controllor

‘san siro’
preparatevi a condividere sorrisi, lacrime, brividi con ragazze che vi sembrerà di non conoscere, ma fanno parte di te. preparatevi ai brividi lungo la schiena, all’adrenalina, preparatevi al miglior momento della vostra vita. preparatevi a conoscere gente meravigliosa, ad imparare a rispettare tutti, larry, ziam, zerrie shippers o altro. preparatevi alle lunghe ore in fila che amerete, e vorrete tornarci quando tutto sarà finito. preparatevi ai brividi che proverete quando sedute in cerchio inizierete a cantare tutte le loro canzoni, durante l’attesa. preparatevi alla sensazione migliore che si possa avere, preparatevi a sentirvi voi stesse, vive, perfette, nel posto giusto. preparatevi perché non realizzerete che quello che staranno staccando sarà il vostro biglietto, che il controllore dirà ‘entra’. preparatevi a correre una volta aperti i cancelli, a ridere a mandare a fanculo i piedi che bruciano. preparatevi a respirare l’aria di quello stadio, a urlare, a guardarvi attorno e dire ‘non ci credo’ perché sarà esattamente così preparatevi a sentirvi a casa vostra. preparatevi alle urla che si genereranno ogni cosa succeda e voi ne sarete coinvolte. preparatevi ai rumors del momento ‘i ragazzi sono arrivati’ ‘oddio ho visto niall’ ‘ma che dite? sono in albergo ancora’ preparatevi ad abbracciare gente che non conoscete, ma che condivide questo sentimento così grande con voi. preparatevi a quando tutte insieme canterete ‘torn’ e dentro ogni sguardo ci sarà quel senso di malinconia. preparatevi ai mini infarti quando arriverà un bus enorme o una semplice macchina a vetri scuri. preparatevi a coloro che apriranno il concerto perché li amerai, ogni cosa sarà perfetta quel giorno. preparatevi a quando le luci si spegneranno, le urla di alzeranno, e capirete che è arrivato il momento che aspettate da una vita preparatevi alla canzone di apertura, perché quella non la dimenticherete mai qualsiasi cosa succeda. preparatevi a correre verso il vostro posto, che sia anello, o prato sarà il posto migliore in assoluto. preparatevi a ridere CON loro, preparatevi ad averli PER voi. perché in quel momento sarete nello stesso posto. voi e loro. preparatevi alla vostra canzone preferita, perché quando partirà sentirete quei brividi in più e sarà dedicata solo a voi. preparatevi ai bassi di Liam, quelli sono da infarto dal vivo preparatevi alle battute idiote di Harry, alla sua stranezza, alla sua voce rauca che vi farà impazzire. preparatevi ad avere i brividi in una maniera assurda, dopo gli acuti di Zayn. sentirete lo stadio tremare. preparatevi alla risata di Niall, al suo italiano, alla sua chitarra. preparatevi a Lou, lo sentirete urlare, ridere, ma preparatevi alla sua voce perché credetemi, dal vivo è magia. vi rapirà. preparatevi alle canzoni movimentate, a saltare, cantare a rischiare di cadere dal posto, di finire schiacciata a terra. preparatevi a cantare più forte di loro, a fargli tatuare questo momento nei loro cuori, preparatevi ai loro occhi lucidi. preparatevi alla band musicale, alle guardie del corpo che odierete, alle transenne, alle bottigliette d’acqua, a correre. preparatevi ai video durante le pause, alle ‘twitter questions’ che vi faranno morire dal ridere. preparatevi a little things, perché sarà una delle più emozionanti, sarà come una magia. preparatevi alle canzoni di up all night, perché quelle sono impossibili da dimenticare, sarà come fare un salto indietro. preparatevi a what makes you beautiful, ultima della lista, prima nei nostri cuori per sempre. preparatevi alla canzone finale, non saprete se piangere o ridere o continuare a sognare, ma vivetela tutta. preparatevi a piangere durante i loro saluti, ma ricordate non se ne andranno per sempre, nel vostro cuore sono sempre lì. preparatevi alle