dove siamo finiti

Ci sono quelle ragazze che pubblicano continuamente citazioni filosofiche, pensieri profondi e foto di libri aperti tra le gambe. Poi appena aprono la bocca ti rendi conto che non sanno nemmeno da che parte aprirlo un libro e l'unica cosa che possono avere tra le gambe sono cazzi.
—  Notanotherstupidprincess
Non ho più scritto niente su di te. Non ho più immaginato come sarebbe potuta andare. Non ci ho più sperato. Mi sono abituata alla tua assenza, sono andata avanti, mi sono fatta il mio cammino smettendo di pensare a te. Smettendo di basare su di te la mia vita, le mie giornate. Ho smesso di camminare per strada con la paura di incontrarti e magari di vederti insieme a qualcun'altra. Ho smesso di tendere l'orecchio per sentire i tuoi passi, ho smesso di cercarti tra la folla, ho smesso di paragonare tutte le altre persone a te. Ho smesso di chiedermi cosa starai facendo. Mi sono abituata, eppure non ho dimenticato, niente, nemmeno un singolo ricordo che ho di te. Non ho dimenticato i tuoi sguardi, né la tua voce, non ho dimenticato il tuo sorriso e nemmeno il tuo profumo. E forse è così che deve andare, forse devo portarmi dietro i tuoi ricordi per non dimenticare ciò che ho perso
“Lloyd, dove siamo finiti?”


“Credo si sia solo perso un po’ nel suo mondo, sir”
“Pratica disdicevole, Lloyd…”
“Al contrario, sir. Direi molto incoraggiante”
“Perché, Lloyd?”
“Perché chi si perde nel suo mondo, ha avuto la capacità di crearlo, sir”
“In fondo non mi è nemmeno venuto così male, non trovi?”
“Per nulla affatto, sir"

Potessi..
Potessi smarrirmi nei tuoi occhi,
in un tuo abbraccio,
disperso tra le tue labbra,
disorientato sulla tua pelle..

“Ma dove cazzo siamo finiti?”

Caro G.,
come stai?
Me lo sono chiesta spesso in questi giorni. Da quando te ne sei andato, vivo con la costante sensazione di trovarmi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non sono mai stata una di quelle persone capaci di brillare in un contesto sociale, lo sappiamo entrambi. Continuo a parlare in continuazione, soprattutto in quelle situazioni che richiedono silenzio: in questo non sono cambiata affatto. Continuo persino a ridere in quel modo esagerato che ti faceva tanto sorridere. Riuscirei a metterti in imbarazzo senza impegnarmi troppo, te lo assicuro. Ora però è diverso, ora avverto una sensazione di disagio, quasi fastidiosa all'altezza dello stomaco: qualsiasi cosa io stia facendo,per quanto io stia davvero provando a divertirmi, il pensiero di non essere insieme a te basta a distrarmi. Sei sicuro di star bene, come racconti in giro? Mi sono chiesta anche questo. Ti ricordi cosa ti dicevo sempre? ”Se non ti racconto qualcosa è come se quella cosa non fosse mai davvero accaduta”. Te l’avrò ripetuto almeno un centinaio di volte in quei mesi trascorsi uno accanto all'altro. Oggi lo penso più che mai. Manchi in un punto profondo dove non arrivano neppure le parole e le carezze. Qualche sera non arriva neppure la musica. Da quando non sono più tra le tue giornate, ho la chiara sensazione di non essere più da nessuna parte. Forse perché quando mi guardavi tu, riuscivo a vedermi bellissima. In queste settimane lontani, sono tornata a fissare la figura allo specchio con un’espressione stupita, come se quella ragazza non fosse mai davvero esistita. Dove siamo finiti ma soprattutto perché non siamo più tornati a riprenderci? Ancora non l'ho trovata una risposta in grado di mettere a tacere i pensieri. Ci sarebbero ancora così tante cose di cui parlare, ma per il momento mi fermo qui.
Tua per sempre, seppur da lontano
E.
—  Pagina Facebook Il treno delle 22.52

Ah, le persone che quando ti chiedono con chi esci e dici che fai un giro da sola (per compere o una passeggiata) ti guardano come se fossi un'asociale. Dove siamo finiti, dobbiamo stare con qualcuno anche per goderci una bella giornata all'aria aperta nella nostra città?

Caro amore mio
Lo so che vorresti che ti dimenticassi,
che andassi avanti con la mia vita
come tu stai facendo con me…
Ma non ce la faccio,
penso a te, a me, a noi, dove siamo finiti?
E le lacrime rigano ancora il mio viso stanco…
Immagino cosa tu possa star facendo
e il solo pensiero di te che hai trovato qualcun'altra, mi fa stare male…
Non toccarla, ti prego, non toccarla come facevi con me.
Non guardarla, ti prego, come facevi con me.
Non sorriderle da lontano quando la vedi, ti prego.
Non abbracciarla, ti prego.
Non baciarle la guancia stringendola forte, ti prego.
Non prenderla in giro affettuosamente, ti prego.
Non farlo,non farlo, non farlo.
Ti prego…
“Lloyd, ma dove siamo finiti?”


“Credo che sia entrato nel panico, sir”
“A me sembra più una galleria, Lloyd”
“Per l’appunto, sir. Il panico è un passaggio che attraversa le montagne di impegni”
“E come ne usciamo?”
“Ritrovando la calma, sir”
“Intendi dire l'uscita, Lloyd?”
“Intendo il mezzo con cui raggiungerla, sir”
“Accendi i fanali, Lloyd”
“Con piacere, sir”

Ma dove siamo arrivati?
Davvero credete che che un ‘mi piace’ sia più importante di un 'ti amò’?
Davvero pensate che far vedere che ti stai divertendo è più importante di divertirsi?
Davvero preferite un messaggio di WhatsApp ad una lettera?
Ma dove siamo finiti?
Nel tempo in cui si esce soltanto per pubblicare una foto su Instagram?
In cui una persona sfoga il suo star male soltanto su Tumblr?
In cui ci si presenta ad una persona in anonimo su Ask.
In cui si preferiscono i complimenti su Facebook ad un 'sei bellissima amore mio’.
Mettete da parte i social per un giorno e godetevi le persone che vi amano.