dallas va

Rivelazioni

Ora, probabilmente Big Pharma manderà un sicario a sistemarmi dopo questo post - ricordatemi quindi dicendo “Faceva sempre l'elicottero col pistulino sotto la doccia” e spargete le mie ceneri nei posaceneri dei bar della Val Braulio - ma ho ormai scoperto come fare ad aprire la confezione d'un farmaco senza trovare in mezzo alle balle il bugiardino: va aperta dalla parte sulla quale non è scritto il nome del farmaco! #prego #addios #avoilalineastudio

E alla fine mi sto abituando.
Anche se il tuo buongiorno non lo ricevo più e la sera vado a dormire senza sapere cosa hai fatto durante il giorno;
anche se non sento la tua voce da troppi mesi e non ricordo più il tocco delle tue mani.
Mi sto abituando all'assenza ma non riempiró mai il tuo pezzo di cuore.
Anche se ho altra gente che mi ama e che si ricorda di me in ogni attimo della giornata;
anche se c'è altra gente che ha la necessità di sentire la mia voce e di stringermi in un abbraccio, io il tuo pezzo non lo riempio con nessuno.
Rimane tuo.
Come la camera vuota di un figlio quando va via dalla casa dei propri genitori.
Come l'ultimo pezzo di puzzle di un paesaggio mozzafiato.
Tutto andrà bene lo stesso senza te, io sarò felice lo stesso senza te, quel disegno sarà lo stesso stupendo anche senza quel pezzo mancante.
Tutto andrà bene lo stesso senza te ed io mi sto abituando a credere che sia davvero così.
—  Zoe.

Lara è una ragazza di un paese di montagna
poche strade e abitanti, tanti alberi e campagna
va in un liceo con 3 classi più l’aula magna
e dalle medie è assieme alla stessa compagna,
si è innamorata di un tipo, si chiama nico,
quanto è carino, quando lo vede si bagna
ma nico esce con una della loro classe

Lara e la sua amica detestano quella cagna
hanno 17 anni, sognano poco,
sognare non è un abitudine del luogo nel quale sono cresciute,
ma lara chiude gli occhi e immagina
la vita che vede dal suo computer

foto ritoccate ad arte, frasi in inglese
prese da sheakspeare oppure antonio albanese
foto ritoccate ad arte, frasi in inglese,
poesie scadenti, questo è il nuovo amor cortese

scusate per l’intrusione, che stupido narratore:
lara odia il posto in cui sta, vorrebbe spegnere il sole!

Dice “basta!”, va dalla sua amica
e gli chiede: “tu non sei stanca
di essere invisibile quando sei in corridoio?
Di non vedere niente negli occhi di chi ti guarda?
Io così ci muoio, io così mi annoio,
ieri stavo sola a casa nel bagno di mamma,
volevo tagliarmi i capelli con il rasoio,
ho messo la mano su una lametta da barba
mi sono chiesta che prova una ragazza che si taglia?”

Lara si guarda allo specchio, ripensa alla sua amica
pensa che è una stupida e che non l’ha mai capita, lei.
Lei soffre troppo ma fuori fa meno male
ha bisogno di tagliarsi, vuole sentirsi reale

un po’ le sembra di cadere,
un po’ le sembra di vedere agnese, la sua amica del cuore,
lei è sempre stata cortese e crede a tutto ciò che sente,
pensa che fortuna esserle amica
finchè non si risveglia dentro una clinica

foto ritoccate ad arte, frasi in inglese
prese da sheakspeare oppure antonio albanese
foto ritoccate ad arte, frasi in inglese,
poesie scadenti, questo è il nuovo amor cortese
foto ritoccate ad arte, frasi in inglese
prese da sheakspeare oppure antonio albanese
foto ritoccate ad arte, frasi in inglese,
tutte attrici e non ci sono cineprese

apri gli occhi, guardati dentro

vedo tutto bianco, ora tutto sfocato,
dottori in apprensione, i miei genitori commossi
dove mi trovo? Su un lettino. Perché sono accerchiata?
Mi sento rigida, perché non muovo i polsi?
Dicono che sono salva, è tutto a posto ora,
non devo riprovarci e per un po’ non andrò a scuola.
Io mi vergogno da morire, voi lasciatemi da sola,
soltanto per un minuto, ti prego, chiudi la porta,
fin quando non bussa agnese
mi da un diario con una dedica sopra
scritta al contrario:
“ti voglio bene lara, non ti preoccupare,
l’unico sbaglio che puoi fare è vergognarti di sbagliare”.

Mi chiamo Amy ho cinque anni, mia sorella si chiama Lilith e ne ha 16.

Lilith una volta è tornata a casa piangendo, mi ha detto di non dirlo alla mamma e che andava tutto bene.

Lilith a volte si chiude in bagno per ore dopo aver cenato.