canzoni allungate, alle parti che faranno cantare solo a voi, alle acrobazie, alle parole cambiate. preparatevi a realizzare che saranno davanti a voi non dietro un poster o un video su youtube. preparatevi alle luci spente, alla band musicale che scende dal palco, a tutti che si alzeranno non pronti per andarsene. preparatevi a piangere a voler rimanere lì dentro ancora un po’ a sperare un loro ritorno a sorpresa. preparatevi ai ‘devi uscire, è finito’ alla differenza dall’entrata all’uscita, gente che camminerà piano come non voler andarsene. preparatevi a pensare che è durato tutto troppo poco che è passato velocemente, preparatevi a piangere anche due o tre ore dopo. preparatevi ai ‘li rivedrai, non piangere’ ‘non fare così’ ‘ma perché piangi se li hai visti?’ preparatevi a riascoltarli nelle cuffie il giorno dopo, oddio, quasi non ci crederete, nemmeno appena li vedrete in foto. preparatevi a realizzare che si, avete fatto parte del Where We Are Tour. preparatevi ai mesi seguenti quando si apriranno vostre foto o video del concerto sembrerà tutto così strano, impossibile. preparatevi al modo assurdo in cui vi mancheranno dopo il concerto, sopratutto il giorno dopo, vi mancheranno troppo. preparatevi a quella sensazione di tristezza nel vedere il posto del concerto VUOTO la mattina seguente. preparatevi ma sopratutto ricordate che finalmente avete realizzato il vostro sogno, che li avete avuti lì con voi, che avete vinto. IN QUESTO MOMENTO, ricordate di vivere il countdown ragazze, perché vola tutto velocemente. vivetelo tutto. directioners, li vedrete. non importa se per la prima o la millesima volta, sarete li, capite? voi, sarete li. non dite mai ‘mancano ancora 184-185 giorni non vedo l’ora che passano’ perché una volta finito vorrete tornare ad oggi. per quelle che li vedranno la prima volta, come me, non sarete a casa a piangere bellezze, sarete sotto quel palco, con loro. per quelle che li hanno già visti, anche questa volta proverete le stesse emozioni, il vostro sogno non si ferma. voi che avete pianto al ‘sold-out’ di verona e milano, potreste essere quelle che toccheranno le loro mani. i sogni sono fatti per essere realizzati, e si bellezze, voi ci siete riuscite. avete vinto contro tutti. vivetelo. tutto. ricordate: non piangete quando tutto sarà finito, perché la fine è semplicemente l’inizio. credete ai ‘li rivedrete’ perché, avete visto? sembrava impossibile eppure li incontrerete e succederà altre volte. ricordatevi di guardare la strada quando correte verso il loro bus, hahah no seriamente, state anche attente. ho gli occhi appannati sto piangendo come una cogliona, vi ho uccise? beh, sappiate che succederà TUTTO questo, meraviglie. per chi anche questa volta sarà a casa, NON ARRENDETEVI, sembrano le solite frasi fatte, ma ci riuscirete, CREDETECI. allora, caricatevi, non scordate niente (specie i biglietti AHAHAH) e.. ‘san siro, are you ready?’
NON STO PIANGENDO, NO. MI E’ SOLO FINITA UNA CIPOLLA INTERA NELL'OCCHIO.
—  Non ho idea di chi sia, l'ho trovata su facebook. Se sapete la fonte, inseritela.
Una vecchia donna andava sempre alla stazione, nel reparto “oggetti smarriti”. Diceva: “ieri ho perso una cosa.” Quelli del reparto la conoscevano bene.Le consegnavano un grosso scatolone e la guardavano andarsene con un nulla tra le mani. “Cosa voleva quella?” Chiese il nuovo arrivato. “È sempre qui, ogni tre giorni all'incirca.” “Ruba qualcosa?” “No- disse il solito controllore- anni fa in questa stazione è partito un signore vestito di tutto punto, con i capelli biondi che spiccavano e gli occhi vivaci ma tristi. Partì e non tornò più. Le diede un ultimo bacio però. Ogni tanto lei viene qui a rovistare, nella speranza di trovarlo.” E il giovane capii che si possono perdere anche le persone.
—  About a moonlight

