coral e

when trying to pitch the barebones’ story to his father, Langdon Shaw starts listing evidence he sees to support Mary Lou’s claim that witchcraft is behind it and one of the first things he lists is “the crazy disturbances in the subway”. does this mean that when credence hides in the subway at the climax of the film it isnt the first time he’s been there? does this mean that credence, when frightened and angry and overwhelmed into the shreds of his obscurus, routinely flees to and seeks shelter in the dark dripping subway tunnels after losing control and knowing he slipped up? does this mean that credence has gone time and time again into the deep dark to hide from what he’s done and what he is and creep along the walls like choking black vines until he collapses back into himself shaking and crying and walks all the way home hating himself?

in with the new
  • i love the roses everywhere it feels so springy and wonderful
  • ransom and holster fighting makes me emotional
    • he s a coral r e e f remember your words dammit
      • idk what im doing either bud its ok
  • IM AN ECON MAJOR, CHRISTOPHER 
  • I kinda want to make… money?
    • same
      • soft same
        • me: hard same
  • lardo looks like a hacker that hasn’t digested anything other than leftover pizza and orange soda in days
    • help her
  • NEW MANAGER???
  • n e w m a n a g e r!!!
  • the trio. nursey dex and chowder… i love my sons
  • wow i love her 
    • dex throwing the papers in the back
    • will nurseys chill-ness ever not hurt him?
  • tag yourself im the girl that doesnt even go here!
    • I’m a fr-freshman….. free him :(
  • SHES BACK YES
  • YES YES YES
    • y e s maam
  • I want to hang out with my best friend in boston for another year
    • :’( im not crying you’re crying
    • bros bein bros
  • tearing up,,, bros
  • big and emotional is an alternative title of check please, to be honest
  • in conclusion: i love my children, someone help lardo, and can we please get the new manager to yell at me to get my life together?

Get the glow: the secret to deep-water corals’ radiance 

Researchers have pinpointed the reason that deep-water corals emit an eerie glow: to help their algae do photosynthesis.

Scientists know that in shallow waters, the organisms light up green, using fluorescent proteins as a kind of sun block. The proteins soak up harmful ultraviolet rays, re-emit green light and shield their symbiotic algae, which supply most of the corals’ energy needs through photosynthesis.

In 2015, a team led by Jörg Wiedenmann at the University of Southampton, UK, found that deep-dwelling corals also fluoresce — this time in an array of vivid yellows, oranges and reds. Some of these organisms live in water as deep as 165 metres, where little sunlight reaches them, and most of what does is in the blue part of the spectrum. So the researchers suspected a different reason for the glow.

Now, Wiedenmann thinks his team has the answer: the corals use a fluorescent protein to make the most of the small amount of light available in their habitats for photosynthesis. In other words, the deep-water corals and their shallow relatives fluoresce for opposite reasons.

Smith, E. G. et al. Proc. R. Soc. B 284, 20170320 (2017).

The orange–red fluorescence of a protein found on deep-water corals helps the organisms to do photosynthesis in their low-light habitats. E. Smith

🇮🇷 Gemstones in Farsi 🇮🇷

Originally posted by a-stoned-blonde

inspired by the post by spanishland

gemstone = سنگ‌های قیمتی (sanghây-e-qeymatî)
jewel = جواهر (javâher)
precious metal = فلز قیمتی (felez-e-qeymatî)


amber = کهربا (kahrobâ)
amethyst = آمیتیست (âmîtîst)
agate = عقیق (’aqîq)
aquamarine = زمرد کبود (zomorrod-e-kabûd)
beryl = گوشنیت (gûshenît)
carnelian = عقیق جگری (’aqîq-e-jegarî)
coral = مرجان (marjân)
diamond = الماس (almâs)
emerald = زمرد (zomorrod)
garnet = لعل (la’l)
gold = طلا,زَر (zar/talâ)
jade = یشم سبز (yashm-e-sabz) 
jasper = یشم (yashm)
lapis lazuli = لاجورد ,لاژورد (lâzhvard/lâjvard)
malachite = مرمر سبز (marmar-e-sabz)
marble = مرمر (marmar)
moonstone = سنگ ماه (sang-e-mâh)
opal = اوپال (opâl)
pearl = مروارید ,دُر (dor/morvârîd)
platinum = پلاتین (plâtîn)
quartz = دُرّ کوهی (dorr-e-kûhî)
ruby = یاقوت (yâqût)
sapphire = یاقوت کبود (yâqût-e-kabûd)
silver = نقره (noqre)
tiger’s eye = چشم‌ببری (chasm-babrî)
topaz = زبرجد هندی (zebarjand-e-hendî)
turquoise = فیروزه (fîrûze)

anonymous asked:

Eh allora dai, racconta.

