esil

RIP Sir Christopher Lee

Nyt kun legenda on poistunut keskuudestamme on aika ottaa esille taas “suomi mainittu”-kortti. Kuten moni varmaan tietääkin tämän faktan:

“When World War II broke out, Lee volunteered to fight for the Finnish forces during the Winter War in 1939. He and other British volunteers were kept away from actual fighting”

93 vuotta on aika kunnioittava ikä. Niin ja unohtamatta tätä kattavaa uraa, johon mahtuu jos monenmoista roolia. Ei muuta kun kiitos.

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Il 26 gennaio, è quando l'incontrò per la prima volta, arriva da Roma, occhi marroni e di corpo esile, ci sedemmo a un bar e lei prese una crostata alla marmellata, e lui un vetrino.
Parlarono dei progetti che avevano per il futuro, delle passioni, dei tulipani che tanto gli piacevano, dei propri sogni, senza sapere che eranoo proprio loro due a volere un futuro insieme, lui e lei, al mare, in montagna o in centro, l'importante è che erano loro tutto il resto non contava.
Poi a inizi febbraio andò lui a Roma, si videro e capirono che c'era qualcosa di più di una semplice amicizia,qualcosa che molti avrebbero invidiato,e così fu’. Erano felicissimi, presero la metro è andarono in centro, a piazza del popolo poi a villa borghese, loro, la loro canzone e tutto il resto l'avevano scordato.
E andò avanti cosi tra baci in stazioni e pianti nel letto.
Il loro sentimento era più forte della distanza che li divideva, fino al giorno in cui fini tutto.
Ma continuarono a vedersi, perche due come loro, se si amano, si amano fin dentro le ossa, dove vanno ci lasciano il cuore, sono e saranno un questione irrisolta, erano la cosa migliore ma nel momento peggiore, o è stato il destino, o sara stato il caso.
Ma ne sono certo, quei due si ameranno per sempre, contro ogni male, e ogni essere, contro ogni difficoltà e soprattutto contro ogni stazione.
E se stai leggendo Fatima, è l'unico modo, per dirti che sei e sarai l'unica.
—  un'amoresenzafine, via ilragazzoapatico

crepuscolo: s.m. (dim. del s.f. “crepa”) - esile crepa del tempo tra il giorno e la notte. una pausa sottile dove i colori si accendono, brevemente sottratti al dominio della luce o del buio.

maria sebregondi “etimologiario"

(foto: falpao, tremonti al tramonto)

  • Minä:*pesee hampaat*
  • Minä:*melkein pääsee nukkuu*
  • Minä:*nälkä iskee*
  • Minä:teen viä voileivän ja sit vast nukkuu
  • Minä:*syö*
  • Minä:....
  • Minä:...
  • Minä:*laittaa kajarista soimaan blurred lines ja tanssii tiensä takaisin keittiöön toisen voileivän luo*
  • Minä:mitäs sit
  • Minä:voisin vaikkapa soittaa hAITARIA!
  • Minä:*ottaa haitarin esille ja taustalle jää soimaan some kind of heaven*

GRUCIONI da gramulin
Tramite Flickr:
Uccello esile e variopinto. Può raggiungere una lunghezza di 25–29 cm incluse le due penne allungate della coda e la sua apertura alare può raggiungere i 40 cm. Pesa fra i 50 e 70 grammi. Il piumaggio variopinto, a grandi linee castano superiormente e azzurro inferiormente, è “dipinto” anche di giallo, verde, nero, e arancione. Il becco è nerastro, lungo e leggermente ricurvo verso il basso. Le zampe sono marrone-grigiastro. I sessi sono fra loro simili.

Ora voglio sapere se qualcuno ha mai pensato a Trilli, lei era innamorata di Peter e lui? Lui ha scelto Wendy. Ha scelto lei perché era dolce, con un viso perfetto, aveva i capelli elegantemente raccolti anche mentre dormiva, era felice, entusiasta, carina. Trilli no. Trilli aveva i capelli spettinati e arruffati con il ciuffo in avanti, era scorbutica, gelosa, permalosa, troppo piccola e esile. Eppure avrebbe dato tutto per lui, il suo cuore, la sua vita. Sarebbe morta per lui. ma lui ha scelto Wendy.

