donna oggetto

Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite,
sappiate che se volete diventare persone e non oggetti,
dovete fare subito una guerra dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini,
ma contro voi stesse
che vi cavate gli occhi con le dita per non vedere le ingiustizie che vi fanno.
Una guerra grandiosa contro chi vi considera delle nemiche, delle rivali, degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria tutti i giorni senza neanche saperlo,
contro chi vi tradisce senza volerlo, contro l’idolo donna
che vi guarda seducente da una cornice di rose sfatte ogni mattina e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere, scintillanti di collane, ma prive di braccia, di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso
(il dovere di amare vi fa odiare l’amore, lo so) un amore senza scelte,
istintivo e brutale.
Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà di intenti, libere infine di essere noi intere, forti, sicure, donne senza paure.
Donne mie dalle dita che puzzano di aglio, donne mie dalle vene varicose, gli occhi feroci, le mani insolenti, la bocca timida, vi hanno insegnato ad essere cretine, povere, dipendenti, vi hanno insegnato a dire sempre di sì, con astuzia degradante, con candore massacrante, con vigore represso.
Vi hanno insegnato a lavorare, a ubbidire, a tacere, a figliare, con gioia e purezza senza acrimonia, per servire, aiutare, sostenere, consolare l’ uomo, sempre lui, nella sua smagliante illusione razzista.
Donne di marmo, di pece, di latte cagliato,
voi lavorate ogni giorno senza stipendio per i figli, il marito, i cugini, i nipoti, i fratelli , i nonni, i padroni tutti che vi vogliono belle e pure come oggetti sociali.
Se dite di no vi sembra di fare peccato, per questo dite sempre di sì,
con l’animo sciolto e la testa piena di fumo amaro, dite di sì e in cambio ricevete un bacio di buonanotte dal caro figlio del cuore su una guancia rugosa che sa di lardo e di acqua sporca.
Donne mie illudenti e illuse che frequentate le università liberali, imparate latino, greco, storia, matematica, filosofia;
nessuno però vi insegna ad essere orgogliose, sicure, feroci, impavide.
A che vi serve la storia se vi insegna che il soggetto unto e bisunto dall’olio di Dio è l’ uomo e la donna è l’ oggetto passivo di tutti i tempi?
A che vi serve il latino e il greco se poi piantate tutto in asso
per andare a servire quell’ unico marito adorato che ha bisogno di voi come una mamma?
—  Dacia Maraini

Tenetevi le mimose se continuerete a fare battute sessiste
Tenetevi le mimose se perpetuerete la violenza domestica
Tenetevi le mimose se vi sentirete comunque in diritto di fare commenti e avance sul nostro aspetto fisico
Tenetevi le mimose se “Stavo solo cercando di essere un gentiluomo”
Tenetevi le mimose se non riconoscerete e rispetterete l'identità di gender e l'orientamento sessuale di una persona
Tenetevi le mimose se continuerete a non assumere una donna perché potrebbe rimanere incinta
Tenetevi le mimose se vi ostinerete a insegnare alle ragazze come difendersi dagli stupri ma non educherete i ragazzi a non commetterne
Tenetevi le mimose se tratterete ancora la donna come oggetto di piacere
Tenetevi le mimose se vi sentirete padroni del loro corpo e della loro persona
Tenetevi le mimose se non affiderete ad una donna un incarico importante perché “Le donne sono troppo emotive”
Tenetevi le mimose se insulterete i vostri ragazzi perché piangono
Tenetevi le mimose se “Smettila di fare la femminuccia”
Tenetevi le mimose se “Sono solo ragazzi”
Tenetevi le mimose se credete nella friendzone
Tenetevi le mimose se non siete femministi
Tenetevi le mimose se siete omofobi, maschilisti, fascisti o razzisti
Tenetevi le mimose se credete che una donna è completa solo se è madre
Tenetevi le mimose se siete contro l'educazione sessuale nelle scuole
Tenetevi le mimose se pensate che una donna non può avere rughe, peli corporei, grasso, cicatrici
Tenetevi le mimose se non rispetterete lo spazio personale e la privacy di una donna
Tenetevi le mimose se una donna è sempre prima bella che brava, intelligente, capace, forte, determinata
Tenetevi le mimose e cominciate a trattare le donne come persone.

