des paroles

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rilevato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano al ritmo di una musichetta insulsa e decisiva che fa da colla di pesce per una faccia che si appunta a spilli sul diaframma del petto.
—  Tu, mio; Erri De Luca.

Tu partiras je reviendrais
Tu pleureras
Moi j'en rirais
Tu tomberas sûr dans les bras
Un jour oui d'un autre que moi
Tu lui diras ce qu'on s'est dit
Et puis qu'on s'était rien promis
Vous larguerez oui les amarres
Avant de vous larguer tout court

Tu reviendras un jour de pluie
Pour trouver mouchoir à tes yeux
Car c'est toujours un jour de pluie
Que reviennent les amoureux
On se retrouvera au hasard
Du désespoir d'un quai de gare
Nous parlerons de ce qui fait chialer les hommes

Tu diras que tu ne m'aimes plus
Je te dirais bien entendu
Puis tu diras que tu m'aimes encore
Que tu t'étais trompée de port

—  Saez - Quai de Seine
Forse non sono una buona fidanzata, non sono una con cui è facile intraprendere una relazione. Detesto le smancerie fatte forzatamente.
Forse ho esagerato in alcune occasioni, ho fatto tutte quelle cose che a pensarci ora reputerei da ‘fuori di testa’.
Ho chiuso porte sbattendole ad un affermazione che non mi piaceva.
Gridavo quando mi dicevano di non essere infantile, ho lanciato parole pesanti come macigni.
Ho mandato messaggi di addio dal nulla, solo per ricomporre il mio orgoglio, ho scritto lettere.
Ho detto cose dolcissime di notte, solo alla notte.
Ho detto cose terribili, di giorno, per essere quella di sempre.
Ho gridato ‘basta, non ne posso più’ però ero sempre lì, senza muovermi d’un passo.
Ho abbracciato chi mi ha detto ‘non ti voglio più’ e solo chi l’ha fatto sa quanta forza e amore richieda un gesto del genere. No, non sono forse quella che un uomo vorrebbe al suo fianco.
Io non rincorro nessuno, è vero, però so restare.
—  Susanna Casciani.