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I problemi della faccia da stronza.

1. Hai perennemente la faccia da “giornata no.” In realtà stai solo tentando di affrontare la giornata… più o meno come tutti.

2. La gente pensa che odi tutti. Va bene, effettivamente ti capita di odiare tutti, la gente non ce la fa più ormai… Ma non vorresti che si veda. E poi, la vita ha anche i suoi lati positivi.

3. Non sembri mai contenta di niente. Non è vero! Adori i fiori, lo stipendio che ti danno e i bambini! Ti piacciono anche gli eventi mondani e tutto quello che gira intorno.

4. La gente ti chiede spesso se va tutto bene. Che di per sé è anche una cosa carina, ma dopo un po’ è faticoso dire sempre di sì. Anche perché tanto poi non ti credono.

5. Ti dicono in continuazione che dovresti sorridere di più. E tu vorresti rispondergli: «Io per caso vengo a dirvi cosa dovete fare? No?! Allora fatevi gli affari vostri.»

6. La gente pensa che te la tiri. Capita spesso che passi per una stronza, in realtà stai solo pensando ai fatti tuoi.


7. Quando fai una battuta non si capisce se sei seria, se scherzi o sei ironica. Sei una tipa divertente e fai morire tutti dal ridere. Solo che poi ti chiedono puntualmente se scherzavi o dicevi sul serio, quindi spesso passi per quella “acidella”.

8. La gente ti teme. Hanno paura che li fulmini come aprono bocca. Ma perché poi?! Sei pronta e disponibile ad ascoltare chiunque.

9. Qualcuno pensa che tu sia scortese perché non sorridi in continuazione. È la faccia che ti tradisce. Che ci puoi fare?

10. Devi fare uno sforzo pazzesco per fare una buona impressione sugli altri. Le persone non capiscono quanto sia difficile fare finta di essere una persona diversa da quella che sei. Sai che male alle guance a sorridere tutto il tempo!

11. A volte passi per aggressiva. Quando spieghi a qualcuno cosa deve fare, scandisci assertivamente ogni parola. Per sottolineare che è importante. A volte per questo sembri passivo-aggressiva.

12. Quando sei triste o arrabbiata non si nota granché. Nessuno sembra preoccuparsene perché non hai un'espressione molto diversa da quando sei contenta. Ma che fine ha fatto la sensibilità, scusate? :(

13. Alla fine sei tu quella che viene giudicata. Anche se gli altri dicono il contrario. E che cavolo!

*Ed ecco i problemi che le ragazze con la faccia da stronza come me devono sempre sopportare , ma vaffanculo!!! io sorrido a chi cazzo voglio ma tanto siete ritardati è ovvio che non capite un cazzo.

—  cosmopolitan
light-dark11
Ti chiedono come mai sei cambiata,
perché sei così diversa,
perché non sei più la stessa.
Ti trovano un po’ troppo distante, sempre sulle tue, che non vuoi dirgli più niente, che non ti va di ascoltare.
Si chiedono come mai tu sia un'altra
e perché la tua disponibilità sia diventata quasi cattiveria
e perché non hai più lo stesso carattere di prima
perché rispondi a stento alle domande
perché sei così chiusa in te stessa e hai intorno troppi muri a proteggere la tua fragilità estrema, si domandano come mai tu abbia perso la tua pacatezza, la tua timidezza
gli fa strano pensare che tu non sia più la stessa ma una un po’ meno onesta, meno preoccupata dei bisogni di tutti quanti
meno pronta a capire, meno disponibile per tutti.
Ti chiedono che ti è successo
perché non vuoi più essere chi eri
perché hai cambiato pure gli occhi
perché adesso sono sempre tristi, distanti, persi
e gli dispiace che tu non sia più la stessa
perché prima eri un poco meglio di sicuro
ma dov'erano quando tutto quanto cadeva?
Quando ti serviva qualcuno con cui parlare?
Quando non avevi idea di dove avresti potuto andare a cercare chi ti potesse capire?
Dov'erano quando ti sei persa e non ti sapevi trovare
quando gridavi aiuto a gran voce e loro sentivano solo ‘si, tutto bene’
dov'erano quando tu c'eri per loro e loro invece per te non c'erano nemmeno se li rincorrevi?
Ma dov'erano quando tutto sembrava non avere un senso?
Non gli piace come sei adesso, troppo sulla difensiva, troppo strafottente,
ma dov'erano quando hai deciso di cambiare?

anonymous asked:

mi spieghi meglio che c'era tra te e la ragazza nel pullman?