Pensiero

Se posti gif o immagini spinte sei una Troia,se posti foto tue in intimo o provocanti sei una troia,se parli di sesso sei una troia,se ti piace il tuo corpo,sei a tuo agio con lui e ti mostri sei troia,se sei libera nel modo di pensare,se sei te stessa e non hai paura a mostrarlo sei troia…
Ma voi che ghettizzate la donna,che fate i falsi moralisti sui blog altrui e poi cercate la “donna oggetto” sui porno,che credete di conoscere una persona guardando un blog e dimenticandovi che una persona non la conosci nemmeno dopo ANNI che l'hai accanto,che l'essere umano è un opera d'arte complessa fatta di sfumature e sfaccettature,voi che vi sentite in diritto o in dovere di giudicare…..siete uomini?!
Per chi non lo sapesse fu Gesù a dire “è più facile guardare alla pagliuzza che sta nell'occhio del prossimo che accorgersi della trave che sta nel nostro”…fatevi una ragionata!

Gelosia.


Voglio tentare di proporne una definizione “alla portata di tutti”.
Ovviamente mi riferisco esclusivamente alla così detta “gelosia romantica”, che poi sarebbe la gelosia che si prova verso un'altra persona (diciamo verso il partner, principalmente).
La gelosia è uno stato d'animo che si manifesta con l'insorgenza della sfiducia della persone in questione.
Il percorso  è dunque il seguente: la sfiducia genera sospetti, che si traducono in manifestazioni di ansia, rabbia e voglia di vendetta.
L'origine della gelosia è da ricercare dunque nella predisposizione dell'individuo al “possesso” più o meno totale della persona amata.
Penso che ciò sia vero principalmente nell'uomo, mentre per la donna la gelosia può altrettanto facilmente manifestarsi verso rapporti intellettuali del proprio amato verso altre donne ma non è sempre così, anche in un rapporto di due donne può nascere un grande senso di gelosia o due uomini.
In termini molto rozzi direi che mentre per l'uomo la gelosia scatta nel momento in cui sorge il sospetto d'essere tradito sul piano carnale, per la donna la gelosia scatta qualsiasi sia la forma di “tradimento” che ritiene di subire dal proprio uomo o donna che sia. Anche l'apprezzamento intellettuale verso un'altra donna può fare scattare un sentimento di gelosia.
La predisposizione a manifestazioni di gelosia è rafforzata dai propri sensi d'inferiorità, ovvero è più facile trovare la gelosia in persone che si stimano poco o nulla. Ma ciò non significa che non si possa essere comunque gelosi anche disponendo di un normale senso di autostima.
Sfiducia nel proprio partner sommata a sensi d'inferiorità sono evidentemente una miscela esplosiva.
Teniamo presente che la sfiducia, da cui trae origine secondo me la gelosia, può anche essere fittizia, ovvero non giustificata da reali prove di debolezza o tradimento del partner, ma anche totalmente pretestuosa.
Ci sono persone che nel rapporto affidano inizialmente tutta la fiducia possibile al proprio partner e ci sono altre persone che invece partono molto caute e concedono fiducia proporzionalmente alle prove di lealtà e fedeltà del partner. Sono due approcci opposti, ma in ogni caso è solamente quando la fiducia viene meno che può farsi strada la gelosia.
La persona che ha il partner geloso può a sua volta reagire in due modi opposti: sentirsi confermato il sentimento d'amore dal partner, proprio dopo una prova di gelosia (“si preoccupa di me, mi vuole tutto/a per sè…dunque mi ama veramente”), oppure può sentirsene offesa (“il mio partner non ha nessuna fiducia in me e pensa che possa tradirlo, dunque offende la purezza e grandezza del mio sentimento”).
Come ci si dovrebbe comportare in presenza di gelosia? Bella domanda eh? Il partner geloso dovrebbe con tutte le sue forze riflettere molto sul problema della fiducia e chiedersi: “è giusto che non mi fidi? Ho ragioni fondate per dubitare della sua fedeltà, lealtà, sincerità? Ho prove certe?”. Ma è chiaro che la sua mente può spesso offrirgli risposte travisate dalla distorsione mentale di cui è vittima inconsapevole.
Il partner che invece subisce la gelosia dell'altro dovrebbe essere molto sensibile al suo problema, non aggredirlo, non sentirsene offeso, ma fare di tutto per spianare la strada per acquisire la fiducia che è venuta meno. Evitare risposte evasive, non chiudersi in risentiti silenzi, ma agevolare il progresso del proprio compagno verso l'acquisizione di quella serenità e fiducia che è l'unica cura alla gelosia e la base di un rapporto felice. Voglio dire: se si tiene al rapporto, si deve pagare il prezzo di alcune piccole rinunce o attenzioni.Ci sono persone, invece, che provocate dalla gelosia dell'altro, fanno di tutto per metterlo alla prova o vendicarsi, ne sfidano la tenuta di nervi…e finiscono per creare un disastro, perché il geloso aspetta solamente proprio di vedere confermate le sue ansie! C'è una certa dose di masochismo compiacente nella gelosia!
