contrattazione

Tre agosto a Pechino

A pranzo ritorno a mangiare gli spaghetti freddi in salsa di sesamo. Mi aprono lo stomaco anche al solo ricordo. Sopra agli spaghetti ci sono cetrioli tagliati in fili sottili, noccioline grattuggiate, coriandolo, peperoncino, noce moscata. A lato, nella ciotola, la salsa di sesamo si insinua verso il fondo. Il coriandolo in effetti si puo’ anche evitare, io lo mangio lo stesso anche se lo digerisco una volta su tre.
Gli spaghetti sono piuttosto spessi, hanno la consistenza di pasta all’uovo. No, non sono ne’ di riso ne’ di soia, sono proprio spaghetti, saranno numero 2 o 3, secondo la Classificazione Italiana dello Spessore dello Spaghetto.

Mentre pranzo ricordo che questa mattina sull’autobus ho sentito la responsabile del nostro gruppo di studio che parlava di un grande magazzino (pifa) nelle vicinanze, che pare sia uno dei piu’ conosciuti della citta’.
(La responsabile e’ una signora cinese non troppo bella, eta’ indefinibile, permanente effetto paglia, denti gialli, pantaloni a tre quarti e scarpe con mezza zeppa, una faccia dura ma sempre sorridente da cui non trapelera’ mai alcun problema personale se non quello di apparire sempre impegnata nel proprio lavoro salvo poi delegare tutto ad ansiose signorine piu’ giovani).

Al solo pensiero di pifa sono contenta, infatti dopo pranzo chiedo un po’ in giro per capire dov’e’, poi giro l’angolo e lo trovo subito, anche perche’ e’ un enorme gigantesco magazzino che sul tetto ha questa insegna dorata alta due metri che dice RICCO PIFA DI GENERI ALIMENTARI, e dietro ha un altro magazzino di uguale misura con su scritto FELICE PIFA DEGLI OGGETTI PER LA CASA.

Non ne usciro’ finche’ non mi saro’ procacciata delle casseruole in legno per cuocere i ravioli al vapore.

Fuori c’e’ un parcheggione enorme ma non ci sono solo macchine di clienti, c’e’ di tutto, soprattutto banchetti che vendono spezie, verdure sfracellate per terra, signore che vendono pannocchie, casino.

E’ il primo pomeriggio e i mercati di frutta e verdura non sono piacevoli nel primo pomeriggio, non solo a Pechino.

Salto il primo pifa e vado verso il secondo, per istinto. Il secondo ha vari ingressi e su uno c’e’ scritto ‘il mondo delle belle scarpe’. Accanto all’ingresso i soliti leoni di pietra grigia, questa volta sono alti quanto un cristiano. Chi produce i leoni di pietra? Chissa’! Scosto la tipica tenda d’ingresso dei magazzini (fatta di strisce di gomma trasparenti larghe venti centimetri e accostate l’una all’altra) e mi immergo nel pifa.

