ed altri

Sono una tipa molto strana. Ci sono giorni in cui voglio disperatamente un abbraccio ed altri che se mi tocchi ti uccido. Sono cresciuta con la diffidenza stampata nel cuore, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo d'amore . Sono malata di incompletezza ed illusioni. Ho degli sbalzi d'umore assurdi. Ogni volta che cerco di allontanare qualcuno sono terrorizzata all'idea di riuscirci davvero. Ho migliaia di difetti cuciti addosso. Ho l'estate nel sorriso e l'inverno negli occhi.
Ad ogni essere umano è stata dotata una grande virtù: la capacità di scegliere.
Chi non la utilizza la trasforma in maledizione ed altri sceglieranno per lui.
—  Paulo Coelho- Lo statuto del nuovo millennio
Sono una tipa molto strana,
Ci sono giorni in cui voglio disperatamente un abbraccio, ed altri che se mi tocchi ti uccido. Sono cresciuta con la diffidenza stampata nel cuore, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo di amore. Sono malata di incompletezza e illusioni. Ho degli sbalzi d’umore assurdi. Ogni volta che cerco di allontanare qualcuno sono terrorizzata all’idea di riuscirci davvero. Ho migliaia di difetti cuciti addosso. Ho l’Estate nel sorriso e l’Inverno negli occhi.
—  Blow

Sono nel vagone di un treno, con i capelli raccolti in un blando chignon. Ho la mia felpa con i micetti e il pantalone nero comodo. Il trucco ormai è andato e ho un desiderio viscerale di fare una doccia. Mi sento sporca e sudata a causa dell'eccessivo caldo che non era previsto dal meteo (addirittura aveva dato pioggia). Ho fatto un tratto di viaggio con un bel ragazzo biondo ed ero talmente improponibile che mi sono messa in un angolo rannicchiata per lo scuorno e ho cercato di non guardarlo mai negli occhi. Sceso lui è salita una ragazza bellissima, con i capelli perfetti, i vestiti perfetti e trucco perfetto. Anni e anni di corsi e ancora non ho capito come cazzo facciate tutte voi ad essere fighe anche dopo una sveglia alle 6.00 e cinque ore di università. Ata passà niente, scurnacchiate.

anonymous asked:

Bevete alcol parlate come scaricatori di porto e vi masturbate, grande emancipazione sociale. Chiediti anche perché non riuscite a tenervi un Uomo accanto #sistavameglionellottocento

Sì, mi piace bere un bel bicchiere di vino bianco a cena e quando esco mi godo volentieri una birra rossa, a volte bionda. Se la serata mi ispira, magari un Mojito (che preferisco farmi da sola).

Sì, quando litigo con qualcuno mi può scappare un “vaffanculo” e se devo far arrivare un concetto è possibile che lo rafforzi con un “cazzo”.

Sì, mi masturbo e se una donna ti dice che non lo fa ci sono due opzioni: non ha ancora avuto modo di iniziare a conoscere il suo corpo (che in età adulta spesso è un problema) oppure mente.

Se non ho un uomo accanto, credimi, non sono certo questi i motivi (se vuoi esaminiamo questo aspetto, che in parte può avere a che fare con la tua constatazione di merda). Merda è una brutta parola per una donna, vero? Mannaggia.

Purtroppo mi spiace tu non sia riuscito a metterci la faccia perché avrei molte cose da dirti, come ad esempio che tu “uomo” nell'ottocento non saresti sopravvissuto visto e considerato che hai bisogno dell'anonimo per esprimerti davanti ad una donna e ad esempio ti direi che sì, esistono eccessi (come in qualsiasi altra situazione) ma l'emancipazione femminile comprende questi ed altri milioni fattori di cui ti farei la lista, purtroppo non so quanto ne valga la pena in questa sede.

