deus ex libris

> day 9, d e u s e x m a c h i n a .‎  

“ E poi ecco Simon con Isabelle, le mani a coppa intorno al suo viso mentre la baciava, e Clary vide Izzy così come la vedeva Simon: fragile e forte, e bella, bellissima. Ed ecco la nave di salentine, Simon inginocchiato su Jace, sangue sulla sua bocca e sulla sua maglietta, e sangue sulla gola di Jace, ed ecco la cella di Idris, e il viso devastato di Hodge, e di nuovo Clary e Simon, Clary che gli tracciava il Marchio di Caino sulla fronte. Maureen, e il suo sangue sul pavimento, il suo cappellino rosa, e il tetto di Manhattan dove Lilith aveva fatto rivivere Sebastian, e Clary che gli passava un anello d'oro sopra un tavolo, e un Angelo che usciva da un lago davanti a lui, e lui che baciava Isabelle…Tutti i ricordi di Simon, i suoi ricordi del mondo magico, i suoi ricordi di tutti loro venivano strappati via e fatti vorticare in un turbinio che scintillava bianco-dorato come la luce del sole. Tutt'intorno c'era rumore, quasi si stesse addensando una tempesta, ma Clary lo sentiva appena. Allungò le mani, implorando senza nemmeno sapere chi stesse supplicando. – Ti prego…Sentì le braccia di Jace stringersi intorno a lei, e poi l'orlo della tempesta la ghermì. Fu sollevata in alto e fatta turbinare via. Vide la stanza di pietra allontanarsi a una velocità pazzesca, poi la tempesta portò via le sue grida per Simon e per trasformò in un suono simile al soffio intermittente del vento. Le mani di Jace si staccarono dalle sue spalle. Era sola nel caos, e per un attimo pensò che dopotutto Asmodeo avesse mentito, che non ci fosse alcun passaggio, e che avrebbero fluttuato per sempre in quel nulla finché non fossero morti. Invece a un tratto il terreno si sollevò, velocemente. Vide il pavimento della Sala degli Accordi, duro marmo venato d'oro, prima di colpirlo. L'urto fu violento, le fece battere i denti. Rotolò istintivamente su se stessa, come le era stato insegnato, e si fermò accanto alla fontana della sirena in mezzo alla sala.Si tirò su a sedere e girò lo sguardo intorno a sé. La sala era piena di visi attoniti, completamente muti, ma di quelli non le importava. Non stava cercando degli estranei. Per primo scorse Jace; era atterrato in posizione accovacciata, pronto a combattere. Vide le sue spalle rilassarsi mentre si guardava intorno e si rendeva conto di dove si trovavano, che erano a Idris e la guerra era finita. E c'era Alec, che aveva ancora la mano in quella di Magnus. Lo stregone sembrava sofferente ed esausto, ma era vivo.E c'era Isabelle. Era finita più vicina degli altri a Clary, a circa un metro di distanza. Era già in pieni e ispezionava la sala con lo sguardo, una volta, due, una terza volta disperata. Erano tutti là, tutti loro, tutti tranne uno.Fissò lo sguardo su Clary, gli occhi lucidi di lacrime. – Simon non c'è. E’ sparito davvero. ”

Supposedly the winter of your first year in graduate school is the harshest. The weather and the workload are enough to wear you down. This quarter was certainly a test of endurance. It wasn’t so much the amount of work… it was the level of detail required. It’s also coupled with the fact that your colleague’s work is resting on your own ability to follow through. I know there were some moments when I had to juggle 5 different projects at once, but I never (to my knowledge) let anyone down. I also had the opportunity to work with some really incredible people and to everyone in my cohort, I am so immensely grateful. I’m actually really proud of what I was able to accomplish this quarter. 

And I’m happy to announce that I survived the winter– next quarter will be warm and bursting with life! I’m excited, too, to rest and recharge for a while before getting started again. For having lived through the presumed toughest quarter of my graduate studies, I think I can live through anything.

To everyone still working toward their goals this winter, in any aspect of life, I wish you all the best. Keep marching forward! If I can do it, you can do it!