davideguastamacchia

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ABsynthium | Intro | LIVE @ Rec'n'Play contest 2013 (di ABsynthiumOfficial)

Rec'n'Play Contest 2013. Gli ABsynthium scelgono di aprire la loro esibizione con una nuova intro…

Morse Code

Musica e parole di D. G. Guastamacchia e F. Donà

Il nostro brano MORSE CODE parla di incomunicabilità: il nostro complesso presente e la sua frenetica quotidianità rendono sempre più difficile all'essere umano contemporaneo esprimere efficacemente il suo messaggio e gli lasciano sempre meno tempo per riflettere su ciò che vuole e ciò che vuole lasciar credere. Se entrano in gioco amore e distanze le cose si complicano… → l'elegante essenzialità del codice morse: punto (•), linea (—). Mi intendi? Fraintendi?

There’s something that ain’t going on

It’s time the cat’s let outta bag

Has the cat cut your tongue?

‘cause you’re still hiding what is wrong

It seemed nothing what was to say,

To my heart you are miles away.

Babe mine sank down,

I’ve just heard the sound

Of your words around

I was spellbound

It was not too clear ma'am

You’d better be here downtown

But it’s too late and you are so far.

I’ll try to use morse code

Morse code (I’ll try to use it)

Autoritratto

Uno dei problemi più grandi dei giorni nostri non è scrivere pensieri in forma adeguata, bensì trovare pensieri all’altezza delle forme che scegliamo.

La coerenza, sì, è questione di coerenza. Se non riesco a liberarmi delle costrizioni da me stesso impostemi è perché le amo, appassionatamente: il costume di spine che m’hanno intessuto e ricamato indosso – su misura – m’ha ammaliato sin da quando era lì, in vetrina, sul manichino morto, archétipo, idea suprema, degli altri dormienti. Da quell’istante in cui in luogo del manichino vidi me stesso, esso, quel costume, cresce con me e dentro la mia mente tripartita e triadicamente e dialetticamente fatta a pezzi da psicolabili psicanalisti, filosofi, artistoidi e chi volete voi.

Ci sono giorni in cui son sazio di lettere, di vocali quanto di consonanti, non obbligatemi a parlare, scrivere o leggere a proposito di dolore e di sciocchezze, son quei giorni in cui io voglio far felice il mondo, ci bastano il nostro dolore e le nostre sciocchezze per esser uomini, per esser schiavi.

Tronfio di libertà, mi voglio, eroe, vittorioso nella sconfitta, insoddisfatto nel piacere, alla ricerca di nuove mete come Ulisse, stolto e saggio, vecchio e fanciullo, ma con la donna al suo fianco: esausto all’aurora, affamato al crepuscolo; la morte mi dà nausea, per me, ad esser sincero, vi è la vita, niente di più, niente di meno.

26 giugno 2012 dopo la prova scritta d'italiano agli esami di maturità. Il dipinto è “Autoportrait” di Paul Gauguin (1893) conservato presso il Musée d’Orsay a Parigi.