Vero che siamo molto lontani dalla parità dei sessi e che l'emancipazione femminile non è finita qui, ma #sistavameglionell'ottocento vienimelo a dire quando troverai una donna felice nonostante non abbia modo di sentirsi realizzata nel mondo del lavoro, nonostante non riesca ad avere voce in capitolo in questioni che la riguardano (tra cui il matrimonio, decisioni per il suo corpo e via dicendo), nonostante non sia libera di fare attività come teatro, andare in palestra, guidare (alcune tra le tante), studiare il cazzo che le pare (ops, che maschiaccio sono!), andare a votare e dire la propria riguardo la politica e starei qui ore a finire l'elenco, ma dimmi quando avrai abbastanza palle per affrontare il discorso senza anonimo.

anonymous asked:

sogno di farti i grattini sulla schiena

A me manca da morire star bene con qualcuno, accarezzargli i capelli mentre ha la testa poggiata sulle mie gambe, fargli i grattini e… più di tutto mi mancano le mille varietà di baci.
I baci dolci, quelli passionali, i baci che sanno chiedere scusa, i baci che dicono “mi sei mancata” e “non ti lascio andar via”, ed i mille altri baci di cui non so fare a meno.

Non ho nulla di speciale, mi copro la bocca quando sorrido, spesso rimango in silenzio, guardo tutti con occhi curiosi come se non conoscessi niente del mondo e infatti più o meno non conosco niente, sembro spesso acida, se mi guardi sembro persa nei miei pensieri, e non sbagli, sono davvero persa, se sono sola tendo a guardare a terra con la testa bassa, ho paura degli sguardi, se mi senti parlare sono un treno con i freni rotti e nessuno riesce a capire quello che dico, se mi guardi negli occhi non capirai se sono triste o felice, non lo riesce a capire mai nessuno, sono una tipa molto strana, ci sono giorni che voglio disperatamente un abbraccio ed altri che se mi tocchi ti uccido, odio da morire il mio corpo ma continuo a mangiare, ho bisogno di sapere se qualcuno mi vuole bene, ma spesso ho paura che tutti fingano, ho paura anche di perdere le persone, non so scrivere e questa ne è una chiara dimostrazione, quindi ecco, non ho proprio nulla di speciale, quindi non vedo come qualcuno possa volermi.
—  Io. (Via ridevamanonsorrideva)
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E’ inutile che ti presenti con rose e dolci e parli d’amore se non hai pensato alla mollica. Nella cucina siciliana la mollica è un ingrediente fondamentale: come si farebbero gli arancini/e, le sarde a beccafico, le melanzane ripiene, le braciole, la pasta con le acciughe, i carciofi ripieni, i calamari ripieni, i peperoni con la mollica e tanti altri piatti se non ci fosse la mollica. Tanto è vero che noi siciliani non buttiamo mai il pane che è un gesto sacrilego come ci hanno insegnato i nostri genitori. Noi lo conserviamo e quando serve facciamo la mollica con cui trasformiamo dei piatti semplici in capolavori. Ora nell’arte dell’ amore la mollica sono tutti quei momenti in cui al partner dai un pezzettino d’amore, quello che è rimasto nella fatica della giornata: un sorriso, un cioccolattino, un attenzione, un pensiero, una telefonata, tutto quello si può brevemente ed intensamente dare quotidianamente; qualcosa di semplice che si potrebbe buttare via perché non sazia, non è la prova del grande amore, non è necessario, non è un inizio ne una fine, è appunto un pezzo di pane duro avanzato che mettiamo da parte. Ma l’amore lo macina lentamente facendolo diventare sottile e ricoprendo o riempiendo con esso il grande piatto di pasta, le sarde, gli arancini che le regali. Così quando lei li assaggia capisce che quanto le dai non è un qualcosa dovuto ad un momento eccezionale, ma è un sentimento, un gesto importante convalidato ed esaltato da tantissimi altri piccoli momenti importanti. Non stai facendo un grande gesto arrogante e forse non necessario, stai solo riassumendo tanti piccoli momenti in cui l’hai amata. La mollica dei tuoi giorni, del tuo amore diventa così un elemento essenziale, fondamentale della grande tavola imbandita a cui l’hai invitata.