Ma se la gelosia (entro certi termini accettabili) è pur sempre una prova d'amore, ci si può fidare, invece, dei sentimenti di una persona che sia assolutamente incapace di provare gelosia? L'amore è normalmente possessivo. E’ un polo di attrazione che aspira, ai massimi livelli, alla fusione di due persone. L'amore solleva ansie e paure perché è un sentimento invasivo e che non tollera compromessi. Chi non manifesti gelosia generalmente dimostra scarso interesse verso il partner, fermo restando che in alcuni casi si può essere in presenza del più elevato sentimento d'amore: l'amore altruistico, in cui la felicità dell'oggetto amato trascende il proprio amore egoistico-possessivo.
Tale sballo psicologico niente ha da spartire con l’amore in quanto frutto di uno squilibrio interiore, ripudiando il concetto di “donna/uomo oggetto”, la gelosia dovrebbe rimaner sopita ma questo non accade, il perché sta nel bandolo di una ingarbugliata matassa. Dando vita a un rapporto “normale” si sottoscrive una clausola imprescindibile, la reciproca concessione in esclusiva di corpo e “mente”, l’accettazione di tale condizione dovrebbe essere la negazione del rovello, sul fronte della logica la gelosia in amore è una contraddizione in termini, azzarderei un ossimoro. Tuttavia nell’applicazione pratica del “contratto” emerge puntuale (con frequenza da grandi numeri) una anomalia, quello che dovrebbe essere uno stimolante positivo (l’ansia corroborante) per il sentimento nobile (l’amore), si trasforma in ingrediente negativo capace di alterare il rapporto stravolgendone gli assetti. La possessività è una reazione chimica esplosiva frutto di un mixaggio tra due paure: essere spodestati e immaginare che altri possano bearsi di un piacere che consideriamo dovuto solo a noi. Qualcuno aggrotterà la fronte ma qui le elucubrazioni sulla sicurezza in se stessi sono solo discutibili teorie, utili, al limite, nelle fasi di rinascita post-rapporto adottando il pensiero Nietzschiano. E’ possibile lasciare tracce indelebili nell’esistenza di un/a partner, non di rado profondi solchi (sentimenti immortali) ma solo un/a deficiente può crogiolarsi nelle certezze assolute che, tra l’altro, quando abbondano, diventano fucina di noia e anestesia emotiva. La gelosia da insicurezza esiste, esiste eccome, Quando ci si propone per ciò che non si è, il terrore di essere sgamati nella propria essenza e quindi “licenziati”, mette in moto automatismi comportamentali limitativi e possessivi, arginanti. Da non sottovalutare la gelosia fulminante provocata da “acquazzoni estemporanei”, in troppi si rendono conto di quanto sia apprezzabile il/la proprio/a partner solo nel momento in cui questi diventa oggetto di attenzioni e brame altrui. Il cuore è l’effige dell’amore ma trattasi di pubblicità ingannevole, invero è tutta “materia” che alberga nella poco romantica scatola cranica. Qualora fossimo costretti a condividere con terzi una parte del tormento dei nostri sensi, quale pulsione istintiva prevarrebbe, quella carnale oppure quella sentimentale? Meglio un/a partner che concede a noi il corpo pensando a un’altra persona, oppure un/a partner che si concede ad altri pensando a noi?. Stati d’animo come la gelosia divengono ingestibili quando tracimano nella paranoia, dal controllo ossessivo al finto menefreghismo, dallo sminuire volutamente gravi sintomi all’esasperazione delle ovvietà quotidiane. Non ci fossero le immancabili derive tragiche direi che la gelosia esulcerante, più di ogni altra cosa, sia ciò che maggiormente rende grottesco l’essere umano, grottesco e patetico. “L’amore non è bello se non è litigarello”, “è bello litigare per poi fare pace”… come dire: “è bello comprarsi un paio di scarpe strette per provare il piacere di togliersele dopo una giornata di sofferenza”. Concetto immaturo, adolescenziale, sono ben altri i canali in grado di pepare e rinvigorire un rapporto adulto. La scopata nervosa che sigla una sceneggiata di gelosia è, di fatto, una silente geometria orgiastica virtuale, le persone incapaci di metabolizzare e contestualizzare questo “brivido” finiscono, senza tema di smentita, sulle più tremende montagne russe della gelosia. Pessima abitudine è l’innamorarsi del potenziale individuato nel/nella nuovo/a compagno/a, ovviamente sincero/a e ignaro/a, il più delle volte le presunte “doti” sono solo proiezioni elaborate in proprio, quando ci si rende conto di aver clamorosamente toppato. La gelosia è un’opera teatrale senza stile. Da dentro sembra una tragedia e da fuori una farsa insopportabile. Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri. Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri, la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi sospetti, paure, e mortifica la dignità con indagini, lamenti, tranelli facendoti sentire derubato. Io ho la gelosia retroattiva, attiva, e interattiva e credetemi, non c’è cosa peggiore. La gelosia è in un certo senso giusta e ragionevole, poiché tende solo a conservare un bene che ci appartiene, o che crediamo ci appartenga; mentre l’invidia è un furore che non può sopportare il bene altrui. È incredibile come la gelosia, che passa il suo tempo a fare piccole supposizioni nel falso, abbia poca immaginazione nello scoprire il vero.