‘san siro’
preparatevi a condividere sorrisi, lacrime, brividi con ragazze che vi sembrerà di non conoscere, ma fanno parte di te. preparatevi ai brividi lungo la schiena, all'adrenalina, preparatevi al miglior momento della vostra vita. preparatevi a conoscere gente meravigliosa, ad imparare a rispettare tutti, larry, ziam, zerrie shippers o altro. preparatevi alle lunghe ore in fila che amerete, e vorrete tornarci quando tutto sarà finito. preparatevi ai brividi che proverete quando sedute in cerchio inizierete a cantare tutte le loro canzoni, durante l'attesa. preparatevi alla sensazione migliore che si possa avere, preparatevi a sentirvi voi stesse, vive, perfette, nel posto giusto. preparatevi perché non realizzerete che quello che staranno staccando sarà il vostro biglietto, che il controllore dirà 'entra’. preparatevi a correre una volta aperti i cancelli, a ridere a mandare a fanculo i piedi che bruciano. preparatevi a respirare l'aria di quello stadio, a urlare, a guardarvi attorno e dire 'non ci credo’ perché sarà esattamente così preparatevi a sentirvi a casa vostra. preparatevi alle urla che si genereranno ogni cosa succeda e voi ne sarete coinvolte. preparatevi ai rumors del momento 'i ragazzi sono arrivati’ 'oddio ho visto niall’ 'ma che dite? sono in albergo ancora’ preparatevi ad abbracciare gente che non conoscete, ma che condivide questo sentimento così grande con voi. preparatevi a quando tutte insieme canterete 'torn’ e dentro ogni sguardo ci sarà quel senso di malinconia. preparatevi ai mini infarti quando arriverà un bus enorme o una semplice macchina a vetri scuri. preparatevi a coloro che apriranno il concerto perché li amerai, ogni cosa sarà perfetta quel giorno. preparatevi a quando le luci si spegneranno, le urla di alzeranno, e capirete che è arrivato il momento che aspettate da una vita preparatevi alla canzone di apertura, perché quella non la dimenticherete mai qualsiasi cosa succeda. preparatevi a correre verso il vostro posto, che sia anello, o prato sarà il posto migliore in assoluto. preparatevi a ridere CON loro, preparatevi ad averli PER voi. perché in quel momento sarete nello stesso posto. voi e loro. preparatevi alla vostra canzone preferita, perché quando partirà sentirete quei brividi in più e sarà dedicata solo a voi. preparatevi ai bassi di Liam, quelli sono da infarto dal vivo preparatevi alle battute idiote di Harry, alla sua stranezza, alla sua voce rauca che vi farà impazzire. preparatevi ad avere i brividi in una maniera assurda, dopo gli acuti di Zayn. sentirete lo stadio tremare. preparatevi alla risata di Niall, al suo italiano, alla sua chitarra. preparatevi a Lou, lo sentirete urlare, ridere, ma preparatevi alla sua voce perché credetemi, dal vivo è magia. vi rapirà. preparatevi alle canzoni movimentate, a saltare, cantare a rischiare di cadere dal posto, di finire schiacciata a terra. preparatevi a cantare più forte di loro, a fargli tatuare questo momento nei loro cuori, preparatevi ai loro occhi lucidi. preparatevi alla band musicale, alle guardie del corpo che odierete, alle transenne, alle bottigliette d'acqua, a correre. preparatevi ai video durante le pause, alle 'twitter questions’ che vi faranno morire dal ridere. preparatevi a little things, perché sarà una delle più emozionanti, sarà come una magia. preparatevi alle canzoni di up all night, perché quelle sono impossibili da dimenticare, sarà come fare un salto indietro. preparatevi a what makes you beautiful, ultima della lista, prima nei nostri cuori per sempre. preparatevi alla canzone finale, non saprete se piangere o ridere o continuare a sognare, ma vivetela tutta. preparatevi a piangere durante i loro saluti, ma ricordate non se ne andranno per sempre, nel vostro cuore sono sempre lì. preparatevi alle canzoni allungate, alle parti che faranno cantare solo a voi, alle acrobazie, alle parole cambiate. preparatevi a realizzare che saranno davanti a voi non dietro un poster o un video su youtube. preparatevi alle luci spente, alla band musicale che scende dal palco, a tutti che si alzeranno non pronti per andarsene. preparatevi a piangere a voler rimanere lì dentro ancora un po’ a sperare un loro ritorno a sorpresa. preparatevi ai 'devi uscire, è finito’ alla differenza dall'entrata all'uscita, gente che camminerà piano come non voler andarsene. preparatevi a pensare che è durato tutto troppo poco che è passato velocemente, preparatevi a piangere anche due o tre ore dopo. preparatevi ai 'li rivedrai, non piangere’ 'non fare così’ 'ma perché piangi se li hai visti?’ preparatevi a riascoltarli nelle cuffie il giorno dopo, oddio, quasi non ci crederete, nemmeno appena li vedrete in foto. preparatevi a realizzare che si, avete fatto parte del Where We Are Tour. preparatevi ai mesi seguenti quando si apriranno vostre foto o video del concerto sembrerà tutto così strano, impossibile. preparatevi al modo assurdo in cui vi mancheranno dopo il concerto, sopratutto il giorno dopo, vi mancheranno troppo. preparatevi a quella sensazione di tristezza nel vedere il posto del concerto VUOTO la mattina seguente. preparatevi ma sopratutto ricordate che finalmente avete realizzato il vostro sogno, che li avete avuti lì con voi, che avete vinto. IN QUESTO MOMENTO, ricordate di vivere il countdown ragazze, perché vola tutto velocemente. vivetelo tutto. directioners, li vedrete. non importa se per la prima o la millesima volta, sarete li, capite? voi, sarete li. non dite mai 'mancano ancora 184-185 giorni non vedo l'ora che passano’ perché una volta finito vorrete tornare ad oggi. per quelle che li vedranno la prima volta, come me, non sarete a casa a piangere bellezze, sarete sotto quel palco, con loro. per quelle che li hanno già visti, anche questa volta proverete le stesse emozioni, il vostro sogno non si ferma. voi che avete pianto al 'sold-out’ di verona e milano, potreste essere quelle che toccheranno le loro mani. i sogni sono fatti per essere realizzati, e si bellezze, voi ci siete riuscite. avete vinto contro tutti. vivetelo. tutto. ricordate: non piangete quando tutto sarà finito, perché la fine è semplicemente l'inizio. credete ai 'li rivedrete’ perché, avete visto? sembrava impossibile eppure li incontrerete e succederà altre volte. ricordatevi di guardare la strada quando correte verso il loro bus, hahah no seriamente, state anche attente. ho gli occhi appannati sto piangendo come una cogliona, vi ho uccise? beh, sappiate che succederà TUTTO questo, meraviglie. per chi anche questa volta sarà a casa, NON ARRENDETEVI, sembrano le solite frasi fatte, ma ci riuscirete, CREDETECI. allora, caricatevi, non scordate niente (specie i biglietti AHAHAH) e..

