discussione

Eravamo due testoni che litigavano sempre, ci mandavamo perennemente a fanculo, non eravamo d'accordo su nulla. Eppure eravamo ancora lì. E gli altri continuavano a chiedersi per quanto due testoni come noi avrebbero continuato a scontrarsi. Non abbiamo mai risposto, forse perché nemmeno noi lo sapevamo per quanto ancora avremmo continuato. Ma poi ho notato che ogni discussione non era mai abbastanza per voltarci le spalle. Era quello il nostro bello. Avremmo potuto continuare per sempre a scontrarci, ma nessuno dei due avrebbe mai smesso di farlo.
—  noweverythingstopsposts
A volte le cose belle entrano nella nostra vita così, dal nulla. Non sempre siamo in grado di capirle, ma dobbiamo riporre in loro la nostra fiducia. So che vuoi mettere in discussione ogni cosa, ma talvolta paga di più avere un po’ di fede.
—  Lauren Kate, Torment.

-Però una cosa importante l'ho imparata.

-Cosa?

-Saper disinnescare.

-Cioè?

-Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere. Anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti.

Ti ho pensato un sacco, mentre ero dentro.
Ormai fai parte di me. Che cazzo posso farci?
—  Mickey to Ian, Shameless.
- Però una cosa importante l'ho imparata.
- Cosa?
- Saper disinnescare.
- Cioè?
- Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, lo trovo saggio.
Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro e invece sta un passo avanti.
—  Perfetti sconosciuti.
Voglio essere una persona migliore, per te, per me, ma più che altro per noi, perché per me la cosa più importante è diventata il ‘noi.’
Forse posso sembrare ridicola che ogni volta rovino sempre tutto e poi cerco in qualsiasi modo di aggiustare tutto, ma se cerco in tutti i modi di aggiustare tutto è perché a te ci tengo e il pensiero di te lontano da me mi fa stare male.
Non voglio che tutto finisca per uno stupido capriccio, per un mio CAPRICCIO.
Non so perché, ma in certe circostanze divento così immatura e perdo il senso di tutto.
Non sono mai stata così gelosa di una persona, ma posso darti una spiegazione a tutto ciò.
Non ho mai trovato una persona come te, una persona che la pensi come me, che ama fare ciò che amo fare io,  una persona che se fa una cosa, la fa con il cuore.
Non ho mai trovato una persona che sappia amare così tanto, così forte, così incondizionatamente.
Non ho mai trovato tutto ciò prima di conoscere te.
Mi hai dimostrato tanto volte di tenerci a me e sono sicura che tu a me ci tieni sul serio, perché sennò certe cose non le avresti fatte ad esempio anche se è un esempio sciocco, l'esempio della felpa.. la tua felpa preferita con il tuo profumo.
Ma sai certe volte, la gelosia oscura tutto ciò e non voglio che questa gelosia diventi un'ossessione.
Io ti chiedo un'altra possibilità, e ti dimostrerò una volta per tutte che non voglio più dare ascolto a ciò che mi circonda, ma più che altro voglio dare ascolto a te, alla persona che amo, alla persona che mi ascolta sempre e che mi sostiene, alla persona che rende ogni istante della giornata uno indimenticabile e unico.
Non voglio perderti credimi, anche se è da poco tempo che stiamo insieme, ma te l'ho già spiegato come la penso su ciò.
Non si più spiegare ciò e non tutti lo capisco, ma non importa da quanto tempo conosci una persona, ma dalle sensazioni che ti ha fatto provare.
Probabilmente ti sarai stufato dei miei sbalzi d'umore e sai non voglio dare la colpa alla situazione che per ora mi circonda, ma do la colpa a me.. Sì, la colpa é stata mia e della mia stupida gelosia la maggior parte delle volte.
Non tutti riconoscono i propri sbagli, ma quando una persona lo fa è perché dimostra maturità.
Io voglio passare giorni interi a guardarti e a rendermi conto del fatto che mi innamoro sempre di più.
Hai saputo prendermi così in fretta cazzo..
Tutta la mia gelosia è dovuta anche al passato, sono sempre stata tradita da chi diceva di amarmi e ora sto cercando di proteggere l'ultimo pezzo intatto del cuore che mi è rimasto..
Adesso penserai “cazzo di frasi fatte” oppure semplicemente ti sarai stancato ogni volta di leggere i miei poemi, ma non lo so perché, non riesco a dimostrare tutto ciò che sento, non riesco a farti sentire la mia debolezza e a parole non ce la faccio a spiegarlo, perché mi blocco, è un blocco emotivo e tutto ciò riesco a sbloccarlo solo scrivendo.
Ti chiedo per l'ennesima volta scusa..
Ma se sono così è perché ci tengo troppo e ho paura di perderti da un momento all'altro, che potrai trovare qualcuna meglio di me, ho paura che di me ti potrai dimenticare.
E sai una cosa, voglio che questa sia l'ultima discussione avuta per colpa mia e per colpa delle mie scenate da BAMBINA.
Non voglio litigare con te gioia mia, mi fa troppo male.
Molte delle cose che ho detto sono state più che altro dettate dal nervosismo e ti assicuro che non le penso veramente.
E sai come si fa a riconoscere se è vero amore?
Quando va tutto male, ma male male, e non si sopporta più l'altro, e lo vorremmo picchiare, lo vorremmo far sparire, lo vorremmo cambiare, lo vorremmo mandare via, via, più lontano possibile, però non lo facciamo.
Quando per una volta, ce ne freghiamo di aver ragione e pensiamo alla nostra storia.
Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare le cose.
Questo è amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme.
Nessuno è immune alle crisi, alla scarsa sopportazione, alla noia, ai dubbi, ai problemi.
Nessuno.
Solo alcuni riescono ad uscirne insieme e voglio che noi facciamo parte di quella piccola percentuale di persone che sono riusciti a superare tutto insieme, perché solo insieme a te riesco a dare il meglio di me stessa.
—  The-lonely-06
I pascoli del cielo