Si parte sempre dal soggetto, non importa quanto sia esile, e si costruisce una struttura artificiale con cui catturare la realtà di quel soggetto da cui si è partiti. Il soggetto è l’esca… Devi cominciare da qualche parte, e inizi dal soggetto che, gradualmente, se le cose funzionano, svanisce e lascia questo residuo che possiamo chiamare realtà…

Francis Bacon, Interviste con David Sylvester

Come una tempesta. Capitolo 3.

Il giorno seguente Daniel la vide lì seduta a guardare il mare dalla finestra tingersi d'oro. Si, era lei, indubbiamente. I suoi occhi color smeraldo osservavano il volo di un gabbiano intento a catturare la sua preda, accarezzando con un'ala la superficie cristallina dell'acqua un attimo prima di affondare il becco sul corpicino esile di quello che sarebbe stato il suo pranzo. Osservava tutto ciò che la circondava con lo sguardo di chi si è perso molte volte e troppe volte ha voluto scomparire negli abissi più profondi di un oceano composto di lacrime, ansia e acqua salata. Daniel guardava gli occhi assorti della ragazza, persi nell'infinità blu che si estendeva davanti a se e pensava di non averne mai visti di più belli: brillavano di speranza e morivano di tristezza. Vittoria aveva l'effimera bellezza dei vinti che ammalia, prende e distrugge. Non le disse nulla riguardo al suo racconto. Si appoggiò con la schiena rivolta alla parete e un'espressione fissa nel vuoto. Cominciò a raccontare la storia di un pittore maledetto che voleva dipingere il mondo visto attraverso i suoi occhi, mentre la realtà richiedeva immagini di santi già visti, consumati dal tempo. Voleva diventare cavaliere di Malta, ma durante una litigata finì per uccidere il suo rivale con la spada che da bambino ereditò da un militare in cambio di un suo dipinto. Fu esiliato. Scomunicato. Chiese perdono con un quadro in cui rappresentava se stesso sofferente, con la testa quasi mozzata. Morì tre giorni dopo che la scomunica venne ritratta. Morì solo. Forse mentalmente instabile. Ma vicino al mare. Era una forza della natura, un ribelle, un folle. La gente del suo tempo non lo capì. Tutti lo ferirono. Lo giudicavano. È lui finì per credere che non valeva poi così tanto. Il suo nome era Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Visse in un'epoca in cui il cambiamento non era visto di buon occhio, e chi viveva di sogni, speranze e arte veniva molto spesso emarginato, insultato o, come nel suo caso, sfidato a duello e se ci si spingeva oltre, la condanna era imminente. Gli occhi di vittoria brillavano, era felice di aver trovato qualcuno nella storia passata che condividesse perfettamente ciò che provava lei: incomprensione. Era una ragazza silenziosa, ma se qualcosa non le andava bene sarebbe stata capace di rivoltare il mondo intero. Non voleva parlare. Tanto la gente non avrebbe capito. I suoi voti non eccellevano mai. Se si dovesse descrivere in termini di giudizio scolastico, lei sarebbe stata una ragazza discreta. Ma era realmente così? Daniel cercò di scoprirlo attraverso lezioni di vita e parole che incantavano chiunque lo stesse ascoltando. Ci credeva davvero, e avrebbe voluto far capire a quella ragazza che anche se non si viene apprezzati in un determinato momento della vita, esistono sempre nuovi mondi e nuove strade da intraprendere. Nuove occasioni e nuove emozioni da vivere. Vittoria voleva solo un occasione da prendere al volo, delle parole che accendessero il fuoco della sua anima. Ciò che le restava in quel determinato momento della vita era la sua forza di ribellione, la sua voce e il suo talento nel mettersi contro il resto del mondo, solo e soltanto con una penna ed un foglio bianco che attendeva di essere inciso attraverso le sue meravigliose parole e metafore nello spiegare le sue emozioni e sensazioni. Daniel si rivolse a lei in un momento di pausa dalle lezioni, le diede delle attenzioni. Le disse che aveva un cuore d'oro, ma la gente spesso preferisce usare l'arma delle parole taglienti e tradire la mano che le ha aiutate. Scosse il suo tormento e lo trasformò in tempesta benefica che abbatte i pensieri tristi e aumenta il sano egocentrismo. “Quando la tua felicità viene prima di tutto, prima di tutti, quello è vero amore” era solito dire. Vittoria iniziò a credere che non era poi così stupida come la gente la