dell-ad

Oggi sono qui, ma domani? Chi mi assicura che non mi succederà niente? Chi mi assicura un futuro? Io ho paura del domani.
Ormai non basta più affidarci nelle mani di Dio.
Non basta più pregare, non basta più parlare.
Qui bisogna agire.
La situazione sta degenerando.
Stiamo vivendo una guerra, una vera e propria guerra civile, e non ce ne rendiamo conto.
Agiamo.
Agiamo ora.
Prima che tutto questo possa diventare “normalità”.
E se tutto ciò diventerà normalità, cosa insegnerete ai vostri figli?
Ad aver paura dell'uomo? Ad aver paura dei loro simili?
Non mollate, non diamoci per sconfitti o per falliti.
Siamo ancora in tempo per far finire questo schifo.
Siamo ancora in tempo per svegliarci e non sentire queste notizie al telegiornale.
Siamo ancora in tempo per svegliarci e non contare più i morti.
Siamo ancora in tempo. Lo capite o no?
Non serve dare la colpa a Dio, non serve ad affidarci alle preghiere se gli unici artefici di tutta questa situazione siamo noi, esseri umani.
Possiamo difenderci da tutto, ma non dall'uomo e il suo odio perché disprezza tutto, anche la vita stessa.
Volevamo esportare la democrazia e l'illuminismo, ma non ci rendiamo conto che stiamo importando nuovamente il medioevo.
Se agiamo, ora, queste persone con l'animo cattivo non vinceranno, ma saranno spazzati via dalla storia.
E sapete perché? Perché i cattivi perdono sempre.
Per il resto, esprimo il mio cordoglio ai parenti delle vittime e vicinanza a tutto il popolo francese.
Agiamo.
A G I A M O.
Una sera ho visto il cartone animato di “Alice nel paese delle meraviglie”. Ad un certo punto del film, lei diventava grande e la testa usciva dal tetto della casa e le braccia dalle finestre. Di fronte a quella scena, ho preso coscienza che era ciò che stavo provando io. La mia casa era diventata troppo piccola per me, sentivo che non ci stavo più dentro. Dovevo andarmene, seguire anch'io il Bianconiglio.
—  Fabio Volo
Quando lo rividi, ad una delle festicciuole da ballo che il gruppo degli amici aveva organizzato, ed egli mi cinse la vita trascinandomi in un turbine di giri e sussurrandomi sul collo parole brevi di amore, di amore, e in tutta la sala ridicolmente addobbata non vidi un solo essere che attingesse le vette del sogno ch'io facevo, e mi sentii nelle vene tumultare un sangue giovane, ricco, e appresi in un baleno da cento occhi dimentichi ch'io ero bella, la sola bella, bella, bella;
—  Sibilla Aleramo, Una donna

Sono riuscita a sbronzarmi con mezzo, MEZZO, long island, a stomaco pieno: cosa, più di questo, può essere identificato come sintomo di carenza cronica di festa?

Ieri, nel mio giro per le valli matto e disperatissimo, sono passata anche da castel Thun e ho pensato: ci devo tornare. Ci devo tornare perché l’ho visitato e non mi ricordo assolutamente nulla. Quando ci sono stata, oramai sei anni fa, era appena stato riaperto al pubblico e io avevo due evidenti ferite sulle ginocchia. La sera prima avevo discusso pesantemente con il mio ragazzo dell’epoca che, ad un certo punto, è montato sulla sua moto e, incurante di me che gli tenevo il braccio nel corso della discussione, è partito di colpo. Io, con riflesso automatico, quando l’ho sentito muoversi mi sono stretta al braccio e sono stata trascinata sull’asfalto per un paio di metri. Lui nemmeno si è fermato ad aiutarmi, benché resosi conto dell’accaduto, ed è andato verso casa. Il giorno dopo, alle mie evidenti proteste, mi ha insultato per quanto fossi stata un’imbecille a farmi male in quel modo, e che non era assolutamente colpa sua. Non era la prima volta che succedevano cose simili. Non era la prima volta che mi veniva fatto del male per colpa sua, o meglio: che lui, volontariamente, mi faceva del male. E non parlo di male psicologico, parlo proprio di male fisico. Quindi, ecco il mio messaggio per voi: non tutti gli esseri umani sono stronzi, ma alcuni lo sono. Non cambieranno, nonostante tutte le vostre cure e il vostro amore, anzi, vi sfrutteranno proprio per questo, e vi manipoleranno fino a farvi sentire meno di niente. Da queste persone bisogna fuggire a gambe levate, prima che sia troppo tardi. E anche il prima che sia troppo tardi è già troppo tardi. 

