cortellazzo

Cortellazzo, ore 8.15
Puntuali come un orologio svizzero (o quasi) e con una splendida giornata di sole il viaggio di Perdipiave inizia dove il Piave incontra l’Adriatico.
A illustrarci il primo tratto del fiume sacro alla Patria e i suoi segreti l’esperto pescatore Moreno Ongaro che ci ospita sulla sua barca.
Assieme a loro il nostro videomaker Claudio Polotto, sempre pronto a immortalare i momenti salienti di quest’avventura.
L’atmosfera ricorda un po’ i Malavoglia, o se volete la barca per gamberi di Forrest Gump…
Buon viaggio ragazzi!

Paolo Mazzucchelli può portare molte giustificazioni: si tratta di piccolezze, si tratta di refusi, si tratta di sciatteria redazionale e non di scarsa conoscenza dell’italiano, le delibere non le scrive lui. Ma gli errori nelle delibere approvate dalla giunta comunale di Cairate sono proprio tanti. Se questa è la qualità linguistica delle delibere che il sindaco di Cairate approva, è credibile quando giudica l’italiano altrui? E può farlo in piena coscienza e con autorevolezza?
Le streghe marinare


Una leggenda sulla bella località di Cortellazzo racconta di un gruppo di streghe che si divertiva a spaventare i viandanti, organizzando scherzi a chi si avventurava sulle strade non illuminate dalla luna. Le streghe per esempio, nelle notti di luna piena, amavano slegare le barche ormeggiate sui porticcioli.
Anche Francesco, un giovane pescatore, conosceva bene le burle delle streghe del mare. Tra tutti gli abitanti di Cortellazzo era comunque l’unico a non essere spaventato della loro presenza e fu proprio Francesco l’unico a chiedere loro aiuto.

Francesco era amareggiato perché la Piave era ammalata. Purtroppo la deviazione che ne fecero i Veneziani, scavando un nuovo alveo che sfociava nella zona di Cortellazzo, fece peggiorare le condizioni del fiume.
Il fatto che il fiume stesso non fosse, a detta degli abitanti, il responsabile dell’interramento della laguna, con la possibilità di perdere isole importanti, spinse Francesco a chiedere aiuto alle streghe affinché intervenissero in soccorso dell’amato Piave. Gli scavi e le arginature provocarono danni alle coltivazioni e la Piave si ammalò trasformandosi in un grande lago di acque paludose e malsane.

Le streghe decisero di aiutare il giovane pescatore: pronunciando alcune formule magiche fecero nascere una nube nera piena d’acqua che esplodendo diede vita ad un ciclone sopra il fiume.
L’incantesimo scatenò la più grande piena che si ricordasse, era il 1683.
Quella notte la rabbia del fiume risparmiò tutte le case, tutti gli uomini e gli animali schivando gli ostacoli come in una sorta di danza magica.
Le streghe inforcarono le loro scope e sparirono nell’oscurità.

A bordo della barca “Armando” di Moreno Ongaro ci godiamo i riflessi del mattino sulle acque placide del Piave in direzione San Donà. Il nostro viaggio è cominciato…