Ti è mai capitato di guardare tanti bambini giocare in un prato?
È uno spettacolo del caos: chi corre da una parte, chi dall'altra, chi si raduna in piccolo capannelli all'ombra degli alberi, chi va a caccia di tesori.
Sono un campione rappresentativo della popolazione che sarà:
Ci sono i futuri squali, coloro i quali attirano altri bambini non perché gli fa piacere avere compagnia, ma perché ogni bambino che li ascolta è un mattone in più nel muro del loro ego.
Ci sono i gregari, che sono la maggioranza, e che si dividono tra i piccoli squali e l'inseguimento di un pallone rotolante.
Ci sono gli impositori, che si comportano come se avessero dieci anni in più e hanno sempre pronta una pacca sulla spalla per qualcuno. Ci sono poi gli spiriti liberi, che passano più tempo a osservare gli altri che ad interagirci.
Oggi dietro al bar c'era una comitiva di questa piccola rappresentativa umanitaria.
Sono arrivati in fila a due a due. Tutti con le loro scarpe alte e gli zainetti a spalla. Apriva la fila un prete; ai lati un paio di suore correvano su e giù come bovari del bernese impegnati a tenere la mandria incolonnata.
Appena superate le porte del bar si sono lanciati in mucchi di mille verso i bagni.
Se pensate che la fila sia sempre nel bagno delle donne, non siete mai stati in un posto pieno di bambini.
Il prete si è avvicinato ansimante al banco.
“Posso avere un bicchiere d'acqua fresca?”
Gli ho servito l'acqua mentre le suore cercavano invano di mantenere una parvenza d'ordine davanti alla porta del bagno.
Il nonno mi ha guardato e nel suo sguardo ho letto un “portami via”, ma sapevo che tanto scherzava; il nonno adora i bambini.
La gatta invece era scomparsa. Chissà dove si era andata a nascondere.
Svuotate le vesciche, lo spazio nei pancini si è subito dimostrata una voragine. Ho così dato fondo alle scorte di patatine che mi aveva venduto il rappresentante.
“Possiamo fare pic nic nel prato sul retro?” Mi ha chiesto il prete.
Con il mio consenso, il mucchio selvaggio si è trasferito all'esterno, sbranando panini con la frittata e toast al prosciutto.
Finito il pranzo, sono iniziati i giochi.
Anche Usignolo è uscita dalla sua stanza. Con la coda dell'occhio l'ho vista con un bloc notes sulle gambe intenta a disegnare qualcosa.
Il prete è rientrato per un caffè che gli ho offerto volentieri, poi siamo usciti insieme sul retro e ci siamo seduti su una radice, osservando la piccola orda.
Mi sono acceso un sigaro, offrendone uno al prete che, con mia sorpresa, lo ha accettato.
“Spero che i bambini non la disturbino. Credo che qui di solito non ci sia tutto questo frastuono.”
“Si figuri.” Ho risposto. “Portano allegria. E poi guardi la!”
Indicai Usignolo. Alcune bambine l'avevano raggiunta e lei stava mostrando i suoi disegni, sorridente.
“È la prima volta da che la conosco che la vedo sorridere senza maschera.”
Il prete osservò, aspirando una boccata di fumo.
“Lei è credente?” Mi ha chiesto.
“Credo in Charles Darwin.”
Il prete ha annuito. “Beh, non ci sono contrasti tra ciò che disse Charles Darwin e ciò che dice la bibbia.”
“A parte qualche milione di anni per creare la terra contro i sette giorni della bibbia.” Gli ho sorriso, per fargli capire che non c'era acredine nelle mie parole.