Il pifa ha il pavimento in linuleum nero e un alto soffitto grigio solcato da cavi della luce e tubi di aerazione. Nessuno guarda in alto, non ci sono finestre: sembra in effetti un enorme mercato coperto fatto di banchetti illuminati da luce artificiale. In un passato di cui ho sentito solo parlare, i mercati di Pechino si estendevano su lunghe strade da cui prendevano o cui davano il nome. Poi questi mercati sono stati istituzionalizzati e sistemati in strutture al chiuso. I piu’ famosi sono molto sparkling, a piu’ piani, con all’interno bancomat e scale mobili. I pifa restano in genere molto spartani. (I mercati di frutta e verdura all’aperto spuntano comunque come funghi in giro per le strade) All’ingresso trovo ad aspettarmi una sfilza di banchetti dedicati alla cura del telefonino. Si possono comprare accessori, custodie, tutto molto ke’ai, caruccetto: le custodie sono soprattutto di brillocchi, rosa, di peluche. Ottimo: nella lista delle cose da fare c’e’ proprio l’acquisto di una custodia per il telefono nuovo. Vorrei trovare qualche shuaige (bel ragazzo), o ragazzetta timida, ma una coppia mi intercetta, ricava il modello e la marca, e mentre lei mi applica una nuova pellicola al telefono lui cerca di rifilarmi una custodia a 60 yuan. 7 euro, siamo matti, prezzi da amazon! Non ho voglia di contrattare, mi fanno pagare troppo la pellicola, me ne vado. Trovo un banchetto con una ragazzetta timida che mi propone una custodia pinky molto simile alla precedente. Zuishao zuishao 25! Il prezzo piu’ basso che puo’ propormi e’ 25! Accetto subito, che me frega: spiazzata dalla mia accondiscendenza e dal fatto che non contratto, la piccoletta si rende conto che ha detto un prezzo un po’ troppo basso sotto lo sguardo della sua capa. Per spezzare la tensione chiedo dove si trovano le cose da cucina: dall’altro lato del mercato. Evviva! Ho la scusa per attraversarlo tutto. Primo stadio scarpe: il puzzo di gomma e pelle di plastica e’ invadente, slalom tra i vari banchetti e avanti tra i vestiti: camicie e pantaloni a fiori in acrilico che sono la divisa delle vecchiette di Pechino, canotte, tute, come in ogni mercatino sono soprattutto vestiti da donna. Una breve sezione di piccoli elementi di arredamento, molte stuoie in legno (o forse in legno che sembra proprio plastica) che i cinesi usano per dormire in estate. Materassi e materassini da mettere sul materasso per renderlo piu’ dormibile, ferramentaglia. Tende. Tubi da doccia e mobili da bagno. Decori: rossi nodi cinesi di tutte le misure, anche fatti con quelle che sembrano rosse gomene, lanterne rosse di carta, un tripudio di giocattoli di plastica per bambini, hulahoop ciccioni che solo a vederli mi fanno pensare a grossi lividi alle anche. Dopo un po’ compaiono molti banchetti che vendono servizi da te’ con apposito tavolino a grata per scolare l’acqua con cui si sciacqua la teiera, sono molto tentata dai prezzi irrisori. Finalmente roba da cucina. Comprerei mille ciotole e ciotoline in ceramica di tutte le misure, in Italia e’ difficile trovare ciotole in cui mangiare il riso! Ma ripeto a me stessa che non posso metterle in valigia, soprattutto e’ una scusa per non sputtanare soldi. Allora cerco il fattapposto per cuocere i ravioli. Lo chiedo in un modo, ad un banchetto una signora con accento del sud mi capisce e mi dice che si chiama in un altro modo, mi offre una vaporiera in vetro e acciaio, di legno ne ha solo uno piccolino. Incasso il nuovo termine e me lo rigioco ad un altro banchetto, mi dicono che si dice nel primo modo in cui l’avevo chiesto, poi ampia scelta di vaporiere in acciaio. Vedo le casseruole su un banchetto, le signorine che lo gestiscono sedute su degli sgabellini di plastica bassissimi ci mettono un po’ a rendersi conto che li voglio comprare. La signorina che mi serve e’ un po’ strana, forse e’ malata, ha gli occhi molto chiari, la pelle rosea. Vedo che alla radice i capelli tinti di rosso sono bianchi: e’ albina! Tutta la mia simpatia, voglio comprare da lei. Le casseruole di media misura sono rovinate, quelle piu’ alte sono senza coperchio. Alla fine trovo una media misura col bordo in latta, tre piani e coperchio di foglie di bambu’ intrecciate, contratto a cinquanta kuai, metto in busta mi giro per andare via. Vedo delle bacchette ma non sono sicura che siano in legno o in plastica. E io le voglio di legno. Mi ricordo di un banchetto che vende cose di legno (dal tavolino da te agli attaccapanni ai bastoni da passeggio), mentre ci vado incrocio una signora che vende casseruole per fare i ravioli. Lei guarda la mia busta degli acquisti e scuote la testa: non posso pero’ tornare indietro nel tempo eh signo’! Dispiace anche a me. Il tipo ganzo che vende oggetti in legno ha in effetti uno scatolone pieno di bacchette di legno. Per un bel mazzetto non mi scuce nemmeno un kuai di sconto. Faccio finta di fare quella che se ne va, niente. Le conto per vedere se sono pari e le compro lo stesso. Basta pero’, vorrei uscire! Scappo dalle lanterne, dalle ceramichine, dai servizi da te’ e dalle stuoie in legno. Ferramentaglia, tende, hulahoop, materassi, vestiti colorati, scarpe, c’e’ un signore che vende scarpe di stoffa tipiche delle vecchiette di Pechino: lao beijing style. Ne vedo un paio identico a quelle che avevo due anni fa: blu a fiorellini bianchi, si erano poi sciolte in un giorno di pioggia. Inizia la contrattazione, il vecchietto mi fa un sacco di complimenti finti per il mio cinese e piano piano mi frega anche perche’ un ragazzo piuttosto baldanzoso da un vicino banchetto di telefonaglia si mette a scherzare con noi e fa interferenza. Faccio finta di guardarlo male ma lui mi prende sul serio e se ne scappa. Vince il vecchietto e per non essere presa per cretina da chi legge non diro’ il prezzo finale delle scarpe, comunque ampiamente sotto ai dieci euro. Il vecchietto mi prende in giro aspramente cantando le lodi dell’intraprendenza commerciale mia e di tutto il popolo italiano. Appiccicosa tenda di gomma e poi l’afa, speriamo piova presto. Non ho fatto nemmeno una foto, vorrei tornare. Gia’ ripenso alle ciotoline, ai servizi da te’, a certi cucchiai in legno e in ceramica, a come allargare il mio bagaglio a mano con effetti speciali. Mi accompagna il sottile dubbio che forse sarebbe stato meglio comprare una vaporiera d’acciaio o in vetro. Ma penso di no: sai che bella figura fanno le casseruole in autentico stile lao beijing.
Bracconaggio di fine stagione