Era un giorno come tutti gli altri, io ero seduto al mio solito posto con le cuffie alle orecchie mentre guardavo fuori, il pullman pian piano si stava riempendo e le persone avevano iniziato a stare in piedi visto che i posti liberi non erano più disponibili. Mentre sto per cambiare una canzone alzo lo sguardo e noto una ragazza che di scatto abbassa gli occhi, come per evitare di farmi capire che il suo sguardo fosse rivolto a me, sembrava che non si aspettasse che mi sarei accorto di lei, in quel momento pensai che magari fosse solo una coincidenza che i nostri sguardi si fossero incrociati. Il giorno dopo quando arrivò la sua fermata la fissai mentre saliva per farmi un’idea di lei..e mi trovai il suo sguardo su di me,  di nuovo, e ci guardammo negli occhi per pochi secondi che sembravano un’eternità, aveva degli occhi molto scuri, sembravano pieni di oscurità e questa cosa mi fece venire i brividi, anche perché non avevo mai visto degli occhi del genere e se in più ti fissavano pure, rimanevi senza parole. Indossava solitamente leggings, una maglietta con una giacca nera, il mio colore, e portava i capelli neri lisci e sciolti, amo i capelli lisci e sciolti, si vedeva che ci tenesse al suo look, sembrava che le piacessero le cose che piacevano a me. Abbiamo iniziato così a fissarci ogni giorno, piano piano diventava un’abitudine, ci scambiavano sguardi ogni volta che lei saliva finché non trovava posto e poi continuare a guardarci negli occhi quando doveva scendere (scendeva prima di me). Non la conoscevo, non sapevo nemmeno che nome avesse ma queste cose passavano in secondo piano quando me la trovavo davanti. Si sedeva sempre nei posti anteriori del pullman, io al centro, lei non andava mai oltre, forse perché dietro c’era sempre confusione causato da alcune persone più grandi e questo mi aiutava a farmi un’idea di lei, di che persona fosse. Questa storia iniziava a prendermi molto, ero curioso di vedere fin dove potesse arrivare, così non volevo mai perdere quel pullman perché sennò avrei perso lei visto che potevo vederla solo di mattina, quindi mi svegliavo un po’ prima solitamente per essere in tempo. La cosa continuava sempre nella stessa maniera, ogni giorno, come se ormai fosse diventata una routine, lei saliva, ci fissavamo, si sedeva, io la guardo seduto da dietro facendomi 1000 domande su chi fosse e perché mi fissasse, penso che pure lei si facesse queste domande, poi si alzava per scendere e ricominciavano gli sguardi, ricordo ancora a quando stava in fila e si girava verso di me cercando di non farsi scoprire..scatenava in me tante emozioni e poi scendeva. Con il tempo iniziò a sedersi sui posti che erano vicino a me, piano piano si avvicinava, iniziò poi a sedersi al posto davanti a me e la notavo guardarmi in quel minuscolo spazio tra i sedili che bastava a far incrociare i nostri occhi. Molte persone magari avrebbero fatto il passo, io invece non riuscivo nemmeno a dire una parola per tutto quello che provavo solo guardandola, e devo dire che avevo scoperto in quella circostanza che ero timido, da quel giorno, quando si sedette davanti a me, iniziò a scendere dalla seconda porta che era affianco al mio sedile e me la trovavo a 2cm di distanza, fu in quel caso che sentì il suo profumo, era alla fragola, una meraviglia. Ad un certo punto cambiò tutto, smise di fissarmi, saliva sul pullman e si notava la fretta con la quale andava a sedersi, come per evitare i miei sguardi, e quando scendeva non si girava più, mi evitava e io non capivo più perché, iniziavo a diventare paranoico, pensavo che magari si fosse stancata, che non le bastavano più questi sguardi, ma non sapevo come contattarla, nessuno dei miei amici la conosceva, nessuno poteva presentarmela e in più il pullman era sempre pieno e con le sue amiche sempre intorno a lei mi era difficile scambiare due parole, fu lì che iniziai a trovare difetti in me, fu per la prima volta che mi sentivo così triste sapendo che stavo perdendo qualcuno che non era mai stato mio, la cosa mi faceva male anche se lei non era nessuno per me, ma era come se mi sentissi legato a lei. Non mi