depressiing

Quelli che... Tumblr

Quelli che rebloggano perché lo ha rebloggato lui.

Quelli che citano solo Bukowski.

Quelli che si tagliano per finta.

Quelli che si tagliano per finta ma dicono che è per davvero.

Quelli che se non hai Tumblr non puoi capire.

Quelli che scrivono cose sensate ma tanto non li caga nessuno.

Quelli che sono depressi.

Quelli che vogliono compagnia.

Quelli che non rispondo mai.

Oh yeah oh yeah.

Quelli che sono alternativi da 25 anni.

Quelli che hanno 40 anni.

Quelli che citano libri che non hanno mai letto.

Quelli che si fanno le domande da soli.

Quelli che non sei nessuno se non posti in inglese.

Quelli che non capiscono l'inglese.

Quelli che si fanno le foto zozze non vogliono essere rebloggate.

Oh yeah, oh yeah.

Quelli che cercano l'anima gemella.

Quelli che vogliono diventare famosi.

Quelli che scrivono frasi fatte.

Quelli che cercano sesso.

Quelli che mettono i like per farsi vedere.

Quelli che non si mostrano mai.

Quelli che “non avevo niente da fare e ho aperto Tumblr”.

Quelli che hanno disattivato le ask e ora si sento soli.

Quelli che hanno il blog migliore di sempre.

Quelli che nessuno li capisce.

