deliquio

Ho letto che questa specie di incantesimo, lo stato d'animo degli innamorati in perenne attesa del loro amore assente, è per certi aspetti simile al deliquio degli ipnotizzati; e il loro sguardo ricorda quello dei malati che, sollevando a fatica le palpebre, si risvegliano dal coma.

Sándor Márai

–Vos lo pensás -dijo Oliveira-. Yo lo vivo. A lo mejor es lo mismo en el fondo, pero no caigamos en fáciles deliquios. Lo que nos mata a vos y a mi es el pudor, che. Nos paseamos desnudos por la casa, con gran escándalo de algunas señoras, pero cuando se trata de hablar… comprendés, de a ratos se me ocurre que podría decirte… no sé, tal vez en el momento las palabras servirían de algo, nos servirían. Pero como no son las palabras de la vida cotidiana y del mate en el patio, de la charla bien lubricada, uno se echa atrás.

Julio Cortázar.  

In un bel libro spagnolo […] ho letto che questa specie di incantesimo, lo stato d'animo degli innamorati in perenne attesa del loro amore assente, è per certi aspetti simile al deliquio degli ipnotizzati; e il loro sguardo ricorda quello dei malati che, sollevando a fatica le palpebre, si risvegliano dal coma. Del mondo questi non vedono altro che un viso, non sentono altro che un nome.
—  Sándor Márai, La donna giusta, 1949
Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell'amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti
nel deliquio dei tuoi occhi profondi
perduti nel mio amore,
quest'acredine arida
che mi tormenta.
Ardere confuso in te disperatamente
quest'insaziabilità della mia anima
già stanca di tutte le cose
prima ancor di conoscerle
ed ora tanto esasperata
dal mutismo del mondo
implacabile a tutti i miei sogni
e dalla sua atrocità tranquilla
che mi grava terribile
e noncurante
e nemmeno più mi concede
la pacatezza del tedio
ma mi strazia tormentosamente
e mi pungola atroce,
senza lasciarmi urlare,
sconvolgendomi il sangue
soffocandomi atroce
in un silenzio che è uno spasimo
in un silenzio fremente.
Nell'ebrezza disperata
dell'amore di tutto il tuo corpo
e della tua anima perduta
vorrei sconvolgere e bruciarmi l'anima
sperdere quest'orrore
che mi strappa gli urli
e me li soffoca in gola
bruciarlo annichilirlo in un attimo
e stringermi stringermi a te
senza ritegno più
ciecamente, febbrile,
schiantandoti, d'amore.
Poi morire, morire,
con te.
Il giorno tetro
in cui dovrò solitario
morire (e verrà, senza scampo)
quel giorno piangerò
pensando che potevo
morire così nell'ebbrezza
di una passione ardente.
Ma per pietà d'amore
non l'ho voluto mai.
Per pietà del tuo povero amore
ho scelto, anima mia,
la via del più lungo dolore.
—  Cesare Pavese 
A lo mejor es lo mismo en el fondo, pero no caigamos en fáciles deliquios. Lo que nos mata a vos y a mí es el pudor, che. Nos paseamos desnudos por la casa, con gran escándalo de algunas  señoras, pero cuando se trata de hablar… Comprendés, de a ratos se me ocurre que podría decirte… No sé, tal vez en el momento las palabras servirían de algo,  nos servirían. Pero como no son las palabras de la vida cotidiana y del mate en el patio, de la charla bien lubricada, uno se echa atrás, precisamente al mejor amigo es al que menos se le pueden decir cosas así. ¿No te ocurre a veces confiarte mucho más a un cualquiera?
— 

Fragmento Rayuela

Julio Cortázar.

Vorrei poter soffocare
nella stretta delle tue braccia
nell’amore ardente del tuo corpo
sul tuo volto, sulle tue membra struggenti
nel deliquio dei tuoi occhi profondi
perduti nel mio amore,
quest’acredine arida
che mi tormenta.
Ardere confuso in te disperatamente
quest’insaziabilità della mia anima.
—  Cesare Pavese
Dove gli occhi si chiudono; dove il tempo
fa echeggiare il nicchio del silenzio;
dove il chiaro deliquio si dissolve
nell'aroma dei nardi e del sesso;
dove gli arti son lacci, e le bocche
non respirano, ansano frementi;
dove le dita tracciano altre orbite
per lo spazio dei corpi e delle stelle;
dove la breve agonia; dove la pelle
si fonde nel sudore; dove l'amore.
—  José Saramago, Dove (Onde), da “Probabilmente allegria”