dante e virgilio

anonymous asked:

Ciao! Innanzitutto complimentissimi per i tuoi disegni che sono >>>>> L'altro giorno ho scoperto la tua pagina e mi sono letta TUTTO e avrei una domanda da farti su DRS: quindi, il viaggio di Dante era /reale/? E Virgilio lo ha accompagnato? Si è assentato dalla DRS di punto in bianco o ne era cosciente? E niente, già amo la cultura latina e la tua interpretazione è oro. E POI CATULLO (le lentiggini) E OVIDIO E LUCREZIO E CICERONE E VIRGILIO (il naso) E ORAZIO MAMMAMIA~~ Scusa la sclerata ma no

Ciao e grazie della lettura! Allora, no, non lo è: è effettivamente poco chiaro perché era la mia prima storia e all’inizio la scrivevo volta per volta, per cui la trama è un po’ sbrodolata; adesso l’ho riscritta bene e la ridisegnerò. COMUNQUE, senza divagare, no, il viaggio di Dante (cioè quello della Commedia) è letterario e nulla più. MA la DRS vive proprio grazie al rapporto dei vivi con i morti, e i morti in questione sono sensibili a quelle che sono la loro eredità e memoria tra i vivi; questo vuol dire che Virgilio sa della Commedia: Virgilio, come tutti gli altri, sa quello che viene scritto su di lui, conosce ciò che ne è della sua memoria (sì, secondo la logica della DRS loro SANNO. Immagina il povero Cicerone che scopre le fanfiction su lui e Catilina) e reagisce di conseguenza.

In più l’influenza varia a seconda del tipo di rapporto tra il morto e i vivi: un poema, come per l’appunto la Commedia, ha un impatto molto più forte su un poeta, come per l’appunto Virgilio; in questo caso particolare, sia perché la Commedia già all’epoca (cioè a Inferno e Purgatorio ultimati) era famosa, sia perché Virgilio è caratterialmente un soggetto sensibile (il sapere dell’Eneide pubblicata contro il suo volere non gli ha fatto bene, per esempio), l’impatto è stato talmente forte da far “ammalare” Virgilio e chiamare Dante nella DRS (viaggio che invece, nella finzione del fumetto, è vero). Normalmente non succederebbe: però Dante può anche questo.

In ogni caso questo punto verrà chiarito meglio anche nelle pagine rimanenti del fumetto Multa parata manent… che finirò di disegnare tra non molto (sì, lo so che l’ho già detto tante volte e non l’ho fatto, chiedo venia).

Stasera ha inizio il programma del duo Fazio-Saviano. La formula è sempre la stessa, dopotutto hanno notato che funziona. Prendendo a prestito una espressione del mio dialetto, li definirei come ’e tuòst a rint ’e musc’ (lett. i duri fra i mosci); operazione resa ancor più facile dalla deriva generale che affligge tv ed informazione.

Mentre ci pensavo mi è venuto in mente questo quadro.

Impietosamente ho come associato Dante e Virgilio al nostro duo catodico, accostamento azzardato quanto e più di quello della tv alla cultura. Me ne sono immediatamente dispiaciuto.

L'appalto con De Andrè poi non si esaurisce mai per il samaritano Fazio, il quale inevitabilmente finisce per “usarlo” a sproposito. Ma del resto si sapeva già che “quello che non ha” il Fazio, oltre all'espressività, è l'originalità. Il carosello di ospiti, la comitiva apparentemente eterogenea che risponde sempre alle chiamate del conduttore, le battute finto-improvvisate, il copione ricopiato.

Così, il risultato che immagino è che questo ennesimo programma avrà pure il favore dell'audience, ma mancherà come sempre di spunti validi che ne possano fare qualcosa più del trito intrattenimento.

quello che non ho”, in sostanza, è la voglia di seguirlo.

nell'immagine: William-Adolphe Bouguereau - Dante e Virgilio all'Inferno