“Giovanni Paolo II ha spiegato che la genesi è un'allegoria; ma il modo in cui il mondo si è evoluto corrisponde a quanto dice la bibbia.” Ha risposto lui: “prima le acque, poi la terra, le piante, gli animali, e per ultimo l'uomo.”
“Si, ma se fosse stato un Dio a creare tutto ciò ci sarebbero state tracce di lui sin dall'inizio, non trova?”
“Ma infatti Dio è sempre esistito!”
“Eppure la religione cattolica ha duemila anni. Se prendiamo anche l'ebraismo si arriva a quattromila. Eppure le tracce dei primi uomini risalgono a quattro milioni di anni fa. Dov'era Dio nei tremilioninovecentonovantaseimila anni precedenti?”
“Dio c'è sempre stato. È solo il suo ‘codice’ che ha quattromila anni.”
Mi sono appoggiato con la schiena al tronco dell'albero. Avevo già affrontato questi discorsi più di una volta, e sapevo che la mia domanda successiva non avrebbe avuto facile risposta: “ma se io chiedo a lei cosa bisogna fare per meritarsi la vita eterna, lei mi risponde che bisogna seguire gli insegnamenti divini, adorare il Padre e riconoscerlo come unico Dio, giusto?”
“Giusto.”
“E che ne sarà dei milioni di uomini che hanno vissuto prima del 'codice’; di quello che hanno adorato il Dio Sole, Giove, Zeus, Mitra… Tutti quelli che hanno vissuto nell'ignoranza del codice, saranno tutti perduti?”
“No.” Mi ha risposto il prete. “Gesù con il suo sacrificio ha salvato tutti. O non crede neanche a Gesù?”
“Credo sia esistito un uomo, di nome Joshua Ben Joseph, è che sia stato un grande uomo e un grande esempio. Non credo fosse divino. E questa è la cosa che mi spiace di più: perché per me è un bell'esempio della bontà e del coraggio che può portare con se l'essere umano. Ma fin che è umano, tutti possiamo avere consapevolezza delle nostre potenzialità. Quando diventa divino, è un esempio irraggiungibile, da osservare ma imposdibile da imitare. La forza del messaggio di Gesù non sta nei miracoli. I miracoli sono orpelli. La forza del messaggio sta nell'aiutare il prossimo, i deboli, gli emarginati: la forza del messaggio è l'uguaglianza.”
Il prete ha spento il suo sigaro, mentre le suore iniziavano a raccogliere il gregge.
“È piacevole conversare con lei, anche se le nostre opinioni sono ovviamente diverse.” Ha detto.
“E per me è piacevole conversare con lei. Mi piacciono le persone aperte alla discussione. Altri preti mi avrebbero già candidato per una scomunica.” Ho sorriso, alzandomi insieme a lui.
“Magari io lo farò.”
“Non lo farà. E comunque non mi cambierebbe la vita. Perché se credo non esista colui che punisce, non potrà mai arrivare una punizione.”
“Quindi con lei tutto è inutile?”
“No.” Ho risposto. “Io ammiro le persone come lei. Sono felice per le persone che hanno fede. È solo una dimensione che io non ho. Magari sono in errore e finirò all'inferno. Ma… Tant'è.”
Il prete mi ha stretto la mano e si è allontanato. Si è avvicinato al suo gregge e ha chiesto una preghiera prima di ripartire.
L'ho sentito raccontare ai bambini di Gesù, di come fosse il loro primo amico e di come non li avrebbe mai abbandonati, che lui era sempre lì e bastava parlargli.
Ho pensato che anche io quando ero piccolo parlavo con qualcuno che non c'era; con un amico immaginario.
Poi mi hanno portato dal dottore e mi hanno dato la clozapina.

