e se poi si spegne tutto

Sono sempre più convinta che certe storie d’amore non finiscano perché non siano destinate ad essere, ma finiscano per paura.
Stai lì, spaventato e allora cerchi tutte le scuse possibili per difenderti da ogni dolore, per proteggere il tuo cuore da ogni possibile delusione. Spesso la paura porta alle decisioni più sbagliate e stupide. Lo sai che privarti forzatamente del dolore potrebbe privarti anche delle felicitá più grandi?
Altre storie finiscono perchè semplicemente qualcosa si spegne, il filo invisibile che lega due persone si spezza, lentamente, dopo tanti tira e molla.
Piano piano gli occhi si cercano sempre più di rado, le mani si stringono con meno forza, la passione nei baci sembra solo un ricordo.
Finisce anche l’amore che sembrava una favola, finisce tutto. O meglio, potrebbe finire, il destino è nelle vostre mani.
E se qualcosa inizia ad annoiarvi allora fate una pazzia che vi faccia tornare a sorridere.
E se ci sono problemi allora parlatene, urlate fino a farvi mancare la voce e poi fate l’amore fino a farvi mancare il fiato.
Ma non tradite, abbiate rispetto per qualcosa che vi ha regalato anche solo qualche istante di felicità. Un attimo di stupida libertà potrebbe costarvi un dolore indescrivibile.
Non c’è un manuale con le istruzioni quando si tratta del cuore.
Abbiate sempre il coraggio di lottare per l’amore che credete di meritare.

anonymous asked:

Come vivi il disturbo borderline? In cosa consiste? Cosa non ti permette di fare? I farmaci possono aiutare?

lo vivo oscillando. continuamente. una mattina mi sveglio e sento il cuore leggero e provo gioia e meraviglia per il solo fatto che il mondo esiste ed io ne faccio parte. felice se fuori c’è il sole, se c’è una bella luce, se esco e incontro un fiore lungo la strada, se un passante mi sorride. felice della vita. poi accade qualcosa, una cosa piccolapiccola, a volte impercettibile.il buio cala. una parola non detta, uno sguardo maleinterpretato, un gesto, un pensiero… e non solo le cose belle non mi fanno alcun effetto benefico ma anche se accadono cose meravigliose per me fa lo stesso. impassibile. ci sono poi quei momenti in cui avere a che fare anche con una sola persona diventa più faticoso di scalare una montagna perché la tua mente non si spegne mai. m a i. pensapensapensa. osservo. tutto. sento. tutto. sento cose alterate. mi incastro da sola. entro in un loop di paranoia. metto il mio ego al centro di tutto, nel bene e nel male, come se tutto riguardasse sempre me. ioioio. una persona con cui parlo si allontana per andare in bagno? devo aver fatto qualcosa. noto un calo dell’interesse da parte dell’altro? sono noiosa sono strana mi odio. mi sento un alieno. iperviglianza continua. e se mi spengo mi spengo troppo. il mondo in cui mi sento è un connubio tra la busta volteggiante di american beauty con in sottofondo how to disappear completely dei radiohead in un’ambientazione lynchiana. vuota e piena allo stesso tempo. tutto sfocato, fumoso. cammino e sento tutto distante, il mondo e me stessa. non capisco se mi sento più nel mio corpo o nella mia mente. o in nessuna delle due. la gente mi passa accanto fa rumore parla al telefono mangia ride urla scherza ed io non sento neanche il mio cuore che batte.  