'san siro, are you ready?’

—  Non so chi l'abbia scritta, ma sto affogando nelle mie lacrime.

Tu eri bello perché abitavi a Napoli nel centro storico
Io ero brutta perché vivevo in provincia dove storico si dice vecchio
Tu eri bello perché capivi quando si poteva non obliterare il biglietto
Io ero brutta perché se non lo obliteravo il controllore me lo leggeva in faccia
Ma poi
Tu eri brutto perché avevi la schiena popolata di peli
Io ero bella perché non ne avevo neppure sulla lingua
Tu eri brutto perché col sapone sotto la doccia ci lavavi le balle
Io ero bella perché col sapone sotto la doccia ci facevo le bolle
Ma poi
Tu eri bello perché leggevi il bugiardino dei medicinali e mi tranquillizzavi sugli effetti collaterali
Io ero brutta perché sgamavo le tue bugie e tu non eri tranquillo manco per niente
Tu eri bello perché cucinavi con amore e rifacevi il letto la mattina
Io ero brutta perché volevo fare l’amore in cucina e lasciavo le briciole nel letto
Ma poi
Tu eri brutto perché davi i numeri se punto nel vivo
Io ero bella perché ricordavo i numeri di telefono anche dei morti
Tu eri brutto perché dicevi ‘ti ho comprato una cosa’
Io ero bella perché le cose te le regalavo senza dovertelo annunciare
Ma poi
Tu eri bello perché le lucine del presepe ti si accendevano tutte
Io ero brutta perché la coda della cometa mi splendeva a singhiozzo
Tu eri bello perché mi dicevi che ero bella sempre
Io ero brutta perché ti dicevo che eri bello qualche volta
Ma poi
Tu eri brutto perché la sciarpa era per non prendere freddo alla gola
Io ero bella perché la sciarpa era un accessorio da abbinare al rossetto
Tu eri brutto perché arrivavi prima all’orgasmo
Io ero bella perché nella vita sono stata sempre una puntuale: mai cinque minuti prima o cinque dopo
Ma poi
Tu eri bello perché mi sognavi
Io ero brutta perché non dormivo
Tu eri bello perché mi guidavi
Io ero brutta perché prendevo le multe
Inoltre
Tu eri brutto negli stessi giorni miei
Io ero bella negli stessi giorni tuoi
Sarebbe bastato alternarsi
Come il burro e il sugo sulla pasta dei bimbi
E invece un giorno ci siamo detti addio
Perché eravamo stati entrambi brutti
Ma proprio brutti brutti
Tu eri arrivato all’orgasmo prima
Io ero rientrata da lavoro prima.


