essenze

Ci sono tre tipologie di persone che possono essere associate a tre elementi:
Acqua
Terra
Aria,cielo.

Le prime sono coloro che vivono in simbiosi con i comportamenti altrui, l'acqua è trasparente, impersonale. Quello splendido colore, il mare, lo ruba al cielo.

Quelle riguardanti la terra sono vere, sentono le vibrazioni di chi le circonda, sono colorite, hanno essenze e sapori. Si lasciano vivere a tal punto di essere distrutte da chi vive all'interno del loro animo.

Le ultime, sono le più rare, speciali.
Vivono in un mondo tutto loro, toccando tutto ma lasciandosi toccare da poco. Sono in alto, al di sopra dell'ipocrisia, della caotica realtà, sopra la vi
ta stessa.

Come se una potenza ancora più magnetica della forza di gravità si fosse cimentata tra i nostri involucri, tra le nostre essenze.

Come se proprio non potesse starmi lontano, persino mentre si camminava: il suo giungere di soppiatto e l'atto di cingermi da dietro, avvolgendomi interamente, con quelle braccia scultoree,
calde,
portanti,
sicure.


Il suo bisogno irrefrenabile di divorarmi con la bocca, ma altresì con le mani.

L'esigenza di sollevarmi in alto, verso il cielo: come se per mezzo della sua forza io potessi raggiungere quei sogni, all'altezza delle mie aspettative.
Così elevati,
prominenti,
inaccessibili,
inarrivabili…


Era come se innalzandomi cercasse di aiutarmi a coglierli uno ad uno, come frutti
o come stelle.

Elisa Priano
Sommelier of exhaust gas

Nelle lunghe ore trascorse a pedalare assieme, io e il pargolo abbiamo gettato le basi di una nuova disciplina che non mancherà di entusiasmarvi: la degustazione dei gas di scarico dei mezzi a motore. Abbiamo anche redatto la relativa classifica, che sottopongo alla vostra attenzione, sollecitando critiche e integrazioni

1) Automobili elettriche. Tecnicamente non dovrebbero far parte di questo elenco, ma sarebbe carino si palesasero almeno olfattivamente, visto che in genere arrivano alle spalle nel silenzio più totale, procurando notevoli scompensi cardiaci.
2) Automobili a benzina catalizzate. Poco da segnalare: note fresche e aromatiche e bassa persistenza; l'inalazione prolungata può causare una certa ebbrezza.
3) Automobili a benzina senza catalizzatore. Categoria in via di estinzione, ma olfattivamente interessante. Forte ed aromatica presenza di incombusti, profumo intenso ed inebriante, vera raffinatezza da intenditori
4) Automobili a gasolio. Colore che può variare dal trasparente al nero di seppia, aroma consistente, buona persistenza.
5) Ciclomotori a due tempi. Fruttati e gioiosi; l'eventuale aggiunta di ricinato conferisce quel tocco in più che non guasta.
6) Autobus, autocarri e mezzi pesanti in genere. Rotondi e gloriosi, sentori di catrame e polvere, possono risultare stucchevoli in breve tempo.

Come per i vini bisogna porre attenzione al bicchiere, anche per gli automezzi la situazione al contorno non è priva di conseguenze.
a) Strada litoranea battuta dalla brezza. Molto volatile, permette di apprezzare solo le essenze più pesanti e peresistenti
b) Strada di montagna. Esalta gli aromi più acuti, aggiunge freschezza ma rende anche intollerabili alcune asprezze.
c) Strada di pianura nell'afa estiva. L'aria completamente ferma permette di avvertire, ai nasi più allenati, le scie dei mezzi passati nei giorni precedenti.

Si tratta di tornare da luoghi
dove mai siamo arrivati. Di pensare
pensieri così a lungo sopiti
da essere ormai inabissati.
Si tratta di cogliere con grata
sorpresa minuscoli fiori di campo,
di estrarre essenze infinite
da specie ordinarie lasciate
stupidamente a languire davanti
alla porta. Di cominciare a vivere,
ecco di che cosa si tratta.

Franco Marcoaldi, Di cosa si tratta

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Porta Garibaldi, Porta Felice, Porta Uzeda, Porta Carlo V, Porta Nuova, Porta Reale (Noto) Porta Reale Palermo, Porta Walter, Porta Catania, Porta Janniscuro

quante porte mi hai fatto attraversare per arrivare al tuo cuore? La prima è stata quella dei tuoi occhi (si aprirono come girasoli al mattino e mi seguirono nella notte tra stelle e profumo di fiori, bussai con i miei sorrisi e ti donai un sogno senza spine; quando la loro porta si apri trovai un giardino di silenzi e di lacrime, vecchi e gelidi abbandoni, donai loro le ali delle farfalle ed i colori dei tramonti d’estate),

poi trovai la porta delle tue labbra (erano salate e candite come le bucce d’arance, tremavano come un cucciolo spaventato, come una ragnatela tra due rose scosse dal vento, le mie labbra le aprirono in silenzio, come nascono i fiori o nasce il sole, raccolsero racconti di giornate vuote passate ad aspettare, di sogni sbiaditi dal tempo a cui io diedi nuovi colori dipingendo su di loro un poema di baci, un merletto di sospiri e di lava infinita con cui saziasti la tua passione) ,

arrivai alla porta del tuo cuore (disarmato bussai come un ladro pigro o un re distratto, e per quaranta giorni e quaranta notti ripetei il tuo nome a quelle porte implacabili finché non mi accorsi che le grosse porte in ebano ed avorio erano socchiuse e che dove non volevano, cercavano, dove rifiutavano, pretendevano, dove fuggivano, aspettavano. Così le aprii e fui prigioniero delle tue contraddizioni, finì nella gabbia dei tuoi silenzi per trovarmi ogni mattina incatenato dalle tue braccia),

ed ogni giorno tu sei una nuova porta da aprire perché il tuo animo segue le stagioni e vive del mutare del sole; ad ogni porta io busso e chiedo di entrare perché l’amore vuole questo, questo è l’amore una volta che nasce, un fiore a cui bisogna sempre dare acqua, un bussare insistente ogni giorno davanti le tue infinite essenze come un viaggiatore che ogni giorno arriva alle porte di una nuova città, ed aspetta che il tuo amore le apra.