Oh yeah, oh yeah

Molte persone mi hanno chiesto un parere riguardo le persone che popolano Tumblr, ma non mi sono mai espresso a riguardo, essendo da poco tempo su questo Social.
Ma in questo poco ho capito tante, davvero TANTE cose, di come la gente voglia solo essere esibizionista e attirare l’attenzione.
Mi è bastato entrare in pochi blog, e tutti hanno nomi pressoché simili. Tutti con “la ragazza…”, “il mare…”, “depressadentro” e cazzate varie. Certo io sono il primo che ha messo “suicide” nel nome, ma il nome intero del mio blog ha un significato specifico. Di certo non equivale a “ilragazzochesivuolesuicidare” o palle del genere. E già i nomi così mi fanno salire il crimine. Oltre al nome basta leggere le bio per capire il genere di persone che ci sono su Tumblr. Fateci caso, in ¾ dei blog sono presenti descrizioni del tipo: “13 anni, autolesionista, bipolare, depressa, suicide girl”. Manca solo che aggiungiate “ingravidata a 11 anni da un unicorno” e siamo apposto.
Ma spiegatemi, nemmeno sapete i significati di quelle parole, e vi ritenete tali? Qui qualcosa non va. Dite che non è esibizionismo, ma invece lo è, eccome.
La depressione è una cazzo di malattia, lo volete capire? Voi non potete autodiagnosticarvela, solo uno specialista può. Triste non equivale a depressa. Stessa cosa per il bipolarismo. Non è che se un minuto siete felici, poi prendete un brutto voto e diventate di colpo tristi allora siete bipolari. NO.
Va bene essere tristi, chi non lo è mai stato. MA CAZZO. Care ragazzine. Non è che se il ragazzino tredicenne di turno che vi fa bagnare non vi caga allora siete depressi. Non è che se litigate con un amico o un’amica siete depressi. NO CAZZO, NON LO SOPPORTO.
Questa mentalità mi manda in bestia. Tante persone mi chiedono anche “per quale motivo ti sei iscritto a Tumblr? C’e’ sempre un motivo” io no, non ho un motivo, cazzo. Perché dovrebbe esserci? Cos’è mi è morto il canarino e quindi OMMIODDIO sono depresso andiamo su Tumblr. Ma vi prego. TUMBLR NON È UN CAZZO DI RADUNO DI DEPRESSI CAPITELO. La vostra mentalità è sbagliata, e tanto. E poi sempre ragazze che scrivono in anonimo (a volte anche senza) “ti salvo io, ti porto al mare” MA MI SALVI DA COSA SPIEGAMELO, davvero boh. Al mare vado per divertirmi e ci vado con chi voglio, non mi deve portare nessuno, nè tantomeno un anonimo che mi vuole salvare. Date per scontato che chi si iscrive su Tumblr è triste e tutto, perché? Odiate i pregiudizi ma ne fate a vagonate. Date per scontato che chi è iscritto a Tumblr sia infelice e tutto. Io sono la persona più felice del mondo, non mi manca nulla, l’ho ribadito più volte, eppure sono iscritto a Tumblr, un social nato per la condivisione di immagini, citazione, non un SOCIAL DI FINTI DEPRESSINI. Questi messaggi continuano ad arrivare, magari da lettori nuovi, anzi di sicuro è così, come se le idee innate di Cartesio esistessero davvero, avete preimpostato nel cervello sta cosa, ”persona iscritta a Tumblr = depressa bipolare infelice morta dentro mare di lacrime gesù cristo padre pio e la madonna”.
PER CARITA’, ci sono persone che stanno male davvero, e tanto, ma sarà un blog su 15 mila. Il resto? E S I B I Z I O N I S M O. Basti pensare a quell’idiota del blog ”lavitadiunperdente”, che scrive -”I tagli stanno guarendo, ecc” - Ma che cosa vuoi ottenere? A ME SEMBRA ATTENZIONE.
E poi arriva l’ultimo, delicato argomento. L’autolesionismo. Anche qui, ragazze e ragazzi che smontano temperini, si fanno SEGNI, GRAFFIETTI, non tagli. Nemmeno fanno male. Ho visto foto di segni fatti A BIRO. Cioè ma stiamo scherzando? Poi fieri mettono le foto su Tumblr ”la vita fa schifo”. Non potete dire che la vita fa schifo, NON ALLA NOSTRA ETA’. Abbiamo vissuto si e no 1/6 della nostra vita, davvero lo pensate? Io non credo. Ma si, scriviamolo, uniamoci alla massa di finti depressini, graffiamoci tutti. All together.
I veri tagli, quelli profondi, uno non li mostra, non se ne vanta, li nasconde, li combatte, spesso da solo. Non manda le foto agli amici, al contrario, li tiene per sè. Ovviamente ci sono le persone che davvero si tagliano, rischiando anche di farsi davvero male se lo fanno in modo sbagliato, quelle persone andrebbero aiutate, ma non lo dicono.
Non vorrei generalizzare, ma mi vedo costretto, purtroppo il 90% delle ragazze, e perchè no, anche dei ragazzi, che popolano Tumblr hanno questa mentalità, chiusa e bacata, e sinceramente a me non piace, per niente. Non mi piace il fatto che qui su Tumblr tutti debbano essere uguali, TRISTI TRISTI TRISTI. Se vi avessi qua davanti vi darei tante di quelle sberle. Siate voi stessi cazzo, non avete bisogno di fare i finti depressi, i finti autolesionisti e le donne vissute a 13 anni. Davvero vi rendete solo ridicoli.
Ho scritto un poema, lo so, ma mi dovevo sfogare. Perchè dovete capire, lo ribadisco, che Tumblr non è una cosa PRIVATA, NON E’ UN CENTRO DI RICOVERO PER FINTI FOTTUTI DEPRESSI. Anche ieri mi scrivono su ask ”perchè linki il tuo Tumblr? E’ una cosa personale!” Ma chi l’ha detto? No spiegatemi questa regola, perchè evidentemente non la conosco. Se ho un blog lo voglio far vedere alle persone no? E poi vi lamentate che non avete lettori. Ci credo, se andate con questa mentalità che hanno tutti, che va di moda, nessuno vi noterà in mezzo al gregge di pecoroni.
Scusate lo sfogo, ora probabilmente metà delle persone che lo leggeranno si sentiranno prese in causa, non mi seguiranno più ecc. Non ho paura di dire le cose, nè tantomeno di esprimere la mia opinione. Perchè diciamocelo, Tumblr è bellissimo, ma le persone che lo popolano lo stanno rovinando.

PS: non sono il primo ne tantomeno l'unico che lo dice, quindi è inutile riempirmi di complimenti riguardanti un pensiero che penso un po tanti hanno.

thebluesuicide.

16 anni, piena adolescenza
Ansie continue
Paure perverse
Segreti importanti
L'odio per i genitori che non lasciano la libertà di esprimersi
Voglia di viaggiare
Di inseguire un amore lontano
Di divertirsi senza alcun limite
E ridere tanto,fino ad avere male alla mascella.
Fino ad oggi non credevo che avrei vissuto il contrario di tutto ciò che ho sempre sognato.

anonymous asked:

La vita è un periodo del cazzo. L'adolescenza oramai sta passando. E la realtà che abbiamo capito, visto, non cambierà. Noi cambieremo, ma rimarremo sempre qui, incastrati in questo mondo sbagliato, pazzo. Come non sentirsi depressi, ci saranno sembre momenti così tristi che spazzeranno via i sorrisi. E viceversa. Ma, ci sarà sempre qualcosa che non va. Parlarne mi fa maledettamente male, eppure ancora sono qui, ancora sono qui.

Non aspettare di finire l’università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera,
l'estate,
l’autunno o l’inverno.

Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.

Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

(Madre Teresa di Calcutta)

(non aggiungo altro)

Help for Depression

1. Believe that recovery is possible for you.

2. Believe that you won’t always feel this bleak and terrible.

3. Believe that you are precious, and have value, and worth.

4. Believe that you have talents, and have so much more to give.

5. Believe that you are wanted and, one day, will find love.

6. Believe you can keep going – and find the strength to live.

anonymous asked:

Perché pensi che le ragazze vestite da zoccola siano per forza cosi?

Perché mi sta sul cazzo il fatto che seguite solo la moda e non vi frega un cazzo del resto.Un tempo andava di moda fare le ragazze depresse e le trovavi tutte li pronte a fare discorsi depressi.
Adesso è arrivato il momento del postare roba porno sopra i social .Spiegatemi il senso? Vi piace essere sbattute come in un film porno?bisogna dirlo a tutti? Cavolo sono uscito con tipe che su whatsapp facevano le troie e poi ci esci e ti dicono che non hanno mai fatto nulla.
Vi frega solo di mostrarvi, di apparire.
Preferisco chi come me, per la sua vita decide da solo e chi per farsi accettare non ha bisogno di vestirsi seguendo una moda ma il proprio pensiero.

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza, di Colpa Delle Stelle e di Lorenzo Fragola. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un Iphone. Siamo la generazione delle Dr.Martens e delle ore passate su Twitter o Ask, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita bassa e dei libri dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione dei Crookids e di Greta Menchi, di chi ascolta Emis Killa e chi gli One Direction, di chi ascolta pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la sua canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione dei selfie postati su Instagram e delle foto condivise su Facebook. Siamo la generazione degli insulti su Ask, delle bimbominchia su Youtube, di Fast and Furious e i Simpson. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style e Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola ”selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai, che dice parolacce e non vuole andare a scuola. Siamo la generazione di merda o forse meravigliosamente stupenda.

Siamo adolescenti e possiamo permetterci il lusso di dormire una giornata intera,e di restare svegli fino all'alba. Di fumare la prima sigaretta e dopo poco di sfogarci con le canne.
Passiamo ore ad ascoltare canzoni,viviamo nel nostro mondo semplicemente mettendo due cuffiette nelle orecchie.
Imponiamo regole,silenzi e parole.
Abbiamo bisogno di credere in qualcosa,di sperare nell'amore,sentiamo il bisogno di viverlo,di volerlo toccare con anima,mano e corpo.
Vogliamo l'amore duraturo fatto di litigate,urla e pugni al muro. Ma vogliamo anche quelle storie spensierate,che soddisfino semplicemente la nostra voglia di baci,di sentirci amati senza mai perdere l'abitudine dell'amore.
Vogliamo ridere fino a non sapere cosa sia il dolore,
Ma viviamo la maggior parte del nostro tempo,a ricordare e a rimpiangere.
Progettiamo il nostro futuro, con il retrogusto del l'illusione.
Lottiamo per esprimerci,e poi ci lasciamo rimangiare dal silenzio.
Siamo strani,folli,dei fottuti depressi felici.
Ognuno di noi sta urlando per qualcosa.
Scriviamo,disegnamo,ascoltiamo,leggiamo non abbiamo mai tempo per essere ciò che vogliono gli altri.
Noi noi stessi,e lottiamo per esserlo,ognuno di noi lotta.
Chi contro se stesso,
Chi contro la società,
Chi contro il mondo,
Chi contro lo stato,
Siamo un esercito,
Siamo il presente,
Tremate.

-Glück

—  write-breaths
Ho avuto in dono una divorante curiosità.
Voglio scoprire come si fa a essere felici.
Ogni giorno assurdamente felici.
Non parlo di quelli che appaiono felici e due secondi dopo si rivelano depressi.
E nemmeno di quelli che si accontentano.
A quell'accontentarsi io preferisco sempre e comunque la disperazione.
Voglio scoprire come si fa a vivere intensamente, spudoratamente e illimitatamente alla grande.
Questa è la ricerca.
Voglio l'Illuminazione.
—  Isabel Losada
La nostra generazione.

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza, di Colpa delle Stelle e di Mattia Briga. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un iPhone. Siamo la generazione delle Dr. Martens e delle ore passate su Twitter o Viber, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita bassa e dei libri o quaderni dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione dei Crookids e di Greta Menchi, di chi ascolta Emis Killa e chi gli One Direction, di chi ascolta il pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la sua canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione dei selfie postati su Instagram e delle foto condivise su Facebook. Siamo la generazione degli insulti su Ask, delle bimbominchia su YouTube, di Fast and Furious e di Cattivissimo Me. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style ed Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola “selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai, che dice parolacce e non vuole andare a scuola. Siamo la generazione di merda o forse meravigliosamente stupenda.

- lesztomania.