It is useless to present you in front to her with roses and cakes and talk about love if you have not thought of the bread crumb. In Sicilian cuisine, bread crumb (mollica)  is a key ingredient: how to make arancini, sardines, stuffed, eggplants, chops, pasta with anchovies, stuffed artichokes, stuffed squid, peppers with crumbs and so many other dishes if there was no crumb? It is true that we Sicilians never waste bread that is a sacrilegious gesture as our parents teached us. We keep it and when we need it, we make the crumb with which we turn simple dishes into masterpieces. Now in the art of love, the “mollica” are made by all those moments when the partner give a little bit of love to the other, the one who remained in the fatigue of the day: a smile, a chocolate, an attention, a thought, a phone call, all that you can briefly and intensively give it daily; something simple that you could throw away because it does not satiate, is not the test of great love, it is not necessary, it is not a beginning or an end of something, it is just a piece of advanced hard bread we set aside. But love grind it slowly by making it thin and covering or filling with it the great pasta dish, the sardines, the puddings that you give to her. So when she tastes up, she understands that your present isn’t something due to an exceptional moment, but it is a feeling, an important gesture validated and exalted by many other small moments. You are not doing a great arrogant gesture and perhaps not necessary, you are just summarizing so many little moments when you loved her. The “mollica” of your days, of your love, thus becomes an essential element, fundamental on the great banquet where you have invited her.