“Lo ami ancora?”

-“No, veramente no. Il fatto è che se mi ritorna in mente, le volte che accade, ha ancora il potere di trasformare una giornata tranquilla come tante altre in una giornata di merda.
Tutto qui. Non è amore, ne malinconia, ne mancanza, ne tanto meno disprezzo o tristezza.
E’ solo la reazione naturale di una che amava e poi, per forza di cose, ha imparato a non amare più.

—  Mia. ( @littleredheadthings )
Cara Tracy,
Sono passati sei anni da quando te ne sei andata, e mi sei mancata ogni singolo giorno, ogni ora, ogni momento. I nostri figli sono cresciuti: saresti fiera di loro. Penny diventa sempre più bella e simile a te, mentre Luke è… Beh, quel povero ragazzo ha preso un po’ troppo da me probabilmente.
Vorrei tanto che potessi vederli, amore mio…
Ho deciso che voglio raccontar loro la nostra storia, che è arrivato il momento. Mi dicevi sempre di non volermi vedere diventare un uomo rifugiato nelle proprie storie, ma nelle mie storie tu ci sei ancora ed è l’unico modo per tenerti con me.
Non so se ti sia mai resa conto di quanto ti abbia aspettato. È stato un percorso lungo e difficile: sai bene che ho amato prima di te, e per questo mi sono sentito solo, spesso abbandonato e Dio solo sa quante volte mi sono sentito rifiutato. Mi sono giocato il cuore, come uno stupido, ogni volta pensando che sarebbe stata l’ultima. Ero arrivato a un punto in cui il mio unico desiderio era di scappare il più lontano possibile dalla mia vita, da me stesso, dalle delusioni e dal dolore che non potevo più sopportare. Ero stanco, sfinito, deluso. E poi sei arrivata tu. Tu, Tracy McConnell, mi hai salvato in tutti i modi in cui un essere umano può essere salvato. Sei entrata nella mia vita come un temporale primaverile, ed hai sconvolto tutto, rimettendo al proprio posto ogni singolo tassello del puzzle. Se quel treno fosse arrivato in orario, se avessi ceduto ancora una volta al vecchio Ted e ai suoi errori, se non avessi avuto il coraggio di alzarmi e venire da te…
Ora che ho la prospettiva di tutto, mi rendo conto di quante volte nell’arco della nostra vita ci siamo sfiorati senza incontrarci mai: probabilmente è stato meglio così, dopotutto avevamo da fare i nostri percorsi e se ci fossimo incontrati prima magari non saremmo stati pronti. Forse dovevamo entrambi affrontare tutti i nostri errori, le nostre perdite, i nostri sentimenti confusi e le nostre lacrime. Forse avevamo davvero bisogno di un’esistenza lontana per poter stare insieme.
Ma ora darei la vita stessa anche solo per quarantacinque secondi in più con te, per tenerti tra le mie braccia, per sfiorarti il viso, per guardarti sorridere…
Ti ho amata dal preciso instante in cui ti ho vista per la prima volta. L’ho capito subito, sai? Eri tu. Finalmente ti avevo trovata. Avevo trascorso anni a cercarti e poi eccoti, tutta bagnata sotto il nostro ombrello giallo, sulla banchina del treno di Farahampton.
Te ne sei andata troppo presto, amore mio. Dovevi esserci per vedermi diventare un vecchio brontolone insopportabile che non fa altro che ripetere sempre le stesse storie. Dovevi esserci per vedere crescere i nostri bambini: eri tu quella che aveva sempre il consiglio giusto al momento giusto, tu sei sempre stata in grado di rimettere ordine nell’esistenze di tutti, io sono bravo solo a incasinarmi la vita, lo sai, e adesso mi ritrovo a chiedermi come faranno loro senza di te? E, Tracy, dovevi stare con me sotto quel maledetto portico a giocare a bridge insieme a Lily e Marshall.