BARBARIANS: ROMA SOTTO ATTACCO.

OGNI MARTEDI’ SERA SU HISTORY CHANNEL LA NUOVA SERIE-DOCUMENTARIO CHE CI MOSTRA LA VITA E LE GESTA DELLE POPOLAZIONI CHE SI OPPOSERO AL DOMINIO DI ROMA. 

UN APPROCCIO INNOVATIVO, UN PUNTO DI VISTA DIVERSO, CHE PERO’ VIENE TOTALMENTE ROVINATO DALLE INESATTEZZE STORICHE E DALLA PEDANTE RETORICA ANTISCHIAVISTA.

TRAMA: La storia romana, dalle guerre puniche fino alla caduta dell’Impero, viene raccontata attraverso l’eterno conflitto tra Roma e tutte le popolazioni “barbariche” che tentarono di mettere in discussione il suo dominio. Si parte con il celeberrimo episodio di Annibale e del suo attraversamento delle Alpi, per arrivare ad Odoacre e alla caduta dell’Impero d’Occidente nel 476 d.c. La storia è narrata con l’ausilio di filmati al computer, scene girate da attori professionisti (alcuni molto famosi) e consulenze da parte di “storici” ed “esperti” di storia militare. 


Personalmente non faccio parte di quei laureati in discipline storiche secondo i quali la storia va raccontata solo attraverso noiosissimi libri di duemila pagine. Al contrario penso che ROMANZI, FILM, DOCUMENTARI E SERIE TV SONO TUTTI STRUMENTI UTILISSIMI A FAR CONOSCERE LA STORIA AL GRANDE PUBBLICO…PURCHE’ SIANO FATTI BENE!!!!!!!!!!!!!…………..

BARBARIANS: ROMA SOTTO ATTACCO, come detto, parte dall’interessante idea di proporre il punto di vista dei “barbari” nella storia antica, invece di incentrare il focus, come al solito, sui romani. PURTROPPO, PERO’, I MERITI DELLA NUOVA SERIE DI HISTORY CHANNEL SI FERMANO QUI.

I PRIMI EPISODI DI BARBARIANS MI HANNO FATTO VENIRE IL VOLTA STOMACO.

Che si tratti di Annibale, Budicca, Arminio, Spartaco o chi per lui, lo schema è sempre il medesimo: I ROMANI SONO DEI VISCIDI SCHIFOSI, SPIETATI, SANGUINARI, TRADITORI, LURIDI, INFAMI.
I BARBARI
(e all’interno di questo temine vengono mischiate popolazioni agli antipodi tra loro come i Germani, o i Cartaginesi) SONO DEI POVERI FIGLIUOLI OPPRESSI CHE LOTTANO PER LIBERARSI DALLA SCHIAVITU’ E DALL’OPPRESSIONE DI ROMA. Gli attori che interpretano i barbari sono belli, famosi, quelli che invece fanno la parte dei romani hanno facce da idioti.

In ogni puntata, seppur il contesto storico, geografico e culturale cambia parecchio, si parte subito dal presupposto di sapere chi siano i buoni e chi i cattivi, ma chi ha studiato la storia, sa che questa è per eccellenza la disciplina dove IL BENE E IL MALE SONO CONCETTI RELATIVI. MA PURTROPPO, QUELLI DI HISTORY CHANNEL NON L’HANNO CAPITO. 

