dei sospiri

Sei passato

Non mi ricordo più
il suono della tua voce
Della tua risata
E del tuo respiro

Non mi ricordo più
Il rumore dei tuoi passi
Dei tuoi pensieri
E dei tuoi sospiri

Di te mi rimane
Un ricordo sbiadito
E a volte mi chiedo
Se sei mai esistito

Joy Musaj

romantic mythology

the bridge of sighs - ponte dei sospiri

. . it appears that this bridge does not deserve its grim reputation: which is mostly the brainchild of the poet byron, whose imagination ran away with him.
Venice took little part in the reactionary zeal of the counter-reformation, which earned her the constant displeasure of the vatican

source: flaneurissimo

Ultimamente lavoro troppo, sono sempre stanca, ho la faccia corrucciata. Ogni tanto, senza rendermene conto, caccio dei gran sospiri e, se c’è qualcuno nei paraggi, si preoccupa sempre per quanto grandi e profondi sono. Io non mi rendo conto che sono così grandi e profondi e faccio spallucce, credendo di cavarmela così. La verità è che sta succedendo già qualcosa di diverso e io è da ieri sera che mi metto in un angolo e mi osservo, e annoto. Mi piace sempre quell’istante in cui, in un momento di dolore non ben definito, decido di fare un passo indietro e di guardarmi un attimo da lontano: vuol dire che la cosa, oltre che affliggermi, mi incuriosisce, il che è già un ottimo punto di partenza. Io sono sempre curiosa di me stessa, delle mie reazioni al mondo: di cosa dovrebbe importarmi di più, in fondo? Come dicevo: lavoro troppo, e proprio prima mi stavo domandando quando è stata l’ultima volta che mi sono davvero divertita di cuore, davvero distratta da tutto. Poi mi sono risposta: stasera farai quella cosa un poco sregolata di andare a vedere The XX a Milano e poi ritornare in nottata perché domani hai da essere alle nove a un corso a Trento. Questa mattina, ancora nel letto, mi stavo domandando chi cavolo me l’ha fatto fare; ora non vedo l’ora che siano le quattro per partire. 

Ponte dei Sospiri (Bridge of Sights), Venice.
Zuraika Arromen Redo, 2016.

The bridge connects the New Prison (Prigioni Nuove) to the interrogation rooms in the Doge’s Palace. The view from the Bridge of Sighs was the last view of Venice that convicts saw before their imprisonment. The bridge name, given by Lord Byron as a translation from the Italian “Ponte dei sospiri” in the 19th century, comes from the suggestion that prisoners would sigh at their final view of beautiful Venice through the window before being taken down to their cells.

Another legend says that lovers will be granted eternal love and bliss if they kiss on a gondola at sunset under the Bridge of Sighs as the bells of St Mark’s Campanile toll.

Puente de los Suspiros

El puente de los Suspiros (Ponte dei Sospiri en italiano) es uno de los puentes más famosos de Venecia (Italia). Situado a poca distancia de la Plaza de San Marcos, une el Palacio Ducal de Venecia con la antigua prisión de la Inquisición (Piombi), cruzando el Rio Di Palazzo.

Es una construcción barroca del siglo XVII que da acceso a los calabozos del palacio. Debe su nombre a los suspiros de los prisioneros que, desde aquí, veían por última vez el cielo y el mar.

E certo dal mio album di Venezia ,non poteva mancare  Il Ponte dei Sospiri.

Lasciando la piazzetta San Marco e svoltando a destra lungo il molo principale prospiciente il Palazzo Ducale, ci si può soffermare sull'antichissimo Ponte della Paglia per osservare quello che è senza dubbio l'angolo veneziano più fotografato dai turisti: il Ponte dei Sospiri.  Per tradizione popolare, si dice che il Ponte dei sospiri  abbia questo nome perchè in esso transitavano i condannati o i detenuti in attesa di giudizio, i quali potevano vedere la luce del giorno e il bellissimo panorama del bacino e della laguna per l'ultima volta, sospirando quindi per la terribile detenzione che li aspettava nelle durissime celle della Serenissima.

L'amore è un fumo che nasce dalla nebbia dei sospiri; se purificato, è un fuoco, che guizza negli occhi degli amanti se agitato, è un mare che si nutre delle loro lacrime.
Ma che altro può essere?
Pazzia discreta, soffocante amarezza e dolcezza che alla fine ti salva.

William Shakespeare