La bassa stagione in India è un po’ come una festa di liceali con una sola ragazza. Un po’ come un periodo di lunga siccità e un solo erogatore d'acqua attivo. Un po’ come quando H&M ha lanciato la collezione Lanvin e ha aperto le prevendite.
In una parola, bracconaggio o guerra. In entrambi i casi: tu sei la preda.

La preda la riconosci perché è l'unica nell'arco di chilometri ad indossare shorts colorati, occhiali da sole e canottiera. La preda sente di essere fiutata ovunque si sposti, ha una bottiglia d'acqua in mano e vive in un bagno di sudore.
Il bracconiere invece indossa pantaloni rigorosamente lunghi, camicia tutta abbottonata e non ha l'ombra di una pezza sul corpo, indipendentemente dal fatto che alle 2 del mattino (giusto per fare un esempio a caso…quello che mi sta tenendo sveglio ora) il termometro segni 38 maledetti gradi e l'aria sia talmente calda da fare quasi male.

Comunque, il bracconiere osserva la preda da lontano, la studia in pochi secondi. Poi si avvicina con fare volutamente casuale e sorriso 32 denti. Parte la prima pallottola, che è sempre-sempre-sempre questa: “where are you from?”.

Se rispondi parte il secondo colpo:
“Where exactly. Milano? Roma? Torino?” (vedi..ti conosce, sa dove vivi).

In genere a questo punto parte una frase a scelta nella tua lingua. L'ultima di oggi è stata: “centocinquanta, la gallina canta” (vedi…ti capisce, parla la tua lingua)

Poi subito un nuovo colpo:“what are you looking for?” (Pura formalità. Qualunque cosa tu voglia o non voglia lui ce l'ha).

Pochi istanti e ha già ricaricato, siamo alla presa della Bastiglia: “I can help you” - “very good price my friend”.

Inutile divincolarsi, se sei la preda a questo punto sei già nella sua morsa. Se ti allontani ti segue, se resti fermo ti ammorba di chiacchiere. Se solo provi a ringraziare per pura cortesia ti finisce con il colpo chiave: “come and see my shop, just to take a look”.

Ma alla fine in qualche modo sei ancora in piedi, ti allontani, ti nascondi in un posto sicuro. Bevi un sorso d'acqua.

Ecco, quello è in genere il momento in cui senti che qualcuno ti picchietta sulla spalla. Non ti giri ma non serve perché…“where are you from, my friend?”.

'Porterò sull'Isola 100 preservativi e...', immediata l'esclusione dal reality

“Sospetto che quella frase non sia piaciuta alla produzione”. Così dichiara Efe Bal, la trans di origini turche che, dopo mesi di contrattazione è stata esclusa dal cast dell’Isola dei Famosi.