Ma la cosa peggiore, nettamente, sono i consulenti. Le scene filmate, come detto, vengono inframezzate da brevi interventi di alcuni “storici” o esperti del settore. Ci sono Valerio Massimo Manfredi, il reverendo Jesse Jackson (ma che diavolo c’entra??) e vari generali, colonnelli etc dell’attuale esercito americano. 

IN CONTINUAZIONE QUESTI PRESUNTI ESPERTI PARAGONANO LE GESTA DEI VARI BARBARI CHE LOTTAVANO CON ROMA, ALLE VICENDE DEGLI SCHIAVI NERI D’AMERICA. SPESSO ADDIRITTURA SI DICE CHE I ROMANI COMMETTEVANO “GENOCIDI”, CON LE LORO “SQUADRE DELLA MORTE”,  IN STILE NAZISTA. 

In questa serie VENGONO MESSI INSIEME CONCETTI, STORIE, PERSONAGGI, EPOCHE, CHE NON HANNO NULLA A CHE FARE TRA LORO. QUESTO, SI E’ UN ATTO CRIMINALE, NON LE GESTA DEI ROMANI.

A completare l’opera ci sono degli errori storici IMBARAZZANTI. I romani a cavallo vengono ritratti con le staffe, strumenti che facilitavano la cavalcatura, ma che furono introdotti in Europa sono nel Medioevo, grazie alle popolazioni delle steppe. Le uniformi dell’esercito REPUBBLICANO di Roma erano molto diverse da quelle indossate dagli attori della serie, che hanno invece abiti IMPERIALI, molto più tardi. Infine, capolavoro, nonostante i primi episodi della serie siano ambientati in periodo repubblicano di Roma, presunti esperti come Manfredi continuano a parlare di IMPERO ROMANO. E’ una cosa incredibile, che mi lascia senza parole…

In sintesi: BARBARIANS E’ UNA SERIE “STORICA” PENSATA MALE E REALIZZATA PEGGIO. MILLE ANNI DI STORIA VENGONO RIDOTTI AL MISERO SCHEMA DEGLI OPPRESSORI ROMANI SCULACCIATI DAI LIBERATORI BARBARI COL CAPELLO BIONDO. NEL 2016 UNA COSA DEL GENERE E’ INACCETTABILE. 

anonymous asked:

Sai cosa, da quello che scrivi sembri e sarai sicuramente un ragazzo semplice alla mano,con dei sani principi,e che sa andare oltre all'unico canone di "bellezza" che ormai ci propinano tutti... Però poi sarai veramente i gradi di saper dire di no ad una delle solite fighe, i finirai come penso "felicemente fidanzato" con una di loro... Perché scommetterei proprio finirà così....

perchè dici questo?

Il problema dei film di Harry Potter è che non sono assolutamente fatti per chi non ha letto i libri. Perché chi non ha letto i libri non sa una cippalippa e gli va spiegato tutto.
Stavo riguardando Il Prigioniero di Azkaban, così per sport, e mi sono accorta che ha delle lacune esagerate. Ad esempio, glielo vogliamo dire a Harry chi sono Felpato, Codaliscia, Lunastorta e Ramoso? Come lo scopre che suo padre era un animagus?! E poi come se lo spiega che tutti sappiano come funzioni la mappa del malandrino?! Lo spettatore almeno avrà il diritto di sapere perché il patronus di Harry è un cervo! E soprattutto che sta cavolo di stamberga strillante in realtà non era infestata dai fantasmi ma da Lupin quando era giovane e che i suoi amici si erano trasformati in animagi per fargli compagnia nelle notti di luna piena. E che è stato Sirius Black a consigliare i Potter di scegliere Peter Minus come custode segreto, non si può dire? Manco spiegano cosa sia un custode segreto! E poi, cazzius, sta benedetta Firebolt come mai compare alla fine del film quando in realtà dovrebbe comparire molto prima, essere sequestrata dalla McGranitt per smontarla e risvoltarla come un calzino e POI riconsegnata a Harry in vista della partita contro i serpeverde? Senza contare la scena di Malfoy che si traveste da dissennatore e Harry che gli scaglia contro un patronus facendolo cagare sotto.
Ho solo una parola.

