esistenza di dio


Scienza e Dio

Secondo me l'estremismo ateo, come quello religioso, hanno alla base sempre una profonda insicurezza che lega alla propria credenza come un'apparente ancora di salvataggio.
Il mistero fa paura, e ci vuole molta libertà intellettuale per affrontarlo senza pregiudizi e ci vuole coraggio per aprirsi al possibile, comunque possa essere.
Se si considera che la scienza, o meglio, la sperimentazione scientifica può solo studiare gli effetti di un fenomeno e dedurne le cause, è evidente che, così strutturata, non potrà mai trovare “la prima causa increata”, cioè Dio.
Potremo mai immaginare un dio che sia ristretto in un laboratorio e studiato anche con la più sofisticata tecnologia?
C'è poco da fare; se lo scienziato potrà mai ipotizzare l'esistenza di Dio, deve trasformarsi in un filosofo o esercitare quel senso mistico che può venire perfino dalle stesse scoperte scientifiche.
Quando la scienza potrà sapere cosa sia “la singolarità” che ha originato il Big Bang, o quando saprà spiegare cosa sia e da cosa sia derivata “la coscienza di esistere”, avrà trovato Dio.

Socrates Scholfield

La Sua esistenza ha sempre sollevato dubbi.

Del problema si sono occupati San Tommaso, Sant'Anselmo, Cartesio, Kant, Hume, Alvin Plantinga.

Non ultimo, Socrates Scholfield titolare del brevetto registrato presso l'U.S, Patent Office nel 1914 col numero 1.087.186. L'apparecchio di sua invenzione consiste di due eliche in ottone incastrate in modo che, lentamente girando ciascuna intorno all'altra e dentro l'altra, dimostrano l'esistenza di Dio.

Delle cinque prove classiche questa è detta la prova meccanica.


J. RODOLFO WILCOCK, Lo stereoscopio dei solitari