esoeranza

ESPERANZA - S.T.

Alla fine dell'anno che ha decretato la morte artistica della chillwave, con le, tutt'altro che brillanti, uscite sophomore di Neon Indian e Toro Y Moi (forse quest'ultimo un po’ meglio del primo, ma osando anche meno) e il sopravvalutatissimo debutto full-lenght firmato Washed Out, a chiudere un ciclo che ha visto la pubblicazione di tutto quanto fosse superfluo pubblicare, gli statement post-prime ondate, con l'irrequieto debutto Gauntlet Hair e l'ipnotico Peaking Lights, delineano con dignità la seconda generazione dello scenario Glo e, a sud delle Alpi, si fa la nostra parte, dopo che alfieri dell'italo-chill(??) s'erano fatti i Casa Del Mirto (non, poi, così convincenti, ma questo è un parere), ora escono gli Esperanza con l'omonimo debutto per Gomma, 50 minuti in cui lo scheletro Hypnagogic Pop si dirama in incerte e disparate direzioni, dall'elettronica degli albori all'ambient, da sonorità balearic e world alla psychedelia minimale, fino ad echi Animal Collective (Harp); ipnosi quasi-triphop, ora cupe, ora melodiche, lo sfondo è un rave e, un'istante dopo, una spiaggia, atmosfere esotiche, come quel punto in cui Andrew Weatherall incontra i Primal Scream o come Ibiza negli anni 80.

E S P E R A N Z A - Esperanza [ALBUM] 

Un disco genuinamente nostalgico, senza un attimo di indecisione, dal singolo con base house e chitarra wave al featuring con l'acustica, fino alle bonus tracks, un prodotto che è molto di più delle parole che si usano per enumerarne gli ingredienti, una mistura originale e intossicante, sperimentale e pop, elettronica da manuale e una voce prossima sul futuro delle produzioni dance, pop ed electro che sanno di qualcosa che inizia con post. Secondo chi scrive, un disco da consumare, un disco che se fosse uscito st'estate finivano i giochi, un disco che rimane, li, nella memoria.