Originally posted by mapacesadescartes

Il riassunto delle nostre tristi vite

#1. La domenica non riesci a toglierti dalla bocca quel sapore di cassonetto dell’umido ad agosto.

#2. Ti svegli il sabato ripromettendoti di non esagerare e darti un regolata, alle due del pomeriggio sei già al terzo Gin Mare.

#3. Ti distruggi talmente tanto che rimani in stato comatoso tutta la settimana. Incominci a riprenderti il venerdì, giusto in tempo per un altro giro in giostra.

#4. Sigarette fumate da venerdì a domenica: 287.

#5. Ti stai già informando su Amazon per acquistare un fegato nuovo.

#6. Alle quattro del mattino cominci a prometterti di smettere di bere e fumare, ma non ti dai retta perché sei ubriaco.

#7. Quando ti svegli non hai le occhiaie, hai due trichechi spiaggiati sotto gli occhi.

#8. Comunque ti svegli sul ciglio della strada con la faccia per terra.

#9. La domenica mattina il tuo telefono è ricolmo di messaggi di gente che ti manda a fanculo per quello che gli hai scritto da rovinato.

#10. La tua carnagione varia tra il blu e il grigio Islanda.

#11. Ti svegli con ferite ed ematomi ma non ti ricordi come te le sei fatte.

#12. Incontri persone per strada che ti salutano anche s e non conosci, poi scopri che o ci hai provato o gli hai vomitato addosso il sabato prima.

#13. Ogni volta che torni a casa senza che ti ritirino la patente accendi un cero alla madonna.

#14. Il week-end dovresti riposare ma invece ti ritrovi a dormire diciassette minuti in tre giorni.

#15. Ci sono più trigliceridi nel tuo sangue che stelle nell’universo.

anonymous asked:

Stanno le domande su internet. Lo hanno fatto tantissimi youtubers. Praticamente tu fai delle domande ad Ale sulla vostra relazione e lui deve rispondere. Ovviamente le domande sono gia decise.

si ho visto, mi piace 😏

(via Works)

Ho finito di leggere l’ultima riga – il miglior explicit che io abbia letto da tempo a questa parte – di Works, l’ultimo libro di Vitaliano Trevisan, ed è stato facile prorompere in una risata. Forte, folle, da teatro dell’assurdo. Ovviamente non svelerò di che frase si tratta.
Da un paio di anni mi sono convinto ad usare delle sottili strisce adesive colorate (viola, arancione, giallo, verde, blu), io che non ce l’ho mai fatta (tranne rari casi) a sottolineare, evidenziare, anche solo minimamente piegare una pagina di un libro (di questa “sindrome” ne parla lo stesso Trevisan); ovviamente le uso solo quando m’imbatto in una pagina degna di nota.
La mia copia di Works (è anche grazie a questo libro che sono tornato come non mi accadeva da tempo a provare piacere nel leggere in cartaceo) ne ha diverse di strisce che fuoriescono dalle pagine (ne ho contate undici, ma almeno in un paio di casi mi sono trattenuto dal metterle, e verso la fine ho sottolineato una frase – con cui terminerà questo pezzo, nel caso riuscissi a finirlo, o forse iniziarlo – a matita, flebilmente, ma che meritava necessariamente di essere sottolineata), e ciò mi ha rimandato col pensiero agli aquiloni di Stefano D’Arrigo, alle sue striscioline di carta che accompagnavano la scrittura del suo capolavoro, Horcynus Orca, e che decoravano – ma in realtà erano degli appunti scritti in diverse tonalità di inchiostro – i margini dei suoi fogli.


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recensione di Giuseppe Rizza