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7 SUPERCAR PER 352MILA EURO PRENOTATE DALLA REGIONE SICILIA. CROCETTA CONTINUA A PREDICARE IN TV E REGALARSI UN TENORE DI VITA DA EMIRO

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UNA CROCETTA SULLA SPENDING REVIEW – LA REGIONE SICILIA NOLEGGIA 7 SUPER-AUTO ALLA CIFRA DI 352 MILA€ (CHI GLIELO DICE AI DISOCCUPATI CHE LA REGIONE SPENDERÀ 1000 € AL MESE PER OGNI MACCHINA, GASOLIO ESCLUSO?)

Il privilegio di utilizzare macchine di maxi-cilindrata è riservato, tra l’altro, solo ai presidenti della Repubblica, Camera, Senato e Consulta – Il bando Sicilia in auto sarà nuovo lavoro per Lurch Cottarelli, che quando sente parlare di questo tipo di sprechi è pronto a partire in quarta (con la macchina sua)…

DAGOREPORT

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Rosario Crocetta (e delizia) dei siciliani ingrana la quinta o la sesta per risalire nella classifica del gradimento dei governatori che lo vede all’ultimo posto. E cosa fa il governatore della Sicilia che in extremis è riuscito a far approvare la Finanziaria dal suo Consiglio? Sale in macchina, anzi sulle macchine e che macchine!

Si parla di 2.200 di cilindrata che tradotto vuol dire Audi8, Bmw 520, Jaguar XF, Mercedes 250, Volvo S80 e via di questo passo. E sì perché infischiandosene del decreto di tre anni, che fissa l’utilizzo per le auto-blu a 1.660 di cilindrata, la Regione Sicilia a Statuto (molto) speciale ha bandito un appalto per il noleggio senza conducente di sette auto diesel per la modica cifra di 352 mila euro, per l’esattezza 352.800.

Durata dell’appalto 48 mesi, il che vuol dire che Palazzo d’Orleans spenderà per quattro anni 1.050 euro al mese per ogni vettura. Un privilegio quello di utilizzare macchine con una cilindrata superiore ai 1.600 cc riservato, tra l’altro, solo ai presidenti della Repubblica, Camera, Senato e Corte Costituzionale.

Insomma il bando Sicilia in auto sarà sicuramente nuovo lavoro per Lurch Cottarelli, che quando sente parlare di questo tipo di sprechi (leggi CocaCola e lavaggio tende di Palazzo Chigi) è pronto a partire in quarta (con la macchina sua). Indiscrezioni? Macché, il bando si può leggere con un clic sul sito della Regione e su quello dell’Autorità per i contratti pubblici, di cui pochi forse conoscono l’esistenza.

Le offerte dovranno pervenire alla Regione entro lunedì della prossima settimana, sempre se sarà possibile consegnarle perché ormai Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni è da settimane sotto assedio di “forconi” a vario titolo, precari, disoccupati, senzacasa, studenti, pentastellati.

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FONTE:

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/una-crocetta-sulla-spending-review-la-regione-sicilia-noleggia-7-super-auto-alla-cifra-69977.htm

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basta casta

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Nel mentre veniva costruita il Duomo di Monreale, Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II inizio la costruzione di una splendida chiesa per i Greci Ortodossi di Sicilia. Anche qui i mosaici con le tessere d’oro, ricoprono parte delle pareti dell’edificio. Nel tempo però la chiesa si è arricchita di altri stili che hanno compenetrato e circondato le parti bizantine ed i dettagli arabi. Il barocco Siciliano, ridondante, scenografico ed aereo, si è unito agli stili precedenti in un continuo richiamo di epoche e tecniche che fanno della chiesa dell’Ammiraglio un opera unica ed inimitabile. Ancora oggi la chiesa è di rito Greco Ortodosso, così come aveva voluto il Siriano Giorgio, grande ammiraglio del regno di Sicilia, Emiro degli Emiri, conquistatore di Bari, Tunisi, Amalfi  e Corfù.

