ero 2012

anonymous asked:

Racconta come l'hai incontrato, com'è nata la vostra storia

Era il 21 Luglio 2012.
Ero in montagna. Stavo a casa di una conoscente. Questa mi ha detto che voleva andare a casa di questo ragazzo che era appena arrivato quel giorno. Me ne aveva parlato di questo ragazzo, Simone. Era il suo ex. Allora siamo andati a casa sua a piedi mentre stava tuonando. Arrivati davanti casa sua, lei non voleva suonare il campanello e ha chiesto se potevo farlo io. Io mi ero arrabbiata perché non lo conoscevo per niente e facevo già un figurone. Suono al campanello ed esce sua nonna che voleva sapere cosa volevamo. Mi sono girata verso la ragazza, ma lei non faceva niente, allora ho risposto se c’era Simone in casa. La nonna scomparì dietro la porta. 
In quel momento, mi sedetti sul muretto e presi il telefono, perché comunque il momento spettava alla ragazza vederlo. Quando Simone era uscito da quel cancello, ho alzato gli occhi e ho visto lui. E c’era imbarazzo. Lui perché era davanti alla sua ex che non la vedeva da un bel pò, e nel frattempo con me che non mi conosceva. 
Ci siamo avviati in silenzio verso le scale che si trovano davanti alla scuola, perché stava piovendo. Ad un certo punto abbiamo parlato tutti e tre, ma a malapena. Allora per rompere il silenzio ho fatto partire la musica su casuale ed è uscita My immortal di Evanescence e guardavo la pioggia scendere attraverso la luce del lampione. Simone mi ha guardato nel buio e mi ha chiesto ‘Stai piangendo?’. Mi sono messa a ridere e ho detto di no. Stanca di stare lì, ho gettato il telefono nella borsa e mi son messa sotto la pioggia e lui mi ha raggiunto. Mi ha scompigliato i capelli. La ragazza ci guardava un pò male.
Tornati alle scale, ho fatto la foto al lampione per ricordarmi di quella sera.
Io e Simone ci guardavamo. C’era qualcosa sotto ma non capivamo. Si era creato un feeling subito.
Da quella sera ci siamo visti tutti i giorni. Il nostro rapporto si era rafforzato. Ci prendevamo per mano. Ci abbracciavamo sempre. Eravamo in gruppo. La ragazza si era arrabbiata con me perché diceva che mi piaceva lui. In realtà non è vero, insomma era un amico. Neanche. Ma neanche di più. Ha fatto scenate di gelosia e non era più uscita con noi.
L’ultima sera prima che io partissi, abbracciavo tutti e Simone mi ha abbracciato, sussurrandomi all’orecchio ‘Ti voglio bene, mi mancherai.’. Era il 10 Agosto 2012.
Poi ci siamo sentiti per messaggio. Mi chiamava già amore, ma così per ridere. Mi ha pure chiesto di essere la sua moglie! HAHAH. Ma tutto per ridere e per scherzare.
Verso Pasqua, il 28 Marzo 2013, sono andata in montagna. Erano 8 mesi che non vedevo i miei amici e lui. Il nostro gruppo.
Quando ero scesa dalla macchina davanti alla scuola, lui mi è venuto correndo per abbracciarmi. Per 2 giorni mi prendeva sempre per mano, uscivamo sempre insieme agli altri.
Il 30 Marzo di sera eravamo a casa di una mia amica che facevamo il gioco di Verità ed Obbligo. Quando toccava il turno mio o di Simone, gli amici ci chiedevano sempre cosa ne pensavamo l’uno dell’altra, oppure se avremmo voluto provarci insieme, oppure provare una storia a distanza. Questo quando capitava la Verità. Con l’Obbligo invece gli amici dicevano sempre a noi di darci dei baci a stampo. Era una serata per divertirci. Poi lui mi ha preso il telefono e non me lo voleva restituire, allora ho preso il suo telefono e sono uscita. Lui mi ha seguito. Gli amici se ne sono approfittati per chiuderci fuori. E li, lui mi prendeva e mi abbracciava, ballando sotto la pioggia. Ad un certo punto mi guarda negli occhi profondamente e mi fa ‘Tu mi devi dare un bacio.’ E io pensavo scherzasse e faccio ‘Si certo, dove?’ e lui mi baciò. A stampo. Poi siamo ritornati dentro e i ragazzi ci prendevano in giro. Addirittura una mia amica si è messa a scrivere su un foglietto ‘Vi piacete ma non ve lo dite, siete proprio 2 scemi!’ Io e Simone quando lo abbiamo letto, ci siamo imbarazzati. Poi siamo andati alla scuola e ci siamo seduti tutti li. I miei erano appena arrivati, saluto tutti con un bacio sulla guancia e quando arrivo a Simone, lo stavo per dare sulla guancia, ma lui si è voltato in modo che lo dessi sulle sue labbra. Appena arrivata a casa, apro Facebook e vedo che lui scrive come stato So già che mi mancherai. La sera successiva eravamo tutti per strada e stavamo per andare ad un bar, ma poi il gruppo ha lasciato soli me e Simone, allora lui mi ha trascinato verso un campo. Ci siamo sdraiati. Approfitto del momento per chiedergli il motivo per cui aveva scritto quello stato. Mette sù la musica, si alza sui gomiti e mi bacia. Lentalmente. E mi fa ‘Appena sei scesa dalla macchina, mi hai fatto battere forte il cuore. Ho sentito il bisogno di averti con me.’
Lì, mi sono spaventata. Sapevo a cosa andavo incontro. Ad una storia a distanza. Avevo dei dubbi.
Quando sono ritornata dalle vacanze, ci sentivamo ma non ci eravamo ancora visti. Avevo delle perplessità. I miei non mi lasciavano andare a Milano. Poi lui mi dice ‘Vieni a Verona, perché io più in là non posso.’
Il 28 Aprile 2013 ci siamo incontrati a Verona. Abbiamo passato un bellissimo giorno. E quando eravamo alla casa di Romeo e Giulietta, ha preso il lucchetto, ha scritto i nostri nomi, mi ha preso la mano per chiudere il lucchetto insieme e, mentre lo facevamo, mi ha chiesto ‘Vuoi essere la mia ragazza?’. Io l’ho baciato.
In poco più di 2 anni, mi ha cambiato la vita e mi ha insegnato ad amare.

anonymous asked:

63 ♡

63- Raccontaci la storia del tuo primo bacio. Era il 21 Febbraio 2012, ero appena tornata a casa, quando un mio amico (che, segretamente, mi piaceva) mi invia un messaggio chiedendomi di uscire. Usciamo e sembra tutto come sempre: solite battute, solite risate. Poi litighiamo, non ricordo il motivo del litigio, so solo che mi arrabbio molto e inizio a camminare velocemente davanti a lui, pronta a tornare a casa. Piove. Sembra un po’ una storia da film. Lui apre l’ombrello, mi insegue per coprirmi dato che ero stata poco bene i giorni precedenti. Mi prende per un braccio, cerco di liberarmi, ma non ci riesco. Mi tira nuovamente in braccia, facendomi girare verso di lui. “Che vuoi?”, gli ho detto infuriata. “Te”, mi ha risposto. Lascia l’ombrello, tutto ciò che ha tra le sue mani sono io. E mi bacia.