-zpak

Manuale d’istruzioni tolleratamente maschilista per fare quello che fate con le vostre ragazze rimanendo vivi
  1. Non mandatela a cagare. Non quando se lo merita. Il vostro vaffanculo durerà un secondo, ma il suo broncio rimarrà dopo lo spegnimento del sole.
  2. Mandatela a cagare senza ragioni apparenti. Molto spesso confondono il loro avere un caratteraccio con l’avere carattere. Mandarle a cagare così vi farà meritare un po’ della loro ira ma anche un po’ di rispetto. Ma non fatelo mai se state discutendo, perché altrimenti vuol dire che volete dar loro torto. Semplicemente mostratevi turbati perché la vita è ingiusta con voi in genere, e lei (se gliene importa qualcosa di voi, chiaramente), saprà riequilibrare l’iniquità del mondo.
  3. Non darle torto. Molte volte non state veramente discutendo, anche se pensate di sì. Non si tratta di aver ragione, si tratta di amore, e amore è supporto. A volte vi diranno cose tipo “Quel tuo cappello blu è beige però”. Non ci cascate, supportatele. Si sentiranno amate e tutto andrà bene per tipo quattro ore, che è un ottimo risultato. Oltre quelle non si può andare, sono le colonne d’Ercole della serenità di coppia. Se rimanete vicini alla vostra ragazza per più di quattro ore di fila ve la siete cercata.
  4. Non lasciatela per una sana di mente. Lasciatele se vi cornificano (se proprio ci tenete). Lasciatele se sono disinteressate. Lasciatele se hanno uno scarso igiene personale, ma non fate troppo caso a quello mentale. Non ne troverete di più sane. Se con voi sragionano è perché vi vogliono davvero bene e gli ormoni le rendono in continuo ciclo tipo.
  5. Non siate ermetici se vi chiede un parere. Se rispondete semplicemente “sì” o “no” ad una domanda su un tavolino da giardino in ferro battuto pieno di ghirigori, un po’ perché siete poco interessati al tavolino un po’ perché non avete manco il giardino, lei penserà che lo scarso interesse non sia per il tavolino, ma per costruire una vita insieme fatta d’amore e robaccia scelta insieme, dove insieme vuol dire scelta da lei con la vostra benedizione e dove benedizione molto spesso vuol dire soldi. Fingete che dalla responsabilità di quella scelta ne derivi la salvezza del mondo, che la presenza di quel tavolino nel vostro giardino immaginario possa essere per voi causa di vita o di morte, cosa che comunque non escluderei a priori.
  6. Quando si sente grassa e brutta non ditele che per voi è bellissima. Ecco, queste idiozie sul fatto che vi piace sempre e comunque sono davvero maschiliste, persino per una lista del genere. Una donna non è un oggetto fatto per compiacere il suo partner. Per essere in pace bisogna piacere a se stessi perciò incoraggiatela a lavorare sul suo corpo per sentirsi meglio, aiutatela a seguire la dieta che ha scelto invece di obbligarla a mangiare porcherie nel vostro posto di porcherie preferito, correte il rischio di apparire superficiali e fate dei suoi obiettivi i vostri obiettivi. C’è un modo molto semplice e naturale per rassicurare qualcuno sulla sua bellezza esteriore; se siete qui a leggere vuol dire che i vostri genitori l’hanno scoperto.
  7. Non rassicuratela troppo quando è gelosa. Ora, se da un lato questo non le renderà molto felici nell'immediato, dall'altro non vi rovinerà la vita nel giro di un paio d’anni. Il più delle volte le persone sono gelose per indole (alcune volte anche perché l’altro è stronzo, ma ora stiamo prendendo il primo caso), per cui se iniziate a dare giustificazioni sul perché siete rientrati alle 9 e 30 invece delle 9 non andrà a finire bene, perché le 9 e 30 saranno le 9 e 29, poi e 28 e poi dovrete rientrare prima di uscire.