How many gates have you made me cross to reach your heart? The first was that of your eyes (they opened like sunflowers in the morning and followed me in the night between stars and perfume of flowers, I knocked with my smiles and gave you a no thorn dream; when their door opened I found a garden of Silence and tears, old and freezing solitudes, I gave them the wings of the butterflies and the colors of summer sunsets)

Then I found the door of your lips (they were salty and candied like orange peels, trembling like a frightened puppy, like a spider web between two roses shaken by the wind, my lips opened them in silence, how the flowers come from, or the birth of the Sun, I collected stories of empty days spent waiting, faded dreams from the time I gave new colors, painting on them a poem of kisses, a lace of sighs and infinite lava with which you satiated your passion)

I came to the door of your heart (unarmed I knocked over like a lazy thief or a distracted king, and for forty days and forty nights I repeated your name to those implacable doors until I noticed that the large ebony and ivory doors were open and where they did not want, they searched, where they refused, they pretended, where they fled, they waited. So I opened them and I became prisoner of your contradictions, ended up in the cage of your silences to find me every morning chained by your arms)

And every day you are a new door to open because your soul follows the seasons and lives in the changing of the sun; At every door, I swarm and ask to enter because love wants this, this is love once it is born, a flower to which you must always give water, so I knock insistently every day in front of your infinite essences as a traveler that every day comes to the gates of a new city, and waits for your love to open.

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Le api nere si stavano estinguendo e il professor Genduso le ha cercate trovandone ancora qualche sciame. Le ha nascoste su di una piccola isola delle eolie affinché il loro sangue diventasse sempre più puro. Dopo alcuni anni le ha riportate in Sicilia affidandone le arnie a pochi apicoltori di fiducia. Cosi sono tornate a sciamare per I campi, i boschi e le coltivazioni di agrumi che noi Siciliani chiamiamo giardini, come lo era quello dell’eden. Senza di loro la Sicilia sarebbe diversa non solo per il loro miele che è più ricco degli altri, ma perché le api nere non si fermano mai nello loro azione di volare tra I fiori. Infatti non vanno mai a dormire d’inverno ma sciamano in continuazione e senza fine andando di fiore in fiore, da quelli piccoli e gialli sui bordi della strada a quelli di zagara nei grandi giardini. Il loro miele cosi si accende di sapori, che cambiano a ogni stagione, di essenze di arancio, limone, castagno e carrubo. È l’infinitamente piccolo che ci dona l’incredibilmente buono per questo la Sicilia senza le api nere forse non sarebbe Sicilia

The black bees were dying and Professor Genduso has the look by finding a few swarm. He has hidden on a small island in the Aeolian so that their blood became more and more pure. After a few years, he has reported in Sicily, leaving the hives a few beekeepers. So they have returned to swarm to the fields, woods and citrus crops that we Sicilians call gardens, as was that of Eden. Without them Sicily would be different not only for their honey that is richer than the others, but because the black bees never stop in their action of flying among the flowers. In fact, they never go to sleep in winter but shaman continuously and endlessly going from flower to flower, from the small and yellow on roadsides to those of orange blossoms in the large gardens. Their honey so lights up the flavors, which change every season, with orange, lemon, chestnut and carob. It is the infinitely small that gives us incredibly good for this Sicily without the black bees might not be Sicily

In questo disegno ho rappresentato una leggenda giapponese che dice:
Questo simbolo rappresenta i dieci elementi primordiali che compongono l'universo: 火 [hi]:fuoco; 風 [kaze]:vento; 雷 [tuono]:kaminari; 土 [tsuchi]:terra; 草 [erba]:kusa (purtroppo ho sbagliato perchè nella prima che ho letto diceva legno quindi ho fatto il simbolo del legno .-.); 水 [mizu]:acqua; 氷 [kōri]:ghiaccio; 金:metallo (l'ho trovato anche come oro e putroppo non essendo giapponese non so se è giusto come metallo lo spero); e luce e oscurità rappresentati del simbolo dello yin yang. Si dice che coloro che ereditano la forza di queste dieci essenze possono cambiare il mondo.
[Miei disegni 2]

Lei non ha occhi come il Sole ardenti,
meno rosse le labbra ha del corallo;
se candida è la neve, i suoi seni sono spenti;
se fili d'oro i riccioli, i suoi scuro metallo.

Rosse, bianche, screziate, ho visto rose,
vederle sul suo volto è cosa vana;
ci sono essenze ben più deliziose
del profumo che il suo respiro emana.

Amo che parli, ma ho chiara l'idea
che la musica ha un suono più soave:
non vidi mai incedere di dea,
e la mia donna passi in terra muove.


Ma la mia donna è rara, e ha altrettanti doni,
quanto quella esaltata con falsi paragoni.

—  William Shakespeare