Lilith ha tutti i temperini rotti, ma non so il perché.

Lilith nasconde sempre le mani nelle maniche.

Lilith ha sempre i maglioni lunghi.

Lilith a volte fissa il vuoto per lunghi istanti.

Lilith ha sempre la musica nelle orecchie e non mi sente quando parlo.

Lilith ha sempre dei graffi sulle braccia ma dice che è stato il nostro gatto.

Lilith ha smesso di mangiare i dolci che fa la mamma.

Lilith ha smesso di mangiare la pizza che fa la mamma.

Lilith ha smesso di mangiare l’arrosto che fa la mamma.

Lilith non si porta più la merenda a scuola.

Lilith ha smesso di mangiare i panini buonissimi della mamma.

Lilith ha smesso di mangiare.

Lilith beve tanta acqua.

Lilith a volte mangia, ma dopo scappa in bagno, non capisco perchè.

Lilith viene sempre sgridata dalla mamma perché a scuola va male.

Lilith fuma di nascosto dalla mamma.

Lilith va a scuola senza zaino.

Lilith oggi non è tornata da scuola.

La mamma oggi piange.

Lilith oggi mi è mancata.

La mamma continua a piangere, anche papà piange.

Lilith ha dimenticato il telefono sul mio letto e continua a suonare.

Lilith non è tornata ed è sera.

Mamma e Papà mi hanno lasciata dalla nonna tutto il giorno oggi.

Mamma e Papà sono tornati piangendo oggi.

Lilith non c’è più. Mi chiamo Amy ho 16 anni mia sorella si chiamava Lilith e si è suicidata quando avevo 5 anni.

Da quando Liilith non c’è più, i miei continuano a litigare.

Da quando Lilith non c’è più, la mamma è andata in depressione e mio padre si è fissato col lavoro.

Da quando Lilith non c’è più, il suo armadio non è più stato aperto.

Da quando Lilith non c’è più, il gatto graffia anche le mie braccia.

Da quando Lilith non c’è più, la mamma non cucina più niente di buono.

Da quando Lilith non c’è più, la nonna non sa più chi sono.

Da quando Lilith non c’è più, penso di essere un errore.

Da quando Lilith non c’è più, la mamma non mi ha mai abbracciata.

Da quando Lilith non c’è più, mi manca come l’aria.

Da quando Lilith non c’è più, sto come stava lei. Ora so come stava Lilith.

Ora non mangio più nemmeno io.

Ora vado male a scuola anche io.

Ora fumo di nascosto anche io.

Ora ascolto sempre musica anche io.

Ora aiuto tutti per non dover affrontare il dolore che ho io.

Ora piango tutti i giorni anche io.

Oggi ho lasciato il telefono a casa anche io.

Oggi non sono tornata a casa neanche io.

Oggi ho preso una decisione importante.

Oggi ho scritto una lettera.

Oggi ho una pistola in mano.

Oggi vado a trovare mia sorella Lilith.
Possible Hometown for the BB19 Hgs
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  • Bridgewater MA

Violenza e rabbia

Io credo che l'aggressività sia sempre una violenza, perché non è un sentimento, ma un comportamento.
Possiamo provare rabbia; accettiamolo, perché paradossalmente questa potrebbe sviluppare quelle energie e diversamente non sarebbe possibili.
La rabbia è solo un sintomo di qualcosa che si è represso a lungo e di cui non siamo stati del tutto consapevoli. Così è naturale percepire l'ostilità del mondo, perchè, nel momento della rabbia, vediamo tutto col filtro di una frustrazione.

Credo che la soluzione non sia nel controllo della rabbia che, in qualche modo, è necessario scaricare, quanto nel gestire un rapporto conflittuale prima che questo degeneri in violenza.
Essere consapevoli di quello che tratteniamo e del meccanismo del perché lo facciamo, sicuramente può aiutare a consumare la frustrazione al suo nascere.
Quindi la rabbia, di per se stessa, diventa positiva, non fosse altro perché ci dimostra il limite della nostra sopportazione. Ma se questa si traduce in aggressività, allora coinvolge altro e altri; quindi non è mai rispettosa dalla sensibilità che va a colpire.

anonymous asked:

perché una tipa forte come te va dalla psicologa?