calcolò per alcune settimane e passai quel periodo in modo abbastanza difficile, con tanti pensieri per la testa, mi ero ormai rassegnato, mi ero impresso nella mente che l’avevo persa, non volevo rimanere sempre triste così decisi di evitarla, di non pensarci più, decisi che anche io dovevo smettere di fissarla e sperare che alzasse il suo volto, già quel volto così innocente e tenero con due occhi pieni di oscurità che ti attiravano. Passarono altri giorni e tutto continuò così, quando un giorno facevo le mie cose al cellulare, e sento “posso?”, tolgo lo zaino senza nemmeno alzare lo sguardo per vedere chi fosse e torno ai miei affari..lì sento un buonissimo profumo alla fragola e mi giro di scatto, era lei, sì proprio lei, si era seduta vicino a me e io non lo avevo nemmeno notato, non riuscivo a crederci, per la prima volta mi aveva chiesto il posto, solitamente il posto vicino a me era sempre libero e lei pur notandolo si sedeva altrove. In quel momento mi passarono in testa così tante cose che non sapevo come mettere ordine, questa cosa non mi era mai capitata, sono una persona che sa cosa deve fare e cose vuole, eppure solo la sua presenza lì mi faceva impazzire, non riuscivo a fare nulla, stavo lì immobile a realizzare il fatto che lei fosse lì. Mentre sono ancora indeciso su cosa fare, arriva già la sua fermata e lei si alza e scende. Non me la prendevo con me perché non le avevo parlato, sapevo che da ora avrebbe iniziato a sedersi vicino a me più spesso e già questo mi bastava, ma comunque domande come “perché mi ignorava e ora fa tutto questo?” sorgevano. Non capivo. Il giorno dopo speravo che questa cose accadesse di nuovo, arriva la sua fermata, lei sale e quando sta per venire verso di me.. uno stupido moccioso si siede vicino a me, questo bastardo leva lo zaino da solo e si siede, e lei dopo aver visto che il posto non era più disponibile si sedette vicino a qualcun altro. Inutile dire la voglia omicida che mi prese, avevo voglia di dare fuoco a quel ragazzino. Da quel giorno lo guardai male ogni volta. Passarono ancora giorni e lei non mi chiese più il posto, ci continuavamo a guardare. Tornarono i suoi momenti “no”, quando mi ignorava del tutto per settimane, evitava ogni tipo di sguardo. Pensai che passasse alcuni momenti difficili e preferiva starsene da sola, per conto suo, proprio come facevo io. Una cosa che notai era che dopo questi momenti lei “tornava alla grande”, per esempio si sedeva vicino a me oppure non smetteva di fissarmi come se volesse farsi perdonare. Un episodio che non dimenticherò mai è quando un gruppo di ragazzi salì, lei salì per ultima, era infondo alla fila, questi ragazzi mi chiesero “occupato?” io dissi di sì, e proseguirono, lei era rimasta a guardare la scena, quando tutti quanti passarono cominciò a venire verso di me, io tolsi lo zaino e lei si sedette senza che nessuno dei due disse una parola. Mi ero emozionato lì, lei aveva capito esattamente quello che volevo, era un momento speciale per “noi”. Alcuni giorni dopo venni a sapere da mio padre che ci saremmo trasferiti all'estero, per via dei miei studi e per il loro lavoro, la prima cosa che pensai era lei, di non poterla più vedere, di allontanarmi da lei, mi prese una stretta al petto pensando a queste cose. Iniziai a stare male, pensavo molto a cosa fare, passavo ore a pensare e pensare. Scelsi in quel momento di non fare nulla con lei, che era meglio se ci fossimo allontanati perché ci sarebbe stato più dolore altrimenti, e io non potevo sopportare questa cosa. Smisi di guardarla, non le rivolgevo nessun sguardo, perché sapevo che se l’avessi fatto mi sarei ferito molto di più e che anche per lei, era meglio così. Non ci siamo mai conosciuti, io non so che tipo di persona sia lei, e lei non sa che tipo di persona sono io, ma ci eravamo legati solo guardandoci, eravamo diventati qualcosa per l’un l’altro, due perfetti sconosciuti erano diventati qualcosa. Scoprì pure il suo nome, A. Che stranamente è pure il mio nome preferito. Lei ora si è fidanzata, e spero che sia davvero felice e la ringrazio per tutto quello che mi ha fatto provare.

