disponibil

Ho questa patologia per cui voglio che la gente mi consideri gentile, brava, disponibile e tutte queste cose qui.
Il punto è che penso di volerlo così tanto perché credo di esserlo. Nel senso che è veramente difficile che io faccia apposta una cattiveria o che agisca apposta per danneggiare qualcuno. Quando lo faccio il 99% delle volte è perché non me nerendo conto.
Questa cosa mi stressa molto e vorrei imparare a fregarmene tanto tanto tanto.
E invece no perché mi trovo sempre a spiegare perché ho fatto cose a persone non importanti nella mia vita e che comunque non accetteranno le mie spiegazioni e rimarranno con il “che stronza sta qui”
E vabbè. Prima o poi imparo.

Io ci voglio bene alle piccole librerie. (Scritto male apposta)

Però sono andato a cercare un libro, Comma 22 - Heller, ma non lo avevano. Ho chiesto se si potesse ordinare
“Eh no, qua mi esce scritto ripristino, prova tra una decina di giorni”
Allora ho chiesto di prenotare Il Principe Splendente, che poi me lo compra madre per Natale.
“Mi spiace, quello non posso proprio ordinarlo, dice che non è proprio disponibile”
Okay. Inizio un po’ a odiarti come essere umano perché è stato già difficile vestirsi e venire fin qui a piedi quando c'è la Feltrinelli in stazione e ci passo davanti ogni giorno, due volte ogni giorno. Ma okay, rimango cool.
Io ci voglio bene alle piccole librerie.

“Senti due settimana fa ho visto dei libri di Conrad ma non c'è più l'espositore”
“Oh sono in quelle ceste”
(Cerco per un po’)
“Qui non c'è nulla di Conrad”
“Ah sì, non è nelle ceste ma su quello scaffale!”
(Cristo dammi la forza)
(Ora cerca lui)
“Ho Il Clandestino”
“Già letto”
“Allora dovrei avere…”
“Se è Cuore di Tenebra ho letto anche quello”
“Ho solo questi”
(Gesù hai fallito)

Afferro il libro più vicino, l'amico ritrovato che per altro ho già letto, mi sento a disagio ad uscire da un negozio senza aver comprato nulla ma proprio non riesco più a sopportarlo. Pago e me ne vado.

Dopo 200 metri di strada mi fermo, rimango accigliato per 10 secondi buoni, come se dovessi prendere una decisione importantissima. Mi volto e torno nella libreria, afferro un libro che avevo adocchiato appena entrato la prima volta.
“Prendo anche questo, me l'ero scordato.”

Orco Kraken quanto mi odio in questo momento.

Fagli sentire la tua mancanza, non la tua perenne disponibilità.
Non si tratta di tecnica amorosa, ma di dignità.
—  Paolo Crepet (via travoltadallatempesta)
Quello che vorrei è un ragazzo semplice, dolce, disponibile.
Un ragazzo che ama le piccole cose.
Uno con cui scappare mano nella mano.
Con cui prendere il primo autobus ed evadere dalla realtà.
Un ragazzo che se ne frega di tutto perché per lui esisti solo tu.
Uno che per farti felice ti porterebbe al mare per sdraiarsi sulla sabbia gelata di inizio inverno.
Quel ragazzo che scrive canzoni, che legge libri, che canta a squarciagola con te in macchina e poi scoppia a ridere spensierato.
Quello che preferisce vedere un film sotto le coperte, con una cioccolata calda in mano piuttosto che rinchiudersi in una discoteca e ubriacarsi.
Ecco perché non ho mai avuto un ragazzo: non so se esiste come lo vorrei io.
—  shewaitsforlove
Certa gente ti vuole diversa, magari più dolce, meno timida, più disponibile. Proverà a cambiarti per anni ma, nonostante tutto, non ci riuscirà mai.
Poi arriva quella persona che per te è speciale, ma alla quale non importa neanche che esisti. Ecco, a quella non interessa di cambiarti, però involontariamente lo farà lo stesso.
Com'è buffa la vita, com'è ingiusta.
—  Georgette.

Il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids, ovvero l'occasione per sollecitare più persone possibili a impegnarsi nella lotta contro l’Aids e dimostrare così la loro solidarietà con le persone affette da HIV.
Dal primo dicembre nelle farmacie italiane sarà disponibile il test per l'autodiagnosi senza prescrizione ricetta medica.

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Stagione 1



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                 (subtitles by Giulia @Poisonedun and Rebecca @alwayszay)

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Come mettere i sottotitoli? quì sotto vi posto un video tutorial su come fare.

Fonte: maavors

Stamattina ho guadagnato una nuova amica: si chiama Concetta, lavora in banca, ha guardato la mia carta d'identità e mi ha detto che con questo taglio e questo colore sto molto meglio. Era molto gentile e risoluta, voleva ridere e scherzare, ma io non facevo altro che fissarla per capire perché portasse la matita nera sotto l'occhio, così marcata poi. Non ho ancora capito se pensavo le stesse bene o no. Comunque mi ha chiesto di andarla a trovare, perché adesso ci conosciamo. Lei sa tutti i miei dati, quindi siamo amiche.

Prima di partire, mi sono messa all'opera per un restyling che ho confinato all'ultimo momento disponibile e, mentre cercavo di levigare i piedi con una specie di lametta, li ho affettati entrambi e, solo dopo mezz'ora, sono riuscita a fermare il sangue che usciva copioso (cit Manzoni o chi per lui). Io come Gesù.
Per non perdere la coincidenza, sono scesa dal treno, ho corso per le scale col mio valigione pieno di cibo e poi sul binario per arrampicarmi letteralmente sul trenino a vapore che mai toglieranno di mezzo. Ho sentito le ferite riaprirsi e le scarpe piene di sangue. Infatti.
A casa, il lampadario rotto, la carta forno finita, il porcellino d'India che urla e io che mi faccio nervosa e dopo anni mi faccio uscire di nuovo i brufoli da stress.
Mi sono lavata i piedi con l'alcool e sono ancora qui che piagnucolo insieme a tutte le galassie di questo universo. Ho finito da qualche mese i discorsi filosofici sul senso della vita, non ho più voglia di indagare, ho smesso di pensare, probabilmente perché non ne ho più il tempo. Ho passato un anno in cattività e adesso che sono più costretta di prima, guardo le montagne lontane la mattina e mi commuovo un po’, anche se poi devo scappare di corsa.
Mi scontro tutti i giorni con i miei pregiudizi che hanno preso forma umana in un unico infimo essere che vorrei ridurre in poltiglia ma non posso. Sono sanguigna ma non sanguisuga e questo mi frega sempre.
Una cosa che mi ha sempre fatto molto ridere è vedere la reazione di chi nella vita si crede vipera e poi si scopre biscia. Repulsione e tenerezza, a tratti pena.

Non so più stare senza il mio cane e vorrei ammettere di avere un problema, perché mi comporto come una mamma pazza che accompagna il figlio adorato all'asilo, invece sono solo tristissima.