e lui

A me piacciono le relazioni stabili, non importa che si tratti di amore o amicizia, io ho bisogno di sapere che le persone ci sono sempre, indipendentemente dal mio stato d'animo. Ho bisogno di persone che non si tirino indietro davanti ai miei “lasciami in pace” o “vai via”; di persone che se le mando a qual paese mi ci mandano pure loro, ma poi mi vengono a riprendere; di persone che quando dico “non è giornata” comincino a parlarmi di cavolate pur di distrarmi dai miei pensieri. Ho bisogno di relazioni stabili, perché so bene che si può ridere con chiunque, ma si può piangere davanti a pochi.
Lo vedi come siamo io e te? Litighiamo anche per le minime sciocchezze, perché tutto è importante per noi. Perché tu sei importante per me ed io lo sono per te. Adesso se fossi qui, ti prenderei e ti riempirei di baci, di carezze, di abbracci. Non so se te ne sei reso conto ma riesci a farmi cambiare umore in due secondi. Sono incazzata, mi scrivi e mi torna il sorriso. Sono felice, litighiamo, mi gira e sto male, male davvero. Male che ti darei una sberla che non dimenticheresti mai più, credimi, male per quanto ho bisogno del tuo amore, della tua gioia che è la mia e di te. Lo vedi come siamo io e te? Siamo quelli che un secondo si odiano e l'altro si amano.
Tu vieni prima anche di me cazzo! E non scherzo, io sarei pronta anche a svegliarmi alle cinque del mattino per farti compagnia se non riuscissi a dormire, e sai lo sforzo che farei dato che amo dormire, ma lo farei! Lo farei perché quando si tratta di te tutto sparisce, tutto diventa uno schifo senza te! Tu mi hai salvata dal mostro che ero diventata, tu mi hai fatta cominciare a vivere e sei diventato il senso di ogni mia giornata, di ogni mio gesto e di ogni mio sforzo, tu hai tirato la parte più bella e nascosta di me! Se tu mi lasci io m'ammazzo perché io in questo mondo di merda non ho altro che te, neanche i miei amici o la mia famiglia ha mai saputo cosa avessi realmente, solo tu.
E se un giorno in questa cazzo di vita tu ti allontanassi da me, io mi sentirei persa, inutile, perché è solo grazie a te se la mattina mi credo un po’ meno inutile del solito.
So che sei sempre tu a dirmelo e io lo dico a stento, ma penso che la parola ti amo non comprenda a pieno tutto quello che provo per te.
Come te lo spiego con una sola parola, il subbuglio che ho dentro di me ogni volta che devo spiegarti che provo?
Non riesco mai a trovare le parole, ho solamente un grande buco allo stomaco e mille parole a caso che non hanno senso.
Io non sono più la persona di merda che ero prima, l'egoista e strafottente del solito, quella che odia i ti amo, i baci, gli abbracci e tutto ciò che è tremendamente dolce.
Ora se tu non mi abbracci io muoio.
Se tu non mi baci ogni volta che ti vedo, m'incazzo.
Se tu non mi dici ti amo, te lo grido io.
Quello che provo per te, mi ha cambiata al punto tale che quasi mi faccio meno schifo di prima.
Io stanotte non riesco a dormire, mi manchi così tanto che neanche immaginarti mi fa dimenticare quanto mi manchi.
Voglio stare abbracciata a te tutta la notte, svegliarmi la mattina e per prima cosa guardare te, non lo schermo del telefono.
Voglio prepararmi per andare a scuola con te che mi dici di muovermi perchè è tardi.
Voglio non smettere mai di amarti come sto facendo adesso, perché per te ho perso la testa sul serio, e non ho intenzione di ritrovarla.
Mi hai salvata da tutto ciò che trovavo per distruggermi e non so per quanto tempo ancora ti ringrazierò.
Ti amo perché mi rendi migliore.
Ti amo perché ho sempre e costamentente voglia di amarti di più.
Perdonami per stasera.
Ti amo perché da quando ci sei tu le mie giornate senza te non hanno senso.
Ti amo perché, di una persona vuota ne hai fatto una piena d'amore.
Ti amo, semplicemente perché, nonostante il mio essere me stessa, tu riesci ad amarmi ogni giorno di più.
buonanotte amore mio, sei la mia vita.
—  Sonosoloundisastronaturale
Volevo tu capissi che anche senza la sofferenza, i pianti, la voglia di rincorrersi, il cuore che scoppia o la nausea che si impadronisce di me.. Io sento di provare qualcosa di puro e vero per te. E non lo misuro nei battiti accelerati che dovrei avere, ma in sorrisi che mi fai spuntare.
Appena ho appoggiato la testa sul cuscino, la prima cosa che ho pensato è stata che ti vorrei un sacco qui adesso.
Ti vorrei qui con me,
raccontarti un sacco di cose,
scherzare con te,
vederti ridere e sorridere.
Vorrei abbracciarti,
sfiorarti senza un motivo preciso,
appoggiare la testa sul tuo petto,
chiudere gli occhi e ascoltare i battiti del tuo cuore.
Vorrei intrecciare la mia mano con la tua, tanto per sentire di nuovo come ci si sente ad avere un contatto con te.
Vorrei sentire il tuo respiro cambiare quando ti tocco e vedere quanto sei bella quando sei impegnata nell'ascoltarmi o nello stringermi o nel prendermi la mano o farmi i grattini al braccio.
Vorrei sentire di nuovo tutto quel casino che si crea nel mio stomaco quando mi baci o mi guardi o mi sorridi o semplicemente mi sfiori.
Sarei sicuramente la persona più felice del mondo ma non credo che dormirei molto se fossi qui, sai? Sarei troppo occupata a guardarti o parlarti o abbracciarti che scorderei anche come si fa a dormire.
—  Me.

