culie

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Ice Dance Elements presented by Tessa Virtue and Scott Moir | Dance Lifts

insp. by @eggplantgifs​ and feat. special guest appearance by Marie France Dubreuil and Patrice Lauzon

Lifts are essential elements in any Ice Dance program. They are used to enhance the character, music and choreography of the dance. They are graded on a level scale and awarded Grades of Execution (GOEs). Levels are awarded based on difficultly in the form of difficult positions, change of positions, entry and exit features, and number of rotations. Unlike pairs lifts, in Ice Dance the lifted partner cannot be supported over the head of the lifter so the lifts are identified by the position of the lifter and are split into two categories:

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Mi ha stufato questa superficialità dilagante, per cui nessuno si fa domande, nessuno riflette, nessuno osserva e nessuno pensa con la propria testa.
Sono stanca di guardarmi intorno e vedere visi sorridenti, fatti di felicità ostentata perché questa società in cui viviamo ci ha insegnato che i sentimenti sono un tabù.
Stanca di guardarmi allo specchio e fingermi dura, senza emozioni, stronza il più delle volte, stanca di nascondere la dolcezza perché voi stronzi mi avete convinta che sia come mostrare il fianco.
Stanca di prenderlo in culo ogni volta che provo a smentirvi. Voi e le vostre teorie malate secondo cui non si può parlare, non si può riflettere, non si può essere se stessi.
Perché è male, non si fa, è ostentazione.
Perché se non posti le tette sui social non sei nessuno, se non sei magra non sei bella, se non ascolti musica commerciale sei strana, diversa, vieni emarginata.
E voi beoti che come un branco di pecore andate dietro al sistema che ragazzi come noi hanno creato.
Io sognatrice che credo un tempo non fosse tutto così schifoso.
Che se ti lamenti di qualcosa non sai quello che dici, se lo sai e ti lamenti allora vieni presa per una persona pesante, che sta addosso, “emo deprexxa xdxd”.
No, ve ne andate a fanculo tutti.
Fate finta che essere come voi vi circondi di amici, e invece siete così stronzi, vuoti di sentimenti e pieni di merda che avete solo ipocrisia a circondarvi e a farvi da ombra.
E persone trasparenti come me finiscono nel cantuccio, nel dimenticatoio, perché se mi viene da piangere o da ridere lo faccio ovunque.
E quello è il sorriso vero, quello che voglio indossare.
Non il vostro falso perbenismo, la vostra voglia di stare sempre allegri che è falsa quanto voi.
Mi sono stufata di essere un libro pieno di cose da raccontare e di troppe pagine da sfogliare e veder preferire un libretto delle istruzioni con due stronzate scritte in più lingue per far spessore; sempre stronzate rimangono.
E mi rattrista essere arrivata a pensare che gente del genere sia la vera rovina, che siano stupidi per la maggior parte, e che io sia destinata a rimanere sola, fuori dal branco ad andare contromano a tutti voi robot fatti con lo stampino.
Mi avete davvero rotto i coglioni, vi fingete profondi e siete superficiali, vi fingete menefreghisti e poi piangete da soli la notte ma guai se lo sapessero quelli che considerate veri amici.
Sono stanca di non vedere persone che scoppiano a piangere, di gioia o di tristezza, tra le braccia di un amico fidato.
Stanca delle distanze, dei troppi pensieri, delle paranoie, stanca di essere considerata da voi cretini quella sbagliata.
Stanca di sentirmi obbligata a cambiare per poter essere accettata.
Io non vi voglio, non vi temo, io penso, agisco, ragiono, sogno, sorrido perché sento di sorridere, piango perché voglio sfogarmi, e non importa dove io sia o con chi sia, lo voglio fare? Lo faccio.
Perché indossare una maschera quando tanto non serve a niente, maschera o no poi ti scoprono e sei nei cazzi lo stesso.
Stanca di vedere che la società funziona a sesso, tette e culi, che se non hai gli addominali allora sei uno sfigato, se non ti fai le canne non sei alla moda, se non la dai via come i coriandoli a carnevale allora sei una figa di legno.
Stanca delle opportunità che tutti noi non vogliamo vedere, degli stereotipi, delle persone che si copiano a vicenda e fanno a gara a chi arriva prima sopra all'altro.
Ma lì in alto cosa c'è che vi interessa tanto?
I likes alle foto? I commenti di pervertiti qualunque che vorrebbero solo sfondarvela, vi sentite arrivate?
E ad avere le amiche fighette del cazzo vi sentite completi? A fare da cagnolini e a non pensare con la vostra testa?
Perché mi sembra di guardarvi dormire e sognare un posto dove tutti siete belli, felici, “famosi”. Sì perché essere famosi è essere conosciuti sui social ora.
Perché devo sentirmi sbagliata per la visione giusta che ho del mondo? Perché devo sentirmi diversa quando sono semplicemente me stessa?
Perché dovreste voler essere tutti uguali quando è impossibile essere l'uno la copia dell'altro?
“Il mondo è bello perché è vario” è vecchio e in disuso, ora si pensa che il mondo sia bello perché abbiamo un finto senso di appartenenza ad una fascia sociale e di età che neanche ci rispecchia ma vogliamo vivercela così.
Che cazzo fate tutti?! Ragionate o devo continuare a sentirmi quella strana? Perché io non ci sto più dentro, mi avete stancata.
Aprite gli occhi e chiudete la bocca.
Fate crescere il cervello, non i vostri muscoli.
Osservate ciò che vi circonda, e meno quelle ragazzine che si vestono provocanti per apparire.
Tenete a mente i movimenti di una persona, piuttosto che le sue forme.
Soffermatevi sugli occhi, che nelle vostre didascalie a foto dove si vedono più tette che altro affermate essere lo specchio dell'anima.
Andate al cuore delle persone, non sopra, sotto, dietro o tra di loro per una scopata e via.
Svegliatevi, perché io non ce la faccio più.
—  Claudia Figini, Facebook. (via weakvisions)
Pricao mi je jednom jedan covek, kako je zivot previse kratak da bi ga trosili na neke ljude koji ne zasluzuju da im damo ni minute. Cesto mi je ta njegova misao u glavi, cesto sama sebe pitam da li je vredno boriti se za neke ljude koji su vec na pocetku poznanstva odustali od vas. A vi se kao malo dete kad se zalepi za igracku, zalepite za sve te ljude. I srcem I dusom.
Rekao mi je da je jednom davno voleo, iskreno, ali da je izgubio tu ljubav, jer nije razlikovao potrebu I osecanja. Kaze da se zajebao. Da od tada vise nikad nije iskreno voleo, da se bojao da zavoli. Kaze njega su ‘pak mnoge volele, ali on vise ni jednu. I ta misao mi je cesto u glavi da li se samo jednom u zivotu voli, kako uopste da dvadesetogodisnja osoba zna da li je prava ljubav u pitanju ili samo prolazno stanje. I kako da razlikujem potrebu od osecanja.
Pricao mi je da je imao prijatelja, pravog, da su se zajedno momcili. Kaze mi da je bio pozvan da mu kumuje. Pomislih kako je to lepo, ali me je prekinuo nastavkom svog izlaganja. Kaze da je kumovao, ali da ih je vreme razdvojilo, na dve razlicite strane sveta. Da se vec dugo nisu culi, da ne zna nista o njemu. Na moje pitanje cemu onda prijateljstva odgovrio mi je sa recenicom koja ce kasnije ostaviti jak utisak na mene. Rekao mi je da su prijatelji tu da bi stvarali secanja. Uplasila me je cinjenica da ce mozda jednom moje prijateljstvo postati necije secanje I da ce me se setiti tek kad ga deca, a kasnije I unucad pitaju a ko je ova teta na slici. A mozda ni tad, mozda se u raznim selidbama, bas ta slika izgubi, mozda me se nece uopste secati, a ja cu se secati njega, jer je urezan u moje srce.
—  Blesava-devojka

