coscienza sporca

Passi dall'innocenza ai sensi di colpa, dall'incoscienza alla coscienza sporca
—  Emis Killa
A volte penso a quelle donne.
Quelle donne che ogni giorno sono vittime di violenze fisiche e psicologiche.
Penso a quei ragazzi dietro ai banchi di scuola che vengono derisi o anche menati.
Penso a quelli che vengono giudicati ed emarginati semplicemente per il proprio orientamento sessuale o per la propria razza.
La verità è che viviamo in una società che si limita a basarsi su delle cose superficiali. Una società con una mentalità cosí all'antica da non riuscire ad accettare nemmeno la parità dei sessi.
Una società che non è ancora pronta ad accettare la diversità, che respinge tutti quelli che non seguono la massa e che preferiscono sentirsi liberi a modo proprio, perché in fondo una regola di vita non c'è e quello della normalità è solo un concetto acquisito col tempo.
Ma io mi chiedo: come fate voi mogli e compagne a passare le notti al fianco di uomini che non fanno altro che farvi del male?
Come fate voi ragazzi ad accettare di essere umiliati e a subire senza reagire?
Voi bulli, non ricevete nessuna visita la notte dalla vostra coscienza sporca?
E voi “normali”, non credete che sia il caso di iniziare a guardare verso il futuro?
Reagite, iniziate a vivere.
Non siate schiavi della libertà altrui e soprattutto, BE DIFFERENT!!!
—  @deepeyes-14

anonymous asked:

ma weesopazzodite ti e parente davvero come dicono te ne sei sposate parecchie qui dentro?

Mi sono rotto i coglioni, non sono io e’ nemmeno lo conosco, ho sempre avuto solo questo blog, non me ne sono sposate nessuno qui, qui sto solo x divertimento e’ niente piu’…. basta pensate che cazzo volete voi su di me, non me ne frego un cazzo, importante che io so di avere la coscienza pulita non sporca…. scusate l'espressione…..

Cara me del futuro,
ho deciso di scriverti una lettera. Sarebbe troppo facile rinnegare le difficoltà degli anni che hai passato, magari riproponendo la frase “ma sì, alla fine sono gli anni più belli della nostra vita.” Vorrei farti delle raccomandazioni, anche se temo o, forse spero, che non cambierai. Anzi, ne sono quasi certa. Vorrei che te la prendessi di meno per le cose, che valutassi le cose importanti e quelle futili, banali, inutili. Vorrei che non ti facessi sempre venire il sangue marcio per gli altri che, alla fine, ottengono sempre quello che vogliono. Vorrei tanto che cercassi di trovare in qualcuno la tua salvezza. Vorrei che ti dedicassi completamente ad una persona e che tutto ti sia ricambiato nel modo migliore. Ci terrei molto, sai?
Vorrei, inoltre, che perdessi anche qualche chiletto, tanto non fa male a nessuno. E poi sogna sempre, ad occhi aperti, chiusi. Sogna mentre dormi, ma soprattutto mentre vivi: aiuta a non pensare troppo a ciò che ti distrugge. Inoltre, vorrei tanto che rimanessi così: semplicemente tu. Una ragazza semplice, senza sovrastrutture, che arrossisce ad una parola dolce e si incazza ad una frase che, in quel momento, non ci sta. Vorrei che avessi anche nuovi amici, di quelli che se stai male, dopo pochi minuti sono lì da te con una abbraccio ed un paio di rassicurazioni. Vai a tutti i concerti che puoi, solo tu sai quanto ti rendono felici. Leggi ancora di più, perché ti amplia la mente ed il cuore e solo così potrai affermare di aver vissuto più vite. Cerca di fare qualche viaggetto, divertiti, goditi la vita pur rimanendo composta. Continua ad amare la musica ed ad usarla come scudo, come mezzo di difesa e di non intromissione. E, ti prego, continua a fregartene del giudizio degli altri: non saranno le loro parole a portarti da qualche parte, ma solamente la tua volontà, i tuoi principi e le tue opinioni. Cerca di trovare un lavoro che ti soddisfi e che ti permetta di sentirti premiata, e sii sempre riconoscente e gentile verso chi ti aiuta. Mantieni chiare e determinate le tue idee come lo sono ora riguardo a qualsiasi cosa: politica, società, pregiudizi, vita. Impara solo ad ascoltare di più il giudizio degli altri, anche se poi, molto probabilmente farai di testa tua, è importante. Prosegui con la tua testa senza cedere a compromessi, non ti prometto che andrai lontano, ma non dovrai ogni giorno fare i conti con la tua coscienza sporca. Per favore, apprezzati. Fai in modo di apprezzare ciò che dici, ciò che fai, ciò che sei diventata, ciò che sei. Amati nei tuoi pregi e nei tuoi tanti difetti. E poi, cosa più importante, sii felice, sempre e comunque. Arriverà qualcosa di meglio, anche se sembra un’ improbabile utopia.
Dalla te quasi 16enne
—  Me; BimbaDentro
Sai che cos'è l'autolesionismo? No, non mi riferisco ai tagli e cicatrici. C'è molto di più. C'è che stai male dentro. Che senti l'anima nera e la coscienza sporca. C'è che le lame non ti bastano e le parole non ti escono. E allora, fai parlare “Lei”.