  8. Non leggete guide sul sesso.Come darle un orgasmo da capogiro” “le posizioni migliori per farla venire” e titoli del genere sono dei trattati letterari sicuramente importantissimi nel mondo del web, e anche se dopo aver fatto un po’ di sesso capirete di non capirci assolutamente nulla di sesso, la questione non si risolve con le guide (tranne questa, ovvio, perché questa la scrivo io!). Non esiste “la donna”, siamo persone con gusti specifici: a chi piace una cosa in particolare, a chi piace un po’ di tutto, e addirittura a chi piace quello che non gli piace, e ce ne sono pure alcune a cui piace che andiate con altre avanti a loro, ma non in questa nazione che io sappia, quindi lasciate perdere. Oltre questo, anche la sensibilità corporea è molto diversa da persona a persona, per cui la raccomandazione è di provare delicatamente un po’ di tutto. Al contrario di quello che credete, la vostra ragazza non è troppo timida per dirvi della parte esteriore del suo avambraccio sinistro, solo vuole che siate voi ad accorgervene, perché tutti possiamo comprarci una chitarra ma trovarla sotto l’albero a Natale è un’altra cosa. Ah, e poi non concediamoci sempre facilmente (neanche al nostro partner, già), come dice il punto due. A nessuno piace colpire bersagli morti.
  9. Non regalate cose. Purtroppo debbo scadere nel romantico, però è vero che i gesti valgono più di mille oggetti e più di 75489120519614 parole. Riempire la casa di oggetti è solitamente compito di lei, ma seppure fosse il vostro hobby ricordatevi che un pensiero ogni tanto non fa male, ma uscire a cenare, fare una semplice passeggiata, andare a vedere il mare, cambiare l’ordinario per far nascere cose che potrete ricordare. Chiudersi in una stanza a giocare al dottore è bello, ma toccarsi sotto il tavolo di un ristorante cinese mentre con l’altra mano cenate e nel frattempo discutete del dipinto di fronte, che per altro è giapponese, è indimenticabile. Create dei ricordi, perché saranno le uniche cose che potrete portarvi veramente dietro, finché Alzheimer non vi separi.
  10. Non restate con una persona “per il suo bene”. Questa è una regola piuttosto generica. Siete liberi di buttare la vostra vita, ma abbiate un po’ di riserbo per quella degli altri. Se pensate di fare una favore a quella persona rimanendo con lei è solo perché avete troppa stima di voi. Mentre la prova che ci siano persone molto meglio di voi sta nel fatto che ci sono molte persone che non la pensano così, quindi magnate tranquilli.
I confini del rispetto

Quando sento parlare di stupri, abusi e violenza sessuale rabbrividisco, piango, provo schifo e tanta paura. La violenza sessuale mi spaventa. Come probabilmente spaventa tutte le donne, che sono le principali vittime. Infatti ci tocca stare attente alle strade che percorriamo, ai clacson insistenti, agli stupidi che ci fermano per strada, a quelli che negli autobus approfittano della folla per essere molesti. Ed è fastidioso ciò. È fastidioso non poter sentirsi libere. È fastidioso essere considerate facili prede, i soggetti deboli. A me spaventa così tanto che chiudo gli occhi e piango anche se la scena di una violenza è proiettata in un film.
Come quando giorni fa ho appreso la notizia della tredicenne violentata e abusata da quindici coetanei in un garage per sette mesi, ed è stata ripresa in quei momenti con la minaccia che se avesse parlato avrebbero fatto vedere tutto alla famiglia. Può capitare di camminare per strada e inciampare in una persona disturbata mentalmente (anche se non dovrebbe capitare); può capitare di finire nelle mani di un branco, ma che quindici ragazzini, quindici ragazzini, facessero tutto ciò per mesi e intenzionalmente è grave. Che su quindici ragazzini nessuno si stesse pentendo di ciò che stava facendo è uno schifo; che quindici ragazzi abbiano disturbi mentali perché provano piacere nel violentare una ragazzina è preoccupante. Immagino la vita di questa ragazzina e penso ad una vita distrutta. Non c’è pena e non c’è giustizia che possa ridarle la vita, per quanto viva. 