Rossana De Filippo (meglio conosciuta come “Prof Sorriso”, la mia rossa e riccia prof di latino e greco)

Nel sacrosantissimo giorno di Pasquetta, dopo l’ennesima volta che gli ho chiesto di vederci e aver letto, nemmeno sentito ma letto qualche scusa da due spicci per giustificare un nuovo ‘non posso’, mi chiedo con tutto lo stupore del mondo: ma perchè a mio padre, di me, non gliene frega proprio un cazzo?
Non voglio fare dissertazioni piagnucolanti da post abbandono, per carità di dio, la mia è una domanda che sorge spontanea, razionale e seria.
A me vuole bene il vecchio del bar, l’acidona dell’edicola, il controllore dell’atac giù al verano, mi vuole bene quello dell’alimentari che m’affetta il pane e pure il fioraio qua sotto. Perchè tu che sei il mio genitore non me ne vuoi? Che t’ho fatto? T’ho rigato la macchina nuova quando c’avevo 5 anni e non me lo hai ancora perdonato?
Vabbuò ma dimmelo, non te lo tenere dentro, affrontiamola sta divergenza una volta per tutte, al limite ti compro un’altra macchina.
Io proprio non capisco. Come fai tu, essere umano, a non affezionarti a una persona che hai visto nascere, che hai visto crescere, ridere, piangere, cagare, mangiare per otto anni? Ok, c’è un buco spazio-temporale di dieci anni da lì in poi in cui manco sapevi che faccia avessi, ma in quel lasso di tempo infinito non ti è mai venuto in mente una volta che sia una ‘chissà come sta quella’? E’ viva, morta, sta bene, ha bisogno di qualcosa, le manco?
Otto anni insieme, sotto lo stesso tetto. In otto anni ci si affeziona tantissimo persino a un animale domestico, come cristo fai a non volermi bene?
Ero pure simpatica, da piccola. Una cosetta magrissima con le lentiggini che rideva sempre e parlava a sproposito, non che la situazione sia cambiata molto ad oggi, ma prima sicuramente facevo più tenerezza.
Che cosa li mettete al mondo a fare i figli, dico io, se poi li fate crescere e diventare psicopatici perchè non gli volete bene?
Io se mai dovessi figliare, lo giuro su quello che ho di più caro (attualmente la mia terza peroni altrimenti non starei scrivendo questo post,ne prendo atto), vorrò tantissimo bene a mio figlio/a, non lo abbandonderò mai, mai e poi mai si sentirà solo o non amato, gli comprerò tutti i vestiti e le caramelle del mondo e lo farò diventare obeso e poi dovrò comprargli altri vestiti finchè non scoppia e non scoppierò pure io con lui.
Ho finito. Ciao.