Perché per essere forte come sono adesso ho dovuto prendere un sacco di mazzate e proprio perché sono forte (suppongo) sono in grado di ammettere i miei limiti, che non sono invincibile, e che alcune cose a un certo punto devi tirarle fuori, affrontarle a muso duro e risolverle. Altrimenti non sono forte, sono solo arrogante. Io ci ho messo dieci anni a entrare in quella stanza, perché credevo che essere forti significasse risolvere tutto con le proprie forze e invece mi sbagliavo. Alla fine, uscendo, mi sembrava di aver fatto una cosa terribilmente coraggiosa: rendere tangibili le mie paure parlandone ed essere sincera con me stessa accettando di essere inesorabilmente umana ma non per questo meno forte. Basta con questa storia che chi soffre non è forte, chi piange non è forte, chi perde il proprio equilibrio o una mattina non trova la motivazione giusta per alzarsi dal letto non è forte, è soltanto umano, nulla più e nulla meno di questo, l’eroe senza macchia e senza paura esiste solo nelle favole :)

naphtadg  asked:

In una discussione 'accademica' non siamo riusciti a stabilire lo zoppo da quale parte tiene il bastone: dalla parte della gamba dolorante o dalla parte opposta? Qual è la casistica? Grazie

Non c’è casistica.

Gli sceneggiatori di Dott.House non capiscono un cazzo e il bastone va SEMPRE dalla parte opposta.

Il bastone non è inteso come SOSTITUTO dell’arto dolorante ma come SOSTEGNO per piegarsi lateralmente e compiere così in appoggio controlaterale un passo più sfuggente possibile e che faccia caricare meno peso sulla gamba lesa.

La remora è uno strano animale, chi lo dice grasso e nero come un’anguilla (Eliano, Nat. anim., II, 17), chi (Plinio, Nat. hist., IX, 41) piccolo e dimorante tra le rocce del fondo marino tra cui si mimetizza. In greco si chiama echeneis, «che trattiene le navi». Se si attacca alla chiglia di una nave, la nave non va più avanti. Non si sa perché lo faccia e come possa farlo. Anche se tira un gran vento o se remano tutti i rematori, la nave sta ferma come fosse ancorata; allora si manda giù un ragazzo che nuota sotto la nave a cercare la remora. Muciano dice che è una conchiglia di circa trenta centimetri.
Ma la remora ha il potere di fermare tutto, anche le cause legali, attaccandola al banco del giudice in tribunale; di impedire le nozze, attaccandola alla casa della promessa sposa (o dello sposo), dove da quel momento tutto rallenta, rallenta la digestione, rallenta la cottura dei cibi (vedi lo pseudo Eliano), rallenta il sonno, per cui in quella casa si dorme moltissimo e al mattino ci si sveglia come rallentati, un’ora per decidersi se alzarsi o no, poi si fa colazione, e anche il latte non si decide mai a bollire, di modo che è già l’ora di pranzo e tanto vale spegnere il latte e mettersi a cucinare, ma quando il pranzo è pronto, è quasi l’ora di cena, per cui invece di far colazione si cena, la quale poi si prolunga tanto che è già il giorno dopo, e tutto per via della remora attaccata sotto lo zerbino di casa, dice lo pseudo Eliano. Intanto il fidanzato bussa alla porta, tutto agitato per il giorno imminente, tutto frenetico per i preparativi: «Ci son da fare ancora un sacco di cose, dove eri finita?» dice alla sposa; ma passata la soglia entra anche lui sotto l’effetto della remora (messa da qualcuno invidioso che non vuole le nozze, o da qualcuno che vuole per sé la sposa, ad esempio don Rodrigo, nel caso si trattasse del matrimonio di Renzo e Lucia, dico nel caso, ma don Rodrigo sembra non sapesse nulla delle virtù della remora), e allora anche il fidanzato rallenta, si mette in poltrona, o su un triclinio (se siamo al tempo di Roma antica), ogni tanto gli esce una parola di bocca, ma bisogna aspettare mezz’ora per sentire la successiva. È naturale che non si arriverà mai al matrimonio; se un cugino ad esempio, messo in sospetto, non solleva lo zerbino di casa, e allora si scopre la remora, così attaccata con tutti i dentini che si fa più presto a gettare la remora con lo zerbino nel mare.
Una remora invece è consigliata (dice Plinio) per evitare un parto prematuro; al nono mese il personale qualificato va dalla puerpera e stacca la remora, immediatamente si hanno le doglie e il parto. E questo per dire come un influsso dannoso possa essere volto a vantaggio. Questo basti sulle virtù della remora.
Ermanno Cavazzoni, Guida agli animali fantastici (La remora)
—-ogni riferimento a cose e persone, non è casuale——-

12.06.2016

Oggi non sono stata felice.
Oggi non è stato un buon giorno.
Oggi mi sento esausta.
Una mia amica ha combinato un casino, vorrei esserne fuori.
Sono andata dalla psichiatra, e va tutto bene.
Tutto bene.
Come sempre,no?
Tutto bene fino a che non crollo, definitivamente.

