dell'africa

Expo 2015 Milano 💥

Allora, prima di tutto buongiorno.
Ieri sono stata al celebre Expo del quale tutti parlano. Tema: il cibo.

Se posso essere sincera, mi ha un po’ deluso.
La quantità di persone che vi era faceva impressione. Non si riusciva nemmeno a camminare, bere, o a mangiare.
Era impossibile entrare a visitare i padiglioni perché la calca e le ore di attesa erano di minimo 4 ore. Era difficilissimo persino entrare a mangiare nei vari ristoranti dei padiglioni. Anche i chioschi ambulanti (che vendevano in prevalenza cibi spazzatura) venivano presi d'assalto.

Una marea umana che spingeva gente su gente, rumore di parole, grida, risate, pianti. Odore di cibo, sudore, fumo. 250.000 persone concentrate in un unico spazio, ed io, mi sentivo soffocare. ‘Camminavo’ e vedevo scorrere e sgomitare di fronte a me migliaia di volti, migliaia di storie.

Il paradosso è che l'Expo dovrebbe essere contro il consumismo, contro cibi spazzatura, e dovrebbe solo favorire spiegazioni riguardo ai costumi e alla cultura dei vari paesi.


⇨ Perché, si sa, il cibo è stile di vita, è filosofia, è la ‘causa’ del nostro benessere oppure del nostro malessere. ⇦


Invece ho notato che le code più chilometriche, erano quelle create da quelle persone che andavano a 'cibarsi’ al McDonald. Gente in sovrappeso che si ingozzava come se non mangiasse da mesi.

A mio parere, la presenza di una catena mondiale che promulga cibo spazzatura, all'expo, doveva essere rigorosamente proibito.

Ma, ragazzi, ormai è chiaro.
È tutto un enorme business!

Riguardo alla marea di gente stesso motivo. Doveva essere a numero chiuso, anche per dare la possibilità a tutti di vedere tutto.
Ma figuriamoci, meno gente significherebbe meno biglietti, e meno biglietti meno soldi.

Vi rendo partecipi di un esempio che mi ha particolarmente scioccata.
Sono entrata nel padiglione del corpo forestale dello stato, che ha confiscato molti beni del tipo: avorio, pelle di animali come pitone, coccodrillo, giaguaro…etc.
Poi, per caso varco la soglia di un piccolo padiglione di qualche piccolo stato sconosciuto dell'Africa (perdonatemi ma mi sfugge il nome ora), e cosa vedo? Vendita di borse, cinture, scarpe, portafogli, di pelle di pitone, coccodrilli, ghepardi e via discorrendo. (Con cifre esorbitanti, ovviamente.) Ho domandato se fossero veri, mi hanno risposto di sì. Io sono uscita gridando: “È uno scandalo, che schifo. Ma dove siamo finiti.”

Poi, per carità, le strutture erano molto belle. La tecnologia adottata mi è piaciuta molto. L'albero della vita e il suo spettacolo altrettanto.

Ma io sinceramente mi aspettavo molta più natura, e tradizione. Ma soprattutto, più rispetto della natura. E il favorire la consumazione di cibi sani.
Invece sono stata circondata da cibi spazzatura, contrabbando, gente che si ingozzava e business.

Questa è semplicemente la mia opinione, molti di voi (come è giusto) la penseranno diversamente.
Sarei lieta di ascoltare anche i vostri pareri.

Vi abbraccio.
Elisa