deserto dei tartari

Che triste sbaglio, pensò (…), forse è tutto così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c’è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l’amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.
—  Dino Buzzati -  Il deserto dei Tartari
Che triste sbaglio, pensò Drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.
—  Dino Buzzati
Quando incontrai la prima volta Dino Buzzati, intorno al ‘47, avevo già stretto amicizia con la cornacchia di Bàrnabo e col giovane ufficiale Giovanni Drogo, l'antieroico eroe del Deserto dei tartari. Per questo libro si era speso il nome di Kafka e io ero curioso di vedere quale personaggio-uomo si celasse dietro le spoglie del personaggio-autore. Non fui né deluso né appagato né sorpreso. Nulla di artistico, nulla di eccentrico in lui. Buzzati era un perfetto gentiluomo, affabile ma non troppo espansivo, un giornalista zelante, forse innamorato del suo mestiere, un solitario piacevolissimo, abbastanza d'accordo con sé e con la vita.
—  Eugenio Montale sul Corriere della Sera all’indomani della morte di Dino Buzzati, 29 gennaio 1972
Proprio in quel tempo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.
—  Dino Buzzati
Il deserto dei tartari

nella gola piccoli esserini che mi raschiano le pareti della trachea, nella testa battono forte con i loro martelli, ed è come se stessero picconando i timpani con tutta la disperata rabbia dei lavoratori a cottimo
mia madre ed io parliamo al telefono per quarantasette minuti e tredici secondi e io piango: lei invece dice che è contenta quando le racconto di come sto che si sente meno sola. le racconto della cosa che ho pensato l'altro giorno di cui mi vergogno molto e che ho detto solo a lei: ultimamente sono quasi contenta di abitare di fronte al carcere non mi fa sentire l'unica ad essere ferma statica e in trappola mentre il mondo fuori scorre. mi sento una persona bruttissima solo per averlo pensato
con giulia per toglierci di dosso la pesantezza dell'abitare così vicino a un posto così angosciante lo chiamavamo la fortezza del deserto dei tartari e si parlava di manoscritti sulle nostre avventure squinternate nella città di p: adesso giulia non la sopporto più e anche se lo stomaco borbotta e gorgheggia aspetto che se ne vada prima di andare in cucina a spilluzzicare i rimasugli bio della mia ultima spesa (:7 aprile 2017, ore 12:34). mi hanno invitata a partecipare a un art contest gli ultimi di maggio, tema: l'uovo. costa più il materiale per il quadro che il premio stesso - spero di venderlo che magari pago qualche bolletta, faccio la spesa. con mio padre non ci parlo più. penso molto a giovanna d'arco. a quel paraculo di giovanni petrarca e a giovanni lindo ferretti che veste gucci. a viola che spende duemilaseicento euro per comprarsi una foto di sabbagh. a giugno e al documentario, al cocomero che ho comprato per poi sentirmi troppo in colpa e non mangiarlo, alla tipa della galleria d'arte di bergamo che credeva davvero che potessi permettermi di comprare settantamila euro d'un bozzetto su carta d'osteria di picasso; giulia se n'è andata e posso uscire dalla stanza, è via libera

Uff today I will finally be able to do this ( it’s been days, isn’t it?)

I was tagged by the ever so lovely @gastt (thank you darling <3 )

Name: Anna
Nickname: Annina, Annetta, Annuska, Annush ( my closest friend use it. I hate it =.=), Pulcina ( by my mum) and Milich (only by my sister ).
Zodiac sign: Leo *roar*
Height: 169 cm or 5′54′’
Orientation: Asexual
Nationality: Italian 

Favourite fruit: Uh-uh-uh raspberries! They’re the best man
Favourite season: Autumn
Favourite book: I don’t have one in particular.. but for the sake of the question I’d say “Il deserto dei tartari” ( The Tartar Steppe ) by Dino Buzzati. This book really stuck with me for a looong time.
Favourite flower: Sunflower
Favourite scent: I’d say either Jasmine or the fresh scent of the mountains ( does it make any sense? Idk) 
Favourite colour: PINK!
Favourite animal: Flamingo ( can u guess why?)
Coffee, tea, or hot chocolate: I prefer hot chocolate, but if I have to go to uni I’d always choose coffee.
Average hours of sleep: 5-6, sometimes less, sometimes more 
Cat or dog: I like them both, but I’ll go with cat for this one (=ↀωↀ=)
Favourite fictional character: really? It’s like a mother choosing her favorite child.. IT’S IMPOSSIBLE! TmT)
Number of blankets you sleep with: Just one 
Dream trip: Peru and Bolivia ^w^)
Blog created: Summer 2016, don’t remember the exact date
Number of followers: ..pff.. 69! (hahaha i’m so mature XD no but it’s true. Right now there are 69 poor people that are following me )

I won’t tag anybody again ( it’s just not my thing). But any of you 69 poor souls can do it if you want to <3 

Ciao-Ciao ♥(ノ´∀`)

Originally posted by gifsme


Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un'occhiata indietro. - Ferma, ferma! - si vorrebbe gridare, ma si capisce ch'è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.

—Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari

Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un’occhiata indietro. “Ferma, ferma!” si vorrebbe gridare, ma si capisce ch’è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.
—  Dino Buzzati, Il deserto dei tartari