-Elle

Non ero così. Non lo ero affatto. Avevo ‘l'abitudine’ di fidarmi fin da subito delle persone. Perchè io partivo dal presupposto che, se fai del bene devi ricevere altrettanto bene. Mi sbagliavo alla grande. Il mio lato buono, disponibile, dolce, è stato la mia condanna. Le stesse persone alle quali l'ho mostrato lo hanno usato per farmi male. Mi si è rivoltato contro. Oggi sono così, acida, fredda, scostante e a tratti anche strafottente. Dalle persone mi aspetto solo il peggio. Preferisco pensar male e magari sbagliarmi, che vedere del buono in tutti e rimanere delusa. E credetemi, sarei disposta a dare ancora il meglio di me, se non fosse per il fatto che è stato distrutto.

Io sono quella ragazza di cui nessuno si innamora. Che se la vedi per strada dubito che noti. Sono quella ragazza disponibile che non riesce a dire di no. La ragazza insicura che non crede nelle sue idee. Una ragazza sognatrice,timida,fragile. Sono quella capace di darti tutto senza tenere nulla per me. Ma so essere cattiva e comportarmi da bimba. Amo i maglioni perchè coprono le mie insicurezze,vorrei scappare ma alla fine rimango sempre qui. Sono quella che non se ne va se glielo chiedi perché sa che ne hai bisogno,ma sa capire quando ormai è di troppo e va via,senza voltarsi mai,piangendo,soffrendo ma non facendoti più sentire la sua presenza. Ma la cosa più brutta sai qual'è? Che nonostante tutto io sono una ragazza che le persone facilmente dimenticano,mentre io non dimentico mai nessuno.