Va bene, racconterò una storia che ho scritto un po’ di anni fa.
Vieni con me, ti prendo per mano e ti porto su un sentiero contornato da bellissimi fiori, tutti colorati. Da lontano vediamo una casa sulla scogliera, è lì che siamo diretti. È una meravigliosa villa, tutta bianca col tetto rosso, finestre e balconi in stile antico, fiori e piante rampicanti. Proviamo ad entrare ma la porta è chiusa, come anche le finestre, da cui per altro non si vede nulla dell'interno. Non c'è un campanello da suonare e intorno non si vede nessuno, c'è solo tanto silenzio. Ti arrendi già? Conosco un passaggio segreto che farà al caso nostro. Devi solo avere il coraggio di tuffarti dalla scogliera. Ecco, in profondità, nascosta da coralli e alghe c'è una porticina. La apriamo e ci ritroviamo a salire su per una scalinata di pietra. Alle pareti sono dipinti disegni astratti dai colori sgargianti. Arriviamo in una stanza. Le pareti sono grigie ed è piuttosto spoglia. C'è solo un letto vuoto e ragnatele un po’ ovunque. In un angolo c'è un bambino di circa 7 anni che trema, e stringe tra le mani una collanina con un crocifisso. Usciamo dalla stanza e attraversiamo il corridoio, dove un raggio di sole ci sfiora e ci fa sorridere. Entriamo nella stanza di fronte. Le pareti bianco candido sono macchiate di sangue. Intorno a noi ci sono delle sagome nere, non hanno un volto e nemmeno un corpo materiale, sono come delle ombre e urlano terrorizzate. In fondo alla stanza c'è un trono, sul trono un mostro, fatto di soldi, che poggia i piedi su un tappeto che raffigura il mondo. Vediamo un ragazzo di 17 anni, è il bambino dell'altra stanza che è cresciuto. Tra le mani tiene una pistola in cui si ostina a mettere dei fiori che puntualmente si polverizzano. Scappiamo da li dentro salendo per una scala tutta buia, facendo fatica e inciampando. Arriviamo così nella terza stanza. Le pareti sono di un azzurro accecante e per terra ci sono molte frecce bianche e appuntite. C'è il solito ragazzo seduto per terra, potrà avere massimo un anno in più. Ha gli occhi un po’ troppo verdi e nasconde le braccia dietro la schiena. Ha un sorriso strano e non parla, ci guarda ma non ci vede. Usciamo e attraversiamo un altro corridoio, e sentiamo il pianto di un bambino provenire da chissà dove. La stanza di fronte è rettangolare e molto lunga. Ci sono dei letti lungo tutte e due le pareti laterali e una scia di petali rossi sul pavimento. Seguendola arriviamo fino in fondo alla stanza, c'è un gruppo di ragazzi tutt'intorno a un letto e sentiamo dei lamenti provenire da lì. Cosa sta succedendo? Ma ti prendo e ti porto via, non voglio che guardi. Saliamo una scala, sulla ringhiera crescono intrecciate rose selvatiche, fai attenzione a non pungerti. Quinta stanza. Pareti rosso scarlatto macchiate di giallo. Un letto e ancora quel ragazzo, coi piedi legati, non può scappare. Sta dipingendosi dei tramonti sulle braccia. La stanza è invasa da bolle di sapone, alcune lucide e altre opache. C'è una piccola anima verde ai piedi del letto e tiene stretta in mano una chiave. Tra le fughe del pavimento scivola un liquido denso e blu e ci sono sparpagliati dei pezzi di carta, poesie scritte con inchiostro lilla sbavato, ormai illeggibile. Usciamo da lì e senti le scarpe bagnarsi, c'è acqua per terra, rose e girasoli appassiti. Entriamo nell'ultima stanza. Sembra tutto normale. Su un tavolo sono sparse tante matite e molti fogli di carta, ritratti. Ci sono due gatti belli grandi che stanno ai piedi di un ragazzo dagli occhi di ghiaccio, privo di espressione, che tiene in bocca un fiore tutto verde. C'è anche il solito ragazzo dagli occhi verdi, sorride mentre cancella parole dai muri. Intanto mangia strane caramelle tutte di diverse forme e colori. Ci sono delle farfalline bianche che tentano di entrare dalla finestra, ma è sbarrata. Il ragazzo dagli occhi verdi si alza, e sposta delle piante, dietro c'è una porta. Lo seguiamo in quella stanza segreta. È piccolissima, c'è lo spazio solo per un letto e la luce non si può spegnere. Le pareti sono nere con punti bianchi luminosi. Lui prende un cuscino a forma di cuore e comincia a tirare fuori delle penne fatte di nuvole da sotto il letto. Dovrà provarne molte prima di trovare quella che scriverà sul cuore. Alza lo sguardo e si accorge di noi. Ci consegna una chiave che brilla. A cosa servirà?