Non ti lasci mai le mani, ti tieni stretta, con occhi bassi in faccia agli altri, ed è un oceano, ragazza, quel tuo silenzio, e sono bellissime onde azzurre, messaggi d'amore in una bottiglia di cristallo prezioso. Loro sono nel cortile. Tu sei una barca in mezzo al mare. E loro ridono, vociferano nuovi amori, e si bastano, e si parlano, abbassando la voce, avvicinandosi di più, quando poi ti guardano, in quell'angolo solo tuo, mentre sorridi alle formiche, senza mai riuscire a vederti. Il tuo dolore è l'oceano, ragazza fragile, e annegherebbero, credimi, nel tuo grandioso mare, nelle tue eclatanti profondità, nel meraviglioso mondo invisibile che sei. Lasciali credere, quindi, che sei rimasta fuori, che sei tu l'esclusa, che loro sono insieme, che tu sei sola, disperatamente sola. Lasciali credere, fiamma gemella! Mi viene voglia di abbracciarti, anche se non ti conosco, anche se non ti ho mai vista; abbracciarti e dirti che va tutto bene, che siamo noi quelli insieme, anche se insieme, a causa del tempo e dello spazio, non ci siamo stati mai. Eppure, quell'angolo era mio, un tempo, e nessuno, oltre a noi, si è mai accorto di tutto quel mare, di tutto quel profondo, di questo nostro smisurato oceano!
—  Luigi Mancini
Ci sono quei momenti in cui non hai veramente voglia di niente. Respingi chiunque si avvicini, ti isoli completamente da tutto e tutti e non c'è niente che ti faccia cambiare idea. Vorresti essere lontana da dove sei o preferiresti addirittura non esistere proprio; sparire sarebbe l'unico motivo di benessere in quel momento, ma non puoi farlo. Così te ne stai lì a guardarti attorno, ti metti a leggere, scrivere oppure ad ascoltare la musica, fai le uniche cose che possono provare a distrarti un poco anche se non hanno molto effetto. E ti privi della luce, vuoi il totale buio per sentirti più a tuo agio perchè stare sotto il Sole ti mette allo scoperto ma tu in realtà vuoi solo che coprirti, nasconderti. Le forze sembrano andate, non hai nemmeno voglia di muovere una sola parte del corpo, è tutto così faticoso che ti senti esausta. I pensieri ti assalgono, è come se fossi costretta a stare immobile dentro una prigione, perchè in realtà non puoi farci niente con la tua mente, non puoi fermarla, lei se ne va per conto suo e tu la segui. Sei sotto pressione, in panico, cominci a piangere disperatamente desiderando che il tempo faccia passare via quel malessere che adesso ti sta tormentando ma prima che si allontani ci vorrà un pò, troppo per te, troppo per poter reggere quelle sensazioni. E quando stai in quel modo sembri completamente sola, hai un senso di vuoto e solitudine che ti pervadono e da una parte vorresti qualcuno affianco a te ma dall'altra mandi via chiunque. Poi c'è un periodo dove invece non piangi, non ci riesci, non ce la fai più; sei spenta e rimasta a corto di speranze, voglia di vivere e capacità di provare emozioni o avere sentimenti. Ogni cosa che ti riguarda e che fa parte di te è strettamente negativa, perchè quella parte positiva che ti rimaneva è stata seppellita da dubbi, ricordi, pensieri e ferita da tagli, odio, dolore. La tua vita di colpo si oscura a tal punto da farti abituare e farti desiderare di rimanere sempre al buio, perchè la luce ti fa male, tanto, troppo. Quell'odio verso te stessa è solamente capace di aumentare e diventa spropositato, più grande di qualsiasi altra cosa; il tuo cuore non funziona, batte ancora ma in pratica è morto. Ha subito graffi, ferite continue, rotture di vario tipo, tutte sofferenze talmente grandi ed intense da riuscire, in un certo senso, a farlo fermare: quel piccolo pezzo vitale ormai è ridotto a pezzi, le sue funzioni sono andate perse e non ti permette più di poter provare qualcosa o di poter reggere un qualsiasi peso anche solo per un momento. Perciò tu rimani impassibile, sei morta come lui e neanche provi a fingere davanti agli altri come avevi fatto fino a quel punto, quindi ti mostri; lo fai senza accorgertene, ma non te ne importa, a dire il vero non te ne frega di niente, potrebbe succedere di tutto che tanto per te non esiste, perchè non ci sei. È rimasto solo un corpo freddo, un corpo vuoto incapace di ritornare come prima, incapace di provare emozioni e sentimenti, incapace di riprendersi l'anima che lo abitava e che è si persa, forse distrutta completamente. E non puoi spiegare a nessuno quello che ti accade perchè non capiscono, continuano a credere che sia un danno riparabile ma purtroppo o per fortuna non è così, non si avvicina neanche lontanamente ad una cosa possibile. Il tempo corre veloce e tu rimani indietro, sei ferma lì dove sei crollata, c'è steso il tuo cadavere sul quel pezzo di strada, c'è la tua anima bloccata in quel pericoloso percorso che stavi attraversando. E adesso che si fa? Ti ripeti. E adesso dove vado? E adesso come vado avanti? Non posso, non ho nulla, quello che avevo l'ho perso. Superi le giornate con una tale freddezza da sentire ghiacciato anche il tuo corpo, hai freddo ma non si tratta del freddo esterno, si tratta di quello che hai dentro; come si toglie? Ci provi in ogni modo, impazzisci, perchè non volevi essere come sei diventata, tu non volevi dannazione. Ma stavi già passando un periodo orribile, le persone