cyclettes

Sei sulla cyclette e pedali. Pedali,pedali ma non arrivi da nessuna parte. Ti impegni così tanto, fallisci e piangi. Piangi,piangi ma non arrivi da nessuna parte.

La cyclette, però, per avere ciò che vuoi ti serve e così anche per le delusioni. Un giorno arriverai dove volevi, devi solo aspettare e tenere duro, aspettare e restare forte, aspettare e continuare ad andare avanti.

—  About a moonlight.

Finalmente posso dire che pure io c'ho un flirt da palestra.
Solo che lui non lo sa.
La settimana scorsa me ne stavo a fare la cyclette in attesa che iniziasse la lezione di Pilates (ormai sono una Pilates addicted o come minchia si dice), e pedalavo, pedalavo, quando di fronte a me sfila questo tizio tutto barba e spalle, e ho capito fin da subito che sarebbe diventato mio marito.
Il tizio va al tapis roulant e corre, corre, e io pedalo, pedalo e sono davvero brutta in tuta. Perchè nella mia palestra ci stanno:
- quelle ultrafighe che sono rimaste un po’ negli anni ‘80, perchè si mettono le mutande sopra i leggins
- le vecchie
- una tizia mezza autistica con cui sto cercando di parlare da giorni perchè è la mia ultima speranza di fare amicizia là dentro
- io.
Io che con i capelli corti riesco solo a farmi un codino davvero imbarazzante sulla sommità della testa che sembro Sbirulino, e c'ho la frangetta tutta sudata mentre pedalo, pedalo.
Così alzo lo sguardo verso il tizio del tapis roulant, lui alza lo sguardo verso di me, ci fissiamo per lunghissimi 3 secondi e poi io raccatto acqua, cuffiette, cellulare, asciugamanino e SCAPPO negli spogliatoi a testa bassa.
E questo è stato il nostro primissimo approccio.
Mo, davvero, non poteva proprio essere che il tizio conoscesse la futura madre dei suoi bambini mentre era brutta, sudata e col cipollino.
Così nei giorni successivi mi sono fatta più caruccia per andare in quella sfaccimma di palestra, niente cipollino (ma pure niente mutande sui leggins, santoddio, quello no, quello mai.)
Ma niente, il tizio era ormai sparito, non l'ho più visto, di lui non c'era più traccia.
Questo fino ad oggi.
Oggi ci vado io sul tapis roulant. 
E ormai, avendo rinunciato alla possibilità di donare il mio utero al tizio in questione, ero tornata al consueto cipollino ridicolo.
Corro, corro, corro e chi mi si piazza proprio al tapis roulant di fronte?
Lui. Bello come il sole, con ancora più barba e mi pare pure ancora più spalle. Mi pare evidente che, avendo scelto il macchinario di fronte al mio nonostante gli altri fossero liberi, anche il tizio stia probabilmente pensando di sposarmi. Così bypasso il fatto che abbia delle orribili scarpe giallo fosforescenti, non fa niente, vi giuro che gliela si può perdonare.
Cambio canzone nel mio i-pod perchè metti caso che gli arriva di striscio la musica che sto ascoltando, deve pensare che sono una tosta da roba rock, mica una romanticona da due spicci che si sente Dente.
Lo guardo, mi guarda.
Lo guardo, mi guarda (e mi aggiusto la frangia)
Lo guardo, mi guarda, mi saluta.
E io, Sbirulino, premo sullo STOP, prendo tutta la mia roba e di nuovo SCAPPO negli spogliatoi senza nè leggere nè scrivere.

Mannaggia la miseria.
Sempre e solo amori impossibili.

La giornata tipo
  • Sveglia alle 6, bevo un enorme bicchiere d’acqua e faccio 20 minuti di cyclette per risvegliare ed idratare il corpo. Colazione leggera e poi 45 minuti di corsa per tenersi in forma.
  • Una doccia veloce ed un piccolo spuntino per recuperare le forze, frutta fresca, fette biscottate e un bicchiere di latte, poi vado in bici alla biblioteca che apre alle 9.
  • Quattro ore intense di studio con una piccola pausa alle 11 per un altro spuntino, chi usa il cervello ha bisogno di zuccheri, alle 13:30 si pranza e poi pausa fino alle 15.
  • Riprendo lo studio ma in maniera più rilassata, ripeto qualche capitolo e rifinisco argomenti che dovevo perfezionare; alle 17 faccio un altro spuntino, questa volta sono verdure o frutta, faccio mezz’ora di esercizio o di yoga e mi libero delle tossine accumulate con lo studio.
  • Mi prendo un po’ di tempo per me stesso, cerco di imparare il francese, scrivo a qualche amico, navigo nei social fino ad ora di cena.
  • Mangio qualcosa di leggero per non appesantirmi, guardo un film d’autore o leggo uno dei tanti libri della mia lista -prima o poi la finirò tutta ma continuo ad aggiungerne di nuovi- e poi vado a letto.

