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Danza de la Muerte

La Danza de la muerte o Danza macabra es un género artístico tardo-medieval cuyo tema era la universalidad de la muerte. Se trata de un diálogo en verso y por tanto representable, en que una personificación alegórica de la Muerte, como un esqueleto humano, llama a personas de distinta posición social o en diferentes etapas en la vida para bailar alrededor de una tumba. Típicamente estas figuras eran el Papa, el Obispo, el Emperador, el Sacristán, el Labrador, etc. La muerte les recuerda que los goces mundanos tienen su fin y que todos han de morir. Se cree que las danzas macabras eran de hecho bailadas representadas teatralmente en el siglo XIV.

Cara me,
Ti auguro un anno che sappia togliere tutto il dolore che ti ha portato, un anno per rialzarti e migliorarti, un anno che non ti porti a odiare te stessa, un anno per accettarti, un anno per trovare il tuo posto.
Ti auguro un anno che ti faccia incontrare un ragazzo in grado di amare ogni tua imperfezione, un anno che non porti continue illusioni e delusioni, un anno di amicizie, un anno di nuovi incontri, un anno per apprezzare chi ti vuole bene.
Ti auguro un anno per ricominciare a danzare nonostante i problemi al ginocchio, un anno per essere te stessa sul palco e anche nella vita di tutti i giorni, un anno di spettacoli,un anno per esprimerti come desideri.
Ti auguro un anno per scrivere quello che ti scombussola il cuore, un anno per mettere ordine ai tuoi tanti pensieri, un anno senza troppe paranoie ma con cose concrete.
Ti auguro un anno per darti da fare, un anno per aiutare chi ti sta accanto, un anno per essere meno acida, un anno per perdonare.
Ti auguro un anno per crescere, un anno in cui fare i 18, un anno per maturare, un anno per fare la patente, un anno per imparare nuove cose, un anno di curiosità e osservazione.
Ti auguro un anno per metterti in gioco, un anno di sogni che si possono realizzare, un anno di danza,teatro,volontariato e tutto ciò che ti fa stare bene.
Ti auguro un anno per commuoverti ancora anche per un piccolo dettaglio, un anno per dare importanza ai piccoli gesti, un anno con tutte le emozioni che ti stravolgono ogni giornata.
Ti auguro un anno per ricominciare, un anno di sicurezza e anche di orgoglio, un anno spensierato, un anno con i film mentali ma anche sul pianeta terra.
Ti auguro un anno per soffrire sempre con qualcuno pronto a consolarti, un anno con una mano per stringerti forte quando qualcosa non va.
Ti auguro un anno di musica e canzoni che diventano le colonne sonore dei tuoi pensieri, un anno di salti e di corse, un anno di disegni e storie.
Ti auguro un anno di scoperte, un anno per impegnarti, un anno in cui raggiungere i tuoi obiettivi.
Ti auguro un anno come lo vuoi tu, un anno con le persone e le cose che ti fanno stare bene.
Ti auguro un anno che possa renderti davvero felice, un anno di sogni, un anno che ti faccia rialzare sempre dopo ogni caduta.
Ti auguro un anno da vivere a modo tuo
Ti auguro un anno…
Con affetto,
Me
Balliamo fino a sentirci male. Balliamo fino a non sentire più gli addominale. Balliamo nonostante le luci ci rendano cechi. Balliamo fino a che non soffochiamo nel fumo. I nostri piedi ci chiedono pietà. Le nostre mani tremano di emozione. La pressione ci si abbassa al pensiero dello sbaglio. I vestiti ci fanno spesso schifo. Ma il pensiero di potersi esprimere grazie ai passi, alla musica, ci riempie il cuore, ci scalda i corpi. Viviamo grazie alle note e questa emozione ci fa dimenticare di tutti i difetti della danza. Questa è una cosa che solo le ballerine possono provare. Quando balliamo ci scordiamo di tutto e di tutti, ci concentriamo sulla musica e nuotiamo su di essa. Grazie Tivoli.
—  L'altra faccia di Comeunameteora
NON SIAMO UNA SCUOLA DI DANZA, SIAMO UNA FAMIGLIA

ognuno di noi ha delle persone con cui si sente a casa, persone che sente essere la sua vera famiglia. Io ho due famiglie ‘non di sangue’ ma vere.

La mia scuola di danza, assolutamente la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Lì respiri amore e musica, amicizia e arte. Quando entri tramite quelle porte e senti la direttrice che  ti urla: ‘Titi come stai?’ tu tiri un sospiro di solievo e pensi: ‘casa dolce casa’.

Come ogni famiglia c’è chi ti sgrida: le, come le chiamiamo noi in modo dialettale, cagnate del nostro insegnante non te le scordi più. Però a fine anno, quando senti tutti che ti applaudono e lui che ti sussurra nell’orecchio: ‘sono fiero di te’, pensi che ne è valsa davvero la pena.

Un’altra cosa che c’è solo nella nostra scuola è che l’età non esiste.

cioè abbiamo tutti 4 anni quando c’è da divertirsi e tutti 40 quando c’è da lavorare.

Tra noi c’è un rapporto fantastico di amicizia e cooperazione, come tra fratelli.

Te ne accorgi dalle cose più banali: quando durante un cambio veloce in quinta arriva gente da tutte le parti ad aiutarti, quando esci di scena e una persona a caso ti abbraccia e ti fa i complimenti, o ti incoraggia quando tremi prima di entrare.