etichettava e, tornata a casa, nel buio della stanza, vide ciò che era stata la sua vita fino ad allora. Ricordò se stessa: una ragazza che pensava di bastarsi da sola, mentre a chi la circondava regalava attenzioni che non le venivano mai restituite. Dava a se stessa l'importanza che meritava, perché chi è stato abbandonato si difende prima di essere attaccato. Il pomeriggio dello stesso giorno, mentre il sole era intento ad essere inghiottito dal mare, Vittoria camminava a piedi nudi sulla sabbia fermandosi di tanto in tanto ad osservare quello spettacolo di luci e colori che si ripeteva ogni giorno, ed ogni giorno ai suoi occhi appariva più bello che mai. Si appoggiò contro uno scoglio e affondò i piedi nella rena. Il suo sguardo non brillava più, ora avanzava tra le rovine di una vita passata, ripescando eventi che devastarono il suo cuore. Si voltò. Una lacrima rigò le sue guance accarezzate dal calore solare del giorno appena trascorso. Vide il suo professore avvicinarsi e guardandolo fisso negli occhi, Vittoria gli domandò: lei crede davvero che io valga almeno un frammento del suo tempo? Delle sue attenzioni? E Daniel perplesso fece un momento di silenzio. Poi le rispose: io credo che ogni individuo abbia diritto a qualcuno che le ascolti, fosse una persona o un foglio di carta stropicciato. Credo tu sia una giovane ragazza delusa dalla vita, che in un tempo molto lontano ha sperato fortemente in qualcosa e la vita le ha inferto ferite molto profonde. Vedi Vittoria, tutti meritiamo una seconda opportunità in questo fantastico percorso ad ostacoli che è la vita. E sai qual'e l'occasione giusta? Nessuna. Il momento opportuno è quello che ci si crea da se. Accadono così tante cose nel quotidiano alle quali noi non prestiamo attenzione, eppure se ciò accadesse, ci potremmo accorgere dei piccoli miracoli giornalieri, quali i colori del mare, il vento che scompiglia i capelli, un gesto d'affetto o il cinguettio degli alberi. Allo stesso modo io credo che tu ne valga la pena. Hai un mondo pieno di sensazioni ed emozioni chiuso nel cuore e, di fronte a te, c'è un uomo che nutre la sua anima attraverso il racconto delle storie altrui. Ha un'avversione per i casi umani. Forse perché, anche io, a modo mio cerco la mia strada. E la ragazza, non convita, rispose: non vorrei pensasse che io abbia scritto quelle frasi solo per attirare l'attenzione, perché sinceramente questa è l'ultima cosa che voglio. Per me scrivere è come per la gente comune svolgere le funzioni senza le quali morirebbe, come per esempio respirare. E fino alla fine dei miei giorni, delle mie ore, dei miei attimi, mi batterò per ciò che è giusto. Per dar voce a chi come me sta cercando la propria identità anche a costo di risultare fastidiosa ed irritante. Daniel le sorrise e poi continuò: ammiro la tua forza e il tuo talento nel narrare dei fatti così complessi attraverso metafore semplici e cariche emotivamente. Un giorno se ti andrà vorrei che tu aprissi lo scrigno seppellito in fondo al cuore. Qualcuno diceva che quando si condivide la felicità essa raddoppia e quando ciò si fa con il dolore, esso diminuisce! E concludendo il professore se ne andò lasciandola, pensierosa, alle spalle, mentre le urlò un'ultima frase: Non puoi sempre startene lì inerme e mettere la vita degli altri davanti alla tua! E con questo, sapeva di aver fatto centro. Presto, Vittoria, avrebbe demolito il muro con il quale si proteggeva dal mondo intero, quella corazza così spessa da non far entrare nemmeno il soffio vitale che riesce a dare l'amore. E lui, dal canto suo, si sentiva in dovere di raccogliere i cocci della sua vita andata in frantumi troppo presto. Era convinto che se anche una sola persona nel mondo fosse stata felice per merito suo, allora la sua esistenza non era andata sprecata.

GRUCIONI (nidificazione) da gramulin
Tramite Flickr:
Uccello esile e variopinto. Può raggiungere una lunghezza di 25–29 cm incluse le due penne allungate della coda e la sua apertura alare può raggiungere i 40 cm. Pesa fra i 50 e 70 grammi. Il piumaggio variopinto, a grandi linee castano superiormente e azzurro inferiormente, è “dipinto” anche di giallo, verde, nero, e arancione. Il becco è nerastro, lungo e leggermente ricurvo verso il basso. Le zampe sono marrone-grigiastro. I sessi sono fra loro simili.