In un’intervista rilasciata al quotidiano online Lettera 43 Efe Bal racconta quale è, secondo lei, il motivo dell’esclusione:

“Qualche tempo fa dissi alla Zanzara -il programma di Radio 24- che avrei portato sull'Isola 100 preservativi e che ci sarebbe stato tanto sesso. Ma era una battuta. Forse qualcuno l'ha presa troppo sul serio. Magari qualcuno in alto ha pensato che mi sarei spogliata in diretta”.  

Dice di non essere amareggiata per l’accaduto, ma Efe Bal esclusa dall’Isola dei Famosi continua a chiedersi il perché, visto che i motivi non sono stati completamente chiariti:

“Mi hanno detto che in prima serata la mia partecipazione non è adatta. Eppure ricordo che in Mediaset sono intervenuta a parlare di prostituzione alle nove di mattina con Carlo Giovanardi. Altro che prima serata. Non ho mai nascosto quello che faccio, non ho mai avuto scandali, sono sana e ho la fedina penale pulita. Però l'anno scorso c'era Rocco Siffredi…” Ha detto Efe Bal esclusa dall’Isola dei Famosi “I preservativi li avrei portati davvero, la produzione lo permette e poi non si sa mai. Il problema, in realtà, sarebbe stato un altro: se fossero confermati come partecipanti Marco Carta e il figlio di Moira Orfei, mi sa che non li avrei mai usati!”


SI E’ SUICIDATA LA TRANS, LUTTO NEL MONDO DELLA TV
infoaut.org
Roma. Occupazione e sgombero: duri scontri in via Ostiense

L’emergenza casa continua ad essere un problema di cui le istituzioni romane sembrano non vogliano farsi carico. Sindaci di destra, di sinistra o commissari continuano a gestire come un problema di ordine pubblico la mancanza di alloggi nella capitale. Oggi alcuni nuclei familiari in emergenza abitativa, accompagnati da Action dirti in movimento, hanno deciso di “fare da sé” riappropriandosi di uno stabile vuoto in via ostiense 333.

Gli occupanti, organizzati in Action Diritti in Movimento, sono stati raggiunti dalle forze di polizia. Le famiglie, già sgomberate la scorsa settimana da un’occupazione sulla via prenestina, hanno quindi dovuto subire ancora una volta la follia poliziesca del prefetto Gabrielli deciso a gestire l’ordine pubblico della capitale come uno sceriffo da film western. I canali di mediazione non hanno convinto gli occupanti, decisi ad ottenere soluzioni concrete oltre la contrattazione poliziesca.

Verso le 13 è salita la tensione. La polizia, con l'impiego di idranti ha provato a sgomberare i blocchi. Gli occupanti hanno resistito alle cariche frapponendosi agli idranti, con lanci di sassi e bottiglie e improvvisando barricate con i cassonetti. Dei circa 400 manifestanti una cinquantina sono stati identificati  

Industria conserve, troppo pomodoro da trasformare

”E’ necessaria una riduzione delle quantità di pomodoro da destinare alla trasformazione”. Anicav, la principale Associazione di rappresentanza dell’industria conserviera, ha sottolineato, al Tavolo per la contrattazione del pomodoro da industria del Bacino del centro Sud, volto a definire la programmazione per la prossima campagna di trasformazione, la “necessità di ridurre le quantità di pomodoro da destinare alla trasformazione, per giungere ad un riequilibrio dell’intera filiera del pomodoro da industria”.

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UBI BANCA -16% (RISCHIO BAIL IN?)

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Crollo catastrofico di Ubi Banca a Piazza Affari, in una nuova giornata nera per il comparto bancario e dopo i conti del 2015 che hanno deluso il mercato. Il titolo che in apertura non ha fatto prezzo e’ poi entrato brevemente in contrattazione per essere fermato con un -11% e poi un -16%. Al momento e’ in contrattazione e crolla del 16,42% a 2,83 euro sui livelli del luglio 2013.

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Il titolo risente dell’ondata di vendite che ha nuovamente colpito il comparto in tutta Europa (-6% l’Eurostoxx di settore), ma la performance e’ peggiorata dai dati diffusi stamattina. Ubi Banca ha chiuso il 2015 con un utile netto di 116,8 milioni ma i proventi operativi sono scesi dell’1,1% a 3,4 miliardi. A deludere il mercato il margine di interesse sceso del 10,3% a 1,6 miliardi -10,3% e la perdita del IV trimestre di 45,2 milioni (ben oltre le attese del mercato che erano di circa 10-12 mln).

