cosa-devo-fare

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fatticurare: “ È la foto dell'uomo sgozzato a Torino. Oggi al suo funerale, la politica, la Boldrini, non c'era nessuno. Buon funerale populisti!! ” FattiCurare, questo disinformato manipolatore di...

coglione said:

FattiCurare, questo disinformato manipolatore di notizie forse non conosce la volonta dei parenti nonostante il suo commovente interesse per l'accaduto: è già il secondo post…il primo era una vignetta. Eccolo.

Bloccare ‘fatticurare’ non mi serve a nulla. Cosa devo fare per non vederlo più sulla dash? Me lo ritrovo addirittura tra i post “raccomandati”!

Non che mi piacciano PD e Boldrini, per carità… ma letteralmente DETESTO questi furbetti finto-ultranazionalisti con ancora la puzza d'olio di ricino addosso

Caro coglione, generalmente posto quello che trovo interessante su twitter, così, perché piaccia o no e non leggi sino in fondo (il rif. ad es. è per l’italiano ucciso al mercatino), che le istituzioni non si siano fatte sentire è la verità, quindi manipolatore a chi?

Ora, caro comunistello, fotte un bip che tu mi legga e faccia commenti beceri, ma l’olio di ricino te l’avrà dato tua madre. 

(fascista sarai tu c aglione) 

C aglione scandalizzato.

lo non ti trovo mai tra i post “raccomandati”!  :D

Non mi cercare se poi non hai tempo per me
Non mi illudere se poi non ci sei quasi mai
Non farmi dipendere da te se poi te ne vai
Non darmi attenzioni se poi smetti di farlo
Non darmi affetto se poi mi fai morire per averlo
Non riempirmi di emozioni se poi mi lasci un vuoto
Non farmi affezionare se poi sparisci
Non dirmi bugie se sai che poi mi fai male
Non darmi il tuo tempo se poi non ne hai più da condividere
Non farmi stare bene se poi devi farmi continuamente soffrire
Non farmi piangere di felicità se poi mi fai piangere di tristezza
Non aggiustarmi il cuore se poi me lo devi distruggere
Non lo fare ti prego, non lo fare.
Piuttosto lasciami stare, sono stanca di soffrire.
—  moriresilenziosamente
E perché fa male sapere che non sei abbastanza, che gli altri preferiscono qualcun’altra al tuo posto, che non sei la prima scelta per la persona che tu sceglieresti sempre per prima, in ogni circostanza, senza pensarci due volte.
Fa male perché poi ci si mette anche l’illusione ad aumentare il dolore. Tutti ci illudiamo, lo facciamo persino quando sappiamo che la cosa che speriamo non accadrà mai, ma illudersi, almeno per un momento, rende tutto più bello, ti fa sentire vivo, anche quando la pallottola ormai ti è entrata nel cuore.
Però poi quando devi fare i conti con la realtà, ti senti mille volte più a pezzi.
Ora spiegamelo tu, come sto. Perché io non lo so. E soprattutto dimmi che cosa devo fare per dimostrargli che sono cambiata. Anzi, per dimostrargli che, grazie a te e per la prima volta, sto diventano davvero me.
—  Massimo Gramellini, Chiara Gamberale

Non mi fa rabbia che ci siamo lasciati. É normale lasciarsi, tutti si lasciano. Mi fa rabbia che se non avessimo fatto diecimila stronzate dopo, adesso magari non eravamo così incazzati l’uno con l’altra. E magari riuscivamo a parlarci e a guardarci negli occhi senza ringhiarci contro. Perché mi manchi, mi manchi da morire. Peró non riesco più a guardarti negli occhi, a parlarti. É più forte di me, quando ti vedo, vorrei scappare via. M’incazzo con tutti, ti maledico in tutti i modi. E tu fai lo stesso, e ci malediciamo, perché sappiamo benissimo che insieme staremmo ventimila volte meglio, ma noi insieme, proprio non riusciamo a starci.

È cosí illogico.
È cosí senza senso stare sveglia a pensarti.
A pensare a te, che non mi vedevi da tanto e quando mi hai vista, ti sei girato.
Hai fatto finta di niente.
Eppure io sono qua e non dormo.
Non ci riesco a dormire.
Il pensiero di te fa troppo rumore.
Rimbomba troppo forte nella mia testa.
E quanto vorrei riuscire a non darti alcuna importanza, a scacciare quell'immagine di te che mi ruba l'anima.
Però non ce la faccio e in realtà lo so benissimo il motivo.