While it was being built in the Cathedral of Monreale, Giorgio di'Antiochia, Admiral of King Roger II began the construction of a beautiful church for the Orthodox Greeks of Sicily. Even here the mosaics with gold tiles, cover part of the building’s walls. But over time the church has been enriched with other styles that have penetrated and surrounded the Byzantine and Arab parties details. The Sicilian Baroque, redundant, and scenic plane, joined in previous styles in a continual reminder of ages and techniques that make the Admiral’s church operates a unique and inimitable. Even today the church is the Greek Orthodox rite, as he had wanted the Syrian Giorgio, great admiral of the kingdom of Sicily, Emir of the Emirs, conqueror of Bari, Tunis, Amalfi  and Corfu.

http://palermodintorni.blogspot.it/

Ieri, 13/02/20,16 alle ore 11:00, presso il Comune di Massarosa, c’è stata l’inaugurazione della mostra di 8 fotografi che hanno intrapreso questo lungo viaggio in un paese lontano e con un itinerario fuori dalle classiche rotte turistiche (la mostra ha avuto anche il riconoscimento da parte della FIAF).
Dopo mesi di preparazione hanno potuto affrontare questa esperienza condivisa e portare fino a noi queste belle immagini di un paese per molti sconosciuto.
Gli autori e partecipanti di questa esperienza sono i fotografi: Flavia Simonetti, Barbara Palagi, Lorella Rossi, Silvano di Fatta, Ermanno Gianneschi, Marzio Vizzoni, Silvano Simonetti ed Emiro Albiani.

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Qui sotto il testo di presentazione del lavoro svolto dagli 8 fotogafi…
“Mingalabar” – Benvenuti in Birmania (Myanmar)
Il Myanmar (Birmania) è un Paese accogliente, fantastico e in larga parte sconosciuto. Come nelle altre realtà asiatiche si possono trovare situazioni in apparente contraddizione tra loro ma tutte in grado di destare emozioni uniche a chi si mette in gioco e durante il viaggio “respira” l’essenza. E’ stato un magico contatto con realtà che ti arricchiscono dentro e ti fanno immergere in un mondo in gran parte sconosciuto.
Speriamo che le immagini di questa mostra aiutino, più delle parole, a raccontare questa forte esperienza che abbiamo vissuto.
Il fantastico viaggio ci ha fatto visitare Yangon col suo traffico caotico ma anche con parchi enormi ed il luogo di culto buddhista più grande del Paese, l’imponente e dorata pagoda Shwedagon.
Ma un altro luogo di culto e preghiera tra i più importanti del Myanmar è Kyaikhitiyo con la sua maestosa roccia d’oro in equilibrio inspiegabile sopra un dirupo. E’ la meta di migliaia di pellegrini che ogni giorno si raccolgono in preghiera pernottando sotto tende di fortuna, inginocchiandosi e accendendo candele votive dappertutto.
La nostra curiosità ci ha spinto a visitare anche i villaggi più sperduti dove il tempo pare essersi fermato da molti decenni. Ci siamo spinti nel cuore della regione di Kayn sulla strada per Hpa-An e dopo aver percorso la lunga grotta di Sadan con decine di statue di Buddha all’ingresso, abbiamo raggiunto il villaggio Lakkana del popolo Karen. Qui la popolazione vive in modeste case di legno dedita ad attività agricola e allevamento di animali.
Ci trasferiamo poi a Bagan, magico centro con una sterminata piana costellata da migliaia di pagode costruite in mattoni rossi fin dal XI secolo. Una delle più antiche e sicuramente la più famosa è quella di Irrawaddy. Il culto si fonde con le attività agricole praticate tutt’intorno generando un’atmosfera surreale e magica che specialmente al tramonto e all’alba ti fanno rimanere senza respiro.
Ma la vita nei villaggi più sperduti ci regala nuove e forti emozioni una volta raggiunta quasi la sommità del monte Victoria dopo sette ore di viaggio massacrante con le jeep lungo strade dissestate e polverose. Nei villaggi di Kazunma e Kanpelet, abitati dalla popolazione Chin, ci capita di vedere baracche fatiscenti abitate in promiscuità con gli animali e le donne tatuate in viso: pratica che storicamente individua, dal tipo di tatuaggio, la tribù di appartenenza. La vita scorre con pratiche essenziali e senza sprechi: si coltiva e si produce quello che serve per vivere. Si respira dignità, felicità e ospitalità di un popolo che ci ha fatto e continua a farci riflettere.
Lo stupore continua ad accompagnarci anche durante la nostra movimentata visita al lago Inle, vasto specchio d’acqua dove convivono varie attività come la pesca, l’agricoltura (fatta spesso su orti galleggianti), l’artigianato e anche il turismo che qui è presente più che altrove. Le abitazioni sono in legno su palafitte come anche i laboratori e le attività sociali quali scuole e mercati. Ci si muove con straordinaria armonia ed equilibrio per lo più con leggere imbarcazioni ricavate scavando dei tronchi d’albero. All’uscita da scuola i bambini trovano le…”barchebus” che li riportano a casa.
Ovunque abbiamo trovato e visitato i mercati, vera e propria attività vitale dove vendere e scambiare merci, dove si mangia in ogni ora del giorno e ci si incontra, si parla e si contratta. Ma è anche il luogo dove c’è la cura esteriore, la farmacia, il barbiere..: insomma un vero e proprio villaggio nel villaggio.