Sul fronte della solidita’ patrimoniale, infine, il coefficiente common equity tier 1 e’ al 12,08% e all’11,62% considerando l’integrale applicazione delle regole di Basilea III. Il numero di azioni oggetto di recesso si riduce a solo 1,8 mln azioni (rispetto ai 35,4 mln che erano state oggetto di recesso).

Fonte: Qui

COMUNE BOLOGNA: GARANTE SCIOPERI CHIEDE INFORMAZIONI A SINDACO SU ASSEMBLEE DIPENDENTI

Il Presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, ha chiesto informazioni urgenti al Sindaco di Bologna, con riferimento alla notizia pubblicata oggi dal Corriere della Sera oggi, secondo la quale i lavoratori del Comune si sarebbero riuniti in assemblea retribuita, in orario di lavoro, per 158 ore nell’anno 2015.

Al riguardo, il Garante ha rammentato che ogni assemblea, pur convocata ai sensi dell’articolo 20 della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), che si svolga con modalità differenti rispetto a quelle previste dalla contrattazione collettiva, ivi compresa lamancata assicurazione dei servizi minimi, è considerata astensione dal lavoro soggetta alla disciplina della legge 146/90, sull’esercizio del diritto di sciopero.

Roma, 10 febbraio 2016

L'Europa e noi

Ricevo da Roberto e pubblico più che volentieri.

Dopo gli attentati terroristici di Parigi, i paesi membri dell’Unione Europea chiedono più flessibilità di bilancio per l’acquisto di armamenti e per aumentare forze dell’ordine e di intelligence.
A seguito delle misure di austerity introdotte per l’incedere della crisi, molti paesi europei avevano ridimensionato i bilanci militari riducendo le spese di più del 13%.

Il nuovo approccio europeo alla lotta al terrorismo sta assumendo una svolta radicale tutta orientata al rafforzamento della sicurezza attraverso gli armamenti e lasciando il ruolo della politica troppo trascurato. Se non accompagniamo il rafforzamento della sicurezza con un’azione che vada a rimuovere le cause che tanto rendono fertile il terreno del reclutamento al terrorismo avremo militarizzato i rapporti sociali senza che gli stessi si possano considerare protetti, sicuri. Chi pensa che questa emergenza si possa chiudere nell’alveo di una contrattazione sul patto di stabilità condotta dal singolo paese con più o meno potere contrattuale commette un errore di valutazione politica; la violenza terroristica non è influenzata dalla flessibilità dei bilanci ma da un humus culturale radicato  che va affrontato anche con l’ausilio di una diplomazia forte e coraggiosa in cui l’Europa unita deve trovare ruolo.

Veniamo all’osservatorio interno; alla richiesta di flessibilità si unisce anche il nostro paese che, attraverso il Presidente del Consiglio Renzi, ne motiva ulteriormente la necessità per poter gestire il problema dei migranti.
Lo fa attraverso il suo stile arrogante per accreditarsi come l’uomo che non deve chiedere mai, come colui che non si presenta con il cappello in mano ma che invece pretende un ruolo di primo piano.
Mostra i muscoletti per attirare su di sé il consenso di quelli che vedono nell’Europa il tiranno da abbattere; alza la voce sui migranti contro la comunità europea per nascondere la pochezza della politica economica, industriale del suo governo.

La politica di austerity avviata dalla comunità europea va contrastata attraverso un lavoro di alleanze su politiche che contrastino fortemente la visione liberista che ha nel suo DNA la forbice della diseguaglianza, della povertà.
Un amarcord a Ventotene non è sufficiente a ricostruire l’abito europeista; è necessario credere ed operare con vigore per costruire gli Stati Uniti d’Europa, per rilanciare un progetto politico indispensabile per una democrazia della globalizzazione.
Invece di intrattenersi in fiction di consenso personale, il presidente Renzi dovrebbe con tenacia perseguire questi obiettivi e indicare al paese che questa è l’unica scelta che può riqualificare la domanda e la relativa crescita.

Il governatore della BCE Draghi ha proposto in queste settimane di istituire un Ministro del Tesoro unico per l’Eurozona; è di queste ore che i presidenti delle banche centrali di Germania e Francia concordano sulla proposta del Governatore Draghi e ne hanno ufficialmente firmato la richiesta.

