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SEMI DI CHIA

I SEMI DI CHIA
perché e come introdurli nella nostra alimentazione quotidiana.

I semi di Chia sono dei semini neri piccolissimi non ancora così conosciuti ma importantissimi per il loro valore nutrizionale e vanno introdotti nella nostra alimentazione quotidiana nella misura di 1 o max 2 cucchiai al giorno.

PERCHÉ INTRODURLI:
Sono una fonte incredibile di calcio,ferro, potassio, vitamina C, hanno un grande potere antiossidante e proteico in quanto sono ricchi in aminoacidi ed anche in acidi grassi polinsaturi (omega3).

COME INTRODURLI
Andrebbero al meglio mangiati a crudo inserendoli nello yogurt o nel muesli a colazione o merenda.
Io li aggiungo nell'impasto dei pan-cake oppure preparo alla sera un bicchiere di latte vegetale con un cucchiaio di fiocchi d'avena integrali, un cucchiaio di semi di Chia, una punta di cannella e vaniglia che lascio riposare in frigo durante la notte e la mattina dopo ho una deliziosa colazione che arricchisco con della frutta fresca o secca .
Da provare, non perdete questa meravigliosa alternativa proteica e antinfiammatoria😋😋😋

ANTISPECISMO: APPUNTI DI STORIA E DI LESSICO

Una delle pessime abitudini dei social italioti è che la maggior parte della gente si sente in diritto di commentare tutto lo scibile umano, dalla “Critica del giudizio” di Immanuel Kant alla teoria dei buchi neri di Stephen Hawking. Di solito, su Kant vengono sbuffate esternazioni del tipo: “Io non giudico mai gli altri!” E su Hawking: “Perché parlare di buchi neri e non di buchi della serratura?” Nessuno che si sia mai preso la briga di leggere due pagine della “Kritik der Urteilskraft”, magari addirittura in tedesco.

La stessa cosa capita al lessico della liberazione animale. Ultimamente, nel cosiddetto ambito dell’“animalismo”, il più colpito da fesserie è il termine “antispecismo”. Al linguista non possono sfuggire le incomprensioni, gli svarioni e le disonestà. Ormai, dell’antispecismo si dice di tutto e di più e ognuno tira la coperta dove vuole. Addirittura la tirano i fasci per appropriarsene indebitamente, ma nella maggioranza dei casi senza alcuna correttezza. Mi è anche capitato di leggere lo scritto della responsabile di una nota associazione animalista attribuire all'antispecismo una vocazione antiabortista. Cosa che avrebbe potuto evitare di scrivere se avesse letto non dico un libro, ma un solo articolo di Peter Singer. Come dire, se un libro di quarant'anni fa, come “Liberazione animale” del 1975, non ti è entrato in testa per vie traverse, vuole dire che qualche problema di percezione ce l'hai davvero. E non si tratta degli occhiali.

Tra l’altro, per quanto riguarda la nascita del termine, Richard D. Ryder ha recentemente ricordato che inizialmente si trattò solo di un volantino inviato anche a Peter Singer nel 1970 e che in seguito lo stesso Singer fece la recensione del successivo saggio di Ryder sull’importante “New York Review of Books”: “Animals, Men and Morals: An Inquiry into the Maltreatment of Non-humans” (pubblicato nel 1972 da Roslind, Stanley Godlovitch e John Harris). Nel 2010, racconta Ryder sul volantino del 1970:

“Le rivoluzioni degli anni ’60 contro il razzismo, il sessismo e classismo avevano quasi escluso gli animali. Questo mi preoccupava. In quel momento, l’etica e la politica trascuravano semplicemente i non umani. Tutti sembravano essere solo preoccupati di ridurre i pregiudizi contro gli umani. Non avevano mai sentito parlare di Darwin? Odiavo molto il razzismo, il sessismo e il classismo, ma perché fermarsi a quel punto? Come scienziato che praticava in ospedale, ho creduto che centinaia di altre specie di animali soffrono la paura, il dolore e l’angoscia tanto quanto facevo io. Qualcosa doveva essere intrapreso al riguardo. Era necessario delineare il parallelismo tra la situazione delle altre specie con la nostra. Un giorno, nel 1970, mentre facevo il bagno nell’antico paese di Sunningwell Manor, vicino a Oxford, mi è venuto improvvisamente in mente: specismo! Ho scritto subito un volantino e l’ho distribuito nei dintorni di Oxford. Non ricevendo alcuna risposta, l’ho ristampato con l’illustrazione di un povero piccolo scimpanzé infettato sperimentalmente con la sifilide, poi ho chiesto a David Wood, un amico, di aggiungere il suo nome in modo che il volantino potesse avere un indirizzo universitario e l’ho inviato in giro a tutte le università e college. Stavolta ho avuto alcune risposte. Uno dei destinatari era un giovane filosofo australiano che si chiamava Peter Singer. Nel giro di pochi mesi, è entrato in contatto con me. Da allora sono successe molte cose.”

Fonte: Richard Ryder, “Speciesism Again - The original leaflet” (2010).

Rob Benatti
@re_wording
The PoD

Traduzione della citazione:

“Siccome una specie è più intelligente di altre, si dovrebbe dare il diritto di imprigionare o torturare le specie meno intelligenti? Un individuo particolarmente intelligente ha il diritto di sfruttare le persone meno intelligenti della sua specie? Dirlo equivale a dire con i fascisti che i più forti hanno il diritto di abusare e sfruttare i più deboli - che il potere è giusto, che gli spietati e forti erediteranno la terra.”

Richard D. Ryder