e codices

Ho passato l'intero fine settimana con Rebecca. L'ho guardata, l'ho ascoltata, ci siamo amati e io non ho sentito il bisogno di nient'altro. Da piccolo i miei genitori mi rimproveravano sempre di non essere mai soddisfatto, di avere la faccia perennemente corrucciata. Una volta eravamo in Valle d'Aosta e leggevo Il Codice Da Vinci. Avevo più o meno dieci anni. Dormivo in una stanzetta da solo e passai quasi tutta la notte sulle pagine. Dovevo scoprire cosa succedeva. Mi resi conto che alla fine della lettura non avevo più bisogno di niente. Ero lì, piccolo, e pieno e vuoto al contempo. I libri e Rebecca mi danno la stessa sensazione, e all'infuori non ci potrebbero essere niente e io nemmeno me ne accorgerei.

anonymous asked:

Brevemente.. Cosa ne pensi della museologia e del collezionismo italiano?

Studiare museologia è bellissimo, mi piace soprattutto leggerne l'evoluzione negli anni, l'introduzione della didattica (ci ho scritto una tesi eheheheh) nel museo è qualcosa di meraviglioso al quale voglio proprio dedicare la mia vita.
Il collezionismo italiano ha una storia un po’ pallosa e intricata di eredità bloccate, acquisti, furti,… Però affascinante a suo modo. Quel che è certo, è che camminare tra le sale di una galleria privata aperta poi al pubblico, è un'emozione incredibile. Su tutte, la mia preferita è la Galleria Doria Pamphili.
Mi urta i nervi molto di più il collezionismo privato attuale​, mi sembra quasi un insulto per un bene che dovrebbe essere pubblico, ma è una realtà che non posso negare per mio capriccio personale, e in teoria il codice dei beni culturali prevede la possibilità di sfruttare collezioni private, con prestiti particolari, per esporne dei pezzi al pubblico.

Gif

Non capisco perché su tumblr vadano un botto le gif di gente che succhia i cazzi. 
Che si sputa in bocca.
Che si masturba.
Non capisco, ci penso da settimane, non riesco nemmeno ad immaginarmi scegliere una gif del genere e postarla. 
Ma poi dove si scelgono? esiste un sito di gif di persone che succhiano i cazzi?
E’ un messaggio in codice che usate per dirvi qualcosa?  State per attaccare la terra e non lo sappiamo?
E’ un fatto estetico, una scelta stilistica, tipo che ogni due tre post ci sta bene uno che succhia un cazzo? 
E’ un template che posso scaricare? 
E’ tipo un intercalare? “Sì, foto che succhiacazzi, insomma, foto che succhiacazzi, ho aperto un blog in cui esprimo il mio pensiero, foto che succhiacazzi”.
O volete solo ricordarci ogni due giorni che vi piace succhiare i cazzi? 
O peggio ancora volete solo ricordarci ogni due giorni che vi piace vedere gente che succhia i cazzi?
O ancora peggio del peggio ancora volete solo ricordarci ogni due giorni che vi piace far vedere alla gente che vi piace vedere gente che succhia i cazzi?





Credo che i miei pensieri stiano iniziando a fremere perché io gli trovi una casa. Sento il bisogno di accudirli, per questo compro un quaderno alla settimana, per questo nascondo i miei quaderni nei posti più disparati. Il problema è che sono vuoti. Un quaderno non è il luogo adatto. Forse nemmeno internet. Non hanno un ordine e quindi non starebbero bene nemmeno in una storia. Non so dove metterli, ma mi fanno tenerezza. [..] Vanno protetti. Anche se non sono abbastanza lineari, abbastanza stupefacenti, abbastanza colti né abbastanza alternativi o duri da attirare l'attenzione di chi in genere snobba qualsiasi cosa. Sono pochino, ma sono comunque tutto quello che ho. Non ho una casa mia, né un giardino. Non ho un lavoro fisso e non ho una macchina. Non c'è niente su questo mondo che sia veramente mio, a parte forse il codice fiscale. E allora i miei pensieri. Li odio, non lo dico per dire, e allo stesso tempo gli voglio bene in maniera morbosa. Vorrei scrivere in tutto un altro modo, vorrei essere più leggera. Più tagliente. Meno melodrammatica. Vorrei essere stata più attenta in classe quando si traducevano le versioni di latino. Vorrei essere stata più attenta in generale, ma non è il mio caso. [..]
E mi sento in colpa con le cose che scrivo perché le tradisco continuamente e senza remore, sono una stronza, e come gli stronzi tornano a casa con un regalo per farsi perdonare di qualcosa che tu non sai nemmeno che hanno fatto, io vorrei donare un garage, dieci metri quadri, un pezzo di strada a quello che scrivo e che ho scritto. Vorrei esistesse un luogo per tutte queste parole troppo dolci e troppo vigliacche. Forse nel posto giusto, magari, chissà…mi sembrerebbero vere.
— 

susanna casciani 

amabile

Genialità slovena.

Supponiamo che nel vostro Paese ci sia l’obbligo di emettere scontrino fiscale ma che la cosa non prenda piede nè tra i commercianti nè tra i clienti. Che fare? In Italia un uomo con un cognome orografico proporrebbe di inviare ad cazzum squadre di finanzieri in luoghi turistici e di villeggiatura per controllare la situazione. In sottofondo è possibile sentire le risate registrate™ che fanno tanto serie tv del passato.

In Slovenia il problema era molto simile a quello italiano solo che invece di mandare centinaia di finazieri a controllare centinaia di migliaia di esercizi commerciali hanno deciso di spingere commercianti e clienti ad esigere l’emissione dello scontrino.

Come?

Con la paura?

Con la coercizione?

Con la minaccia di sanzioni pecuniarie ed eventualmente il carcere?

AHAHAHAHAHAH.

Ahaha.

Ah.


no


Si sono inventati una lotteria nazionale a cui si concorre con lo scontrino. Ogni scontrino emesso infatti genera un codice e un QR code coi quali si può partecipare all’estrazione di un ricco premio. Questo ha portato in breve tempo i cittadini sloveni a richiedere sempre lo scontrino andando poi a giocarlo gratuitamente nelle ricevitorie abilitate.

Un’idea geniale che sta funzionando, con una spesa minima per implementare il sistema di generazione dei codici e col montepremi hanno ridotto grandemente quel genere di reato ed evasione fiscale.

Genialità slovena.