Dovevi essere tu.
Dovevi stare con me.
Mi mancano le tue colazioni canterine. Non hai idea di quanto mi manchi la tua voce: c’è stato un momento, in principio, in cui non facevo altro che ascoltare La Vie en Rose, quando mi si strozzava il fiato in gola e l’unica cosa che volevo fare era sprofondare sotto le coperte, sperando che fosse tutto un incubo. Ma Edith Piaf non è niente in confronto a te e al tuo ukulele, per cui mi alzavo innervosito, e in un qualche modo ricominciavo a respirare. Ero molto arrabbiato con te, con l’universo, con la vita: a volte la vita può davvero fare cose terribili a brave persone. E non è giusto. Io mi meritavo il nostro amore, io mi meritavo te. Ho passato tanto tempo arrabbiato e triste, ma mai e poi mai ho rimpianto quella sera alla banchina del treno. Non mi importa di tutto il dolore o le lacrime versate: se potessi riaverti anche solo per un istante risopporterei volentieri tutto, perchè per te, amore mio, ne vale la pena.
Ne varrà sempre la pena.
Tracy, tu mi hai salvato e mi hai donato la più grande felicità che ad un uomo potrebbe mai essere concessa. Rifarei tutto con te: ogni stupida discussione e momento di crisi, ogni noiosa domenica pomeriggio, sopporterei ancora e ancora le tue crisi ormonali da gravidanza, le tue lacrime e soprattutto tutti i tuoi meravigliosi sorrisi, anche quelli odiosi che facevi quando discutevamo e tu avevi ragione, come sempre dopotutto…
Rifarei tutto, ma non posso.
Ti immagino, in qualche parte lontana del cosmo. Forse Max ti stava aspettando, ed una parte di me lo invidia, perchè adesso lui può tenerti con sé mentre io sono qui a ricordarmi di aver perso la mia anima gemella, la donna che amerò fino alla fine dei miei giorni ed oltre. Sei riuscita di nuovo nella tua magia: ancora una volta hai rimesso tutto al proprio posto, me compreso ed il come solo tu lo sai. E così andrò avanti, immaginandoti felice da qualche parte nel nostro immenso universo.
Una volta qualcuno ha detto che non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo, ed io ti prometto, Tracy McConnell, che nei miei ricordi ti renderò immortale. Andrò avanti, ma ti amerò per sempre. Grazie, amore mio, per essere entrata nella mia esistenza, per avermi salvato, grazie per la vita che mi hai dato, e grazie per aver riportato l’amore laddove credevo fosse perduto per sempre.

Ti amo, tuo Ted.
—  Lettera di Ted Mosby a sua moglie Tracy (How I Met Your Mother).
Che poi detto sinceramente, non mi sono mai piaciute le cose facili. Odio chi non vuole aspettare, chi ha dei valori superflui, chi pensa in modo immaturo, chi ha una mente così facile da comprendere.
Io sono complicata e sono fiera di esserlo, ed al mio fianco voglio qualcuno che lo sia altrettanto. Quindi non lamentatevi se non vi calcolo, non è presunzione ma ho bisogno di qualcuno che mi sappia tener testa, che al posto di implorarmi prenda una cazzo di macchina o un cazzo di pullman e venga a baciarmi. Che al posto di sottomettersi in una discussione, esprima il suo pensiero seppur magari venendomi contro.

“Se solo avessi saputo che quella sarebbe stata la nostra ultima conversazione ti avrei stoppato a metà discussione per dirti quanto meravigliosamente bello fosse il tuo sorriso.”

-ibattitidelcuore