OVVIAMENTE QUESTA NON È ASSOLUTAMENTE LA MIA GIORNATA TIPO! È IL TIPO DI QUALCUN ALTRO CON CUI IO NON HO NULLA DA SPARTIRE.

anonymous asked:

Esiste un modo corretto di sedere sul sellino della cyclette?Ché già è scomodo se m'appoggio "a piene chiappe"sulla parte larga e finisco comunque per scivolare sulla punta,se c'è pure il rischio di peggioriare ulteriormente i glutei già piatti..

Non esiste un metodo migliore… esistono sellini migliori.

Cerca ‘coprisella silicone’ e vedrai.

anonymous asked:

Posso chiederti come hai scoperto la tua passione, il tuo sport e lavoro? qual è stato il passaggio da uno stato di malessere (anche fisico) a questo?

Sono riuscita a trovare la forza di entrare a chiedere informazioni in palestra qualche anno fa perché volevo migliorarmi anziché continuare a lamentarmi del mio aspetto fisico come ho fatto per secoli (in quel periodo pesavo sui 54 mi pare, sono 1.73, ero flaccida come le nonne, zero glutei, ogni volta che racconto quest'ultimo dettaglio nessuno ci crede), mi fecero parlare con l'istruttore che c'era in quel periodo che mi disse di andare il giorno dopo per fare una prova a un orario X. La prova fu challenging ma niente di impossibile (io facevo solo un po’ di corsette lente e negli ultimi anni avevo all'attivo solo pattinate, al massimo cyclette finché l'abbiamo avuta in casa, forza sulla parte alta del corpo zero), ma mentre facevo un esercizio seduta di fronte allo specchio per la prima volta mi sono guardata e invece che farmi pena ho pensato che le spalle a stampella e le braccia flosce erano solo un punto di partenza, che quello era l'inizio e sarei riuscita a migliorare tutto. Ero un punto di partenza e non una tragedia inevitabile, non c'era niente per cui non ci fosse soluzione, niente! Che sensazione meravigliosa ho provato quel giorno, ho aperto gli occhi e iniziato a respirare quel giorno, e a sorridere col cuore. Mi sono innamorata dei pesi quel giorno stesso, e poi ogni volta che ho aumentato i chili, o le serie, o le ripetizioni, o che guardandomi ho notato qualche miglioramento estetico. Mi sono innamorata dei pesi quando ho capito che mi avrebbero aiutata ad essere come volevo essere (non avevo nemmeno un'idea precisa all'inizio, ma piano piano ho capito che volevo essere proprio come stavo diventando), quando hanno iniziato a chiedermi cosa facessi per essere com'ero - volevo essere un buon esempio, perché non io, ex cicciona ex anoressica ex flaccidona, e sapevo di poterlo essere soprattutto per le donne. Nelle palestre girano per la maggior parte uomini, volevo aiutare le donne a capire che non si diventa grosse toccando i pesi e volevo far capire agli uomini, ma anche alle donne, che una donna non fa solo cardio e slanci. Una donna capisce le donne meglio di un uomo, di sicuro. Ho iniziato a studiare per necessità, l'istruttore nella mia palestra andò via due mesi dopo la mia iscrizione e non venne sostituito per tutta l'estate, volevo cavarmela in qualche modo, prima studiando da sola, poi iscrivendomi al primo corso disponibile. Volevo aiutare gli altri col mio esempio e con le mie conoscenze, con la mia esperienza di vita. Il mio sport l'ho scoperto guardando video su youtube e su Instagram mentre cercavo informazioni su alcuni esercizi e ci studiavo su, ho iniziato a lavorare sulle alzate del powerlifting da autodidatta ben prima di scoprire che nella mia città, in un'altra palestra, si allenava un campione italiano con altri miei grosso modo coetanei. Ciò che mi bloccava era proprio il fatto di credere di dovermi spostare a Roma per poterlo praticare. Quanto mi ha cambiato la vita quel semplice essere entrata in palestra quel pomeriggio, chissà dove sarei se non lo avessi fatto (chissà se sarei), ho iniziato a smettere di accontentarmi di esistere proprio in quel momento. Spero di aver risposto in maniera abbastanza completa alla tua domanda

anonymous asked:

Doc sono quella del sellino della cyclette e dell'app Twilight - dinuovo, I vampiri non centrano nulla -. Che mi dice?

Non è che tu mi abbia fornito molti dati su cui esprimere la mia opinione…