disegnino

Non innamorarti di una ballerina. Non innamorarti perché ama la notte e uscirà con la luna e la sua musica. Non innamorarti di una donna così, perché sente e si appassiona esageratamente, non potrà smettere. Non innamorarti di una ballerina, perché è intuitiva, percettiva, sa quello che pensi, che senti, che desideri. Non innamorarti perché lei sente, prima di pensare e non riuscirai a cambiarla. Non innamorarti di una ballerina, perché le piace abbracciare, chiudere gli occhi e lasciare che i suoi piedi disegnino il percorso della sua anima. Se dovessi toglierle questo piacere resterebbe invalida. Non innamorarti di una donna così, perché conosce il suo “passo”, sa dove va, quello che vuole. Mai potrai sottovalutarla e neanche controllarla. Non innamorarti di una ballerina perché potrebbe piangere senza una causa, ridere a crepapelle e danzare come se stesse facendo l'amore. Non riuscirai né a zittirla, né tantomeno a frenarla. Non innamorarti di una donna così, perché trasforma la sua danza in energia, tanto da odiarla ed amarla allo stesso tempo. Non innamorarti di una ballerina perché è nata con uno spirito sognatore. Non innamorarti perché potrai soltanto amarla eternamente.
—  cit.

anonymous asked:

dai foto delle tue tette alle pagine porno per pubblicarle e poi fai tutta la schizzinosa quando ti chiedono cose intime. ma allora non metterle nemmeno in mostra, scusami!

Mostrare il proprio corpo andando contro i tabù che si hanno sul corpo della donna (e molto meno su quello maschile) equivale per forza a voler attirare l'attenzione ed a voler ricevere rotture di palle da voi?
Non credo.
Se non ci arrivate a comprenderlo non è un mio problema.
Una ragazza che esce e si fa bella, e magari si veste un po’ troppo sexy, non è detto che lo faccia per gli altri; spesso lo fa semplicemente per se stessa.
Questo, dunque, non autorizza la gente a toccarla, provarci sfacciatamente o violentarla.
Capite o devo farmi il disegnino?

“Caro Babbo Natale, Mi hai deluso.
Io non ti credo più.
Tutti gli anni mi accingevo a scriverti, cercando di curare la calligrafia al meglio, cercando di non fare pastrocchi, tentando di fare un disegnino decente.
Mi ci impegnavo tanto.
E ti scrivevo che non volevo giochi, i giochi erano per i bambini capricciosi.
I giocattoli sapevo già che me li avrebbe regalati la mia famiglia, non ne volevo altri. Non so se sia un problema della posta o la tua vista, ma in tutti questi anni ti ho sempre chiesto una cosa.
Una sola.
Ma tu non me l’hai mai portata.
Parlo della felicità.
Mia, della mia famiglia e di tutte le persone che stavano nel mio cuore.
Dov’è?
Dove lo hai messo il mio regalo?
Sotto l’albero non c’era mai.
Mi hai delusa.
Forse, infondo infondo, così magico poi non sei se prometti e non mantieni, se parli e non fai, sei semplicemente un uomo grasso con la barba bianca, di quelli che potrebbero essere dottori, o avvocati, o professori, o semplicemente anziani.
Anche quest’anno te l’ho scritta la lettera.
Io non mi arrendo, io voglio il mio regalo.
So che è sgarbato dire “voglio”, ma “vorrei” l’ho usato fin troppo e in modo cordiale non mi hai mai portato il mio dono.
Lo aspetto ancora.
La notte della vigilia me ne starò ad occhi chiusi, al caldo nel mio letto, e fingerò di non sentirti.
Però tu vieni, vieni che mia sorella ti aspetta.
Anche io aspetto.
Io sono qui ogni anno.
Come te.
Buon Natale.”

(anonimo)

Anch'io ti aspetto.. @struruso

Buon Natale a tutti..

