esempio

Skin deep

La scienza - a saperla leggere - è insieme terrificante e profonda. Esempio: lo strato più esterno della nostra pelle è formato da cellule morte. Quello che noi guardiamo di una persona cioè, il suo viso, il suo corpo, le sue espressioni, sono soltanto cose morte, il suo involucro è morto, ognuno di noi è avvolto, “impacchettato” dalla morte! La speranza poi è che “sotto” ci sia vita…. ma questo è un discorso troppo complicato che magari affronteremo un’altra volta.

Cyberbullismo

Per fortuna è capitato a me. Sono un uomo adulto. Ho le spalle larghe, una certa dose di distacco emotivo e troppe cose a cui pensare per farmi coinvolgere in risse su internet.

Prima di raccontarvi il fatto, faccio una premessa. Chi mi conosce sa che spesso punto la lente d'ingrandimento sulle mie fragilità e le faccio diventare più grandi. Esaspero la loro intensità, con l'intento di far emergere una sfumatura buffa.

L'ho sempre fatto, ma una volta qualcosa è andato storto.

Tutto è partito quando ho commentato un video su Youtube. Nel video si parlava di esseri paranormali noti come “Bambini dagli occhi neri”. Ho guardato il filmato e ho scritto qualcosa del genere: “Mi ha fatto paura, ma è anche vero che sono una persona facilmente impressionabile. Per esempio mi spaventano le farfalle, i cigolii, i ragni e i bambini piangenti con occhi di qualsiasi colore seduti vicino a me sul treno”.

Molti commentatori, a giudicare dalle risposte divertite, hanno compreso l'esatta natura del mio intervento: un commento iperbolico, che accostava in modo paradossale cose poco spaventose a creature terrificanti come i leggendari bambini dagli occhi neri. Ma qualcuno lo ha preso terribilmente sul serio. Uno ha scritto: “Tu stai male, come si fa a essere spaventati dalle farfalle?”. Un altro ha scritto: “Sei esaurito”.

Poi è arrivato il provocatore alfa, che mi ha dato del cagasotto. A questo insulto ho risposto con una frasetta volutamente ammantata di retorica, utile per sondare la filosofia di vita del mio interlocutore.

Ho scritto: “Sono contro la violenza. E ci vuole coraggio per esserlo”.

Lui ha replicato così: “Sono tutti bravi a essere contro la violenza. Ci vuole coraggio per essere violenti”.

Mi sono detto: “Andiamo bene”.

Da parte mia non ci sono state altre risposte. Ma il nostro eroe guerriero, fiero portavoce degli uomini senza debolezze, è intervenuto più volte. Per scrivere che sono patetico. Per scrivere che sono un peso per la società, spaventato persino dalla mia ombra. “Devi farti curare”, ha aggiunto. E ha insultato i commentatori che avevano interagito con me, chiamandoli disadattati bisognosi di cure.

Io mi sono limitato ad analizzare questa pioggia di insulti, con lo stupore di chi getta lo sguardo oltre una finestra spalancata mai notata prima.

Mi è venuto un dubbio.

Supponiamo che una persona, in un momento di distrazione, riveli una debolezza di fronte agli altri. Troverà comprensione? Oppure sulla sua strada capiterà qualcuno che si aggrapperà alla sua debolezza e la userà come una clava per massacrare, ridicolizzare e infierire?

Il secondo scenario può diventare una cosa seria. Soprattutto quando un gruppo si scaglia contro un solo individuo. Questo lato oscuro di internet si aggiunge al nutrito elenco delle cose che mi spaventano, per la gioia del nostro bullo senza nome, colui che denigra chi non ha la tempra del guerriero, ma lo fa comodamente e vigliaccamente posizionato dietro una tastiera per vomitare intolleranza impunemente.

Così avrà una scusa in più per odiare me, uno sconosciuto, uno che non ha mai visto in vita sua.

Club particolari...