continuavano a ferirti, quelle a cui tenevi più di tutto erano proprio coloro che ti facevano più male; e tu hai provato a sopportare, hai provato a resistere anche per loro, hai provato a farti forza con ogni mezzo possibile ed immaginabile, ma alla fine non ce l'hai fatta, sei andata al di fuori del limite ed eccoti qua, ridotta peggio di un cadavere. Esternamente sei ancora abbastanza intatta ma dentro, porca miseria dentro non c'è nulla di intatto, è una cosa devastante; un caos, macerie ovunque, silenzio tombale e nebbia. Quando gli altri ti ferivano tu lo sapevi che dovevi smetterla di essere vulnerabile, dovevi smetterla di essere sensibile, dovevi smetterla per il tuo bene. Ma ti odiavi, ti facevi un sacco di domande che non avevano risposta, provavi troppe emozioni d'un colpo con un'intensità assurda e questo ti ha portato alla distruzione definitiva. Guardavi gli altri con innocenza, li pregavi con lo sguardo di non farti male ancora e ancora, era una supplica, chiedevi pietà, ma nessuno ti ascoltava. Te ne stavi in silenzio, anche perchè era l'unica cosa che potevi fare. Avevi mancanze a non finire, come il tuo dolore. Tutto ciò era insopportabile, non vedevi ombra di qualcosa di bello da un'eternità; delle volte sentivi voci che non c'erano, vedevi figure che non potevano esistere ma erano immaginarie, però eri perseguitata da queste. Eri pazza, andata fuori da ogni ragione umana, volevi ucciderti. Tanto impazzita che ad un certo punto hai iniziato a sentirti estranea, hai cominciato a non essere più tu; eri divisa a metà, due parti opposte in contrasto tra loro, avevi perso il controllo. E anche lì, tutti che ti dicevano che dipendeva da te e tu che ti innervosivi perchè non ti comprendevano; finchè poi hai smesso di innervosirti, non avevi neanche più la forza di provare ira, ci rimanevi talmente male che cercavi di abituarti all'idea di rimanere incompresa per sempre. Hai smesso di volere, hai smesso di tentare ad uscire da quel vortice, hai chiuso con il mondo. Ti sei lasciata andare a quella cosa che ti comandava, ti sei lasciata trasportare da ciò che ti aveva reso così; amavi il buio, amavi quella sensazione che ti trasmetteva, amavi come potesse riuscire a farti sentire protetta da tutto e tutti, tant'è che è diventato un'amore così forte da lasciarti ancora in balia del disprezzo verso la luce. Quindi dopo aver passato e vissuto ciò, diventi quel che hai subito sulla tua pelle e nella tua mente. La presa comincia ad allentarsi, tu però non puoi tornare indietro e ritornare nel modo in cui eri, perciò è di nuovo un altro ennesimo danno che sei costretta a prenderti. Le persone ti vedono come se fossi cattiva, come se fossi un diavolo sceso in Terra, perchè non hanno la minima idea di quello che hai passato o comunque non gliene importa; dai avvisi per non farli soffrire, provi ad allontanare chi tiene a te perchè sai come andrà a finire con il tuo carattere. La verità è che davvero, sei confusa sui tuoi sentimenti e sulle tue emozioni, questo perchè sei rimasta frastornata dal tempo trascorso nella sola sofferenza ed ora gli altri pensano che non sia possibile ma invece è come dici, anche questa volta devi fare i conti con l'incomprensione. Sei esausta, decidi che per il tuo bene e quello di chi ci tiene forse è meglio chiudere i rapporti piuttosto che mandarli avanti senza sapere quanto contino davvero per te stessa. Ci metti poco, ma fai soffrire e soffri tanto perchè in realtà ti dispiace far male alle persone, dato che sai cosa vuol dire essere feriti. In questo modo conquisti non solo l'odio verso di te che aumenta a livelli indecenti, ma ottieni anche l'odio degli altri nei tuoi confronti per averli, in un certo senso, abbandonati. I rapporti che invece hai ancora non sono altro che un tira e molla da parte tua, vorresti chiuderli ma non hai la forza di farlo perchè sono troppo importanti, ancora più importanti di quelli che invece sei riuscita a chiudere. E così passi di nuovo i giorni nel completo caos, ti senti un dannato disastro perchè ripensi alla tua vita, piangi e poi ti addormenti esausta con le lacrime che ancora continuano a scendere. Non c'è tregua, almeno non per te purtroppo. Passi avanti a questi problemi, non sai come, riesci a voltare pagina e a risolverne qualcuno. Ma le conseguenze restano; altre sofferenze, altri silenzi, altre mancanze, altre parole, altri comportamenti, un completo ribaltamento. Stai vivendo, in una maniera o nell'altra ci provi, però rimangono i ricordi, rimangono le cicatrici, rimane l'intero passato che resta presente. E adesso uno dei tuoi problemi è che usi la ragione troppe volte, senza permettere al cuore di fare le sue scelte. Perchè hai paura, la mente ha il terrore di far soffrire ancora il cuore, perchè se soffre lui, tutto si distrugge e non funziona. È difficile per me affezzionarmi alle persone mentre invece prima ci voleva un attimo, è difficile continuare ad andare avanti senza che le paure ti riportino indietro, senza che i ricordi ti facciano male. Credere di non rivivere quello che precedentemente ha tentato di non farti sopravvivere è letteralmente impossibile. Ci sono cose che non potrai mai dimenticare, neanche volendo.
—  moriresilenziosamente

