crisi

Ho una voglia pazzesca di piangere, di piangere per ore.
Vorrei piangere per poter buttare fuori ciò che sta iniziando a marcire dentro me.
Tutte le speranze andate a male e le illusioni che, come vetri rotti, minacciano di tagliarmi l'anima.
—  Zoe.
Fanculo.
A chi non ha mai colpa.
A chi ha una scusa per tutto.
A chi si è fatto da solo.
A chi cerca pubblicità.
A chi parla bene per moda e pensa male per moda.
A chi si innamora solo per secondo.
A chi va sempre di corsa e non è ancora arrivato da nessuna parte.
Ai conformisti da cortile, ai professori di vita.
A chi lo dicono i numeri.
A chi la crisi è passata.
A chi sogna piccolo e si vive come un grande.

A chi non crede alle favole ma ti fa sempre una morale.

A chi non alza mai la testa se non per annuire.
A chi lo vuole il mercato, a chi lo chiede l'Europa.
A chi dice all'estero è tutto meglio e lo trovi sempre qui a lamentarsi.
A chi non vota mai e ti dà sempre un voto.
A chi giudica e non viene mai giudicato.
A chi rompe i coglioni e non li mette mai sul piatto.
A chi odia il successo e non vuole nient'altro davvero.
A chi pensa di dover educare la gente perché la gente gli fa schifo e questa cosa lo fa sentire bene e soprattutto tra tutta la gente distaccato e superiore.

A chi non gioca per davvero.
A chi non sa farsi male.
A chi non cala le sue carte.
A chi trucca la partita.
Fanculo a chi non ha iniziato niente e a te dice che è finita.

Fanculo.
A chi non sbaglia le amicizie.
A chi si fida se lo dice la tv.
A chi gode solo lui.
A chi soffre solo lui ma poi non vuole morire solo.
A chi crede di conoscerti se ascolta una canzone.
A chi per ogni stronzata ti chiede di scrivere una canzone.
A chi in pubblico ti insulta e in privato vuole sapere quanto scopi.
A chi muore di tempo libero e a chi conta le ore.
A chi le ha viste tutte e deve raccontartelo assolutamente.
A chi vuole scherzare su tutti e si prende sempre sul serio.
A chi è per la democrazia del televoto, la rivoluzione del digitale e la libertà di pagare a rate e tutti i tuoi piccoli diritti da schiavo.

A chi te lo dice da regista, musicista, attore, artista.
A chi te lo dice e intanto se lo dice da solo.
A chi non sta né a destra né a sinistra e che se fosse su una strada finirebbe investito.

A chi le cose le fa di mestiere in attesa che qualcuno lo paghi e dice che tu le fai per l'anima del cazzo e hai pure la colpa che ti pagano.

A chi non conosce i chilometri, le facce sfatte, gli alberghi sporchi, i sogni mancati, i treni persi, le ore vuote.

A chi non sceglie mai.
A chi non rischia mai
A chi non sbaglia mai.
A chi non brucia mai.
A chi non muore mai.
A chi non si perde mai.
A chi non ha mai davvero paura.

A chi è come sarei diventato io se per un po’ di paura in meno avessi scelto di non rischiare mai.
Fanculo a chi non si lascia cadere.

A chi ti chiede una firma che tanto è una formalità.
A chi non è mai stato lungimirante e ti dice di guardare lontano.
A chi si rifa il sorriso e vince le elezioni.
A chi somiglia alla parte di me che odio e non se ne va.

A chi va tutto bene, sempre tutto bene.
Sempre.
Solo.
Bene.

… Fanculo

—  Lo Stato Sociale - C'eravamo tanto sbagliati
Non appena vai in crisi c'è sempre qualcuno che verrà a dirti che non è il caso di abbattersi, che un giorno le tue pene farai fatica perfino a ricordarle. E tu sai che è vero ma sai anche che quella è l'ultima cosa che in quel momento vuoi sentirti dire.
—  L. Ligabue - Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)