coseche

Che poi pensandoci bene, se uno vuole offenderti non ti dice 'Sei marcia dentro'. Ti dice 'sei brutta'. 'Sei grassa'. Perché essere marci dentro non conta? Perché se sei una persona bellissima all'aspetto lo sei automaticamente anche dentro? Perché questi tempi danno importanza solo a quello che si vede,non a quello che c'è al di là, a quello che si sente?

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Su Facebook ho appena ricevuto una richiesta di amicizia da uno che una volta, tanti anni fa, ottenne non so come il mio numero e provó a mandarmi un sms che per i giovanissimi è acronimo di short message system, roba antica che si usava ai tempi miei, con su scritto “Ciao farfallina, posso essere il fiore su cui ti posi?”

L'ho minacciato che se mai avesse provato più a scrivermi o chiamarmi farfallina lo avrei preso a sberle di fronte a tutti alla stazione delle corriere.

Naturalmente ho rifiutato la richiesta perché se dovesse riprovare a chiamarmi farfallina la minaccia rimane valida.

Se ne stava lì, ferma e immobile su quell’amaca. Era buio pesto, solo le stelle e la luna illuminavano il suo viso. Aveva paura, forse; non lo sapeva nemmeno lei. Aspettava intanto, aspettava li fuori, al buio e sola, che la notte passasse. Le pupille dilatate urlavano, urlavano qualcosa di insolito. Un aiuto, forse. La notte le faceva troppa paura, i mostri, i fantasmi dentro il suo armadio non la facevano dormire. L’amore perso la faceva bruciare dentro.
Lei, seduta nel buio, aspettava che la notte passasse e che il giorno arrivasse, facendo luce sui suoi incubi peggiori.
—  iltormentonellevene

Oggi sono rimasta minimo due ore ad ascoltare “open your eyes” dei Snow Patrol.
Ho esaltato i miei problemi mentali con questa foto e spero tanto che, come ha detto un gufetto, succedano belle cose, presto, molto presto.

Io a volte mi fermo a pensare a che cosa è successo in questo anno e mezzo di me e te. Penso e non trovo spiegazioni. Sai come sono fatta, lo sai fin troppo bene, ormai. Due settimane fa ho comprato una maglietta che mi piaceva tantissimo; l'ho messa due, tre, quattro volte e ora già non mi piace più. Stessa cosa per le altre magliette che sono già sparite dal mio  armadio. E’ un cambiamento continuo, un continuo mutarsi: mille stili, mille fantasie, mille taglie anche. Eppure c'è un piccolo posto, nel mio armadio, che non cambia mai: è quello dove tengo tutti i vestiti che hanno a che fare con te. Vuoi degli esempi? Ti ricordi la tua -mia- camicia? Quella che tanto adoravi, che avevi pagato tantissimo all'outlet? Ecco, io la tengo perché mi ricordo quella sera di Gennaio a casa tua. Avevamo appena finito di fare l'amore e, mezza nuda, l'ho afferrata e me la sono messa per andare in cucina a cucinarti i pancakes che tanto adori. E.. ti ricordi le Vans che mi hai regalato per il compleanno? La maglietta dell'Element che mi hai regalato a Natale? La maglietta che mi hai tolto per la prima volta? Lo zaino che hai tenuto al posto mio tante volte? Le pantacalze che indossavo durante il nostro primo bacio, te le ricordi? Mi tremavano forte le gambe e tu me le hai accarezzate tutto il tempo, sussurrandomi “sai com'è, in inverno Milano non è Dubai” e sorridevi. Ecco. Quella zona non cambia mai, è sempre ferma lì. Quei vestiti si spostano solo per essere lavati, per essere indossati, ma mai per essere buttati. 
Penso che il paragone sia un po’ azzardato ma.. tu sei per me come quella parte dell'armadio.  Sei sempre lì, nonostante le litigate e il mio pessimo carattere, nonostante i ‘vaffanculo’ fin troppo sonori, nonostante i 200 e passa kilometri, nonostante il tempo, nonostante tuo padre, nonostante i miei genitori, nonostante tutto il mondo che ci sembra essere contro. 

Tu sei la parte di me più bella. 

cose che ho apprezzato degli ultimi giorni:

- le spremute d'arancia all'una di notte
- fumare seduta per terra con la schiena appoggiata al muro e le stelle nel cielo
- avere avuto delle nuove idee
- aver trovato un passaggio e un'accompagnatrice per andare a sentire maria antonietta 
- il fatto che andrò a sentire maria antonietta
- maria antonietta.
- scoprire che non avrò il debito di matematica quest'estate
- essere riuscita a comprare un vestito (decente, della mia taglia, e a poco prezzo) da sola!
- aver ricevuto complimenti in fatto di gusti musicali da un impiegato della banca.
- la pioggia mentre il cielo non era ancora annuvolato.
- il fatto che (forse) i miei capelli abbiano trovato una forma propria.
- il ritorno del mio pc (riparato)
- i biglietti per amsterdam
- sentire un vecchietto dire “la gente si sta spoetizzando”
- vedere la scultura in legno di una ragazza simile a me