rischio di venire investita da una macchina perché i miei riflessi diminuiscono e non m’importa di niente. tutto è svuotato di significato. pensi che anche se ti conficcassi una lama nel braccio non cambierebbe niente (e a volte lo fai) ma non si tratta di un’inclinazione suicicida, piuttosto di un sentimento cronico di nulla. il nulla. lo senti dentro e fuori. si può sentire il nulla? se esiste qualcosa di più vuoto del vuoto io mi sento così. perdersi completamente, perdersi al punto di non trovare ragioni per non farti male ma neanche per non fartene, però ti lasci andare e l’automatismo ti porta all’autodistruzione perché è come un codice marchiato sotto pelle. e allora ti colpisci, in tanti modi. dai più evidenti ai più sottili. e poi e poi e poi. l’interruttore si riaccende. è la fine. non sai cosa sia peggio. è come riaprire una botola stracolma pronta ad esplodere da un momento all’altro. ti da fastidio tutto, ti turba tutto. la tua presenza fisica, intollerabile. la percezione di avere un corpo e di averlo in un certo modo qualsiasi esso sia. esplosione.i rumori, tutti. gli odori diventano forti, i vestiti addosso ti fanno soffocare e guai a trovarsi in pubblico in uno di quei momenti; ti sembra di sentire tutto di tutti e per tutti al loro posto. ci sei tu che scoppi per ciò che sei amplificato per mille + l’esistenza le emozioni le sensazioni i rumori il tutto del mondo. e poi, alla rinfusa: nessuno ti ascolta, quello che dici non è interessante non importa a nessuno, vergognati di aver fatto questoequello, la gente ti sta guardando male fai schifo, stanno pensando che, non ha risposto al tuo messaggio perché. vuoi le coccole tanto e tantissime ma se te le fanno o non è abbastanza o non le vuoi più. mandi la gente al manicomio. test continui. testi le persone per vedere se: ci tengono a te, tiri la molla finché non ti finisce in faccia di rimando, e vedi se restano nonostante tutto oppure se ne vanno perché ‘sei destinata a stare da sola’, ‘ecco vedi io l’avevo detto che nessuno mi vuole sono insopportabile faccio schifo e non merito l’attenzione di nessuno’. mangi e non mangi, troppo e troppo poco, vomitivomitivomiti e ti senti troppo bene quando lo fai perché hai l’illusione che insieme al cibo espelli anche tutto il resto che ti compone. poi lo senti e lo sai che ti stai uccidendo e puoi morire da lì a qualche istante però è ok, non fa niente, in quel momento non fa niente. esci sempre troppo o non esci di casa per 3 mesi, che bella la vita devo fare questo questo e quello amo così tanto tutto che ho paura di morire da un momento all’altro e poi voglio morire che schifo t u t t o. un giorno se ti sfiorano potresti ammazzare qualcuno, poi magari se non ti sfiorano comedicitu ti metti a piangere da sola. se sto troppo bene al 99% dopo qualche ora starò male tanto da paralizzarmi nel letto. mi piacciono un sacco di cose! no non è vero ma come facevano a piacermi che schifo. cambia tutto. così. ami troppo odi troppo non capisci non capisci quasi mai niente. un giorno sei estroversa parli con la gente per strada fai foto te ne fotti e il giorno dopo hai paura anche di mettere un piede fuori casa. 

