dw:donna

Ora parlo io.

Oggi è il 21 luglio e voglio esprimere il mio pensiero riguardo un argomento molto importante: l'uguaglianza tra uomo e donna.
Sarebbe perfetto parlarne l'8 marzo, ma già trattare di questo tema solo in quel giorno sarebbe un controsenso a ciò che sto per dire.
Sono una donna fiera di esserlo, non perché io sia capitata nella parte più “debole” del genere umano, ma perché mi ritrovo bene nella mia identità sessuale.
Sono una donna e non sto né dalla parte delle donne né da quella degli uomini, ma professo l'uguaglianza.
Se voglio mettere un bel vestito aderente per sentirmi più bella, lo faccio.
Se voglio invece andare in giro come una barbona, lo faccio, perché il mio essere donna non comporta il mettere in mostra il mio corpo.
Se voglio prendermi cura di me stessa, mettere lo smalto e usare prodotti per la pelle, lo faccio, semplicemente perché questo è il mio corpo e voglio trattarlo come si deve.
Se voglio urlare, dire parolacce, ruttare, sputare, bestemmiare, lo faccio, -certo, fa schifo- perché non devo essere una bambolina solo perché sono una ragazza.
Se voglio baciare senza impegno, lo faccio.
Andare a letto senza impegno, lo faccio, e non sono troia.
Se voglio fare la troia, lo faccio, perché io decido per il mio corpo, non tu.
Se voglio guidare, lo faccio, e tu me lo lasci fare.
Se voglio pagarmi la cena da sola, lo faccio, e il tuo ego maschile te lo metti in quel posto.
Se voglio avere dei figli, lo faccio, non perché donna sia uguale a madre, ma perché ho quella irrefrenabile voglia di prendermi cura di qualcuno che abbia bisogno di me.
Se voglio preparare da mangiare, fare dolci, lo faccio, perché mi piace ed è il mio modo per esprimere me stessa, come magari truccarmi o sistemarmi i capelli.
Sono una donna ma soprattutto sono umana, fatta di carne, ossa, tessuti, sangue, cuore, cervello, proprio come il resto della popolazione mondiale, e proprio per questo merito rispetto come tutti gli altri.
Non si tratta di differenze tra generi, ma tra persone. Ed è giusto così.

E’ una donna impegnativa, di quelle che non puoi mettere da parte neanche per un minuto, che non puoi fingere di ascoltare, che quando fanno l’amore ti esauriscono fino all’ultima goccia di vita, che nelle discussioni colpiscono per prime, così da stenderti al tappeto.

Una donna da tenere vicina, così bella da creare gelosia, così attraente da giustificare le azioni di altri uomini, esigente nell’amore come nella vita, passionale solo con chi possiede le chiavi della sua anima, pretenziosa di essere desiderata in ogni momento della giornata, pretenziosa di dettagli, pretenziosa di attenzioni, affamata di follia, ma rigorosamente e indiscutibilmente alle sue condizioni. 

C’è da esser fieri se una donna così ti promette appartenenza.

Sono donna perché tutto mi ferisce ma niente riesce a spezzarmi. Sono donna quando piango pensando di non farcela ma poi mi rialzo più forte di prima. Sono donna perché guardandomi allo specchio trovo mille difetti, ma guai a chi me ne fa notare uno. Sono donna quando nascondo i miei problemi dietro un sorriso. Sono donna quando fingo di essere stronza ma poi mi perdo tra le braccia giuste. Sono donna anche se mi insultano, se mi offendono o mi sminuiscono. E non c'è bisogno di una festa per ricordarmelo.
—  pezzidicuorestrappati
In ogni donna c'è una bambina che senza dire nulla chiede sicurezza, protezione ed un paio di braccia robuste dove addormentarsi.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Che tu possa essere libera, ovunque sceglierai di andare. All’università, in discoteca, a Bogotà. Che tu possa camminare a testa alta, qualsiasi persona sceglierai di amare. Un uomo, una donna, solo ed esclusivamente te stessa. Ti auguro la spensieratezza dei 20 anni e la crisi dei 30, poiché entrambe ti aiuteranno a capire quello che vuoi dalla vita. (O forse no, ma va bene lo stesso.) Ti auguro un amore che ti faccia piangere, a patto che in futuro ti insegni a scegliere solo amori che ti facciano sorridere. Ti auguro un’amica fidata, un insegnante che creda in te, una famiglia disposta a combattere al tuo fianco. (O di essere talmente forte, da farcela anche da sola.) Che tu possa sentirti bella, esattamente come desideri. In blue jeans, in minigonna o con il chador. In un corpo – bianco, nero, giallo, arcobaleno – che ti faccia sentire a casa, senza dare (troppa) importanza ai canoni della tivù. Che tu possa decidere cosa fare del tuo futuro: se studiare, lavorare, sposarti o avere figli. (O tutte insieme.) Che nessuno possa importi un amore, una professione, un orologio per la tua fertilità. Che tu possa fare l’amore senza sentirti sporca o fuori posto. Che tu possa fare l’amore sempre e solo se e quando tu ne abbia voglia. Ti auguro la tenacia di un panzer e la delicatezza di un fiore. Ti auguro animo puro e solidarietà verso le altre donne. Una mano pronta a tendersi, un cervello che vada per la sua strada, un cuore lontano dalla mediocrità. Che tu possa imparare a fregartene dei giudizi, qualsiasi bocca li pronunci. Perché sei nata con il diritto di essere la donna che sei. Perché come ha scritto qualcuno “quello che sei, dove vai, ciò che vuoi, lo sai soltanto tu“. Che le ferite collezionate non ti facciano male al punto di ucciderti, ma che ti diano la forza per ricominciare. Che tu possa rinascere dal dolore, dal vuoto, dall’oblio. Ti auguro di essere libera come l’aria, coraggiosa come il vento, impavida come un’onda nell’oceano. Ti auguro di non tradirti, accontentarti, arrenderti o annegarti. Mai. Ti auguro un sogno, un pugno di (bei) libri ed il diritto all’infanzia, alla salute e alla vita.
Che tu possa essere più forte di ogni violenza ed orrore.
—  noncontofinoadieci.com