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La Presentazione della mostra è stata fatta da Silvano Simonetti, che ha parlato di questa esperienza, delle difficoltà ma anche della determinazione che ognuno di loro ha profuso per la buona riuscita di questo lavoro.
Successivamente ha parlato Giancarlo Cerri, delegato provinciale della FIAF.
Per ultimo ha preso la parola il Sindaco Franco Mungai  che ha messo a disposizione i locali e si è anche congratulato per l’impegno  profuso singolarmente per approntare adeguatamente le strutture esistenti.
In foto alcuni momenti del Vernissage della mostra:
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Per queste immagini documentative ho utilizzato volutamente  il bianco e nero e messo in evidenza solo pochi particolari di foto esposte perchè sono solo 32 le immagini esposte e a colori e meritano veramente una visita in loco per ammirare tutte le sfumature dei colori, apprezzare adeguatamente ambienti e scene di un mondo a noi molto distante; la mostra rimane aperta fino al 29/02/2016, dal lun al sab dalle 9:00 alle 13:00 e lun-merc dalle 15:00 alle 18:00.

 

“Mingalabar” – Benvenuti in Birmania (Myanmar) Ieri, 13/02/20,16 alle ore 11:00, presso il Comune di Massarosa, c'è stata l'inaugurazione della mostra di 8 fotografi che hanno intrapreso questo lungo viaggio in un paese lontano e con un itinerario fuori dalle classiche rotte turistiche (la mostra ha avuto anche il riconoscimento da parte della…
¿Qué hacer?

¿Qué hacer?