Mi piacciono i vecchi film dell’orrore.
Quelli a episodi.
Dove l’attenzione è focalizzata sulla storia e sugli interpreti.
Più che sugli effetti speciali.
Il club dei mostri ne è un buon esempio.
Un vampiro affamato ciuccia appena appena uno scrittore specializzato nel genere horror e del quale apprezza i libri.
Il prelievo - chiamiamolo così - è stato tale da non trasformare l’autore in uno come lui.
Per sdebitarsi, il vampiro lo porta con sé in un circolo frequentato solo da creature anomale.
In maniera che possa trarne ispirazione per le sue opere.
E comincia a raccontargli qualche storia.
Si può - anzi, si deve - segnalare, in questa gradevole pellicola, l’immenso Vincent Price nella parte del vampiro di cui sopra.
Da vedere con malcelata ma moderata nostalgia.

Allora, ascoltatemi creduloni dei miei coglioni: la vita non è come nei film. Non mi credete? Okay, faccio un esempio. Prendete il classico caso in cui un tizio ritardato va a sbattere contro una cogliona che non guarda dove va, lui le rovescia sul giubbotto di Dolce e Gabbana appena comprato un bicchiere in cui non sa si sa se c’è piscio di capra o vomito di piccione e lei gli dice che lo perdonerà solo se la inviterà a cena. Ma tarda del cazzo ti si sono bruciati i neuroni dell’intelligenza? Che minchia di ragionamento fai? Pure mia nonna ha più validità mentale di te. Io gli avrei assestato un bel calcio nelle palle, avrei fatto un inchino e l’avrei ringraziato della considerazione.
Oppure prendiamo l’episodio dove una tizia obrobriosa con gli occhiali alla Harry Potter incontra il figherrimo della situazione che si scopa pure i croccantini del cane, lui decide di cambiare vita ed inizia fare il bravo ragazzo. Ma dove, ma quando, ma non esistono tizi così. I ragazzi pensano solo alla fica, oppure sono gay, mica vanno appresso a finte studiose cazzone.
Ah, e come non parlare di quando una coppia si lascia, lui (o lei) decide di andare a prendere l’aereo per trasferirsi in Uzbekistan per allevare scimmie volanti, ma all’ultimo secondo l’altro coglioncello si accorge di amarlo alla follia e lo (o la) va a prendere all’aeroporto. Ma ditemi, chi mai si farebbe tutti ‘sti complessi per andare a prendere un tipo che non ne vuole sentire parlare di te - eh sí, perché se uno ti accanna a casa da solo come un mongospastico vuol dire che non glie fotte una sega di te-?
Dai ragazzi, su, la vita non è un film, fatevene una ragione.
Sei schifosamente perfetto.
Ma non fraintendermi, non far cadere l'attenzione sul “Schifosamente”. Hai presente quando vedi una bella ragazza, che ha un sorriso perfetto e pensi “Wow chissà come staremmo bene assieme” perchè lei è perfetta, è tutto quello che ti piace in una sola persona. E’ schifosamente perfetta. Perchè sai che quello che provi tu per lei, probabilmente non è ricambiato. Perchè sai che lei non ti vedrà mai come la vedi tu, e quindi è uno schifo. La situazione è uno schifo, non tu.
Ecco per me sei schifosamente perfetto,e so che tu non penserai mai questo di me.

Ecco ,io vorrei vivere la vita come la vive maga , questo ragazzo vive la sua vita “al volo” , fa decisioni all ultimo momento , è spensierato e se ne fotte altamente del giudizio altrui !
ha un modo di pensare tutto suo , mi piacerebbe conoscere sia lui sia gilda, forse non accadrà mai , ma non importa …
Rimangono comunque il mio esempio di vita perfetto , Quell esempio che non riuscirò forse mai a mettere in atto