Questo bisogno incessante che hanno di sapere ciò che sono, ciò che sento, mi uccide. Definire ogni mio pensiero, ogni mio battito di ciglia, ogni mio respiro con parole che racchiudano in un recinto il mio mondo mi sfinisce.
Sono, so di essere: ecco quello che so per certo, per il resto lasciate che i miei occhi vi raccontino di ieri, che il mio sorriso vi parli di oggi, che le mie mani vi disegnino il domani. Lasciate che io sia il mio silenzio, che le parole non udite giungano al cuore perché il silenzio ha voce, ha orecchie e braccia più di qualsiasi parola.
—  Rossella Porro             
Probabilmente continuerò a scrivere e parlare di te, ascoltare canzoni e lasciare che esse ti disegnino accanto a me, pronunciare il tuo nome e sentirlo rimbombare nella mente, per molto altro tempo ancora. E magari tu nemmeno ti volti se senti pronunciare il mio. E mi dispiace, davvero, trovo il tutto così nauseante.
—  M. Auriemma

anonymous asked:

Heyoo, non so se non ti sia arrivata la domanda o semplicemente tu non abbia ancora risposto (nel caso ignorami xD) ma conosci Hamilton, il musical? Perché è stupendo e Lin Manuel Miranda è la perfezione

uhe’ ciao! Si conosco Hamilton XD Ho fatto un piccolo disegnino di Alex qualche tempo fa! Ancora non ho ascoltato tutti e due i CD su Spotify (tutto il primo) pero’ mi piace tantissimo! 

anonymous asked:

Ci vai al festival del fumetto?che giorno?

Dici l'ARF? Certo che ci vado, è bellissimo!
Andateci tutti se passate da Roma, è una superesperienza (devo ancora vedere il calendario degli interventi, ma l'anno scorso ho rimediato un disegnino di Scottecs e l'autografo di Gabriele Mainetti, aaahhh)!

Non so quando ci vado, sicuramente non domenica perché sarò in viaggio. O venerdì o sabato insomma!

Più delle persone che sui social e in particolare facebook, scrivono la telecronaca del loro pranzo, quelli che mi stanno davvero sul cazzo sono quelle persone che si ostinano a farmi gli auguri di Pasqua nonostante sappiano che sono atea. Lo capirete prima o poi o vi devo fare un disegnino?
—  Tienidurosoldatessa

Vuoi l’approvazione degli altri, vuoi essere compresa dagli altri, vuoi che gli altri siano diversi, sostieni di stare male, di non riuscire ad esprimerti e di essere una bambola di pezza, usata per scopi non consoni alla tua volontà: se il problema non fosse negli altri?
Ho trovato questo disegnino e ho cercato di emularlo (devo smetterla di avere questi momenti deliranti): il problema sta nel mio mettere mattoni, sopra mattoni, sopra mattoni, sopra altri mattoni, per non far passare gli altri.
E allora non ho nemmeno il bisogno di finire di colorarlo: cestinato.
Una cosa: non dovrei smettere di costruire muri, per essere trovata dagli altri.
Non voglio essere trovata dagli altri: voglio trovar me stessa.
Per trovar me stessa, devo essere libera di agire: nascondermi non serve a niente.
Aspettare non serve a niente: oggi c’è un bel sole.
Forse sarebbe il caso di uscire un po’, non in cerca di approvazione: per vivere quello che realmente intendo fare.

MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ

Il giorno in cui sta per scattare l’ora legale, o solare. Perché non si capisce mai se questa volta scatta l’ora solare al posto della legale, o quella legale al posto della solare.
E se la notte dormiremo un’ora in più o in meno: questo è causa di discussioni estenuanti che si protraggono oltre l’ora dello spostamento delle lancette, vanificando pure l’eventuale ora di sonno in più. Perché c’è sempre qualcuno, che pure quando gli hai fatto dei disegnini sulla carta non è convinto, e dice che secondo lui è il contrario: cioè che dormiremo un’ora in più, e non un’ora in meno come dite tutti (o un’ora in meno e non in più).

Quando sbadigli, o dici di aver fame, o sonno, c’è sempre qualcuno che ti ricorda che è logico, perché sono le dieci, ma è come se fossero le undici; sono le due, ma è come se fosse l’una.

E poi, quando alle sette di sera il sole è ancora alto e ti commuovi perché ormai hai capito che è arrivata la primavera, e dici “che bello, le giornate si sono allungate”, ti dicono che non è esattamente così, perché è vero che sono le sette ma è come se fossero le sei, ed è soltanto per questo che il sole è ancora alto. E così torni subito triste.

Però è bello quando nell’angolino basso della prima pagina, sul giornale, c’è il disegnino dell’orologio con la didascalia che dice: stanotte ricordatevi  di mettere le lancette un’ora avanti o (o indietro). E il giorno dopo, quando dice: vi siete ricordati di mettere le lancette un’ora avanti (o indietro)?

[Francesco Piccolo&Piccolo principe]