Il banco di prova caro Presidente è scodellato, misureremo le sue convinzioni.


Giorgio

Wall Street: poco variata, molto volatile

Coloro che non hanno seguito la seduta di Borsa a New York, guardando l’esito finale, potrebbero farsi un’idea sbagliata di quanto è avvenuto, i principali indici infatti hanno terminato le contrattazioni con variazioni limitate, ma la volatilità non è mancata.

L’apertura era fortemente negativa, ma nelle prime battute arrivavano solo acquisti, per cui ben presto si azzeravano le perdite, ma, dopo aver viaggiato per un po’ sopra e sotto la parità si tornava a scendere.

Si era solo all’inizio perché sui 15.900 il Dow Jones rimbalzava nuovamente e si riazzeravano le perdite, ritrovata la freccia verde, però, ecco di nuovo le vendite, molti accusavano i sintomi del “mal di mare”, ma non era ancora finita perché i 15.900 punti avevano ancora la funzione di “tappeto elastico” e stavolta il rimbalzo proseguiva ben oltre la parità.

Sembrava proprio l’azione decisiva, ma ancora una volta arrivava un’inversione di marcia, azzerati i guadagni si affrontava l’ultima mezz’ora di contrattazione, un paio di dietro-front, quindi “ci si accontentava" di un pareggio sottoscrivibile ad occhi chiusi all’inizio della seduta, ma che invece alla fine ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

In calo i petroliferi visto che il prezzo dell’oro nero è sceso di circa sei punti percentuali, giù anche i titoli bancari, seppur i ribassi oggi sono stati decisamente contenuti, positivi i farmaceutici ed abbiamo assistito anche a qualche buon rimbalzo.

Quota 16.000 punti per quanto riguarda il Dow Jones per il momento ha tenuto e sarebbe davvero importante che nei prossimi giorni tornassimo a veder prevalere frecce verdi.

E’ una eventualità tutt’altro che peregrina, domani e dopodomani infatti sono in programma due interventi di Janet Yellen, uno alla Camera e l’altro al Senato ed il numero uno della Fed potrebbe non deludere gli investitori.

E terminiamo dando uno sguardo al mercato valutario perché vale la pena sottolineare il ritorno in intraday di un cross Eur/Usd oltre quota 1,13 un livello che non si riscontrava dallo scorso mese di ottobre.

Dow Jones (-0,08%) rimbalza Pfizer (+1,89%) dopo un periodo estremamente negativo, ovviamente ora occorrono delle conferme, stessa sorte per Home Depot (Swiss: HD.SW - notizie) (+1,80%), mentre conferma la ripartenza E.I. Du Pont (+1,60%)

Molto volatile come da copione Chevron (Swiss: CVX.SW - notizie) (-3,57%), pericoloso dietro-front di IBM (Swiss: IBM.SW - notizie) (-2,29%) ed in calo anche Wal-Mart (-1,63%).

S&P500 (-0,07%) buon rimbalzo di Walgreens (+2,77%), segnali di ripresa per Capital One Financial (+2,51%) e per il biotecnologico Gilead Sciences (NasdaqGS: GILD - notizie) (+2,33%)

Di (KSE: 003160.KS - notizie) nuovo sul fondo Anadarko Petroleum (Other OTC: ANDKU - notizie) (-7,02%), crolla Time Warner (Xetra: AOL1.DE - notizie) (-6,08%) sui minimi dall’aprile 2014, e quarto ribasso di fila per Devon Energy (-4,31%).

Nasdaq (-0,35%) conferma il rimbalzo della vigilia il colosso dei videogiochi, Electronic Arts (NasdaqGS: EA - notizie) (+3,43%), stessa sorte per Netflix (Hannover: NFC.HA - notizie) (+3,37%) quindi Endo Pharma (+3,10%)

Una deludente trimestrale fa sprofondare Viacom (-21,48%), scendono anche Regeneron Pharma (Swiss: REGN.SW - notizie) (-6,29%), e Discovery Comm. (-5,00%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online
Eni: titolo tocca i minimi dal settembre 2001

Improvvisa accelerazione ribassista per Eni che ha toccato un minimo intraday a 11,55 euro, valori che non si vedevano dal lontano settembre del 2001. Dopo qualche minuto di stop dagli scambi, il titolo del gruppo petrolifero è tornato in contrattazione e ora mostra una flessione di circa 2,5 punti a 11,77 euro.