Respiri aria di casa quando il cantante ventenne viene a battibeccare per un phon  e si finisce a ridere come matti.

Quando si canta a squarciagola, quando si applaude e si urla, quando si trattiene il respiro tutti insieme, quando ci sono i commenti ridicoli, SEMPRE.

 Amo tutti loro, li amo davvero, a loro dedico tutto, a loro devo tutto.

youtube

Giorgio Gaber - Non insegnate ai bambini

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

CONSTRUYENDO REGIÓN DESDE LAS ARTES

> ALREDEDOR DE LA ESFERA


> Muchas veces, se cree que las actividades académicas no pueden ir de la mano con actividades artísticas, pues bien, a través de un proceso integral, interdisciplinar y desde diferentes áreas artísticas, soportadas desde un ejercicio investigativo, se ha puesto a prueba ese pensamiento popular, y así mismo, ha abierto la discusión en cuanto a la forma en que se promueve la identidad y la historia, logrando alcanzar importantes metas y realizar aportes muy significativos a la cultura de una región, en este caso, la cultura de la región nortesantandereana (Colombia).

Grupo de música de cuerdas “Estudiantina Barí

Bajo esta premisa, la coordinación de cultura de la Universidad Simón Bolívar (Cúcuta) propende por el desarrollo de espacios que acerquen a la comunidad académica al disfrute del arte y la cultura como herramientas para la formación integral y así mismo a la potenciación de capacidades humanas, presentes en el desarrollo del ser (Nussbaum, 2012). En este sentido, se logran crear y desarrollar procesos de formación de seres humanos con consciencia social y humanista vinculada a la reflexión crítica y a su incidencia en el contexto social y cultural, es así como se vincula la práctica artística que le da un mejor sentido a los procesos de formación al garantizar la relevancia académica y pertenencia social de la misma (PEI, 2015).

Es así como nace un semillero de investigación que sirve como respuesta al proyecto educativo institucional de la universidad Simón Bolívar, buscando accionar procesos culturales que aportasen al alcance de los propósitos misionales dentro y fuera de la institución, en pro del favorecimiento de la identidad, la cultura y el respeto por el ancestro (PEI, 2015). Pero no se queda allí, busca, a través de su labor de creación y difusión cultural, promover la identidad y la historia de su contexto a las personas que hacen parte del mismo, logrando poco a poco una transformación en la visión y acción de las personas.

Un árbol de cují (representativo de la ciudad de Cúcuta)  integra el logo del semillero, extendiendo sus ramas en diferentes direcciones, soportadas en un tronco fuerte y consistente, tal como SIMOC extiende su alcance a toda la comunidad académica y a la región, soportado en una base sólida, el ejercicio artístico e investigativo; siendo el cimiento de todo lo que los fortalece como profesionales; y las ramas, todas esas posibilidades de impacto y herramientas que brinda el quehacer  “el arte, la cultura, el patrimonio, el reconocimiento sí mismo y del otro”.

Si conocemos nuestras raíces, promovemos nuestra identidad… este es el lema que reza SIMOC para su actuar, y que aporta a la construcción de región, a valorar el contexto para apropiarlo, y el arte lo hará posible.

 A partir de la labor investigativa de los integrantes del semillero de investigación-que es interdisciplinar-, se gestan las propuestas artísticas de cada uno de los grupos culturales que hacen parte representativa de la universidad: grupo de Danzas Exora, Grupo de Música Estudiantina Barí, Grupo de Teatro Insquira Queiqueda, Grupo de Música alternativa Código Alterno, Grupo de Música Folclórica Los Tambores de Simón y Banda Sinfónica. De ahí que su labor deja en evidencia el compromiso con la salvaguardia del patrimonio cultural inmaterial de la región (Frieri, 2014), las cuales son visibles a través de acciones creativas y participativas soportadas en el ejercicio de la investigación.

Grupo de danzas “Exora”

Es importante destacar el impacto y reconocimiento local que se evidencia en el trabajo colaborativo y alianzas generadas con los actores del sector cultural, así mismo la representación a nivel regional y nacional en escenarios académicos de investigación organizados por la RedColsi (Red Colombiana de Semilleros de Investigación) y el área cultural del Banco de la República, alcaldías y algunas Universidades. Estos procesos dejan sentado un precedente; el arte tiene el poder para transformar nuestra realidad… así mismo, su relevancia en la articulación con el ejercicio académico investigativo, por lo que se convierte una herramienta efectiva de mayor alcance e impacto para la comunidad.

Grupo de teatro “Insquira Queiqueda”



Frieri, S. (Comp.). (2014). Manual de herramientas participativas para la identificación, documentación y gestión de las manifestaciones del patrimonio cultural inmaterial. Convenio patrimonio cultural inmaterial desde la perspectiva local. Bogotá: Ministerio de cultura & Tropenbos Internacional Colombia.

Nussbaum, M. (2012). Crear capacidades: propuestas para el desarrollo humano. Barcelona: Paidós. 

Universidad Simón Bolívar. (2015) Proyecto educativo institucional. 

"Para la niña que está encantando mi corazón. Flores y chocolates. Adjunto también un libro que estoy seguro ella creyó que no se lo daría. Espero que te guste. ¿Suma puntos? Baila con el corazón."

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