Durante le vacanze estive non incontrai nessuno dei miei compagni, a parte qualche volta Marianne.
Lavoravo 6 giorni su 7 in un lussuoso ristorante del centro.
Ottenni il lavoro grazie sopratutto a Marianne, perché i proprietari erano amici di suo padre.

Non riuscii proprio crederci quando, in un’afosa serata di metà luglio, vidi James seduto in uno dei tavoli del ristorante.
Era da tanto che non lo vedevo, ed era diverso dal solito.
Indossava uno smoking nero ed era circondato da gente come lui, ricca.
C’era una ragazza seduto vicino a lui, era bellissima.
Mi faceva un certo effetto vederlo così.
Mi diressi verso di loro e mi presentai.
“Buonasera, sarò io a servirvi per il resto della cena, avete già deciso cosa prenderete?” Dissi tutto d’un fiato.
Guardai dalla parte di James, il quale continuava a fissarmi come se avesse visto un alieno.
Sforzai un sorriso e presi tutte le ordinazioni.
“Abby.” Disse James.
Si girarono tutti verso di lui. “Conosci questa cameriera JayJay” Chiese la bellissima ragazza.
Non potevo crederci, JayJay, lo aveva appena chiamato JayJay!
Ma che razza di soprannome era?!
“Allora?” Insistette.
Finii velocemente di scrivere le ordinazioni e me ne andai di corsa ma a metà strada qualcuno mi afferrò la mano.
Non fui sorpresa di vedere James quando mi voltai.
“Cosa vuoi?” Sbottai.
“Cosa ci fai qui?” Chiese.
“Sto lavorando.” Risposi, liberandomi dalla sua presa.
“In che senso?”
“Le persone normali lavorano per guadagnarsi da vivere, ecco io sono una di do loro, capito?”
“Non mi aspettavo di vederti qui.” Borbottò.
“Neanch’io.” Bofonchiai.
Rimanemmo in silenzio per un po.
“Devo andare, se no il capo si arrabbierà di nuovo.” Dissi, e me ne andai prima che potesse dire qualsiasi cosa.
“Aspetta.”
Camminai il più velocemente possibile.
Arrivai finalmente in cucina, dove feci un lungo respiro.
Fu una lunga serata, nella quale camminai avanti e indietro un milione di volte.
Scoprii che quella bellissima ragazza accanto a James si chiamava Danielle.
Finii di lavorare verso le 02:00 di mattina.
Presi la borsa e la giacca e uscii.
Mi appoggiai per un istante al portone e sospirai.
Finalmente, pensai.
“Lavori sempre fino a così tardi?” Chiese, una voce familiare.
Non avevo nemmeno bisogno di voltarmi per sapere chi era che lo sapevo già.
“Perché sei ancora qui?”
“Non so, mi andava.” Disse, camminando lentamente verso di me.
Restai a fissarlo.
Era proprio strano vederlo in smoking.
Risi.
“Che c’è?” Chiese, guardandosi attorno.
“Tu.” Dissi.
“Io cosa?” Chiese, confuso.
“In smoking.”
Sorrise.
“Devo andare a casa.” Dissi, uscendo dal vicolo.
“Ti accompagno.”
“Non ci pensare nemmeno.” Dissi, accelerando il passo.
“Sono le due di mattina, pensa se qualcuno ti aggredisse sulla via verso casa, avrei la coscienza sporca per tutta la vita.”
“Sono difendermi benissimo da sola.”
“Come quella volta che sei caduta dalla bici nel bosco.”
“Era diverso.” Borbottai. “Parli te che non sapevi nemmeno impugnare una scopa.”
“Era diverso.” Imitò la mia voce.
“Hey, io non parlo così!” Dissi dandogli un pugno sul braccio.
“Ahi, mi hai fatto male!” Disse, ridendo.
La sua risata, era da tanto che non la sentivo.
“Come potrebbe difendermi uno che si fa prendere a pugni da una ragazza?”
“Guarda che ho fatto judo e arti marziali da quando sono piccolo, ti potrei mandare dall’altra parte della strada se volessi.”
“Certo, provaci.”
“Non mi provocare.”
Risi e così anche lui.
Continuammo a camminare per un pezzo.
“Comunque Danielle è solo la figlia di un amico di mio padre.” Disse, interrompendo il silenzio che si era creato.
Sorrisi e stetti zitta per un po, alla fine dissi : “Non te l’ho chiesto.”
“Mi andava di dirtelo.” Rispose.
Arrivammo finalmente a casa mia.
“Di solito, le normali coppie a questo punto si dovrebbero baciare.” Disse, con tono malizioso.
“Non siamo una coppia e per giunta non siamo mica tornati da un appuntamento.”
“Lo so, ma ho fatto tutta questa strada solo per accompagnarti a casa, qualcosa me lo merito.”
“Non eri obbligato a farlo, e poi non te l’ho mica chiesto.” Borbottai.
“Va bene, come vuoi.” Disse, e fece per andarsene.
Non so perché lo feci ma lo feci.
“Aspetta.” Dissi, affermandogli la mano.
Gli diedi un rapido bacio sulla guancia.
“Grazie.” Mormorai silenziosamente.
Sorrise.
“Buonanotte.” Disse, prima di andarsene.
“Buonanotte.” Ripetei fra me e me.
Rimasi lì per un po, a osservarlo sparire nell’oscurità della notte.
Sempre più lontano.

