convogliati

Come può essere vero che tutto passa? Passano i giorni, i mesi, gli anni. Passano le canzoni di sottofondo alla radio. Le trasmissioni in tv. I sogni che distrattamente si infrangono contro il muro della realtà. I desideri che non si affollano più l'uno sull'altro nella nostra mente, ma vengono repressi dall'incontrollabile scorrere degli eventi. Passano i profumi che si disperdono nell'aria di una città troppo caotica, i soldi nelle mani di mille persone diverse, il fumo di una sigaretta o di un caffè che si espande intorno. Passano i treni, gli aerei, le auto. Passano i viaggi, quando tristemente si ritorna a casa. Passano periodi di pioggia e di sole alternato, periodi di quiete e di caos, di armonia e confusione. Passano le cose materialmente, ma non passa la loro essenza. Non passano i ricordi convogliati dalla nostra mente, i pensieri che si nascondono dietro eventi quotidiani. Non passa ciò che abbiamo vissuto. Non possiamo cancellare il passato, il presente, tantomeno il futuro perché nulla è prevedibile. È dunque vero: non passano le persone. Non passa mai dalla mente la loro andatura, i loro punti deboli, le caratteristiche, persino le emozioni che ci fanno provare. Passa il dolore momentaneo, ma non quello perenne. Passano gli eventi irrilevanti, ma non quelli indelebili. Passano le persone futili e frivole, ma mai quelle significative.