Supplenti nelle scuole comunali Ok alle assunzioni a tempo

Supplenti nelle scuole comunali Ok alle assunzioni a tempo Conclusa la contrattazione con i sindacati relativa alle assunzioni a tempo determinatohttp://comunicazionelibera.it

Astaldi si aggiudica in consorzio contratto per costruzione più grande telescopio ottico al mondo

Il Gruppo Astaldi ha annunciato che il Consorzio ACe, partecipato da Astaldi e Cimolai, con EIE Group, è risultato winning bidder nel processo di aggiudicazione del contratto per la progettazione e realizzazione del “Dome” e della “Main Structure” dell’European Extremely Large Telescope (E-ELT), il più grande telescopio ottico al mondo. Secondo quanto si apprende in una nota, il comitato finanziario dell’ESO (European Southern Observatory) ha, infatti, autorizzato l’ESO ad avviare con il consorzio ACe la fase di contrattazione finale, con l’obiettivo di firmare il contratto definitivo a maggio 2016. I dettagli saranno definiti e comunicati a valle della firma.
Il Consorzio ACe è costituito da Astaldi (65%, capogruppo) e Cimolai (35%), con EIE Group, leader internazionale nella gestione, progettazione e realizzazione nel settore dell’Astronomia e dell’Astrofisica.

Quanto al nuovo telescopio, sarà costruito in Cile sul Cerro Armazones, nella parte centrale del deserto di Atacama, a un’altezza di 3.000 metri sul livello del mare. Avrà una capacità di messa a fuoco 100.000.000 di volte superiore a quella di un occhio umano e potrà raccogliere più luce dell’insieme di tutti i maggiori telescopi oggi esistenti sul pianeta.

EUR/USD: opportunità operativa della giornata

Analizzando la valuta delle valute EUR/USD su un grafico giornaliero notiamo come le ultime giornate di contrattazione inziate fine dicembre ed arrivate ad oggi quindi fine gennaio abbiamo portato ad un triangolo di compressione tra le aree di prezzo situate tra i livelli 1,10 ed 1,05; il nostro occhio però ricade sulla chiusura della candela giornaliera di questo venerdì la quale denota con particolare forza un ritorno almeno per oggi dei venditori a mercato con una possibile rottura di una trendline che manteneva i prezzi stessi in compressione (attenzione pero alle possibili false rotture)!

Come (Londra: 0QLA.L - notizie) la pensiamo a riguardo?

Come già indicato in passato notiamo un trend decisamente favorevole al ribasso dettato dalle politiche monetarie ancor oggi divergenti che potrebbero favorire la possibile discesa nel medio-lungo periodo.

Non possiamo tralasciare il segno di forza ribassista contraddistinto dall'evidente ritorno dei venditori a mercato in questa ultima giornata di gennaio, il che ci fa presupporre come una rottura evidente dei minimi della giornata del 29 gennaio potrebbe essere un ottima occasione per andare alla ricerca di possibili occasioni ribassiste di medio sino area 1.0650 circa.

Cosa abbiamo a supporto della nostra ipotesi?

  • Una rottura di una trendline attuale, che al di la di possibili ritest della stessa potrebbe proiettare i prezzi al ribasso
  • Un patten di prezzo a vantaggio della nostra ipotesi ribassista
  • Chiusura dei prezzi al di sotto della media mobile a 21 periodi esponenziale
A cosa fare attenzione?

Bisogna sicuramente fare attenzione al possibile falso breakout che potrebbe venire a verificarsi proprio in area di minimi della candela del 29 gennaio che potrebbe portare ad un ritest della trendline, difatti consiglio qualora si vada a favore di questa operatività di spostarsi con uno stop loss a rischio 0 non appena il mercato da a nostro favore i primi pips di profit.

Autore: visionforex.info Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online
FCA rientra da sospensione e cede oltre il 4%

E’ da poco rientrato in contrattazione continua il titolo Fiat Chrysler Automobiles dopo che gli scambi erano stati congelati dopo uno scambiato a 6,24 euro, in ribasso del 3,88% rispetto al prezzo di riferimento della vigilia. Attualmente il titolo cede il 4,4% in area 6,165 euro, -4,4%. Sostenuti i volumi con oltre 10,1 milioni di pezzi già transitati di mano.