e ora basta che mi viene da piangere perché vorrei scrivere tutto ma non è possibile e poi non mi sopporto non mi rileggo e vaffanculo. vedi come sono?

cosa non mi permette di fare dipende dai giorni. a volte tutto, a volte niente

i farmaci servono. così non fosse sarei morta diversi anni fa 


sono frammentata.

Sono stanca..vorrei poter dormire come una persona normale. Vorrei poter respirare come una persona normale.
Non vorrei spegnermi all'improvviso mentre magari mi sto divertendo da matti, perché l'ansia si nutre della mia adrenalina e a volte io ne ho da vendere.
Poi però sparisce tutto, in un attimo, in un millisecondo sparisce tutto. Tutto si spegne, tutto diventa buio e l'ansia divora tutto.
E io mi spengo, io divento buio, io vengo divorata da un qualcosa che non so, che non conosco, ma che non mi lascia mai, come la mia ombra che sempre c'è anche se non la vedo.
E ce l'avevo fatta..ero stata più forte io, questa sensazione l'avevo eliminata, quasi dimenticata, ma poi è tornata, più forte di prima mentre io la forza non ce l'ho neanche per alzarmi la mattina.
Ma mi alzo, faccio finta di nulla e sorrido.
Ma poi la notte, lacrime.

Una donna che non aveva mai chiesto, mai preteso qualcosa, tanto la vita l'aveva provata. C'è un momento dell'esistenza in cui pensi che i sogni non contino poi tanto. Che magari non ti spettino. Ti convinci che devi e puoi farne a meno. Che ci sarà un altro tempo in cui sognare o che quel tempo sia finito. Lei aveva saputo rinunciare, ma la sua anima no. E la costringeva ad addormentarsi triste e insoddisfatta, come nessuno dovrebbe mai. Perché la notte deve trovarci guerrieri, accoglierci raggianti di sentieri nuovi e nuovi entusiasmi. Ma poi, certe donne, la vita non le spegne mai del tutto. Sanno rinascere in un battito d'ali. E ricominciano a vivere. A splendere più di prima. A sognare e pretendere. Iniziano a chiedere per sé un altro tempo. Un tempo migliore. Le riconosci. Hanno gli occhi provati dai ricordi, ma traboccanti di sogni. Non si fidano mai abbastanza di ciò che ascoltano, bensì di ciò che sentono dentro. Se vuoi provare a raggirarle, non guardarle negli occhi. Con gli occhi ti fregano. Quella è la finestra della loro anima. E l'anima delle donne, di certe donne, conosce meravigliosamente tutti i segreti dell'universo. Donne così vanno evitate. O amate. Hanno cicatrici che sono medaglie e il sorriso per sognare di nuovo. Hanno carezze da aspettare e graffi da dimenticare. Hanno paura sì, ma hanno coraggio, molto coraggio. E rinascono per vincere. Per volare con due ali collaudate. Certe donne puoi corteggiarle per anni e non convincerle mai abbastanza. Hanno il pulsantino nascosto. Solo in pochi riescono a trovarlo. E in pochissimi a schiacciarlo con cura. (Angelo De Pascalis)

C'è una cosa che ho imparato in venti anni, una sola: per quanto amore possa esserci, certe persone non vivranno mai felici e contente.
Avrei voluto non impararlo mai, avrei voluto vivere nella speranza che tutto può aggiustarsi se lo si vuole davvero. Sarebbe stato bello pensare che un ostacolo si può superare insieme, attraversando i momenti, sfogliando i ricordi.
Però non è così. Neanche se ricordi ancora come ti batteva forte il cuore la prima volta, neanche se le gambe cedono al pensiero di rinunciare a passare le notti tra le tue braccia.
C'è una parte di me, una piccola parte, che non riesco a soffocare, di notte quando tutto si spegne e resto sola con me.
Quella parte pensa che c'è ancora una possibilità per noi.
Quel piccolo pensiero che se ci teniamo per mano possiamo riprendere a correre, che la gara non è ancora finita.
Però poi il sole si accende, il silenzio si spezza e tutto il mondo torna a muoversi, e il mondo è spietato. Il mondo ti mette davanti alla tua vita, quasi fosse un film per cui non devi neanche pagare il biglietto, e non c'è il lieto fine. Non ci sono spezzoni di noi che ridiamo felici a quel concerto né le volte che ci siamo addormentati l'uno sull'altra dimenticando che stagione fosse, non ci sono frame delle serate passate a giocare. Ci sono solo due persone che non ne possono più di litigare, di rincorrersi.
Quelle stesse persone che, per quanto stanche, tornano ogni volta a riprendersi, ma con l'amaro nel cuore.
Perché l'amore c'è, sono sicura ci sia ancora, sarei pronta a metterci la mano sul fuoco anche per te, ma c'è anche la consapevolezza che non basta questo per andare avanti.
Perché siamo diversi, io e te, e a forza di provare a cambiarci nonostante entrambi abbiamo giurato di non farlo, ci siamo distrutti.
Ci siamo rassegnati e abbiamo lasciato che i nostri contorni svanissero, abbiamo fatto finta che le nostre diversità sarebbero state divertenti una volta mischiate.
Ma non è stato così, non è così. Ci siamo solo feriti, e anche se con gli abbracci ci siamo sempre curati, non possiamo far finta che le ferite non facciano ancora male.
E non è giusto, non ce lo meritiamo.
A venti anni abbiamo il dovere di credere ancora all'amore.
Ma non a qualsiasi tipo di amore disponibile, solo a quello che vogliamo realmente. Perché a vent'anni non ci si deve accontentare di quello che c'è, si dovrebbe solo rincorrere ciò che si vuole. E avrei voluto tanto fossi stato tu l'uomo che tra dieci anni mi avrebbe ancora abbracciato e non sai quanto disperatamente avrei voluto essere io a gioire con te quando il mondo avrebbe riconosciuto il valore che hai. Ma non possiamo farci questo. Non possiamo aspettare il giorno in cui ci curiamo le ferite, se passiamo tutto il tempo a farcene di nuovo.
Ti amo, ed è per questo che devo lasciarti andare.
Siamo stati un bellissimo sbaglio.
—  Psychedelic.