Hai presente l'odore dei libri nuovi? Le foto scattate con vecchie macchine fotografiche? La gioia di un bambino la mattina di Natale mentre scarta i regali? Le urla di gioia di chi balla sotto la pioggia? Hai presente quella sensazione di felicità quando alla radio inizia la tua canzone preferita? La tenerezza dei bambini? L'amore per i tatuaggi? Una cioccolata calda mentre fuori piove? Le coccole sotto le coperte in piena notte? Hai presente la felicità che si prova quando si vede una stella cadente?
Ecco, sappi che tu sei molto meglio di tutte queste cose.
Oggi sono andata ad un funerale. Non era un funerale qualunque ma quello di una mia cara amica.
Sapete queste cose non sono mai facili, una vita interrotta a 17 anni. Nemmeno il tempo di fare la festa dei 18. Non sono cose che dovrebbero accadere. Lei era una persona solare, sempre sorridente, amichevole e determinata. La preside oggi le ha dato il diploma in anticipo e durante l’elogio funebre l’ha descritta come “un’alunna modello”. E ha ragione. Non perché fosse brava a scuola. Oltre ad essere brava lei era anche aperta con tutti, onesta, responsabile e piena di voglia di fare. Lei era una di quelle che prefiriva andar male piuttosto che copiare. Lei era quella che faceva le condoglianze a nome della classe. Perche era forte. Aveva coraggio. Non aveva paura. Nemmeno della morte.
Il motivo per il quale scrivo è per parlare della sua fine. O forse inizio. Chi può dirlo..?
Beh lei non è morta per un incidente stradale, nessun sabato sera sfrenato, nessuna moto, nessun suicidio.. Nulla di tutto ciò. Lei è morta LOTTANDO. Ha combattuto contro una malattia terribile fino alla fine. Lottava per la vita e la voleva ad ogni costo.
Circa un anno fa, quando le è stato diagnosticato un tumore al cervelletto lei si è trovata di fronte due scelte: non curarsi per poi restare in coma, o curarsi con medicinali potenti e dannosi.
Ha scelto di combattere.
Le cure sono state molto invasive. A volte il suo cervello tornava come quello di una bambina non permettendole nemmeno di frequentare scuola o di continuare la relazione col suo ragazzo. Il suo corpo poi era stato completamente trasformato. Aveva preso davvero tanti chili, il cortisone la gonfiava, e non riconoscevo più il suo fisico perfetto.
Ma nonostante ciò, lei ha lottato ancora. Era una persona determinata. Non se ne importava davvero del giudizio della gente. Anche alle scuole medie. “Ma le converse vanno di moda!” e lei “embe, io le converse non le voglio, non voglio essere uguale”, oppure “quella maglia è brutta!” e lei subito rispondeva “a me piace”, e il giorno dopo, la rivedevi con quella maglia . E proprio grazie alla sua determinazione è riuscita a frequentare scuola per un altro breve periodo di tempo, ha provato con altre cure, ma purtroppo il male era più forte.
Secondo me, noi tutti, la dovremmo prendere come esempio. Si perche anche sul letto dell’ospedale sorrideva. E quando le hanno detto “ti rimangono 48 ore” lei ha lottato per trasformare quel 48 in un 62.
Non si è mai arresa.
Ha lottato per la vita.
Non si è lasciata morire.
Non si è vergognata di tornare a scuola anche quando il suo fisico era lievitato in maniera spaventosa.
Non ha pensato “oddio mi diranno che sono cicciona e brutta”.
Lei è venuta ed era pronta di voglia per studiare Seneca. “il poeta dell’amore” che tanto le piaceva.
È stata la bellezza del suo carattere che oggi ha portato in quella chiesa gente di tutta la città. C’erano 500 palloncini bianchi che abbiamo lasciato volare nel cielo davanti la sua bara bianca, sulle note della sua canzone preferita, “l’essenziale” di Marco Mengoni.
“Ma Marco Mengoni è un frocio de merda”
“E sti cazzi, a me piace.”
*col sorriso stampato in faccia*
Era questa la sua risposta. Era questo che la rendeva forte. Il suo sorriso perenne. La sua voglia di combattere. Deve essere d’esempio per tutti quei ragazzi che oggi basta un nulla per buttarli giù . Riflettiamo, tutti.
Ciao piccola E., riposa in pace.
Sono una persona da non prendere ad esempio, sono la cattiva compagnia che ogni mamma raccomanda di non frequentare.
—  Lucrezia Beha
‘Ti prometto che io resto.’
Ma per favore, anche i professori promettono di fare la verifica un giorno dicendo che sarà facile e invece poi la fanno un altro giorno, ed è difficile. Anche mamma e papà promettono di farti fare il tatuaggio, il viaggio, di mandarti al concerto, in gita e lo fanno solo per farti tacere. Anche le persone che credi di conoscere ti promettono di non dire nulla in giro e poi, improvvisamente, i fatti tuoi diventano di dominio pubblico.
Tutti promettono, nessuno mantiene.