La solitudine è questa situazione un po’ buffa, un po’ ridicola, un po’ aggressiva di un uomo seduto al tavolo di un ristorante turistico: l’immagine di una persona incompleta, tanto goffa da sembrare stupida o arrogante. Leo deve incominciare a difendere questa sua solitudine. Non deve permettere che gli altri lo vedano come un atomo dalle valenze aperte, come qualcuno immiserito dalla mancanza di un compagno, di un amico, di un amore. La solitudine è anche scomodità. Obbliga a rivolgersi agli altri, a fare richieste continue. Sul treno lui non può lasciare i bagagli per recarsi al ristorante. Deve cercare il controllore, o un altro passeggero, e chiedergli di dare cortesemente un’occhiata alla macchina fotografica. Negli aeroporti, con il carrello carico di valigie, non riesce a raggiungere la toilette, o la cabina del telefono soprattutto se si trovano a livelli diversi da quello in cui è stato sbarcato e allora, scaricare i bagagli, affrontare le scale, deporli, entrare in un bagno diventa un’impresa impossibile, faticosa già mentalmente. Nei ristoranti è pressato dalla gente in coda solo perchè gli altri sono in due e lui, solo, sta occupando un piccolo tavolo. Negli alberghi le camere singole sono, in genere, le più strette e le più piccole: i sottotetti o le mansardine della servitù. E per giunta c’è pure un supplemento da pagare.
La solitudine impietosisce gli altri. A volte lui sente lo sguardo indiscreto della gente posato sulla sua figura come un gesto di una violenza inaudita. Come se gli altri lo pensassero cieco e gli si accostassero per fargli attraversare la strada. Certe premure lo offendono più dell’indifferenza, perchè è come se gli ricordassero continuamente che a lui manca qualcosa e che non può essere felice. Si vede con un lato del corpo sanguinante, una cicatrice aperta dalla quale è stata separata l’altra metà. Vorrebbe spiegare che sì, Thomas gli manca e di questo sta soffrendo. Ma che non avverte la propria solitudine come una disperazione. Si sta concentrando su di sè, si sta racchiudendo nelle proprie fantasie e nei propri ricordi. Sta cercando di abbracciare la parte più vera di se stesso recuperandola attraverso il ricordo, la riflessione, il silenzio.
—  Pier Vittorio Tondelli

Gente, aiutatemi.
Sto organizzando una fuga per dopodomani, ho voglia di andare a Roma.
Ora, ho controllato i treni e ho controllato gli orari, e ci siamo.
Giovedì non ho scuola, quindi ok.
Il problema è ‘convincere i miei’. Per ora gli ho detto che voglio andare in città (20 minuti di treno da dove abito io), e hanno detto “con chi?”. Io ho detto “con tutta la classe, posso mai andare da solo?” (😏).
Poi mio padre m'ha detto “Augusto, non andare da solo *in città*, è pericoloso e sei inesperto. Poi quando arrivi lì ti chiamo e mi passi i tuoi amici.”
Chissà come reagirebbe se sapesse che voglio andare ancora più lontano, e da solo, ahah.
Il problema è: cosa gli dico se mi chiama quando sono in treno da solo?
Poi, il biglietto dovrei farlo? Non vorrei dover spendere diverse decine di euro e poi il controllore manco passa.
Quindi, ho pensato: mi porto i soldi del biglietto di andata e di quello di ritorno, e se il controllore mi ferma, allora lo pago a lui.
È plausibile una cosa del genere?
Spiegatemi come se lo steste spiegando a un bambino, di treni non me ne intendo.

(P.s. Non sto assolutamente scappando di casa, eh. Alla sera voglio/DEVO tornare)

Frasi memorabili

“L’importante è il viaggio non la destinazione”.

Provate a dirlo al controllore quando vi trova senza biglietto e vedete cosa succede.

Persino quando ero felice
quando ero innamorato
ti pensavo

riuscivo a vedere la tua bellezza
anche quando avevo occhi
soltanto per un'altra
tu c'eri sempre
eri lì
coi tuoi sorrisi
i tuoi occhi luminosi
e quella bontà d'animo
che non ho mai dimenticato

e adesso ti chiedi perché
perché non te l'ho detto prima
e cosa avrei potuto dirti?
Che mi divertivo da morire
soltanto avendoti ad un passo?
Che mi piaceva quando insieme
commentavamo gli altri?
E a cosa sarebbe servito?
A deviare il percorso?
Dovresti saperlo
che certi treni
partono in ritardo
che certe coincidenze
non coincidono
che non c'è sempre il controllore
a dirti:
“guarda che hai sbagliato treno.
Il tuo è quello lì.”