cose che mi fanno ridere molto

Ed è vero che capisci l'importanza di una persona quando la stai perdendo. Mi sono resa conto che anche se non parliamo molto ci sono momenti nostri che mi fanno bene e soprattutto farmi ridere di prima mattina è più difficile del normale e tu ci riuscivi. Anche se non siamo molto in confidenza, sei importante per me, dopo 5 anni di scuola passati insieme è normale no? Tutti gli abbracci, le battute, le tue domande per sapere se avevo bisogno di aiuto durante i compiti, i compiti fatti insieme, gli sguardi, i sorrisi… tutte queste cose e altre mi sono venute in mente quando giovedì ho saputo… ho saputo che eri in coma, ora stai meglio, torna presto, rendiamo speciale anche quest'ultimo mese di scuola…
—  @ila-13
Sono stata troppo me stessa, probabilmente. Dicono tutti che è così che si dovrebbe fare, ma con moderazione. A volte bisognerebbe provare ad essere anche qualcun altro, tanto per vedere l'effetto che fa.
Io invece ho lasciato che le mie insicurezze e le mie ossessioni gravassero su di te. Mi dispiace.
Scusami se non ti ho protetto.
Scusami per gli attacchi di panico quando tutto intorno a noi sembrava tranquillo, scusami perché a volte non riuscivo a respirare nonostante il fatto che tu mi rendessi immensamente felice. Non è mai dipeso da te, soltanto che io mi sono sempre sentita inadatta a tutto. Scusami, dunque, se non ne ho fatto mistero e se al ristorante ti chiedevo di ordinare al posto mio, perché le parole mi facevano marcia indietro nella gola.
Ti ho tacitamente imposto di stare davanti a me nella mia personalissima trincea. Ti ho mandato a combattere le mie guerre lasciandoti rischiare di perdere le tue.
Ti chiedo perdono.
Mi ero ripromessa che non avrei più fatto un errore simile, che avrei semplicemente a ridere quando tutto sembrava andare per il meglio, che avrei trovato il coraggio di riconoscere i miei pregi senza per questo dimenticare i miei limiti.
Non ce l'ho fatta.
Avrei voluto essere leggera come una carezza, per te.
Avrei voluto essere il petalo di un fiore che ti cade sul viso all'improvviso e ti lascia addosso la piacevole sensazione di essere una persona fortunata. Avrei voluto assomigliare a un giorno di vacanza, a un viaggio fuori programma, al profumo di casa tua. Avrei voluto assomigliare alle “tue” cose, quelle che ti fanno stare tranquillo. Avrei voluto essere un gioco, l'unico gioco che se dura tanto è anche meglio, un gioco di quelli che non creano dipendenza, ma che quando ci si può giocare lo si fa volentieri e si torna bambini.
Avrei voluto esserti d'aiuto e mai di peso.
Mi dispiace molto.
—  Susanna Casciani