ho preso con me l'Iliade ed ora la sto rileggendo. L'Iliade è una bomba. Ma davvero, una figata pazzesca. Tipo ad un certo punto Zeus non c'è perché lui e tutti gli dei sono ad un pranzo dagli Etiopi. Mo’ torna fra dodici giorni, dice Teti ad Achille che sta piangendo sulla spiaggia come una ragazzina.
Una bomba, ripeto, una bomba.