Ti farà male,
però imparerai.
Imparerai a dimenticarlo.
Imparerai a dimenticare
come cammina.
A dimenticare
come si muovono
i suoi capelli
con il vento.
A dimenticare
la sua voce.
A dimenticare
come gesticola
mentre parla.
A dimenticare
il suo colore preferito.
A dimenticare
come gli piace il caffè.
A dimenticare
gli orari
del suo pullman.
A dimenticare
dove gli piace
sedersi al cinema.
A dimenticare
di che colore
mette il costume d'estate e
in che spiaggia
ama andare.
A dimenticare
la sua musica preferita.
A dimenticare
i messaggi
alle quattro del mattino
che dicevano
‘Giulia Ghironi sei la MIA vita!’.
A dimenticare
come salutava te.
A dimenticare
gli sguardi e
le occhiate.
A dimenticare
le domande assillanti.
A dimenticare
come strizza gli occhi
al mattino appena sveglio.
A dimenticare
come ti urlava “Giulia, ti amo!”.
A dimenticare
come ride.
A dimenticare
le facce buffe che fa per prenderti in giro.
A dimenticare
le date dei giorni che avete passato
insieme
e ogni dettaglio e particolare di questi.

A dimenticare tutto.

Farà male,
te lo giuro,
farà male ma
imparerai
a non cercarlo, 
a non guardarlo,
a non pensarlo,
a non parlare di lui,
a non riguardare
le vostre vecchie foto,
a non incrociare
la sua strada,
a non sederti al suo posto al cinema,
a non indossare il suo colore preferito,
a non prendere un suo pullman,
a non rifare le sue facce buffe,
a non fare battute che lo avrebbero fatto ridere.

Farà male.
Farà male da morire,
da non farcela più,
tanto che sentirai
il tuo cuore scoppiare
e straboccare
che vorrai
strappartelo via,
insieme a tutto
il dolore.
Farà talmente male
che ad un certo
momento dirai
‘basta!’
e vorrai andartene via.
Farà tanto male
che vorrai
solo gridare nel buio
e piangere
sotto le tue coperte.

Farà male,
te lo assicuro.
Più volte ti sentirai morire,
oppure ti sentirai
cedere le gambe
mentre sali le scale
per andare in classe,
oppure ti verrà
da nasconderti
in un vicolo
appena vedi uno
con lo suo stesso
giubbotto,
o vorrai evitare
chiunque beva il suo stesso caffè,
o non sopporterai
più quando ti chiederanno di lui
e come è andata
tra voi.

E sai perché farà così male?
Perché non puoi,
non puoi dimenticarlo.

Te lo giuro,
potrai fare tutto quello che vuoi ma
non ci riuscirai.
Potranno anche passare giorni,
mesi,
persino anni,
che sarai certa
di averlo lasciato
nel tuo passato
per sempre,
sarai certa
di averlo cancellato
dalla tua memoria. 