Random stuff in math today.

I would’ve gotten to some chub stuff but class ended and those tiny eye warmups were fun they represent my inner state all week.

And that dragon to the top right is a character design I’m trying to make appeal to this storm/lightning aesthetic I can’t explain and appeal to a voice/tone of two songs, I’m only happy with the droopy eyes. He’s kiiiiind of a vent dude too but not in a sad or in any harm way, he’s gonna a musical villain. Again I can’t explain most things haha.

Top left is Terrill, last flight rising dragon I showed off here and fav in the clan now besides Culie.

Kada me pitaju da li mi nedostajes,
odgovaram sa kratko i jasno,
ne,
odmara mi se glava,
govorim,
jedva cujno
oslanjam se na to da sam promukla
da mi je tesko da govorim
pa zbog toga nisu culi moj odgovor na pitanje
a ustvari
samo
pokusavam znas,
da sakrijem to
da bi mi vise odgovaralo
kazem
da mi glava puca
da mi kljuca mozak
i da mi kidas zivce
svojim dugackim jezikom
i plitkim,ponekad,shvatanjem
i glupim forama
i radije bih
da eto
svakog dana
bijem glavu
nego da slusam
ovu tesku tisinu
bez tebe.
ovih dana je tako tiho
a tako bih da cujem tvoj glas
i poljubim tvoje usne
nadjacaj tu tisinu svojim umiljatim glasom
i kazi mi
samo mi kazi
da me volis kao pre
jer ja
jer bas samo to
i zelim da cujem
samo to moze da
srusi ovu tisinu od kad te nema
dodji mi
i pevaj mi
cekam te
i u pola noci da mi dodjes
Cekacu te
ubij ovu tisinu
molim te
samo je razbij
svojim lepim
glasom.