È patetico come ce la prendiamo quando una persona se ne va dalla tua vita. Solo dopo che te ne vai tu, te ne accorgi. Solo dopo che hai provato in tutti i modi a far capire a qualcuno che stava sbagliando, che si stava prendendo gioco di te, capisci che non ha senso restare e te ne vai. Non perché vuoi, ma perché sai di poter meritare di meglio. Perché sei stanca di essere trattata come non dovresti, come una scarpa vecchia o una ruota di scorta. La gente va via quando sente la necessità, perciò finitela di fare le vittime. Aprite gli occhi e fate qualcosa.
A volte la vita è davvero assurda.. E la mente ancora peggio. Avete presente quando c'è una persona con cui c'è un gioco di sguardi e vorreste con tutte le vostre forze andarle a parlare, ma non lo fate? Di solito abbiamo paura di un clamoroso fallimento, quando invece spesso è quello che vorrebbe anche l'altro. E ce ne rendiamo conto troppo tardi. Quando scende dal treno, dal bus o se ne va dalla festa..
Buttatevi. Da piccoli quante volte ci siamo buttati sbucciandoci le ginocchia per poi rialzarci e riprendere a giocare?
Quindi sbucciatevi il cuore, ma tornate a vivere. Provate, vivete. Tutto si sistema.

Perfezionò l'utilizzo della tecnica del tapping su chitarra elettrica, che ebbe grande impatto sulle generazioni successive di chitarristi, in particolare all'interno della scena hard rock e heavy metal. Rolling Stone lo ha classificato ottavo tra i 100 migliori chitarristi di ogni tempo. Una delle tecniche chitarristiche che lo hanno reso celebre è quella del tapping, che consiste nel suonare la chitarra con entrambe le mani sulla tastiera, il che permette di suonare intervalli inusualmente ampi per lo strumento e produce un suono particolare. La tecnica del tapping ha origini antiche, essendo conosciuta e utilizzata già nella musica per violino del XIX secolo, come ad esempio, nel Capriccio n. 24di Niccolò Paganini.
Eddie van Halen è uno dei più influenti chitarristi rock e heavy metal, sia per il suo approccio originale nella creazione degli assoli, sia per l'approccio alla tecnica chitarristica, anche in funzione ritmica, che va dalla padronanza del suono tramite amplificatore ed effetti, sino alla personalizzazione dello strumento, divenuta dopo di lui uno standard nel rock. Il suo stile virtuosistico e il suo suono innovativo verranno ripresi da numerosi chitarristi a lui successivi.
Eddie stesso si è costruito da solo una chitarra comprando un corpo e un manico della Boogie Bodies per qualcosa come 80 dollari. Una volta assemblati pezzi, diede vita a quella che sarebbe poi diventata la sua leggendaria “Frankenstrat”. la Frankenstrat però, a causa dei pickup single-coil, aveva un suono troppo fino, al contrario della sua Gibson Les Paulusata in precedenza che montava pickup humbuckers. Per contro, la Gibson era troppo pesante. Fu così che decise di prendere il meglio dei due mondi montando un pickup della Gibson sulla Frankenstrat. Per fare ciò dovette allargare l'alloggiamento per il pickup, senza preoccuparsi del risultato estetico. Poi intervenne anche sul look della chitarra, dapprima verniciando strisce nere su fondo bianco (il risultato lo si può vedere nella copertina del loro primo disco, Van Halen, del 1978). Negli anni a seguire vennero aggiunte strisce rosse. Questo pattern grafico divenne poi il vero simbolo di Eddie van Halen e dei Van Halen in generale, un vero e proprio logo, un marchio di fabbrica riconosciuto universalmente nell'ambiente musicale.

un-micio-strano  asked:

Uh, niente domande in anonimo, eh? Hahaha vabbé, la faccio lo stesso. Prima di tutto amo la tua bio, davvero. Infine, per pura curiosità, mi descriveresti l'empatia dal tuo punto di vista? :3 ti regalo un biscotto se lo fai u.u

Partiamo male,l'empatia non si può descrivere. È come parlare dell'arcobaleno ad un cieco dalla nascita. Peró va bene, ci provo. L'empatia è la capacità di entrare nei panni delle persone. Entrare nella loro mente in un dato periodo di sofferenza e comprendere ciò che sentono,comprenderlo in modo emotivo,psicologico, ma anche fisico. Fisico che reagisce esattamente come in loro. Non significa semplicemente piangere quando una persona piange. Significa sentire i suoi pensieri urlare nella propria testa, comprendere il linguaggio del corpo, entrare negli occhi vacui,discernere la sua agonia dallo sguardo spento, il tutto incastrato da un desiderio irrefrenabile di aiutare quella persona. Aiutarla,cominciando dal farla convincere della tua presenza. E perciò spesso la prima cosa che si fa è gettarsi addosso a lei in un “abbraccio di informazione”, se mi concedi il termine. Un abbraccio che sta per un “con me sei al sicuro”. E.. beh,poi tutto viene da se. Ho descritto io come reagisco alle persone che stanno male ma penso che in questa descrizione tu possa comprendere come vedo io l'empatia.