anonymous asked:

"sarò onesto con te, chiedi" allora sii onesto. Quanto conta secondo te l'aspetto esteriore all'inizio di una relazione? Non propinarmi la solita storia che conta la personalità e il rapporto che si crea, quelle sono cose che vengono dopo e che non si conoscono subito. Con sincerità, inizieresti ad uscire con una ragazza che non consideri bella?

Sai, effettivamente l’aspetto conta.
La prima cosa che noti in uno sconosciuto è il corpo, quindi si, conta.

Quello che viene dopo può valere di più, ma può farti anche cambiare idea sulla persona.

Io adoro le ragazze sveglie e con un carattere forte, ma come ti ho detto; quello viene dopo aver visto la persona di fronte a me.


Ho conosciuto una ragazza una sera di Agosto, era bella esteticamente; quasi come piace a me: occhi a mandorla e intensi, bel collo, belle labbra, seno giusto come piace a me (si, ho guardato anche quello e non ho problemi a dirlo, anche se non ha importanza la taglia di una ragazza, però lei ha un effettivamente un bel seno).
Dopo qualche giorno trovai il coraggio e le chiesi di uscire.
Non appena la rividi, capii che era inesperta in amore e in parte m’interessò ancora di più.
Passò il tempo e cominciammo ad uscire con la stessa compagnia, ma ciò che mi diceva delle volte non aveva senso.

Sembrava quasi sciocca quando rispondeva o poneva certe domande.

Va bene a scuola, se ve lo state chiedendo; ma andare bene a scuola non significa, per me, essere svegli o avere un carattere forte.

Come è andata a finire? Siamo ancora e solo amici, solo che lei è persa di me, ma non è la ragazza che fa per me.

Cosa voglio dire con tutto ciò? 
Il corpo è la prima cosa che notiamo negli altri ed è un dato di fatto, ma non è sempre la risposta alla persona perfetta.
Inoltre non esiste un prototipo di ragazzo o ragazza perfetta, forse solo nella nostra testa, ma in fine dei conti quando riusciamo a trovare un amore corrisposto, il resto è solo spazzatura

Il mio ideale di bellezza? Esteticamente come ti ho descritto prima, ma ciò di cui io mi innamoro per prima è il carattere.

Qualcuno si è laureato a 22 anni e ha trovato lavoro a 27, qualcuno si è laureato a 27 anni e già aveva un lavoro. C'è qualcuno che è ancora single ed ha un figlio, altri che da sposati hanno dovuto aspettare 10 anni per essere genitori.

Ci sono quelli che sono una coppia, ma amano altri, quelli che si amano e non sono niente e chi sta ancora cercando qualcuno da amare. Tutto funziona secondo il nostro orologio: Le persone possono vivere solo secondo il proprio ritmo.

Può sembrare che i tuoi amici siano più avanti di te o che siano più indietro; però loro si trovano nel loro momento e tu nel tuo.

Vivi con pazienza, sii forte e credi in te stesso; non sei in ritardo e non sei in anticipo… Sei nel tuo tempo.