Solo una volta mi è capitato di inciampare in un ragazzo che senza rispettarmi dimostrò di non avere il controllo dei propri ormoni e istinti sessuali, tentando di farmi fare una cosa contro la mia volontà, senza ascoltarmi e andando contro i miei no, continuando a compiere una serie di azioni pur non volendo. Per fortuna riuscii a svincolarmi rifiutando e mantenendo la calma, anche se provai ribrezzo e schifo per quel ragazzo ben vestito, con una laurea in tasca e grandi sogni sulle spalle, che frequentavo da un po’ e apparentemente mi sembrava una persona apposto, una persona che mi stava piacendo.
Non ho mai pensato avesse sfiorato gli estremi della violenza sessuale, perché si fa presto ad accusare un uomo di questo in certe situazioni e bisogna usare bene le parole, ma andare contro la volontà di una persona o pretendere qualcosa pur sapendo che non c’è piacere non è per niente bello, e non fa di un maschio un uomo.
In quella situazione ebbi un po’ paura, e ricordo che quando tornai a casa mi rinchiusi in bagno e piansi.
Io non ero stata rispettata e quello mi infastidiva, mi faceva rabbia. Il mio volere in quel momento non contava niente, contava solo il mio corpo, per quanto non avessi fatto nulla per provocarlo se non avere la colpa di essere bella ai suoi occhi.
Da quel giorno non volli più rivederlo, nonostante lui tentò in tanti modi di cercarmi vedermi e sentirmi, nonostante le scuse. Pensai che dovevo in qualsiasi modo evitare di stare con lui.
Perché lo sappiamo tutti che in un rapporto sessuale, se c’è una cosa davvero importante, è il piacere reciproco nel fare qualsiasi cosa. Una donna deve essere consenziente e deve provare piacere, anche se il piacere dovesse manifestarsi nel voler sottoporsi a giochi di ruolo in cui è sottomessa. L’importante è poter scegliere.
Sembra che lo sappiamo tutti, ma in pratica no. Non lo sappiamo affatto perché di uomini che spogliano con gli occhi le donne e le incastrerebbero in qualche angolo della città ce ne sono tanti; di ragazzi ubriachi che allungano le mani giustificati dell’alcol che circola nelle vene ce ne sono troppi; di uomini che violentano le donne aumentano in numero spropositato; di uomini che inviano le foto del loro pene senza che nessuno lo abbia chiesto anche. Per me, in quest’ultimo caso, si sta già mancando di rispetto ad una donna. Una donna che vuole, chiede, e se imponi la tua presenza in questo modo vuol dire che hai poco rispetto per una donna, non le stai dando alcun valore e per te è un oggetto, una cosa da usare, una cosa su cui sfogarti. Una donna può scegliere anche di voler essere un oggetto, può scegliere di puntare tutto sul suo corpo, ma appunto sceglie di esserlo, sceglie di farlo.

anonymous asked:

O mio dio all'anon che dice che dovresti coprirti perché sei asessuale: 1) l'asessualità non c'entra un cazzo con la sicurezza di se stessi 2) complimenti hai appena sottinteso che una donna si veste solo per piacere agli altri 3) la rivelazione: sei sessista e probabilmente pensi anche che la donna sia solo un oggetto a tua disposizione <3

Ti amo.

31/01/2015.

Come mi disse un amico; “ Allora é l'amore che move il sole e l'altre stelle, visto che lei è una stella; l'amor la move? ”

Ed è così. Da tempo ormai, ho fatto dell'amore la mia unica ragione di vita e non me ne pento.
L'amore in questo mondo serve e io ne sono felicemente dipendente.
L'amore per un uomo, per una donna, per un oggetto, per una bella canzone, l'amore platonico, l'amore fisico, quello mentale, e altre mille forme d'amore.

E’ l'amore che muove il mondo e di conseguenza, muove anche me.