scendiamo alla prossima fermata
anzi
non scendiamo più
se non
altrove
ovunque
dove vuoi tu
dove finisce tutto
mentre
le foglie cadono già
si spegne anche il cielo
e
la punteggiatura se ne va
allora noi uniamo le parole
come in un bacio
finiamo per confonderci
andiamo in un prato
nei cieli stellati con i tuoi occhi fioriti
a dividere tempo ed amore
a non chiederci se è poco o tanto
perché è presto per ogni paura
se poi infondo io ti tengo.

Uomo libero
Luca J

Ora che il tempo è già passato non ti aspetta più
E come lo so io lo sai pure tu
E questi giorni d'estate sembrano dejavu
Se mi addormento sul divano spegni la tv
E da quant'è che non parliamo
Tu che ne sai di noi, di come sto e di cosa siamo?
Che cosa ci inventiamo quando muore il sole
Scriviamo le parole così forte sulla carta che non le dimentichiamo
E a parte il poco tempo che abbiamo
Io non vorrei mentirti, ho troppe cose da dirti, ma se non ci ascoltiamo
Prova a afermarti un secondo ti voglio immortalare
rendere un attimo immortale
Quindi fermati non volare, questa notte è nostra
Siamo in un'altra epoca, come sopra una giostra
Quando tutto si spegne ricordati di chi sogna
Perché il resto non conta e poi chi se lo ricorda
E fanculo!
Per ogni volta che ti ho detto che era tutto okay
Per farti stare bene invece ora ti mentirei
Sto andando a fondo da solo con i problemi miei
Io non so più chi sono, non mi importa dove sei
Per ogni volta che ti ho detto che era tutto okay
Per farti stare bene invece ora ti mentirei
Sto andando a fondo da solo con i problemi miei
Io non so più chi sono, non mi importa dove sei!
Veniamo fuori all'alba quando la gente normale
Non parla ma dorme e sogna ancora di poter cambiare
Tu sei la prima notizia del mio telegiornale
È un edizione speciale ti lascio immaginare
Io non l'avrei mai detto, scrivo da uomo libero
E vivo da maledetto, portando il male dentro
Questi palazzi che mi schiacciano, io non respiro
Ti prego andiamo a fare un giro
Sono troppo diverso da quello che mi circonda
È inutile che me lo chiedi già sai la risposta
Sì,questa storia è nostra, ma non sai come gestirla
Ti ho scritto una canzone ma so che non vuoi sentirla
E allora ascolta, pensi davvero che io mi scordo
Cosa vuol dire amare e morire dentro ogni giorno
Adesso che la nave è salpata lasciamo il porto
Ti scrivo questa lettera e firmo da uomo morto!

E’ che più tento di non pensarci, più e’ lì. Nella mia mente. Ed ogni volta senza rendermene conto appare un sorriso. E quando me ne  accorgo,tento di sopprimerlo,perche mi dico che se continuo così, mi innamorero’ solamente di più. Mi convinco che se smettero’ di pensarci, smetterà di battermi il cuore al solo pensiero.
Passa il tempo, e forse riesco anche un po’ a tenerlo fuori dalla mia testa.
Poi basta un giorno. Un incontro.
Un attimo, tutto di fretta.
Lui e’ li,si accorge di te e nel suo volto si apre il suo sorriso.
Il sorriso che per gli altri e’ uno fra i tanti, per te la fine del mondo.
Sai che in quell istante,quel sorriso e’ per te.
Quel sorriso e’ tutto tuo.
Ma sai che non durerà in eterno.
Un sorriso di saluto, che si spegne quando deve andare avanti, ed ormai e’ scoppiato tutto dentro di te.
I tuoi buoni propositi, le tue idee per andare avanti.
Rimane solo la sensazione di lui,accanto a te, del suo calore,del suo saluto, del suo sorriso.
Del battito del tuo cuore,che corre e si perde in tutto quello che provi,e lui torna li, nella tua testa, come pensiero fisso.

— 

Helloveu.