-ultravioletna. Teodora Vuković

00:50

Non dobbiamo per forza odiarci e fare la guerra, non dobbiamo per forza diventare stereotipi di una società che ci odia, che ci disprezza. Non dobbiamo per forza fingere per poi guardarci allo specchio e non riconoscerci, sorridere, porgere la mano e continuare per la propria strada. Non dobbiamo per forza percorrere tutta quella strada da soli, rinchiusi nella nostra bolla senza far spazio a nessuno. Odiare senza nessuna soluzione, a cosa ci porterà tutto questo? Persone che nascondono chi sono e altre che fingono di essere ciò che in realtà non amano, perché rendere tutto così plastico quando il mondo potrebbe essere pieno di persone che sanno essere se stessi inevitabilmente da ciò che dice questa società malata? Perché sì, la nostra è una società malata, basata su fisici perfetti e volti finti, non è questo che siamo. E se ora sono qui a parlare, a scrivere queste cose è perché spero che ci sia qualcuno li fuori che capisca che non è questo il modo di sopravvivere. Dove è finito il tempo delle rivoluzioni? In cui si scendeva tutti in piazza per promuovere se stessi ed il proprio movimento? In cui si lottava per cambiare le cose, per la libertà di essere ciò che si è senza sentire gli occhi addosso. Il tempo delle creste alzate che indicavano che non si era schiavi, di nessuno, che chiunque avrebbe potuto alzarsi un giorno e diventare il presidente, senza dar conto ai vestiti e ai trucchi. Non importa l'immagine, ma bensì ciò che si ha dentro. Vi svelo un segreto, se si ha un cervello, di un fisico perfetto non ce ne si fa niente. Dove è il tempo dei vestiti fino al ginocchio e le fasce nei capelli? Niente minigonne o pantaloncini con la chiappa di fuori, niente crop top o topless o direttamente i reggiseni ricamati, quelli devono stare sotto le maglie. Non si tratta di una mentalità antica ma di dignità, perché mettere in mostra il proprio corpo così? Qual è lo scopo? Far vedere ai ragazzi ciò che non possono avere? Ma sopratutto dove è finita la dignità, l'amicizia, l'amore, l'onestà, la sincerità, il calore di un abbraccio e il pensiero di una lettera scritta a mano. Dove sono finite le donne che lottano per i propri diritti? Per ciò che è giusto e dividono dallo sbagliato? Le donne con un gran coraggio che dimostravano alzando la voce, facendosi sentire, non quelle che scendono in piazza nude per promuovere qualcosa, un qualcosa di futile ed inutile e che non verrà ricordato. Dove sono le donne? Quelle vere, che si vergognano e diventano timide, che arrossiscono, che amano davvero intensamente e non pensano a spassarsela con il primo che capita. Dove è il divertimento vero? I balli di gruppo, quelli con dei passi da seguire, una coreografia, una sequenza, che a ballarla ci scappavano dei sorrisi mozzafiato, le canzoni con un senso che ti dicevano che amare non è sbagliare e che errare è umano, che ti dicevano di vivere e di non opprimere te stesso, le canzoni con un messaggio e non per mettere in mostra solo tette e culi dal quale nessuno impara nulla se non a perdere di valore. Non come nelle discoteche di ora in cui ci si muove in uno spazio piccolissimo, tutti appiccicati come sardine e sudati e senza sapere come diavolo si balli una canzone e senza capire niente per il troppo alcol. Davvero questo lo chiamate divertimento? Ma la mattina dopo, quando non ci ricordate niente, siete davvero felici della serata passata? È davvero questo che volete? Io, io vi guardo e vi giuro che mi disgusto perché non c'è più nessuno che abbia dei valori, nessuno che sappia che la vita non è questa, e che se questa è evoluzione, beh allora lasciatemi dire che l'uomo ha veramente fallito. Eppure era promettente, aveva scoperto il fuoco, imparato a cacciare, a sopravvivere. Ed ora invece, pur di non vedere la maschera che ha sul volto, non si guarda nemmeno più allo specchio, non si guarda nemmeno più dentro. Ed è diventato schiavo di una società che vuole tutti morti.
Siete tutti bravissimi, davvero, ma state precipitando.

Ho sognato diverse volte di tradirla, la maggior parte delle volte con donne che non ho mai visto in vita mia. Ogni volta mi svegliavo e sospiravo capendo che per l'ennesima volta si trattasse di un sogno. Una sera però uscii da solo, capivo che in casa non potevo stare, avevo bisogno d'aria.
Passai davanti la discoteca, molte ragazze somigliavano alle ragazze con cui “consumavo” nei mei sogni.
Sapevo che nel tradire nel sogno non c'era niente di male, non siamo noi a controllarli, ma se l'avessi tradita nella realtà? Sarebbe stata la fine, anni e anni di sacrificio buttati nel cesso come se nulla fosse.
Ma qualcosa mi spinse ad entrare, mi sentii per un momento della mia vita libero, senza preoccupazioni.
C'erano ragazze che ballavano ovunque, non facevano altro che strusciare culi addosso ad altro ragazzi o ragazze. Una ragazza bionda dagli occhi azzurri cominciò a parlarmi, nemmeno cinque minuti e già eravamo nel cesso della discoteca a scopare. Nonostante la precedente sensazione di libertà, mi sentivo ancora triste, cominciai a piangere.
All'improvviso tutto diventò buio, aprii gli occhi e …
Ero steso sul letto tenendomi abbracciato la donna della mia vita, l'unica che non starebbe con me per un'unica notte.
—  Mr strach.