Perché sei stato la mia speranza, e quando una persona diventa la tua speranza non puoi dimenticarla così, schioccando le dita.
Perché io ci credevo, io ti credevo.
Ti credevo quando mi sorridevi e ti avvicinavi, quasi senza farmene accorgere, quasi come se sapessi che ti volevo ma avevo paura.
Ti credevo quando alzavi lo sguardo e mi fissavi, in mezzo all'altra gente, e senza bisogno di parlare mi capivi in un attimo.
E quindi sí, ci speravo davvero.
E ci ho sperato talmente tanto da non capire di essermi immaginata tutto. C'ero troppo dentro per rendermi conto che fosse tutta un'illusione.
C'ero troppo dentro, ma ci sono tuttora, perchè scrivo ancora per te, anche se non lo sai. E non lo hai mai saputo.
Però non ti preoccupare, adesso smetto sai? Chiudo, lo giuro.

Non ti penserò più, come fai tu. Che poi, in realtà, tu non lo hai mai fatto.
Sarà facile, ogni volta che mi verrà da pensarti, penserò a un tuo difetto. Un tuo difetto che odio tanto.
E difetto odioso dopo l'altro, comincerò ad odiare te.
C'è solo un problema. Che io i tuoi difetti non li odio, li amo.
Come quel tuo fischiettare nei momenti in cui vorrei godermi il silenzio.
O come quando, una qualche volta, sbagli un verbo e te lo faccio notare e tu mi prendi in giro.
Oppure quel tuo orecchio a punta, che fa ridere tutti e che però a me piace tanto.
Io non lo riesco a trovare un tuo difetto che mi faccia arrabbiare, perché quando si parla di te, mi viene solo da sorridere. Anche se è tutto un gran bel film che esiste solo nella mia testa. Lo so.

E allora dimmelo tu come faccio a dimenticarti.
Perché per ogni motivo valido che trovo per lasciarti andare, me ne vengono in mente altri cento per i quali dovrei sperarci ancora.


@contanosoloidettagli

Oggi sono andato al centro estetico per la beauty session prima delle vacanze NEL mare. Ho fatto la ceretta. Dice “ma gli uomini non dovrebbero fare la ceretta”. Avete ragione. E il prossimo passo quale sarà? Uomini che insegnano all’università? Uomini sulla luna? 

Non avevo mai fatto la ceretta prima. Non sapevo cosa aspettarmi. Mi hanno messo in uno stanzino e una signora ha bussato. Sì? Era la signora della ceretta. Mi ha fatto stendere sul lettino e mi ha versato questa lava profumata addosso. Il profumo era piacevole, ma era comunque lava. La signorina ha detto che la temperatura era intorno ai 38 gradi, ma la signorina ovviamente non sapeva niente dei famosi grandi centigradi, perché in quella lava c’erano almeno 87 gradi. Era piena di gradi. Poi mi fa un massaggino e io penso che la ceretta è carina dopotutto e poi comincia a parlare. Perché vuole parlare? Perché mi sta distraendo? Lo scopro subito: non appena mi rilasso strappa via del tessuto cutaneo dal mio corpo. Tira via pure un braccio. Mi strappa i peli, lo strato superficiale dell’epidermide, la dignità, la speranza. Non so cosa fare. È solo l’inizio e dovrò sopportare almeno venti minuti di queste cose. La signora mi chiede se provo dolore. Rispondo strizzando le labbra e risucchiandole nella bocca. Le labbra ora non sono più visibili.

La signora è cattiva. Mi gioco la carta “coraggio delle donne”. Dico alla signora che se le donne fanno questo ogni tre per due allora sono davvero coraggiose. La signora si gioca la carta “e allora la gravidanza” e lì non posso che perdere. È come quando giochi al mercante in fiera e non compri l’ananasso e l’ananasso vince tutti i soldi.

Decido di tacere. A un certo punto faccio un movimento improvviso con la faccia e una cascata di lava mi copre il volto. Sembra di stare a Pompei nel 79dc solo che io non sono morto prima per via dei gas e dei lapilli, avete capito abitanti di Pompei fortunelli? La signora dice che è colpa mia e se la signora dice così allora è colpa mia.

La signora continua a spalmare lava bollente e strappare e sarebbe carino dire che ormai non provo più dolore, ma in realtà il male è talmente grande che arrotolo le braccia come quelle trombettine di cartone di capodanno che uno ci soffia dentro. 

A un certo punto la signora mi dice che mi devo alzare perché mi vuole guardare. Dice che vado bene e se ne va. Io resto solo nello stanzino. Non so cosa devo fare. Rimango per altri quaranta minuti tremolante sotto il lettino.