cose di carta

Ho misurato in grammi le mancanze,

il mio peso era un catalogo generale

di cose perdute e mai avute.

Chili di carta

Da macerare fino all’osso,

per poi

dall’osso ripartire.

—  Elena Mearini, “Strategia dell'addio” , LiberAria, 2017.
Ecco il brutto: da quassù non vedi la ruggine, la vernice scrostata, ma capisci che razza di posto è davvero. Vedi quanto è falso. Non è nemmeno di plastica, persino la plastica è più consistente. E’ una città di carta. Guardala, Q: guarda tutti quei viottoli, quelle strade che girano su se stesse, quelle case che sono state costruite per cadere a pezzi. Tutte quelle persone di carta che vivono nelle loro case di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi. Tutti quei ragazzini di carta che bevono birra che qualche cretino ha comparto loro in qualche discount di carta. Cose sottili e fragili come carta. E tutti altrettanto sottili e fragili. Ho vissuto qui per diciotto anni e non ho mai incontrato qualcuno che si preoccupasse delle cose che contano davvero.
—  Città di Carta - John Green
Quando ero bambina amavo il natale.
Amavo le luci colorate, i negozi pieni di cose, la carta da regalo e i fiocchi rossi. Mi piaceva l'odore dello zucchero filato proveniente dalle bancarelle della piazza e aiutavo sempre la mamma a fare l'albero di Natale anche se non mi faceva mai tenere le palline per paura che io le facessi cadere a terra e le rompessi. Mi piaceva scrivere la letterina a Babbo Natale e tutte le volte fingere di non aver mai fatto tutte le marachelle che puntualmente combinavo con la mia amichetta del cuore. La sera della vigilia andavo a letto, dopo aver bevuto il latte con il cioccolato e mi mettevo a guardare fuori dalla finestra; ero quasi sicura di riuscire a vedere quel grassone con il cappotto rosso e le renne. Lo volevo così tanto che le mie orecchie davvero sentivano il rumore dei campanelli della slitta o i suoi passi in soggiorno sul tappeto preferito della nonna. La mattina appena svegliata, andavo subito a controllare i regali e per ogni regalo trovato era un'immensa gioia e lo ringraziavo mentalmente per i venti giorni seguenti stupendomi in continuazione di come facesse un uomo solo a portare così tanti regali in tutto il mondo in una sola notte: mia mamma mi rispondeva che era una magia. Una cosa è certa: la magia di quelle notti non l'ho più ritrovata.
—  lastradaperlestelle

non ci siamo dimenticati di voi. la spedizione della terza edizione a offerta libera partirà appena riusciremo a organizzarci e superare i piccoli impicci tecnici che ci hanno frenato, insieme ai panettoni e alle vacanze di natale. prestissimo nelle vostre cassette delle lettere. 

se non l'hai ancora richiesto, che aspetti?
il cuore ha due ventricoli @ g mail punto com 

“E’ una città di carta. Guardala, Q: guarda tutti quei viottoli, quelle strade che girano su se stesse, quelle case che sono state costruite per cadere a pezzi.

Tutte quelle persone di carta che vivono nelle loro case di carta, che si bruciano il futuro pur di scaldarsi.

Tutti quei ragazzini di carta che bevono birra che qualche cretino ha comprato loro in qualche discount di carta.

Cose sottili e fragili come carta. E tutti altrettanto fragili.”

- Città Di Carta, John Green