«Ma lei lo ama sul serio?»
«Certo che lo amo, che razza di domande mi fa?»
«E adesso lui dov'è?»
«Non qui..»
«Lei non lo ama»
«Si sbaglia!»
«Se l'amava come dice, adesso lui non sarebbe chissà dove, ma qua con lei»
«Vede, lei non capisce, se ne è andato»
«E lei cosa ha fatto?»
«Non ho potuto fare niente, ho sempre avuto le mani legate»
«Mia cara, le ripeto, lei non lo ama»
«Ma perché continua ad insinuarlo?»
«Perché se davvero lo amava, adesso noi non saremmo qua a parlare di questo argomento.»
«Le ho già detto che non ho mai potuto fare niente»
«Stupidaggini.»
«Cosa avrei dovuto fare? Se mi ha lasciata andare significa che non vuole più saperne niente di me»
«Adesso voglio raccontarle una storia»
«L'ascolto»
«Ai tempi del liceo ero fidanzata con un ragazzo da ben 3 anni. Un giorno, mi chiese di vederci dicendomi che dovevamo parlare di una cosa importante.»
«E che le disse?»
«Abbia pazienza»
«Scusi, continui»
«Dicevo, io ero molto contenta perché pensavo che si fosse deciso a portarmi in vacanza insieme alla sua famiglia.»
«Invece cosa accadde?»
«Accadde che decise di finirla dicendomi testuali parole, pensi, me le ricordo ancora oggi: “È cambiato qualcosa nella nostra relazione, meglio che le nostre strade adesso si dividano.”»
«E lei cosa fece?»
«Cosa feci? Feci ciò che avrebbe fatto qualsiasi ragazza di 17 anni. Scappai. Lo lasciai da solo sulla panchina e tornai a casa. Ero delusa, avvilita, triste, piansi per dei mesi interi. Ero veramente innamorata. Senza di lui mi sentivo piccola, insicura, smarrita.»
«La capisco..»
«Si ma non è questo il punto, io a differenza sua reagì»
«La prego vada avanti»
«Mi resi conto che lui era tutto ciò di cui avevo bisogno per essere felice. Così mi feci una promessa, mi promisi che a qualsiasi costo me lo sarei andato a riprendere e lui sarebbe tornato mio.»
«E..?»
«E ne combinai veramente tante. Parlai con i suoi amici, con sua madre, suo fratello a cui ero molto affezionata, gli feci uno striscione sotto casa, gli scrissi “ti amo” con il pennarello indelebile sul motorino, nell'ora di educazione fisica gli rubai la felpa solo per potermi addormentare con il suo profumo..»
«E lui?»
«Impassibile»
«Aveva un'altra?»
«Un'altra? Più di una mia cara! Erano però storielle, niente di impegnativo, ma ne cambiò molte in quel periodo »
«Capisco»
«Ciò che voglio dirle è che nonostante fossi stremata, gelosa e perennemente triste non mollai, fino a che un giorno decisi che non avrei fatto più nulla per lui. Iniziai così ad evitarlo, sperando che così fosse lui a tornare da me »
«Racconti»
«Non tornò mai,ovvio ! Allora decisi di mettermi di nuovo in gioco. Un giorno sentivo talmente la sua mancanza che decisi di fare qualcosa di davvero eclatante, avevo bisogno di agire.»
«Spieghi»
«Rubai dei soldi a mia madre, andai al molo e comprai un biglietto, presi il primo traghetto disponibile della giornata e lo raggiunsi in Sardegna, dove stava in vacanza.»
«Lei è pazza»
«Mi lasci finire. Mi presentai alla porta della camera dell'hotel, caso volle che mi aprì proprio lui. Non feci molte storie. Lo presi per mano e gli dissi di seguirmi senza fare domande»
«E lui?»
«Lui stette ai miei ordini senza dire una parola. Lo portai in riva al mare, era il tramonto, la spiaggia era deserta, il panorama era magnifico. Iniziai a parlare. Era passato un anno. Ero diventata forte. Decisi che era arrivato il momento di chiedergli le spiegazioni che non avevo mai avuto il coraggio di ascoltare. Non ero più vulnerabile. Mi disse che mi lasciò perché non riusciva a portare avanti una relazione così seria ed aveva bisogno di divertirsi.»
«Gli uomini sono tutti uguali.. Comunque mi ha incuriosita vada avanti.»
«Io risposi semplicemente “Rispondi a questa domanda: ti sono mancata?“ Lui non fiatò. Il suo sguardo però parlò chiaro. Gli ero mancata. Così aggiunsi “Voglio dirti queste semplici parole e poi potrei anche andarmene per sempre dalla tua vita. Però prima ascoltale: Vedi, tu hai avuto molte ragazze in questo anno. Adesso dimmi, ce n'è mai stata una che ti guardava come ti guardo io? Una che quando tu sorridi si mordeva il labbro? Ne hai mai chiamata una alle 3 di notte quando avevi un problema? Sei mai stato completamente te stesso con una di loro? Ci hai mai riso, ed intendo ridere di felicità, veramente? Mentre le baciavi, non ti sono mai passata per la testa? Quando ti accadeva qualcosa, non ti mancava qualcuno con cui condividerla? Qualcuna di loro sa che hai il terrore delle cavallette e adori talmente tanto le olive che ne mangeresti quantità industriali? Avevi dato loro un nomignolo come hai fatto con me? Siete mai stati a guardare il derby insieme e tifando due squadre diverse a litigare per ogni fallo o fuorigioco? Pensa a ciò che ti ho detto. Non sei stupido. La risposta la troverai da solo. Sai benissimo cosa è meglio per te.”»
«Sono senza parole, la ascolto, continui continui»
«Mentre mi stavo alzando per andarmene lo sa lui cosa fece?»
«Ovviamente no»
«Mi prese per un braccio e mi disse: “Siediti. Adesso tu ascolti me: Ho capito che ti amavo più di qualsiasi altra cosa al mondo proprio quando ti ho lasciata. Però ero determinato, volevo spassarmela. Cercavo di evitare ogni tuo gesto, far finta che i tuoi sforzi non servissero a niente, riuscivo anche a convincermi di ciò; ma tu hai azzeccato il punto. Nessuna mi ha mai guardato come lo facevi tu, e, tantomeno si mordeva il labbro quando sorridevo, non ho mai chiamato nessuna alle 3 di notte e non riuscivo mai ad essere completamente me stesso. Non ci ho mai riso, al massimo potevo sorridere e convincermi che tu non mi mancassi, ma mentre le baciavo avevo la tua immagine impressa nella mente. Non condividevo con loro ciò che di positivo e/o negativo mi accadesse, perché solo tu mi avresti potuto capire e riguardo alle cavallette e alle olive, beh non lo sapevano. Niente nomignoli e solo una volta ho guardato la partita con una di loro, ma lei è del Milan, come me, e fidati, avrei preferito mille volte litigare per quel rigore ingiusto con te che gioire della vittoria insieme a lei. Il fatto é che è da quando tu hai iniziato a evitarmi che mi sono reso conto che mi manchi, ma per orgoglio e per testardaggine non sono mai tornato a riprenderti. Ho capito che non voglio che te, nient'altro che te al mio fianco. Tu sei la mia persona. Fanculo al divertimento e alla bella vita. La mia felicità sei tu. Adesso ti prego, dammi la mano.»
«La bació?»
«No. Mi alzó. Mi prese in braccio e correndo mi buttò in acqua. Io per vendetta lo schizzai e così iniziammo a scherzare. Si era fatto buio, nel mare c'era solamente la luce della luna. Mi guardò negli occhi e mi disse "Ti amo”. Risposi “Ti amo anche io.” A quel punto mi baciò. Fu il bacio più bello della mia vita. Durò delle ore. Dovevamo recuperare l'anno che avevo perso. Stammo tutta la notte in spiaggia a parlare. Dio quanto ci eravamo mancati.»
«Che storia meravigliosa.. Ma, adesso lui che fine ha fatto?»
«È mio marito cara, ciò che volevo dirle è che se io non avessi agito noi non ci saremmo mai ritrovati e sa perché?»
«Perché?»
«Perché all'alba, prima di ritornare in hotel mi disse queste parole : “Ho sempre saputo che la felpa me la avevi rubata tu. Ma te l'ho sempre lasciata e sai perché? Perché sapevo che un giorno saresti venuta a riprendermi.»
—  ( via eravamoinfiniti )