Salii le scale e mi diressi direttamente in camera.
Presi il romanzo che stavo leggendo durante la gita che avevamo fatto a maggio e l’aprii.
Avevo fatto essiccare la margherita che mi aveva regalato James e lasciata sull’ultima pagina di quel libro.
Restai lì per un po, a fissare quel fiore e ricordare ogni dettaglio di quel momento passato assieme.
Sorrisi, avvolta nel buio che occupava la stanza.

—  ZhuXiaozhen© (parte 6)

anonymous asked:

Buongiorno Dott... Ho un discreto problema... Da qualche anno ho una splendida ragazza, andiamo d'accordo e facciamo un sacco di splendide scopate... ma a me piace un sacco la figa... la tradisco spesso (e volentieri) con altre donne (facendo sempre uso del preservativo) ... lei non sa di questa cosa e io faccio di tutto per tenerla nascosta... ma mi piace troppo avere sempre donne diverse... a parte la mia coscienza sporca, cosa posso fare secondo lei??

Crescere.

anonymous asked:

Frasi sull'amicizia di nitro madman e così via?

“Tipo la coscienza sporca, tutta sulla stessa forca, coi frà sulla stessa svolta, dividiamo mezza torta”

“Non posso fare a meno di dire grazie almeno a te, che mi copri le spalle, almeno a te, che mi copri se sbaglio, quelli che non importa quante prove, troveranno sempre il sole quando piove, quelli che guardo e ci ritrovo una parte di me, sono la forza se la forza non c'è”

Sai cos’è l’autolesionismo? No, non mi riferisco solo a tagli e cicatrici.
C’è molto di più.
C’è che stai male dentro e che ti senti l’anima nera e la coscienza sporca.
C’è che le lacrime non ti bastano e le parole non ti escono.
E allora fai parlare “lei” che ti si presenta come un’amica.
Forse l’unica.
Ha la soluzione ai tuoi problemi perché è tutto il benessere di cui hai bisogno.
In cambio ti chiede, solo una cosa, la vita.
Sì, esatto, che ti si distrugge giorno dopo giorno sotto quei violenti passi di una lametta e che scivola via, come il tuo sangue.
Ti senti fragile e sola e “lei” prende in mano la tua vita e poi stringe forte il pugno.
Finché non ne rimane nulla.
La getta via.
Forse sai che non è la cosa giusta, ma ti fa star bene.