Ma ti basterà
risentire
la canzone
che ascoltava sul pullman,
conoscere qualcuno
con lo stesso
nome,
ripassare davanti
ad una vetrina
con in mostra
la stessa felpa
che gli hai regalato per natale,
e che usavi tu
perché era comoda,
grande e calda
come i suoi abbracci,
o magari
cambiando canale
ti fermerai
davanti alla televisione
a fissare
una scena del film
che siete andati
a vedere insieme,
o risentirai
una risata
simile
alla sua.

E lui sarà di nuovo in te.
Lo sentirai
di nuovo.
Lo risentirai
nelle vene,
nelle ossa,
nel profumo
di caffè,
nel vostro
film preferito,
nella sua musica,
nelle mani
che ti tremano,
nelle gambe molli che cedono,
nel giorno e nella notte,
nell'aria.

E sai perché non ce la farai?
Perché non potrai
mai
dimenticare
chi hai amato
in quel modo,
non potrai
dimenticare mai
chi hai amato così.

— 

GIULIA GHIRONI. - (via @queitaglisuipolsisporchi)

Ho passato molto tempo a scriverlo, per favore non togliete la fonte, ci tengo tanto.

Se prendi questo testo, ricorda di aggiungere il mio nome.

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@giuliaaghironi ✨

Ero consapevole del fatto che le persone non si dimenticano, che tu non saresti mai passato del tutto, e che ti avrei sempre ricordato almeno una volta al mese, con un sorriso o forse con una lacrima. Sapevo che nella mia testa ci sarebbe sempre stato un posto anche per te, ma volevo andare avanti, ecco tutto.
E sai una cosa? Ci stavo riuscendo, ma non era come le altre volte in cui dicevo di impegnarmi ma in realtà non lo facevo, questa volta, dopo sette mesi, ci stavo riuscendo davvero.
Mi ero decisa a cancellare le conversazioni con te, tutte quante, dal primo messaggio di quando ci siamo conosciuti fino all'ultimo, l'addio seguito dalla buonanotte.
E poi anche tutte le foto insieme, quelle serie fatte con la reflex alle feste, quelle con gli amici, quelle nei locali le sere d'estate, i selfie al mare o nei mezzi pubblici e perfino le foto stupide in cui ridiamo.
Ho cancellato tutti gli screen, le domande su ask in cui parlavo di te, ho smesso di seguirti su Instagram, Facebook e in qualsiasi altro social.
Ho perfino litigato con tutti gli amici in comune, proprio per non avere più contatti, per non sentirmi più parlare di te.
Tanto la nostra storia era finita, avevi cancellato il mio numero, e non saresti mai tornato.
Mi sentivo più libera. Ci credevo. Non piangevo più per te ogni mattina, pomeriggio e sera, non stavo più sveglia tutta la notte a pensare a come sarebbe stato se avessimo deciso di amarci.
Non provavo più ogni profumo nei negozi alla ricerca del tuo, non controllavo il tuo profilo ogni dieci secondi per sapere cosa facevi, come stavi, se ti sentivi con un'altra, se eri felice.
Non mi giravo più se sentivo pronunciare il tuo nome, non scoppiavo più in lacrime se qualcuno ripeteva una frase che dicevi sempre tu, oppure se qualcuno mi parlava di te.
Non sentivo più quel costante bisogno di te, dei tuoi abbracci, delle tue labbra che non sento da troppo tempo, delle tue mani, le tue guance e tutti i tuoi particolari.
Avevo dimenticato la tua voce, la tua risata, il battito del tuo cuore, non ricordavo più com'era averti accanto e sentirti respirare.
Non ero felice, certo che no, ma la tua mancanza non si faceva più sentire così tanto. Mi stavo abituando al fatto che non ti avrei più avuto nella mia vita, mi ero finalmente rassegnata e volevo ricominciare da zero.
E poi?
Sfiga, destino, chiamatelo come volete.
Mi hai scritto.
Ma sfortunatamente non sei tornato per restare.
Mi hai scritto una sera tardi, solo una, e basta.
Mi hai scritto come se fosse niente.
Come se fossimo vecchi amici.
Come se ti mancassi.
Sembravi felice di sentirmi.
Ma evidentemente avevi solo bisogno di qualche vecchia conoscenza con cui parlare per una serata.
Per te non è stato niente, per me tutto.
Hai ribaltato tutti i miei piani, la vita che mi ero costruita con fatica senza di te.
E io non voglio più provare a dimenticarti.
Perché so che un giorno tornerai.
“Ci sono tramonti che non tramontano mai.”
—  Sesoloavessisaputosalvareunavita