EMIRO ROTUNDO PAÚLEL NACIONAL, 11 DE FEBRERO 2016 - 12:01 AMLos del gobierno son tan arrogantes y están tan ideológicamente alienados que no pueden entender que el modelo económico y político impuesto por Chávez al país ha fracasado. No pueden hacer un cambio profundo en el sistema heredado porque tal acción los llevaría a la adopción del sistema democrático liberal que tanto odian y que han vilipendiado toda la vida. Están presos en las redes del credo revolucionario de filiación castrista. El sistema liberal es parte sustancial de la cultura occidental y ha sido el más exitoso en la historia de la humanidad. Por eso se ha expandido a escala mundial. El socialismo marxista que lo antagonizó y amenazó fuertemente el siglo pasado es ahora una alternativa fallida que subsiste con dificultad en una mínima parte del globo terráqueo. El capitalismo demostró que tenía la capacidad de adaptarse a los nuevos tiempos y asumir los postulados socialistas con más éxito que el marxismo (Suecia, Dinamarca, Holanda, Bélgica, Canadá, etc.). El chavismo no piensa en estas cosas y sigue su camino por la ruta trazada por su guía inmortal sin ver que ese camino nos lleva al despeñadero.¿Qué hacer? ¿Dejar que los acontecimientos sigan su curso para que con el desbarrancamiento chavista salgamos del gobierno de una vez por todas? Esa sería la opción más fácil porque no demanda ningún esfuerzo y solo pide que las cosas sigan como van. Pero sería también la decisión más peligrosa porque la caída catastrófica del chavismo arrastraría a todo el país hacia el abismo. Sería la solución bíblica de Sansón y los filisteos.La solución alternativa es salir de este régimen de forma pacífica, democrática y constitucional y sustituirlo por un gobierno de salvación nacional que tenga el apoyo de todos los sectores del país, que disponga de un plan de rescate económico e institucional bien definido y factible y que esté encabezado por un equipo de primera calidad y competencia. Un gobierno capaz de obtener el apoyo de los organismos internacionales de ayuda financiera y de las inversiones foráneas que serán indispensables para reconstruir el país. La gran pregunta es cómo lograr ese propósito.Hay algunas ideas rodando por allí: a) el referéndum revocatorio del mandato presidencial, b) la Asamblea Nacional Constituyente y c) la enmienda  constitucional para reducir el término del período presidencial. Y una más, planteada por aquellos que piensan que siendo los militares quienes nos metieron en este lío deben ser ellos los que nos saquen del mismo. Esta salida supone el uso de la fuerza y por lo tanto debe ser descartada.Quedan las otras tres que deben ser evaluadas cuidadosamente. La que parece más fácil a simple vista es la enmienda constitucional porque puede ser accionada por la Asamblea Nacional con simple mayoría de sus miembros, pero tiene un problema de interpretación jurídica para su aplicación inmediata que es el principio de la no retroactividad de las leyes. Existen argumentos e incluso antecedentes que supuestamente pueden allanar el camino, pero el gobierno utilizaría su comodín (el TSJ) para bloquear la iniciativa e iniciar un proceso contencioso en su contra. Ello nos podría llevar a un conflicto largo e improductivo con el Ejecutivo que le permitiera a este ganar tiempo y distraer a la opinión pública con un discurso interminable.De los otros dos (el referéndum y la Asamblea Constituyente) el primero parece ser más factible que el segundo porque sus basamentos constitucionales, aunque engorrosos, están claramente establecidos y porque, de las dos, sería la más comprensible para el pueblo venezolano que en definitiva será quien decida la cuestión con su asistencia masiva y con su voto. Para ello la Asamblea Nacional tendría que aprobar primero la Ley Orgánica de Participación Ciudadana, archivada por los chavistas, para evitar que el CNE aplique las mismas normas supletorias que utilizó anteriormente para retardar y dificultar el referéndum contra Chávez. La Asamblea Constituyente es necesaria para remozar la carta magna, reducir el presidencialismo y el centralismo y garantizar la alternabilidad democrática, pero esa tarea puede hacerse posteriormente, cuando hayamos superado la emergencia y la crisis existencial que nos agobia.A la Asamblea Nacional y a los partidos de la Unidad corresponde hacer la mejor selección entre estas alternativas en los próximos meses.   http://dlvr.it/KTQ0vj

I Buy di oggi, da Mps a StM

Per gli analisti di Banca Akros rimane Buy Banca Mps, con target a 1,95 euro, di cui oggi sono attesi i dati 2015 preliminari. Per Akros 5,3 mld di ricavi e 401 mln di utile netto. Tagliato da Buy ad Accumulate il giudizio su Fca e da 12,5 a 10 euro il target dopo i buoni risultati del Q4 ma una guidance 2016 vaga, con 110 mld di ricavi, 5 di adj ebit e 1,9 di utile. Ancora Buy, invece, per Finmeccanica (Other OTC: FINMF - notizie) , con target price a 15 euro dopo le anticipazioni di vendite di 28 eurofighter al Kuwait per 7-8 mld. complessivi, di cui 3-4 per FNC (Caracas: FNC-O.CR - notizie) e oggi potrebbero esserci incontri con l’emiro del Qatar. Confermati Accumulate e target di 19 euro per Generali (Swiss: ASG.SW - notizie) : le attese sono di un nuovo Ceo entro fine febbraio, ma nel frattempo Greco ha confermato la politica dei dividendi (sopra il 5% nel 2016 e 2017) e i numeri del 2015 in linea con la guidance. Buy anche per Hera, con target a 2,8 euro con Aimag (di cui Hera ha il 25%) che ha in mano un’offerta proprio di Hera. Accumulate anche per Notorious Pictures, ma con target tagliato da 3,05 a 2,55 euro dopo i risultati al box office del H2 2015 che non faranno raggiungere probabilmente i target 2015 del business plan. Accumulate anche per Salvatore Ferragamo (Milano: SFER.MI - notizie) , con target a 27 euro, che oggi darà i dati sui ricavi 2015, attesi a 1,43 mld (+7,5%). Infine Exane ha alzato il target price su StM da 8,6 a 9,1 euro confermando l’Outperform sulla ristrutturazione in atto.

M.M.

Autore: Finanzaoperativa.com Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online