A veces creo que decirte musa
es una palabra un poco débil
como para nombrar
todo lo que en mí despiertas
no, no eres la musa
sino la misma música de la lira
los rayos que caen en la noche
y hacen despertar a los monstruos,
no, no eres musa
eres la región que habita la memoria
en la fantasía
blues de madrugada convergen
en mis ojos
y te conviertes en el enigma
de mi sombra y mis pasos
como si desde hace siglos
yo estuviera condenado a buscarte
la piel me queda corta
a la hora de ser amante
fall in love
y no falles
no te resistas
no le tengas miedo a la cursilería
quiero que vomites
pétalos de flor
y verte cagar arcoíris
yo tengo a la poesía para nombrarte
tú tienes un par de redondas tetas
que a su vez son bombas
que desprenden coral e historias
de mordisco y chupetón
no, no eres la musa
no puedes convertirte en eso
sería como reducirte
ya eres el poema hablante
—  Alguien que quiere abrazarte toda, Quetzal Noah

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

- Costantino Kavafis

Quando tu mi hai scelto
- fu l’amore che scelse –
sono emerso dal grande anonimato
di tutti, del nulla.
Sino allora
mai ero stato più alto
delle vette del mondo.
Non ero mai sceso più sotto
delle profondità
massime segnalate
sulle carte di mare.
E la mia allegria era
triste, come lo sono
quei piccoli orologi,
senza braccio cui cingersi,
senza carica, fermi.

Ma quando mi hai detto : “Tu”
- a me, sì, a me, fra tutti –
più in alto ormai di stelle
o coralli sono stato.
E la mia gioia
ha preso a girare, avvinta
al tuo essere, nel tuo pulsare.
Possesso di me tu mi davi,
dandoti a me.
Ho vissuto, vivo. Fino a quando?

So che tu tornerai
indietro. E quando te ne andrai
ritornerò a quel sordo
mondo, indistinto,
del grammo, della goccia,
nell’acqua, nel peso.
Sarò uno dei tanti
quando non ti avrò più.
E perderò il mio nome,
i miei anni, i miei tratti,
tutto perduto in me, di me.
Ritornato all’ossario immenso
di quelli che non sono morti
e non hanno più nulla
da morire nella vita.

—  La voce a te dovuta, Pedro Salinas

anonymous asked:

E/R Everyone thinks we came to this party as a couple because our costumes match what’s your name AU please~

(I can do that for you, Anon! Please have some dorks at a Halloween party.)

“Oh, for fuck’s sake,” says the person next to him, and Enjolras startles, because that is definitely a man’s voice, and his interlocutor looks very, very much like a woman, “and on top of it all, you’re not even dressed as a Greek.”

“I’m sorry?” Enjolras asks, raising a brow and looking them over. They (he?) is wearing a long, flowing toga-that-is-probably-not-called-a-toga in delicate shades of blue, their black curls piled at the back of their head and threaded with silver, an attractive curl falling along their neck. And then, oh, this is probably the person who people keep talking to him about, the mysterious costume partner he didn’t know he had.

Keep reading

Mulher africana- 1641

Uma imponente mulher negra, uma criança e a natureza exuberante à sua volta apresentam esta pintura em primeiro plano, adornada com um colar de coral e outro de perolas, pingentes e brincos além de uma pulseira de ouro e na cintura um cachimbo semelhante ao dos holandeses.

Albert Eckhout

Óleo sobre tela, 265x178 cm.

Museu Nacional da Dinamarca, Copenhague

«Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.»

Konstantinos Kavafis, Itaca.