Indosso la corazza che mi sono costruita negli anni, ma sotto l'armatura sono più fragile di chiunque voi.
Posso sembrare cattiva, stronza, senza cuore, ma è solo quello che voglio mostrare agli altri.
Un tempo ero buona, dolce, sempre disponibile e pronta ad aiutare tutti.
Ma la gente è malvagia, la gente se ne approfitta.
La gente ha approfittato di me, da allora ho imparato a dire no, a voltare le spalle, a fregarmene del mondo.
Vivo nel mio, di mondo. È un posto migliore, riservato a pochi scelti.
Se entri a far parte del mio mondo, sei davvero fortunato.
Ma quando decidi di andartene, allora non puoi più tornare.
Perché ho imparato anche questo: le persone non meritano una seconda possibilità.
Se ti hanno ferito una volta, lo rifaranno di nuovo.

anonymous asked:

Come si fa a capire se si è realmente innamorati di qualcuno?

“Quando a fatica riesci a pensare ad altro, quando tua madre ti chiede ripetutamente perché stai sorridendo, quando la respirazione cambia, quando ti rendi conto che non puoi stare più lontana di un metro da lui, quando tutte le percezioni sono esasperate, quando Brad Pitt non ti fa né caldo né freddo, quando sei insospettabilmente allegra, quando ti sforzi di non rompergli le scatole ogni minuto, quando ascolti la tua voce che dice ti amo, quando ti sembra di non poter sopravvivere alla sua mancanza, quando diventi pazza per ogni suo piccolo gesto, quando ti senti di essere di sua proprietà esclusiva, quando ti incanti e ti attardi a guardare un albero, il cielo, una tenda, il muro o anche la punta delle tue scarpe, quando il rispetto è totale, quando, tu che odi il calcio, stai a guardare una raffica di partite fingendo di capirci qualcosa, quando ti si scioglie il cuore a un suo sottinteso, quando ti guardi e non ti vedi bella abbastanza, quando una sua chiamata sposta il ritmo del tuo cuore, quando hai voglia di urlarlo al mondo intero, quando ti rendi conto di essere più disponibile nei confronti della odiosa signora del piano di sopra, quando gli compreresti fasci di rose rosse, quando alla più piccola incomprensione piangi come un vitello, quando hai capito il motivo per il quale ti hanno messo su questa terra, quando temi per la sua incolumità fisica come se fosse un figlio, quando sei disposta a lasciare tutto pur di avere lui. Allora sei sulla buona strada”. (Mina)

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Petition for an international official online link to watch Wynonna Earp
SYFY: SYFY - Wynonna Earp: Official Online Link

Petition for SYFY to disponibilize an official link so we can watch Wynonna Earp online. A lot of earps aren’t from Canada, so we can’t watch it on SYFY’s channel. Therefore we can’t help with the views. But this will help with increasing the popularity and the audience of the show.